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venerdì 24 novembre 2017

Un fiore per ogni ferita (Post per il 25 novembre)


Fiori, piccoli bottoni fragili della natura eppure... Ci sono fiori capaci di sbocciare in condizioni che potrebbero essere impossibili.
Dopo una violenza, si vorrebbe ritornare a come si era prima ma tutto questo è un'illusione. 
Lasciare spazio alla bellezza, al piacere e anche all'amore, soprattutto per sé.
Non succederà subito senza dubbio così come un fiore ha bisogno del suo tempo per sbocciare.
Ricongiungersi a sé, fare che quei fori della mappa strappata dell'anima diventino luoghi dove questi fiori possano attecchire con pazienza e tenacia.
Combattere non vuol solo dire stringere i denti, sferrare i pugni all'aria, far divenire di sangue gli occhi.
Combattere vuol dire anche guardare le proprie ferite, quelle cicatrici interiori che deturpano e poi accarezzarle, accoglierle.
Quanto tempo ci vorrà non lo so, dipende da ognuno. Ci potranno essere rallentamenti, passi indietro, ancora rabbia (che non va negata) ma alla fine il proprio giardino sboccerà e la vista sarà da mozzare il fiato.






foto di Guy Tal, prese da qui



domenica 8 maggio 2016

Iside, la scandalosa e la magnifica

Premessa: dopo una segnalazione (che ringrazio fortemente) su alcune incertezze nel post, ho ripreso mano al post. Chiedo scusa a chi studia egittologia se non è totalmente completo, ma se volessi raccontare tutto su di lei, un post non mi basterebbe.
Spero almeno che sia un post giusto.



Domenica scorsa ho deciso di realizzare una nuova bacheca su Pinterest e questa volta alla dea Iside (sì, in inglese è Isis e non ha nulla a che fare con il gruppo terroristico omonimo).



di Susan Seddon Boulet


Essa fa parte del pantheon egiziano e il suo nome in origine è Aset. (nota: Isis è la traduzione greco-latina da cui appunto proviene l'italiano Iside. A volte, per un migliore adattamento, viene chiamata Isi.)
Iside rappresenta una forma della Grande Madre. Lei stessa è protettrice della natura, della magia, dell'agricoltura, dei bambini; il suo nome indica in origine la sua posizione regale (il trono) ed una vera regina è pari al suo re.
Suo sposo è il dio Osiride e in alcune pitture lo si può vedere col caratteristico colore verde della pelle.
Entrambi sono figli di Nut, la dea del cielo e di suo fratello Geb, il dio della terra. 



Nut coperta di stelle rappresenta La Via Lattea. Sotto Geb
In mezzo troviamo Shu, figlio di Ra (dio del sole) e padre dei due dei.
Shu rappresenta l'atmosfera


sabato 13 febbraio 2016

Tutto è pieno d'amore

All is full of love, così si intitola una canzone di Bjork.
Tutto è pieno d'amore.
E in effetti è così: se ci guardiamo intorno, se siamo recettivi (come dice poi la canzone) ne possiamo vedere i segnali.
Anche se non l'hai ricevuto dalla tua fonte, non importa perché tutto il mondo è in realtà la tua fonte.
La natura è prodiga di questo.
Non manca mai di mandare questi piccoli segnali come dei cuori.

Ecco alcuni esempi:




Dicentra spectabilis (detta anche Cuor di Maria),
foto di Carole Saunders

mercoledì 30 dicembre 2015

Augurio per il 2016

Molte, tantissime volte ho inserito i video di Letizia Telesforo (alias Letizia1989 su Youtube) qui nel mio blog perché meritano ampiamente.
Scherzosamente io la chiamo Coreografa, ma neanche tanto per scherzo. Il fatto è che i suoi video non sembrano essere dei patchwork di immagini insieme all'audio. Anzi, immagini e audio sembrano danzare assieme in armonia.
Non contenta, le ho fatto anche un'intervista.
Ed ora desidero chiudere quest'anno con il suo ultimo video




La protagonista del video è la Pace, rappresentata qui nella ragazza che danza. Il suo nastro color arcobaleno è il filo conduttore che unirà ogni popolo ed ogni nazione, in un unico abbraccio.
(dalle informazioni del video)



Sebbene si pensa sempre di più a questo Pianeta che muore, alla povertà, alle guerre (ovviamente tutte questioni importanti) non bisogna però dimenticare quanto ancora di vivo ci sia, quanto la vita si rigenera ogni volta, quanto in questo singolo Pianeta, in questa sfera azzurra che spazia nell'immensità del cosmo, tutto sia ancora così vibrante.

Nonostante tutto.
Le diversità che vediamo rappresentano la sua ricchezza.
Diversi sono i nostri cammini di vita, gli ambienti che vediamo e dove cresciamo eppure c'è sempre l'iniziale trasporto verso la vita, verso gli altri e verso di noi.
Magari se vedessimo la Terra dallo Spazio, potremmo riuscire a percepire l'abbraccio 




Mokuren da Proteggi la mia terra





di Melina del Mar



Eppure dovrebbe già bastare la natura che si rende visibile a noi per sentire quest'abbraccio universale.




L'amoroso abbraccio dell'universo di Frida Kahlo



Sentire la vita come qualcosa di palpabile, non solo come un'entità astratta.
Ed è con questo enorme abbraccio che desidero lasciarvi in questo 2015 aldilà dell'anno che avete vissuto.
Un abbraccio a voi lettori e non solo, che questo 2016 si apra con un abbraccio e un invito ad abbracciare la vostra persona, le vostre luci e ombre.

martedì 10 novembre 2015

Un mondo fragile

Bozzoli di farfalle, 
tessuti dai contorni sfilacciati, 
ali di libellule, 
foglie che mostrano il loro scheletro, 
alberi storti,
piante danzanti,
boccioli in divenire
colori evanescenti,
profumi delicati
canzoni soavi
e sussurri lontani

Un mondo fragile che chiede di vivere




giovedì 5 novembre 2015

Il giveaway (e mercatino) di Natale di Simona "Tissi" Sanfilippo






Come ho detto, prima di procedere a questa intervista, adoro l'artigianato.
E così quando c'era la possibilità di partecipare a questo giveaway, non ho perso l'occasione.
Di cosa si tratta?
Lo vedete il piccolo elfo in cima? Ecco, può essere vostro a queste condizioni che ho copiato/incollato dal post in questione (lo trovate in fondo dopo che vi è proposto il mercatino di Natale)


Le condizioni per partecipare sono :
-condividere questo post (quello del link) su facebook o sul vostro blog
-commentare qui provando l'avvenuta condivisione
-lasciare la vostra email per il sorteggio

In più, per questo speciale giveaway, più si condivide e più possibilità si hanno di vincere .
Quindi, se avete ad esempio blog ,pagina facebook, twitter etc e condividete su tutti parteciperete tre volte al sorteggio. Stessa cosa se condividerete più volte nella settimana o nel mese.
Abbiate cura di tornare ogni volta qui e provare la vostra ripetuta condivisione, così il vostro nome entrerà più volte nell'estrazione.

Attenzione però : non valgono le condivisioni ripetute nello stesso giorno.


martedì 3 novembre 2015

Quando il cattivo delle fiabe non viene punito

Due tra le mie fiabe preferite in assoluto sono Raperonzolo e La bella addormentata nel bosco.
Questa volta però non voglio parlare delle protagoniste, ma delle due villain.



da Raperonzolo 
illustrazione di Kay Nielsen



da La bella addormentata nel bosco
illustrazione di Nadezhda Illarionova


Queste due villain hanno una particolarità rispetto ad altre: per i loro atti non vengono punite.
Leggendo le fiabe scopriamo che la fine dei cattivi è crudele: per esempio alla matrigna di Biancaneve viene imposto di indossare calzature roventi e ballare fino a morire.
Perché allora Madame Gothel di Raperonzolo e la "cattiva" de La bella addormentata nel bosco non ricevono un trattamento simile?
Leggendo alcuni saggi sulle fiabe, viene riportato come in fondo in Gothel ci sia dell'affetto per Raperonzolo (Gothel poi vuol dire madrina) e si è sentita tradita quando scopre che la giovane ha conosciuto un principe e per di più è rimasta incinta di lui.
Ma c'è anche da considerare l'altra villain. Dopo aver lanciato il suo incantesimo, lei scompare dalla scena. Infine, non è lei la vecchietta che lavora all'ultimo fuso, quello fatale. 
Ecco, sia Gothel sia l'altra villain scompaiono.
Che cosa le differenzia tipo dalla matrigna di Biancaneve?



di Charles Santore

giovedì 15 ottobre 2015

Io e il mio blog

Per chi scrivi il blog?
Quali sono le tue motivazioni per tenere un blog?


A volte mi rimbalzano queste domande.
Come può essere catalogato il tuo blog?
Beh, entrare nel mio blog Farfalle eterne è come incontrarmi.
Un giorno parliamo di una cosa ed un giorno magari parliamo di tutt'altro però tutto accomunato dalla voglia di scoprire, dalla voglia di sondare e di condividere.
E inoltre della voglia di tenere cura.
Se c'è qualcosa che penso possa far piacere a qualcuno, non solo sto lì a pensarlo, ma glielo faccio presente.
A volte ho un po' il timore di disturbare (quando chiamo al telefono non manco mai di dire, dopo aver salutato, "Spero di non disturbarti.") e almeno qui nel blog posso sentirmi libera di dire, scrivere, di mettere immagini.
Ma c'è anche un'altra cosa che è fondamentale per il mio blog: non solo scrivo per gli altri, per la voglia di condividere ma anche per me stessa.
Non so se questo intento egoistico possa deludere qualcuno, ma vedete quando scrivo lo faccio anche per ricordare a me stessa.
Ovviamente non dimentico mai i miei lettori e sono grata assolutamente per tutti i commenti che mi lasciate, per le e-mail e le richieste ricevute e alle quali ho avuto molto piacere di rispondere (se queste poi non sono arroganti e fintamente ironiche).
E' con immenso piacere che vi informo di alcuni miei progressi nel campo dell'arte, del teatro perché alla fine ho creato questo blog per mostrare la mia arte.
Ma poi la cosa è sfuggita un po' di mano e così il blog ha preso un'accezione più estesa.
Per questo dico sempre di guardare le etichette che trovate a destra, ma anche così non so se qualcuno possa capire.
Se ritornassi indietro, cambierei qualcosa?
Per molti eventi della mia vita, credo che se avessi la possibilità, lo farei ma per quanto riguarda il mio blog alla fine credo di no.
Come ho detto prima, leggere il mio blog è come incontrarmi.
Ecco, chi sono io?


venerdì 20 marzo 2015

mercoledì 24 dicembre 2014

Il dono dei magi, di O. Henry

La prima volta che seppi di questo racconto fu con una trasposizione animata.




Ero bambina e l'ho visto tramite una videocassetta dove c'era anche La Piccola Fiammiferaia
Quindi mi ha fatto ripiacere scoprirlo da grande.


domenica 11 maggio 2014

Auguri a tutte le Madri, non solo di bambini

E così oggi è la Festa della Mamma.
Questa volta voglio dedicare un post a tutte le Madri anche quelle che non hanno bambini.
Perché il fatto è che una Madre lo si è.
Si è Madri dei propri sogni, dei propri oggetti, delle proprie idee e si ha cura verso questi come se fossero nostri figli.
Li facciamo crescere.
Perché il concetto di procreazione è molto più ampio di quanto lo si voglia immaginare.
Quante volte parliamo della creazione di un'idea parlando in termini di "concepimento", "travaglio", "parto"?
Non credo che li usiamo così a sproposito.
Magari qualcuna dirà che sentire un piccolo calcio dentro la tua pancia è molto diverso che "partorire" un'idea e che sto parlando così perché non sono una madre.
Il fatto che poi una non voglia diventare madre non vuol dire poi che sia una persona egoista, totalmente irresponsabile, che non si preoccupa degli altri.
Però così vorrebbe dire relegare qualcosa di così potente e immenso a una sola cosa.
Poi si è Madri anche di se stessi.




di Pawel Jonca


Chi non è madre, per sua decisione o no, non si deve per niente sentire una donna mancata.




Vivi e crea te stessa.
Indipendentemente se tu abbia un bambino o no.





lunedì 24 febbraio 2014

Frozen - Il regno di ghiaccio


No, non l'abbiamo mai sentita.
Perché?


Ieri ho rivisto Frozen, l'ultimo film della Disney e ho pensato che era una buona occasione per scrivere la recensione anche se mi rendo conto che è un po' tardi, ma vabbé.
Essendo la recensione venuta un bel po' dopo il film, credo mi possa concedere qualche spoiler, ma prima una piccola parentesi
Quando ero bambina, andare a vedere i film della Disney in festività natalizie era una festa. Ci andavo con mia nonna, ci portavamo dietro i succhi di frutta, le merende e via a vedere il film.
Il mio "battesimo" è stato con La Sirenetta, il film che ha dato il via al "Rinascimento Disney" e così via per alcuni anni. 
Poi ho smesso di andare al cinema vuoi perché ormai la nonna non ce la faceva più e vuoi che ormai diversi film non mi intrigavano. Un film per cui ho fatto eccezione è stato Il pianeta del tesoro, ingiustamente dimenticato secondo me.
Con La principessa e il ranocchio si è ritornati alla fiaba e anche all'animazione tradizionale, ma evidentemente non deve aver convinto questo secondo ritorno che l'anno dopo esce  Rapunzel. 
Grande successo, il più grande finché è arrivato Frozen.
All'inizio ne avevo sentito parlare per una petizione nel voler mettere il titolo della fiaba originale di Andersen ovvero La regina delle nevi. 


(io avevo letto che si era più propensi per La regina delle nevi ma qui vedo anche Il regno di ghiaccio ed evidentemente alla fine si è voluto accontentare visto che il titolo completo del film in italiano è Frozen - Il regno di ghiaccio)


Poteva essere un buon titolo però dopo averlo visto, posso dire che della fiaba originale ha davvero ben poco.
Lo sappiamo benissimo di quanto la Disney modifichi le fiabe eppure qualcosa rimane. Per esempio, le lacrime che versa Rapunzel alla fine del film non sono un'invenzione ma provengono dalla fiaba originale anche se hanno un effetto diverso, ma davvero restituiscono qualcosa che era perduto (Ricordiamo poi che stiamo parlando di una fiaba, non di un fatto vero quindi i personaggi non vanno mai presi alla lettera)
Arriviamo a Frozen, successo enorme, stravincitore degli Annie Awards, premi dedicati all'animazione e molto probabilmente vincitore dell'Oscar per film d'animazione dove abbiamo anche l'ultimo film di Miyazaki ovvero Si alza il vento, non ancora uscito in Italia.
Ora, non voglio stare a fare una polemica su una battaglia tra Disney e Studio Ghibli. (L'unica cosa che mi scoccia è che un film come Wolf Children non sia entrato nelle nomination e nemmeno nella lista dei candidati. Eppure mi sembrava che fosse uscito in tempo)

Che cosa posso dire di Frozen?
Ho sentito pareri entusiastici sul film e posso capire il perché ma secondo me ci sono dei punti a sfavore.
Innanzitutto mi sembra che anche la Disney abbia voluto rivedere la figura del cattivo. 
Sembra sempre di più che si voglia raccontare le fiabe dal punto di vista del villain e capire cosa l'abbia reso così come è successo con Biancaneve e il cacciatore e presto anche con Maleficent, il film con Angelina Jolie.
Lodevole cosa ma spesso si finisce nell'andare sul banale e il tentativo di dare un passato, un background, di non farlo sembrare uno stereotipo, lo fa scadere comunque in uno stereotipo.

martedì 5 novembre 2013

Polline - Una storia d'amore

E così oggi ho preso il libro Polline (Kite edizioni) sceneggiato da Davide Calì e illustrato da Monica Barengo.




L'ho preso soprattutto per le illustrazioni.
Lo ammetto sin dall'inizio: ero scettica. Non capivo.
Cos'è che non capivo?
L'anatomia non capivo.
Questa testa grande e le mani piccole, il collo grosso e quant'altro. Non capivo.
Infatti una cosa che non capisco tanto sono le teste grandissime, macrocefale e il corpo piccolissimo un po' quelle che si vedono nel Surrealismo Pop e da allora le trovo dappertutto quasi come se fosse obbligatorio.
C'è da dire che finora le avevo viste in foto piccole o avevo dato uno sguardo distratto nel fumetto dedicato alla storia vera e drammatica di Io so' Carmela (Edizioni Beccogiallo Store) dove lei disegnava e sceneggiato da Alessia Di Giovanni.
Comunque ero anche curiosa. Curiosa di capire quale fascino suscitassero le sue illustrazioni visto che ne avevo sentito parlare parecchio e bene. E...
Devo dire che sono stata prevenuta.
Le caratteristiche che io vedevo erano prese a sé stante, mentre io dovevo vederle come una totalità.
Dopotutto mi è venuto in mente che anche nella pittura ci sono esempi simili.
Basti pensare ad Amedeo Modigliani.

venerdì 27 settembre 2013

Vestirsi d'acqua

Ieri prendo una rivista e leggo di questo trend: il seapunk.
In effetti avevo notato quest'invasione di acqua, di colori turchesi e opalescenti e questo mi ha fatto ricordare quando vidi in tv la collezione di Alexander McQueen, credo l'ultima prima della sua morte avvenuta nel 2010.
Molti lo ricordano per i teschietti, io invece mi ricordo della meraviglia che mi ha suscitato nel vedere questi vestiti:



martedì 3 settembre 2013

La Donna Cervo


Dimmi Donna, 
perché vuoi adornare il tuo bel capo con corna appuntite di cervo?




Estate di Catrin Arno


Mi chiedi il perché?

sabato 31 agosto 2013

Una canzone che sia una farfalla eterna



di Greg Spalenka


Una domanda a tutti voi blogger: ogni tanto digitate su Google il nome del vostro blog?
Io ogni tanto lo faccio (sono curiosa) e qualche mese fa ho scoperto di quanto una mia frase sia citata (vedi qui).
Proprio adesso, digitando Farfalle eterne, ho trovato tra i vari link una richiesta piuttosto bizzarra su Yahoo answer ovvero chiede una canzone che sia come una farfalla eterna (clicca qui).
Non so se il richiedente si sia mai imbattuto nel blog o questo accostamento è venuto anche lui.
Alcuni di quelli che hanno risposto si sono interrogati su cosa volesse significare "farfalla eterna" (lo trovano più un ossimoro visto che la farfalla vive un giorno).
Comunque si sono lasciati guidare dalle sensazioni ed ecco le canzoni.

Per prima quella che è stata segnalata come miglior risposta:

Ha un inizio quasi spettrale, dolce e allo stesso tempo inquietante. Almeno io lo trovo così.
Quel Save me mi riecheggia. La trovo molto come una canzone della notte, una specie di fiaba nera.

domenica 28 luglio 2013

Gli amanti farfalla

Del fatto che la farfalla possa rappresentare l'anima ne avevo già parlato qui (Psiche in greco vuol dire sia anima sia farfalla).
Ora vi voglio raccontare di una leggenda cinese ambientata a Ningbo che parla di due amanti sfortunati come Romeo e Giulietta ovvero Zhu Yingtai, giovane fanciulla, e Liang Shanbo.
Se poi ci mettiamo che Zhu Yingtai si traveste da ragazzo per studiare, dopo aver convinto suo padre, e che Liang Shanbo capisce solo più tardi la vera identità della ragazza, beh oltre a "Romeo e Giulietta" mi sa che abbiamo anche un po' di "Come vi piace".
Comunque dopo aver scoperto che Zhu Yingtai è una fanciulla e che dovrà andare in sposa ad un altro, la salute di Liang Shanbo ne risente tanto da morire.
Così Zhu Yingtai decide di andare alla sua tomba chiedendo di unirsi a lui.
Alla fine si vedono due farfalle uscire dalla tomba, libere di volare insieme.




autore non trovato

domenica 7 luglio 2013

La festa del Tanabata

Certe leggende di altri nazioni sono davvero particolari e una di queste è il Tanabata, festeggiata il 7° giorno del 7° mese (in certi posti si festeggia ad agosto)



Tanabata di Bertha Lum

Che cosa racconta questa leggenda di origine cinese?

Anticamente sulle sponde del Fiume Celeste (Via Lattea) viveva il sovrano di tutti gli dei e imperatore del cielo, Tentei, la cui figlia Orihime (Vega) passava le giornate a tessere e cucire stoffe e vestiti regali per le divinità.
Lavorava talmente tanto che non aveva neppure il tempo di pensare a se stessa e ai propri interessi. Giunta all'età adulta però, il padre mosso da pietà, poiché alla figlia non era mai stato concesso altro che lavorare il fuso, le scelse un marito: era un giovane mandriano, di nome Hikoboshi (Altair), anch'egli un gran lavoratore, la cui attività consisteva nel far pascolare buoi attraverso le sponde del Fiume Celeste.
Per i due giovani fu amore a prima vista. Essi si innamorarono follemente l’uno dell’altra ed erano talmente felici che, presi dall’amore e dalla passione, trascorrevano ogni giornata insieme, dimenticandosi di tutto il resto, anche dei loro doveri. Di conseguenza, Orihime non tesseva più la sua tela, lasciando gli dei senza abiti, e i buoi di Hikoboshi vagavano senza controllo per tutto il cielo. Questo scatenò la rabbia di Tentei, che non poteva tollerare questa situazione e, per porvi rimedio, fu costretto a punire severamente i due sposi. Orihime e Hikoboshi furono separati ai due lati del Fiume Celeste e costretti a tornare ai loro doveri.
La principessa era disperata, non poteva vivere senza il suo amato e continuava piangere ininterrottamente. Tentei, commosso dalle lacrime della figlia, consentì allora che i due si potessero incontrare, ma solamente una volta l’anno, il settimo giorno del settimo mese. Da allora, uno stormo di gazze giunge ogni anno, ed esse creano un ponte con le loro ali, cosicché Orihime possa attraversare il Fiume Celeste e riabbracciare il suo tanto amato Hikoboshi.
fonte: Wikipedia

giovedì 30 maggio 2013

R.I.P. Franca Rame


Non importa chi sono. Non importa come mi chiamo. Potete chiamarmi Strega. Perché tanto la mia natura è quella. Da sempre, dal primo vagito, dal primo respiro di vita, dal primo calcio che ho tirato al mondo. Sono una di quelle donne che hanno il fuoco nell’anima, sono una di quelle donne che hanno la vista e l’udito di un gatto, sono una di quelle donne che parlano con gli alberi e le formiche, sono una di quelle donne che hanno il cervello di Ipazia, di Artemisia, di Madame Curie. E sono bella! Ho la bellezza della luce, ho la bellezza dell’armonia, ho la bellezza del mare in tempesta, ho la bellezza di una tigre, ho la bellezza dei girasoli, della lavanda e pure dell’erba gramigna! Per cui sono Strega. Sono Strega perché sono diversa, sono unica, sono un’altra, sono me stessa, sono fuori dalle righe, sono fuori dagli schemi, sono a-normale… sono io! Sono Strega perché sono fiera del mio essere animale-donna-zingara-artista e … folle ingegnere della mia vita. Sono Strega perché so usare la testa, perché dico sempre ciò che penso, perché non ho paura della parola pericolosa e pruriginosa, della parola potente e possente. Sono Strega perché spesso dò fastidio alle Sante Inquisizioni di questo strano millennio, di questo Medioevo di tribunali mediatici e apatici. Sono Strega perché i roghi esistono ancora e io – prima o poi – potrei finirci dentro.





giovedì 14 marzo 2013

Il lato positivo è...





Il lato positivo è ritrovarsi senza vergogna in una persona distante che ti assomiglia e che possa condividere la pazzia che pensavi a un attimo prima ti faccia in realtà isolare.
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