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mercoledì 8 marzo 2017

Poesia al bar

Come foglia d'acero
attorno a me
tace la campagna
rami spogli di alberi arsi
piangono foglie
a terra sparse.
In fondo al tuo giardino
tra piante e aromi antichi
una brezza muschiata
come carezza mi coglie
e il respiro si scioglie.
Il rosso vermiglio
di un ultimo rosa
come tuo dono
mi avvolge, penetra
nutre e mi conforta
l'amata vite
il vecchio muro
abbraccia.

La poesia si intitola Come foglia d'acero ed è stata scritta da Angela Triossi, vincitrice dell'ultima edizione del concorso nazionale "Poesia al bar".



Ravenna, sala consiliare dicembre 2016, premiazione sesta edizione del concorso.
Prima classificata Angela Triossi di Ravenna. Alessandra Maltoni moderatore, Assessore Cameliani rappresentante Comune Di Ravenna. il concorso è Patrocinato da Comune di Ravenna

domenica 24 gennaio 2016

L'espressione di sé

Fra una settimana questo video, il primo che ho pubblicato su Youtube, compirà sei anni.





Ogni tanto lo riguardo e provo ancora che cosa sentivo.
In pratica, stavo passeggiando nel centro di Ravenna, la mia città, e vidi questa piuma delicatamente sospesa e trattenuta da un filo sottile che la teneva legata all'inferriata.
La vedevo sobbalzare dai movimenti delle macchine.
E così mi sono sentita ispirata a cantare per lei.
Si tratta di un video senza uno scopo specifico, un piccolo momento di condivisione, che di certo chi ha voluto scrivermi questo a quel tempo non ha compreso e di certo quando lo leggo adesso, mi viene soltanto da ridere. 
Quando me l'ha scritto ero piuttosto amareggiata, ma adesso, e da un bel po', non più.
Anche perché qui si tratta dell'espressione di sé.

giovedì 24 dicembre 2015

Riscoprire il Natale quando si è adulti

E alla fine domani è Natale.
Oltre ad aver preparato i regali e sapere (o no) cosa si mangerà domani a pranzo, ditemi: la sentite l'atmosfera natalizia?
No, non sto parlando dei regali, ma di tutto ciò che lo precede, l'attesa, la meraviglia...



dal film Le 5 leggende


Ormai quando si è adulti e si è in qualche maniera consapevoli dei giochi che ci sono sotto, si vorrebbe fare in modo che questo famoso spirito natalizio duri il più possibile nei bambini (anche se sentendo tutte quelle polemiche delle recite natalizie nelle scuole, la vedo brutta. Comunque questa è un'altra faccenda e finisco dicendo di lasciare ai bambini la scelta di cosa desiderano fare).
Magari poi si ostenta una facciata cinica, ma può capitare che alla fine ci sia un solo desiderio: ritornare ad essere bambini, ritornare a quando la vita sembrava essere più semplice.
In questo blog ho parlato diverse volte del bambino interiore (recentemente in questo post) ed io spero tanto che riusciate a connettervi con il vostro.


mercoledì 5 agosto 2015

Norma Jeane e Marilyn


di Richard Avedon, 1957




My name is Marilyn,
Marilyn Monroe,
the star,
Marilyn Monroe.
I was a child
without love
"Why me?"
I'm saying why me!
And every night,
I'm praying
to the moon and stars
and they say to me:
"Good night Norma,
Good night Norma Jeane.
Don't cry
ever again.
One kiss on your lips,
two kisses on your eyes.
Don't cry
my little child.
Don't cry
my little... child."




di Philippe Halsman per LIFE Magazine, 1949
(vedi altre foto sue su Marilyn qui verso la fine del post)


martedì 21 aprile 2015

L'iniziativa di Aulonia tra amarezza, un disegno e gran finale

E alla fine è giunta la scadenza.
Doveva esserci il mese scorso, ma visto che mi era giunto un solo disegno, avevo deciso di rinviare.
Risultato?
Il mese è scaduto e ancora ho un solo disegno.
E che cosa posso dire?
Beh, ad essere sincera, un po' di amarezza c'è.
Ma in fondo che cosa posso fare?
Non posso certo andare dalle persone a puntare la pistola in testa e dire "Perché non provi neanche a leggerlo nemmeno un po'?"
E non ce l'ho con le persone che prima mi hanno detto di sì che ci provavano poi per via di impegni, hanno dovuto rinunciare.
E non saprei neanche dire se ce l'ho con altri.
Dopotutto il mio personaggio non è qualcosa che se chiedi in giro, sai già di cosa si tratta ma neanche se fossimo in quel preciso campo dove solo gli esperti e gli appassionati sanno di cosa si stia parlando.
E con me stessa, non direi. Ho fatto il più possibile.
E' qualcosa che in mano di altri potrebbe esprimere ancora più potenziale?
Non saprei perché alla fine ci sono solo io a gestire il tutto e sì, magari si può dire che aggiorno poco.
Comunque bado alle ciance, bando all'amarezza perché non voglio che l'unico disegno alla fine passi in secondo piano.
Come ho scritto nel post dove facevo presente questa iniziativa, chi partecipava poteva liberamente interpretare Aulonia secondo il suo stile e Veggie, appassionata dei disegni in stile manga, l'ha realizzata così.






Essì, sembra Aulonia cresciuta. O è più da Zoe? (Ci manca adesso il test Sei più simile ad Aulonia o a Zoe? XD )
Quello che ho notato è stato più che altro l'intensità dello sguardo e che non guarda davanti a sé, dritto negli occhi dello spettatore, ma altrove.
Chissà cosa sta guardando.


Dopo qualche giorno, ho chiesto che chi mi manda la sua interpretazione, mi scriva anche un suo pensiero che accompagnasse il disegno così gliel'ho fatto presente.
Lei decide di mandarmi questa poesia.


A dream within a dream di Edgar Allan Poe


Ecco, un bacio sulla fronte,
or lasciandoti sul ponte,
io ti esprimo in sincer pianto –
Tu non sbagli, tu mi insegni
che i miei giorni furon sogni.
Se speranza volse via,
giorno o notte, allor fuggìa,
o in visione oppur nel niente,
è di men svanita o assente?
Vediam tutto e sembriam segno
sol di un sogno dentro un sogno.

Sono in mezzo nel fracasso
dove l’onda spiaggia scassa.
Tengo stretto tra le mani,
nella sabbia, l’or dei grani –
Son ben pochi! E van fluttuando
tra le dita mie nel fango
mentre piango! mentre piango –
Oh Signor! Fermar non posso
lor con sforzo sol più grosso?
Oh Signor! Potrei salvarne
giusto un, dal mar sì turpe?
Vediam tutto e sembriam segno
sol di un sogno dentro un sogno?




Ammetto che non la conoscevo prima d'ora e devo dire che ci sono alcuni frammenti che mi fanno subito ricollegare al mondo di Aulonia come "...Sono in mezzo nel fracasso/ dove l'onda spiaggia scassa..." ma anche "...E van fluttuando/ tra le dita mie nel fango/ mentre piango..."
Mi fa pensare a quel senso di inesorabilità che a volte si sente e ci si chiede Che cosa posso fare?
E quelle lacrime mi fanno pensare alla malinconia di Aulonia quando vede scomparire il ragazzo senza un nome.
Anche la domanda finale mi sembra affine al mondo di Aulonia.
Dopotutto Aulonia all'inizio non ha un corpo reale, effettivo eppure non per questo è priva di sensibilità.
Basta leggere le parole di un vecchio stralcio.
Detto questo, grazie infinite Veggie.


E ora il gran finale!
Di certo, non demordo a questa mia iniziativa e più che dare una scadenza, ecco come è trasformata.
Ovvero continua "Disegna Aulonia e il suo mondo" interpretandola a tuo modo se desideri.
L'importante è che sia sempre lei.
Inviami il file.jpg a un'ottima risoluzione a vigele_83@libero.it
Allega al disegno un tuo pensiero (che cosa hai voluto creare, cosa ti ha colpito più, decidete voi. Non c'è limite ai caratteri).
I disegni (assieme a quello che scriverete) poi saranno tutti inseriti in un album apposito nella pagina Facebook di Aulonia (eccola qua)
E non c'è scadenza!!!




P.S.: Aulonia è una storia che va avanti da 4 anni e anche se ci sono solo io a scrivere, a pensare il tutto di sicuro non posso dimenticare i commenti, le vostre impressioni e sensazioni nel leggere.
P.P.S.: Ecco qui il nuovo capitolo di Aulonia.

giovedì 26 marzo 2015

Gocce di rugiada

In questi giorni mi sento attratta dalle gocce di rugiada.
Lo sono sempre stata, ma in questi giorni il richiamo interiore è ancora più forte.
E' come se le cercassi, come se volessi sentire su di me questi gioielli d'acqua.
E desidero condividere con voi delle foto a riguardo.





Il mondo di rugiada
è un mondo di rugiada;
eppure...

Kobayashi Issa

sabato 7 marzo 2015

Donne come orchidee

L'8 marzo è la Festa della Donna come sapete e desidero condividere con tutti (e tutte) voi le orchidee.
Delle mie amate Cattleya ne avevo parlato alcuni anni fa ma questa volta desidero parlare appunto delle orchidee in generale.
Sensuale e carnoso, questo fiore suscitava (e lo fa ancora adesso) desideri inconsci.




Orchidee di Louis Icart, 1937

lunedì 30 dicembre 2013

Andare per vie traverse (Auguri di buon anno)


(immagine presa da qui)


E così domani è l'ultimo giorno dell'anno.
Com'è stato il 2013 per me?
Beh, non è stato così di merda come dice l'immagine sopra.
Devo dire però che ci sono state delle cose che mi hanno fatto soffrire molto e altre invece nelle quali ho gioito molto.
E sapete una cosa? Molte delle cose nelle quali ho gioito sono tutte cose che io non avevo previsto.
Avete presente i buoni propositi che si fanno all'inizio dell'anno nuovo?
Ebbene, da diversi anni ce li ho e più o meno sono sempre gli stessi e più o meno continuo a rinnovare l'intenzione ogni anno.
Si tratta di cose per me essenziali, non qualcosa nella quale posso farne a meno.
E non si tratta nemmeno cose tipo "Da ora in poi sarò brava... Devo correggere il mio carattere... ecc..."
All'inizio dell'anno mai mi sarei immaginata, per esempio, che mi sarei iscritta a Facebook e a Pinterest e questo è niente.
Mai avrei pensato che avrei cominciato a usare la macchina da cucire (vedi qui in fondo il mio primo lavoro) oppure che avrei partecipato a dei laboratori di illustrazione (qui quello con Simone Rea a Macerata e qui quello con Morena Forza e Alessandra Fusi a Bologna). 
E queste cose mi sono piaciute che nell'anno prossimo continuerò a farlo.

venerdì 10 maggio 2013

L'usignolo ovvero il dono dell'arte

L'arte può essere un dono?
Dono non nel senso di riceverlo, ma di darlo.
Quindi, riformulando, l'arte può essere donata?
Come artista mi sento in dovere di essere generosa, di donare la mia arte come se stessi donando un sorriso.
Il punto è che, chi riceve, si rende conto del dono?
Non che mi debba accogliere col tappeto rosso però a volte c'è una certa sufficienza da parte di chi riceve come se il tuo dono sia una cosa dovuta in fondo.

Eccoci giunti all'usignolo, uccello dal soave canto ed emblema di ciò che intendo dire.


tratto da Storia naturale degli uccelli dell'Europa centrale di Johann Friedrich Naumann, 1905

mercoledì 17 aprile 2013

Fioriscono i ciliegi e il cuore si espande

Vedo i ciliegi fiorire e sento che il mio cuore si sta per espandere.
Penso al Giappone, a tutti quei giardini colmi di fiori rosa, quelli che ho visto tante volte negli anime e provo col pensiero di vederli qua tutti assieme.
Tutti i ciliegi del mondo che fioriscono per poi assistere alla caduta dei petali e li vedo danzare.
E' una danza lieve che non fa pensare ad una morte tragica.
Anzi forse sì, forse è la tragedia della bellezza: così fugace, così effimera.
Il vento può spazzare i rami in un attimo, la tempesta può spezzare i rami eppure è come se li vedi ondeggiare.




Il Monte Fuji attraverso i ciliegi in fiori di Katsushika Hokusai

giovedì 11 aprile 2013

La bellezza del somaro

La bellezza del somaro.


                                                    Studio di una testa d'asino di Walter Hunt, 1941

Così si intitola un film italiano ed è anche quello che crede il Teatro delle Albe.
Il somaro, questa figura così bistrattata, mal compresa.
Ci voleva Giordano Bruno per eleggerlo come animale divino, ma non perché è stato scelto da chissà chi.
Bensì perché ignora e desidera imparare.

Lode dell'Asino

O sant'asinità, sant'ignoranza,
santa stoltezza e pia devozione,
qual sola puoi far l'anime si buone
che umano ingegno e studio non l'avanza.
Non giunge faticosa vigilanza
d'arte qualunque sia o invenzione,
né dei sapienti contemplazione,
al ciel dove ti edifichi la stanza.
Che vi val (curiosi) lo studiare,
voler sapere quel che fa la natura,
se gli astri son pur terra, fuoco e mare ?
La santa asinità di ciò non cura,
ma con man giunte e in ginocchio vuol stare
aspettando da Dio la sua ventura.
Nessuna cosa dura
eccetto il frutto dell'eterna requie,
la qual ci dona Dio dopo le esequie


venerdì 22 marzo 2013

La follia della primavera





Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

(da Vuoto d'amore di Alda Merini)


sabato 19 gennaio 2013

20 anni senza Audrey Hepburn

20 gennaio 1993: muore Audrey Hepburn a 63 anni

Parli di Audrey Hepburn e parli di eleganza, stile senza tempo, della dolcezza e gentilezza, del suo essere completamente anti-diva, del suo essere autentica e genuina.
Queste qualità si sono rispecchiate anche nei suoi film, nel suo approccio con gli attori e registi e con qualsiasi altra persona che lavorava sul set tanto da conquistare ogni persona, anche dal carattere difficile come Billy Wilder che disse: "Con lei è arrivata la classe nel cinema."
Ma immagino che dietro quella gentilezza, si nascondono tenacia e passione, qualità che non solo devono esserle servite per la danza classica, ma anche per farla sopravvivere alla guerra.


In questo mio post omaggio a lei lascio parlare le sue foto e alcune sue citazioni.



foto di Howell Conant, 1962

venerdì 11 gennaio 2013

R.I.P. Mariangela Melato


Quel viso mi ha sempre intrigato, di una bellezza così particolare e atipica che sembra scolpita.
Un viso che non rispetta per niente i normali canoni, un viso che sembra antico e moderno allo stesso tempo.
Ma non è solo la sua bellezza a colpirmi, è anche la sua bravura fulminante e la sua voce così profonda.



domenica 16 dicembre 2012

Malinconia, ninfa gentile


Melanconia di Costance Marie Charpentier, 1801

Malinconia, se non ci fosse bisognerebbe inventarla.
Quella dolce tristezza  che ti culla in una notte senza stelle e insieme contempla la bellezza.


domenica 9 dicembre 2012

E scende lieve la neve, giocosa come un bambino

Sabato 8 dicembre, giorno dell'Immacolata Concezione, c'è stata la prima nevicata qui a Ravenna e in altre città.
Non mi piace tanto la neve però vederla da lontano sì e la caduta mi fa venire in mente la scena di un film.





Vieni, andiamo,
guardiamo la neve,
fino a restare sepolti.

Matsuo Basho





di Hiroshige Ichiyusai


sabato 1 settembre 2012

Pioggia!!!

E così piove.



di Duong Quoc Dinh



di Kate T. Parker


In quanti l'hanno aspettata? La temperatura si è rinfrescata (anche se qui l'umidità rimane alta) e credo che alcuni abbiano fatto diverse danze della pioggia.





Sì, perché mentre il più delle volte è odiata, in questi giorni è stata desiderata a tal punto che ormai la si invocava.
Il rapporto con la pioggia è ancestrale.

lunedì 7 maggio 2012

Lilith, la prima donna

Io sono Lilith, la dea delle due notti che ritorna dall’esilio.
Io sono Lilith, la donna-destino. Nessun maschio le è mai sfuggito e nessun maschio desidera sfuggirle. 
Io sono le due lune Lilith. Quella nera è completata dalla bianca, perchè la mia purezza è la scintilla della sua depravazione, e la mia astinenza l’inizio del possibile. Io sono la donna-paradiso che cadde dal paradiso, e sono la caduta-paradiso.
Io sono la vergine, viso invisibile della scostumatezza, la madre-amante e la donna-uomo. La notte perchè sono il giorno, il lato destro perchè sono il lato sinistro, e il sud perchè sono il nord.
Io sono Lilith dai candidi seni. Irresistibile è il mio fascino perchè i miei capelli sono corvini e lunghi, e di miele sono i miei occhi. La leggenda narra fui creata dalla terra per essere la prima donna di Adamo, ma io non mi sono sottomessa.
… Io mi faccio l’amore e mi riproduco per creare un popolo del mio lignaggio, poi uccido i miei amanti per lasciare spazio a coloro che non mi hanno ancora conosciuta.
… Io sono la guardiana del pozzo e il punto di incontro degli opposti. I baci sul mio corpo sono le piaghe di quanti lo tentarono. Dal flauto delle due cosce sale il mio canto, e dal mio canto la maledizione si diffonde come acqua sulla terra.
Dal flauto delle due cosce si eleva il mio canto / e dalla mia lussuria sgorgano i fiumi. / Come non potrebbero esserci maree / ogni volta che tra le mie labbra verticali brilla un sorriso? / …
Io, i libri mi hanno scritta anche se non mi avete mai letta. Il piacere sfrenato, la sposa ribelle il compimento della lussuria che conduce alla rovina totale: sulla follia si schiude la mia camicia.
Quanti mi ascoltano meritano la morte, e quanti non mi ascoltano moriranno di rabbia.
Non sono nè la ritrosia nè la giumenta facile, piuttosto il fremito della prima tentazione.
Non sono nè la ritrosia nè la giumenta facile, piuttosto lo svanire dell’ultimo rimpianto.
Io sono la leonessa seduttrice e ritorno per coprire i sottomessi di vergogna e per regnare sulla terra. Ritorno per guarire la costola di Adamo e liberare ogni uomo dalla sua Eva.
Io sono Lilith / e ritorno dal mio esilio / per ereditare la morte della madre che ho generato.

(Il ritorno di Lilith di Joumana Haddad)




Lady Lilith di Dante Gabriel Rossetti, 1866-1868


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