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venerdì 2 giugno 2017

Romeo e Giulietta. Forse de Il Circolo degli Attori

Romeo e Giulietta. Forse, spettacolo ispirato da William Shakespeare, riscritto da Davide Allevi e diretto da Christian Amadori
Con questa opera scespiriana, dopo Audizioni per Molto rumore per nulla e P.d.P (acronimo per Pene d'amor perdute), si è concluso il 30 maggio Il Circolo degli Attori
Come rendere appetibile una storia, una tragedia che la stragrande maggioranza conosce, anche se forse non l'ha mai vista?
Magari alcuni dettagli non si sapranno per esempio che Paride, il promesso sposo di Giulietta, viene ucciso da Romeo davanti alla cripta dei Capuleti, però comunque si conosce la sostanza.
Poi sull'amore di Romeo e Giulietta si potranno avere opinioni discordanti.
Di certo è qualcosa che tocca.
Nel titolo del nostro spettacolo c'è quel Forse.
Che cosa vorrà dire?
Si fa o non si fa Romeo e Giulietta?
Certo che si fa ma l'abbiamo tradita.
Tradita, per modo di dire.
Anzi, non tanto tradita.


Quando si pensa a Romeo e Giulietta, vengono in mente i due giovani amanti (prossima ai quattordici anni lei e poco più grande, forse sedici anni, lui)



di Frank Dicksee, 1884


Ma il fatto è che qui Romeo e Giulietta sono due adulti.
Questo cambiamento di età comporta anche un cambiamento tra le relazioni dei personaggi.
Già in passato si era realizzato un film dove i due protagonisti erano chiaramente degli adulti ovvero Giulietta e Romeo del 1936 diretto da George Cukor.
Ecco lo spezzone di dove si incontrano





I due protagonisti sono interpretati da Leslie Howard (noto soprattutto per aver interpretato Ashley Wilkes in Via col vento) e Norma Shearer. Rispettivamente avevano, al momento in cui il film è uscito, 43 e 34 anni. Si vede troppo che non sono giovani e anche se avessero voluto fare una versione in cui Romeo e Giulietta erano più grandi, non potevano recitare come fossero due ragazzi adolescenti.
Chi è adulto si affaccia a un nuovo amore con intenzioni diverse rispetto a un fanciullo.
Un adulto può anche "incretinirsi" (in senso affettuoso) per l'amore ma rimane comunque un adulto.
Un altro importante cambiamento è il fatto che la storia sia ambientata durante gli anni '70, questo anche un po' per tenere conto del linguaggio arcaico, anche se molte frasi sono state ridotte, cambiate mantenendo però lo spirito.

Il testo è stato riscritto da Davide Allevi portando le modifiche necessarie, cercando di mantenere il linguaggio arcaico ma non troppo.
Lo spettacolo sarebbe stato diretto da lui ma poi ha accettato un lavoro in Spagna quindi è arrivato Christian Amadori. Non si è trattato di un addio questo, ma di un arrivederci.
Prima delle prove, Christian Amadori ci ha spiegato il linguaggio di Shakespeare. Non ci sono sottotesti, ciò che viene detto è quello che si vuol dire. E' come avere il petto aperto, lo stomaco aperto. Tutto viene fatto risuonare, anche con brutalità.
Avere a che fare con il teatro scespiriano è impastarsi le mani direttamente con le debolezze umane (e così le forze), anche quando si tratta di commedie.
Inoltre le opere scespiriane sono visive. C'è un pensiero dopo un altro. Anzi, c'è un'immagine dopo un'altra nelle frasi di Shakespeare.
Vi racconterò lo spettacolo grazie alle foto realizzate da Chiara Roncuzzi e Deda Fiorini, rispettivamente insegnante e direttrice operativa del Circolo.
Le foto si distinguono perché quelle di Deda Fiorini hanno a destra la data e l'orario.
Molte sono state fatte durante l'ultima prova.
Inoltre ci saranno anche le musiche e le canzoni usate per lo spettacolo.
Ascoltatele, soprattutto se non le conoscete, perché sono un aiuto in più per godersi lo spettacolo.


Ora possiamo cominciare.



lunedì 22 maggio 2017

Wassily Kandinsky: i colori come suoni

Wassily Kandinsky, pittore russo, nato a Mosca nel 1866 e morto a Neuilly-sur-Seine nel 1944, viene ricordato soprattutto per il suo contributo nell'arte astratta (per vedere sue opere, andate pure su Artsy), ma non solo.
Il colore, usato nella loro forma pura, ha assunto un carattere particolare.


Nel 1911, dopo aver ascoltato a Monaco il Quartetto di archi n°2 di Arnold Schönberg, Kandinsky realizza il dipinto, la trasposizione grafica di ciò che ha sentito.






Impression III (Concerto)


venerdì 24 febbraio 2017

Di acqua sono fatta (video)

E così oggi ho pubblicato un nuovo video nel mio canale Youtube




musica: Reflections di MK2
qui per vedere il quadro completo e la sua realizzazione


Era da un po' che non pubblicavo i video dove sono i miei video a parlare, vero? (qui li potete sentire e vedere tutti).
L'ultimo risale a quasi quattro anni fa.
Per chi non sa cosa siano questi video, si tratta di alcune mie opere (per la maggior parte dipinti) dove io "presto" la voce. Non si tratta di spiegare come sono fatti, ma sono loro che si raccontano.

martedì 7 febbraio 2017

Laboratorio teatrale 100 ore con Ivano Marescotti (quarta parte)


io durante il monologo che ho portato
foto di Chiara Roncuzzi, insegnante del Circolo degli Attori


Prima parte
Seconda parte
Terza parte


Siamo giunti al quarto weekend, a metà del percorso.
Si avvicina sempre di più la data dello spettacolo finale e quindi ci è stato chiesto di pensare a cosa portare, di cercare autonomamente.
Essendo da sola e avendo difficoltà nell'incontrare gli altri ragazzi se non durante il corso (alcuni vengono da fuori Ravenna), ho pensato ad un monologo.
Ho chiesto aiuto a Cristiano Caldironi, direttore artistico e insegnante del Circolo degli Attori, e mi ha saputo consigliare un monologo che alla fine porterò nello spettacolo. Per questo non vi rivelo di che si tratta perché vorrei parlarvene dopo che è stato fatto lo spettacolo.
Nello spettacolo non reciteremo tutti assieme, Ci saranno scene a due, a tre, anche a quattro forse e monologhi. Avremo pochi minuti a disposizione, ma questo non vuol dire che non siamo partecipi.
E' come una squadra di calcio. Ogni giocatore tocca la palla per pochi minuti oppure no ma questo non vuol dire che non si è giocato (in inglese e in altre lingue la parola che indica giocare e recitare è la stessa)
Sabato 4 si inizia con un'ora di riscaldamento tenuta da Cristiano Caldironi (ricordo che questo laboratorio è organizzato proprio da Il Circolo degli Attori) dove noi, per tutta la stanza, camminavamo tenendo ben in mente che non ci dovevano essere spazi vuoti. Questo per noi rappresentava il sottotesto, qualcosa da tenere in mente anche durante le diverse microazioni.
Infatti ad un battito di mani, ci era chiesto di avere un'emozione, prima la risata, poi la rabbia, poi la tristezza, l'amore.


mercoledì 5 ottobre 2016

Mare d'ottobre

Quando si pensa alla Riviera Romagnola, si pensa soprattutto a un esercito di ombrelloni, musica da discoteca o comunque un tormentone estivo ad altissimo volume e all'happy hour. 
Personalmente tutto ciò non fa per me e non sto qui a giudicare gli altri. 
È solo che se vado al mare, voglio vedere il mare. 
Per questo in estate ci vado poco e da alcuni anni ho scoperto di quanto mi piaccia il mare di settembre o ottobre, quando sento il mare così com'è, quando posso liberare il mio canto al mare e sentirmi connessa con il vento, le nuvole, la sabbia e ovviamente l'acqua. 
Eccovi le foto che ho fatto qualche giorno fa. 
Spero che vi piacciano e che anche voi provaste le mie sensazioni di totale espansione con quel tempo e quel luogo. 


sabato 14 maggio 2016

R.I.P. Pinuccio Sciola, colui che faceva cantare la pietra




La Sardegna, quest'isola misteriosa e arcana, è ricca di eccezionali maestri che fondano la propria arte sull'antichità della loro terra.
Fanno arte attraverso la natura e ogni volta sembra che stiano pregando in una cerimonia sacra.
In passato avevo parlato di Chiara Vigo, la tessitrice del bisso, di Maria Lai e delle sue dita filanti.
Questa volta invece vorrei trattare di Pinuccio Sciola in una triste circostanza: ieri è morto a causa di una malattia.
Di lui ne avevo già sentito parlare e soprattutto, rimasta incantata da quello che riusciva a fare ovvero far cantare la solida pietra.






lunedì 2 maggio 2016

Intervista a Maja Rogulich, un'anima preziosa

Ci sono alcune persone che anche il solo conoscerle, averle come amiche, ti fa dire "Come sono fortunata."
Persone con le quali hai un'affinità incredibile e non importa da dove venite o quanto sia la differenza di età.
Una di queste che sto presentando tramite quest'intervista, è una mia carissima amica che quest'anno compie 60 anni, ma al vederla, al sentirla, non glieli daresti.
Si chiama Maja Rogulich (il cognome ha l'accento sulla o e il ch si pronuncia come una c dolce), è nata a Spalato (Split) in Croazia e dall'età di 4 anni è stabile qui a Ravenna. Ha una vivacità mentale che la fa sembrare più giovane e nello stesso tempo una profondità di animo.
Tutto ciò potrebbe sembrare che siano delle frasi fatte anche perché si tratta di una delle mie più care amiche.
Per questo preferisco passare subito all'intervista





Ciao Maja. Eccoci qua. Per favore, parlami del tuo percorso artistico.

Il primo incontro artistico è stato con Maria Greco, Maestro di musica che a quel tempo dirigeva la Corale Polifonica di Ravenna. Questo perché mio padre, che cantava alla Corale di Spalato, ne cercò una a Ravenna. Quindi andando alle prove con mio padre, ho incominciato coi canti di polifonia di Giovanni da Palestrina (nota: uno dei più grandi compositori musicali del 1500, compositore di madrigali, magnificat...)



mercoledì 8 luglio 2015

Perle, meravigliose perle

Chi lo dice che le perle fanno vecchia?
Queste gemme preziose, tra le più antiche se non quella in assoluto, non ha ancora finito di incantare.


una perla datata di 2000 anni


C'è anche un motivo se desidero parlare delle perle adesso.
Lasciando perdere questo caldo, siamo nel mese del Cancro, un segno d'acqua e governato dalla Luna.
E dalla Luna provengono le perle. Almeno così si riteneva.
Uno dei miti più prevalenti sulle perle è che siano lacrime della Luna.
Questo mito può essere molto probabilmente alla base della superstizione che le perle portino lacrime.
Oppure nata dai raggi lunari che incontrano l'acqua.


di Evelyn de Morgan

sabato 21 febbraio 2015

L'altra faccia del colore



 di Piet Mondrian



La dolcezza del rosso, l'eccitazione del blu, la profondità del giallo...


Credete che io abbia sbagliato associare gli aggettivi ai colori?
Quando si pensa a un colore, si pensa subito a un significato ma il più delle volte il primo pensiero è uno stereotipo, un luogo comune.
Gia con L'eretica, il mio spettacolo teatrale, volevo trasmettere il lato oscuro del bianco, un colore che sembra così puro e casto.
Eppure...
Eppure come in ogni cosa ci sono due aspetti da considerare, due aspetti che danno vita a più significati.
E in questo mi aiuterò con i video di Letizia1989 che ha dedicato i suoi ultimi tre video ai colori primari.







Certo nel video ci sono il fuoco, il sangue, l'eros.
Cos'altro può rappresentare il colore rosso?
Eppure ci sono stati quei brevi istanti di pienezza dove la frutta maturava e le foglie poi appassivano.
Era come un tempo d'arresto o meglio, una pausa.
E si sa che anche nell'eccitazione più estrema, nella musica più travolgente ci deve essere quella pausa, o più, che siano come un raccoglimento su se stessi, una calma per esprimere ancora di più la forza e tutta la potenza.
In teatro e credo in qualsiasi forma d'arte si dice sempre di non esplodere subito, ma di arrivarci piano piano e ogni tanto fare delle pause: la potenza che verrà dopo sarà ancora più forte.
E non ci può essere forza senza la dolcezza.





Davvero il blu è un colore freddo e distaccato?
Eppure, il colore del cielo e degli abissi, quali moti interiori si porta dentro?
Il blu può essere il colore della rabbia?
Se avete avuto l'occasione di vedere il mare in tempesta saprete benissimo quanto possa essere terribile!
Prima poteva essere limpido e poi quasi in preda a un'eccitazione travolgente e quasi ipnotica, assolutamente liberatoria.





Il giallo, un colore luminoso e di speranza.
Eppure...
Eppure un colore così immenso da essere terribile per la sua importanza.
Un esempio?
Il sole che noi assumiamo non soltanto attraverso la pelle e gli occhi, ma anche attraverso quello che mangiamo.
Il sole che è diventato la massima divinità
Ma anche il giallo più lieve può nascondere una profondità d'animo.



A proposito del sole, avrete certamente notato che ogni video parte dall'universo, da questa fucina di galassie, pianeti e asteroidi e anche della nostra Terra che ha questi ed altri colori.



Come si può non essere meravigliati di fronte a tutto ciò?
Come non sentirsi... vivi?



P.S.: Questi sono solo i colori primari. Provate ad immaginare come possano essere quelli secondari.

giovedì 21 agosto 2014

Il canto del mare

Ho partecipato a un giveaway dove bisognava scrivere un racconto in forma anonima.
Il mio racconto non è tra i tre selezionati.
Pazienza :) (Eravamo anche in molti)
Eccolo qua.



"Cosa ci fai qui?"
"Canto."
Dritta come un faro, una donna cantava con vocalizzi di fronte a un mare in tempesta e ciò sembrava catturare l'attenzione di quel bambino.
"Perché canti?"
"Perché il mare ha bisogno che io canti."
"Posso farlo anch'io?" chiese il bambino timidamente.
"Certo." rispose la donna con un sorriso.
Il bambino cantò e intanto cercava di indovinare l'età della donna. Tra quelle rughe si nascondeva un viso da fanciulla e la voce, seppure profonda, era limpida e cristallina. Trasmetteva una serenità elettrizzante.
Il bambino era sempre più curioso.
"Ma tu canti per far smettere la tempesta?"
"No. Io canto per aiutarla."
"Quindi quando la tempesta sarà finita tu non ci sarai più?"
"Non lo so, ma di sicuro il mare avrà bisogno di un altro canto."
"Quale?"
"Me lo dirà il mare stesso."
Intanto le onde infuriavano sulla battigia e il bambino aveva paura che lo risucchiassero e così si aggrappò alla donna.
Lei lo prese per mano.
Il bambino la riguardò e notò che in tutto quel tempo lei guardava sempre il mare e i suoi occhi sorridevano.
Questo lo rasserenò e fece la stessa cosa: cantò guardando davanti a sé.
Il mare continuò a infuriare, ma ormai non faceva più paura al bambino. Gli ricordava quei giorni quando anche lui aveva voglia di essere così immenso non per far paura agli altri, ma per gioco.
I genitori videro il bambino e lo portano subito via con loro. La donna continuava a cantare sostenendo con lo sguardo il mare.
Mentre si allontanava, al bambino parve di sentire una sottile vibrazione come una risata giocosa.


Fine racconto
Che cosa succederà alla donna appena il bambino non la guarderà più?




 di William Heath Robinson




di Valerie Kitchin






cambiato video



Chissà...


Aggiornamento:
Ecco il seguito

sabato 26 luglio 2014

Il canto di Meredith Monk




Il 10 giugno ho partecipato a uno spettacolo del Circolo degli Attori (di cui faccio parte).
Il giorno prima si stavano provando le musiche per lo spettacolo e ce n'è stata una che mi ha letteralmente fulminata.
Finito le prove, ho subito chiesto di chi era.
"Meredith Monk."
Meredith Monk? Mai sentita.
Ho passato alcuni giorni a cercare quella canzone e alla fine l'ho trovata.
Sin dalla prima volta che l'ho sentita, l'ho trovata ipnotica.




E' come un canto di bellezza, di un momento racchiuso in sé che a volte sfocia in una sguaiatezza.
Ecco cosa dice: Io lavoro tra le crepe, dove la voce inizia a danzare, dove il corpo inizia a cantare, dove il teatro diventa cinema (citazione presa da wikipedia)


lunedì 12 maggio 2014

Intervista a Letizia Telesforo, Coreografa di immagini e musica

Più volte ho inserito qui nel blog i video di Letizia Telesforo che realizza su Youtube (questo il suo canale) dedicandole anche un post tutto con suoi video.



 
Non mi ricordo la prima volta che ho visto un suo video, quanto tempo sia passato però mi ricordo come mi sentivo.
I suoi video parlano della Natura e non solo.
Prendendo pezzi da documentari e unendoli alla musica, riesce a creare qualcosa che ti tocca profondamente.
All'attivo, nel momento in cui scrivo, ha 124 video e ognuno è un pezzo di vita diverso dall'altro.
Dopo un po' è nata una bellissima amicizia e sin dall'inizio sentivo come eravamo vicine, affini.
Sono nati degli scambi tra lei e me (uno di questi è l'averle parlato dell'Effetto farfalla e lei crea un video stupendo) e io affettuosamente la chiamo Coreografa proprio per la sua capacità di creare un'armonia tra musica e immagini come se insieme danzassero mentre lei mi chiama Artista.
Beh, neanche lei scherza.




A lei poi ho affidato due video che mi riguardano: uno sulle mie opere e l'altro sul mondo di Aulonia.
Le ho dato carta bianca perché avevo (e ho!) fiducia assoluta in lei.
In più desideravo che lei si esprimesse come meglio voleva.
Da parte mia, le ho voluto regalare un ritratto (lo potete vedere qui).
Poi qualche giorno fa, mi venne in mente di intervistarla e così gliel'ho proposto.
Eccola qui.



Sono qui con Letizia Telesforo, ragazza venticinquenne. 
Letizia, tu ami fare video che racchiudono il tuo amore per la musica e per la natura. Come è nata questa passione?


Grazie Artista per questa tua intervista (fa anche rima!), mi sento davvero onorata. Dunque... Tutto è iniziato all'età di circa 6-7 anni, quando mi divertivo a registrare tutto ciò che mi circondava con le audiocassette. Inventavo storie, con gli amici o da sola, e il tutto era accompagnato da sottofondi musicali che facevo partire da un registratore vocale nel quale avevo registrato musiche o stralci di pezzi sonori di film, effetti sonori come scrosci d'acqua e cose simili che accompagnavano i nostri racconti. Col passare degli anni il tutto si è trasportato nel magico mondo delle videocassette e della telecamera! Fu un gioco in particolare, Final Fantasy X che mi ispirò ad iniziare un maniacale lavoro di editing. Registravo con la telecamera i filmati del gioco dalla tv e poi li travasavo sul videoregistratore. Poi mi mettevo le cuffie e facevo partire un pezzo musicale e, pezzo per pezzo seguendo la musica, creavo un piccolo video su nastro. Ovviamente la musica era scollegata dal registratore, dovevo premere io a tempo per farla combaciare col pezzo video. Insomma un lavoro da ore e ore, in quanto tutto era separato! E poi, un bel giorno del 2007, mio fratello mi installa un programma sul computer. Da lì si è spalancato un mondo! Dai primissimi video, sempre su Final Fantasy, mi sono aperta al mondo dei documentari, sempre di più, fino ad ampliare anche il mio modo di creare video. Di collegare le scene l'una a l'altra con un significato. Il tutto non doveva solo trasmettere emozioni, ma anche avere una storia al suo interno. Le stesse storie che mi creavo nella testa da piccolina.

Questo è il suo primo video, un video trailer:



martedì 21 gennaio 2014

R.I.P. Claudio Abbado



Era solo qualche giorno fa quando guardavo su Rai5 la Quinta Sinfonia di Beethoven diretta da Claudio Abbado con la Berliner Philarmoniker



Cercavo di imprimere nella memoria i suoi gesti e le sue espressioni, studiavo le sue mani.
Tutto il corpo era preso da una vibrazione interiore, da un'ondata di energia.
Così quando ieri ho appreso della sua morte per me è stato un duro colpo.
80 anni, da tempo conviveva con una grave malattia.
Non l'ho mai visto dal vivo però da tempo sapevo del suo grande impegno di introdurre la musica classica ai giovani, ai lavoratori, di far capire che questo tipo di musica non è qualcosa di elitario, non è solo roba da salotti.
Guardando il suo curriculum si possono vedere premi, riconoscimenti, tutte cose che possono fare onore, ma credo che ciò più gli fa onore è il suo impegno per quanto riguarda la cultura, un impegno costante per svecchiarla, per toglierla dalla polvere come è successo per la riapertura del Teatro Massimo di Palermo da anni chiuso.


giovedì 12 dicembre 2013

Il gioco dell'arte (seconda parte)

Pensate che io dopo aver fatto questo post, abbia finito con il gioco dell'arte?
Ah!

Ho continuato e oggi vedo che qualcuno ha postato questa vignetta



Che questo gioco stia diventando il nuovo tormentone?
Non direi. 
Non mi sembra che questo gioco sia l'Harlem Shake dell'arte o un Gangnam Art.
E' un gioco, un passaparola e tramite questo gioco, si può conoscere un autore nuovo e se magari quell'autore non ti piace, non è detto che non ci sia un'opera che non ti piaccia.

sabato 2 novembre 2013

Le farfalle di Vladimir Kush + ciliegina (500.000 visualizzazioni)

Come avevo accennato nel post scorso, per le 500.000 visualizzazioni vorrei presentarvi delle farfalle speciali, quelle di Vladimir Kush.
Pittore e scultore contemporaneo russo (è nato nel 1965), si appassiona (e si vede) a Salvador Dalì grazie ad un libro dopo aver esperimentato diverse tecniche pittoriche.
Si nota subito quanto c'è di Dalì tale da confondere soprattutto in temi simili come l'uovo (vedi in questo post dove il primo quadro l'avevo trovato come di Salvador Dalì e invece ho visto poi che non era il suo).
Nel suo sito potete trovare i suoi quadri e sculture.
Inoltre c'è da specificare che sebbene sembra che si ispiri al surrealismo, lui preferisce chiamare il suo stile come un realismo metaforico.
E in effetti a guardare le sue opere e i titoli che lui dà, sembra che ci sia un gioco nello stravolgere la realtà oppure nel dare una sua interpretazione.
Inoltre i suoi quadri sono spesso degli enigmi e parlando di enigmi non si può non ricordare i quadri di René Magritte che ha indagato molto sull'uso della parola, sul suo significato e sul rapporto che ha con l'immagine.

Nulla viene lasciato al caso e si può trovare conferma nel leggere la sua pagina wikipedia ovvero della forte influenza che ha avuto da suo padre, un matematico.

Ovviamente, ho scelto le farfalle.
Spesso protagoniste, a volte semplici spettatrici eppure mai un elemento esclusivamente decorativo.
E come spesso succede nei suoi quadri, le forme si trasformano e questo succede anche con la farfalla che, simbolo di metamorfosi, di libertà, di effimero, compie il suo lavoro.

Nel suo sito poi, capita che assieme ai quadri ci sia una spiegazione.
Quando questo succede, inserisco il link però prima suggerisco di osservare bene prima il quadro da soli e poi dopo di leggere la sua interpretazione.




Freccia nel tempo
(vai qui)


sabato 5 ottobre 2013

L'uccello di fuoco (Fantasia 2000)



Qualche giorno fa ho preso il dvd di Fantasia 2000 per far vedere a una mia amica uno dei più bei pezzi che io abbia mai visto: l'ultimo, quello con la musica de L'uccello di fuoco di Igor Stawinskij.




Spesso viene considerato il corrispettivo di Chernabog del Fantasia originale. (vedi qui).
In effetti non è un paragone campato per aria e non soltanto perché sono gli ultimi pezzi dei due film.
All'apparenza non potrebbero essere più diversi: da una parte abbiamo Chernabog, una presenza malevola, una delle forme del Diavolo e dall'altra abbiamo lo Spirito della Primavera, una presenza benevola, l'essenza di Madre Natura.

giovedì 5 settembre 2013

Mia illustrazione alla selezione Illustrati Novembre 2013

La conoscete la rivista Illustrati?
E' una rivista della Logos edizioni (vedi qui) che si può trovare gratuitamente in alcune librerie.
Ebbene qualche settimana ho visto su Facebook che si poteva partecipare alla selezione per il numero di novembre.
Il tema è Bambini di cristallo (qui dove viene spiegato bene).
Ho provato e riprovato, ho abbandonato delle idee e alla fine non sapevo bene cosa fare, ma visto che desideravo partecipare, ho riprovato ed ecco la mia illustrazione:


L'ho voluta postare quando la mettevano nell'elenco (qui tutto l'elenco e qui dove c'è la mia illustrazione).


domenica 18 agosto 2013

Corso a Macerata "Il camaleonte acrilico" di Simone Rea (resoconto)


"E' passata una settimana e tu ancora non hai scritto niente?"
"Rimedio subito."


E' passata una settimana dal mio ritorno a Macerata ed ecco che vi parlerò di questa mia esperienza, ma prima vorrei dire qualcosina prima.

domenica 28 luglio 2013

Gli amanti farfalla

Del fatto che la farfalla possa rappresentare l'anima ne avevo già parlato qui (Psiche in greco vuol dire sia anima sia farfalla).
Ora vi voglio raccontare di una leggenda cinese ambientata a Ningbo che parla di due amanti sfortunati come Romeo e Giulietta ovvero Zhu Yingtai, giovane fanciulla, e Liang Shanbo.
Se poi ci mettiamo che Zhu Yingtai si traveste da ragazzo per studiare, dopo aver convinto suo padre, e che Liang Shanbo capisce solo più tardi la vera identità della ragazza, beh oltre a "Romeo e Giulietta" mi sa che abbiamo anche un po' di "Come vi piace".
Comunque dopo aver scoperto che Zhu Yingtai è una fanciulla e che dovrà andare in sposa ad un altro, la salute di Liang Shanbo ne risente tanto da morire.
Così Zhu Yingtai decide di andare alla sua tomba chiedendo di unirsi a lui.
Alla fine si vedono due farfalle uscire dalla tomba, libere di volare insieme.




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