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domenica 8 maggio 2016

Iside, la scandalosa e la magnifica

Premessa: dopo una segnalazione (che ringrazio fortemente) su alcune incertezze nel post, ho ripreso mano al post. Chiedo scusa a chi studia egittologia se non è totalmente completo, ma se volessi raccontare tutto su di lei, un post non mi basterebbe.
Spero almeno che sia un post giusto.



Domenica scorsa ho deciso di realizzare una nuova bacheca su Pinterest e questa volta alla dea Iside (sì, in inglese è Isis e non ha nulla a che fare con il gruppo terroristico omonimo).



di Susan Seddon Boulet


Essa fa parte del pantheon egiziano e il suo nome in origine è Aset. (nota: Isis è la traduzione greco-latina da cui appunto proviene l'italiano Iside. A volte, per un migliore adattamento, viene chiamata Isi.)
Iside rappresenta una forma della Grande Madre. Lei stessa è protettrice della natura, della magia, dell'agricoltura, dei bambini; il suo nome indica in origine la sua posizione regale (il trono) ed una vera regina è pari al suo re.
Suo sposo è il dio Osiride e in alcune pitture lo si può vedere col caratteristico colore verde della pelle.
Entrambi sono figli di Nut, la dea del cielo e di suo fratello Geb, il dio della terra. 



Nut coperta di stelle rappresenta La Via Lattea. Sotto Geb
In mezzo troviamo Shu, figlio di Ra (dio del sole) e padre dei due dei.
Shu rappresenta l'atmosfera


mercoledì 6 marzo 2013

Hai mai sentito le sirene cantare?



di Carlo Chiostri


Ho udito le sirene cantare l'una all'altra.

Non credo che canteranno per me.

Le ho viste al largo cavalcare l'onde
Pettinare la candida chioma dell'onde risospinte:
Quando il vento rigonfia l'acqua bianca e nera.

Ci siamo troppo attardati nelle camere del mare
Con le figlie del mare incoronate d'alghe rosse e brune
Finché le voci umane ci svegliano, e anneghiamo.


(tratto da Il canto d'amore di J. Alfred Prufrock di Thomas S. Eliot)


mercoledì 16 gennaio 2013

Raperonzolo



di Emma Florence Harrison, 1914


Una domenica pomeriggio sono andata in centro. Entro in una libreria e vedo davanti ai miei occhi il libro delle Fiabe Sonore contenente dieci storie e due cd.
Due fiabe sonore le conoscevo da bambina, altre due le ho conosciute più tardi e c'è una fiaba che non l'ho conosciuta, almeno non in quella edizione. 
La fiaba in questione è Raperonzolo, una delle mie preferite da bambina per alcune ragioni strettamente personali.

venerdì 19 ottobre 2012

Sirene: da Omero ai giorni nostri

Qualche post fa ho parlato delle donne del mare e adesso voglio parlare di donne speciali: le sirene
Le sirene hanno da sempre affascinato noi comuni mortali.
Come quasi tutte le creature ibride, hanno dalla loro l'ambiguità eppure sembra che le sirene ne siano più consapevoli.
Eccovi alcuni dipinti:


Una sirena di John William Waterhouse, 1900


Studio per il quadro precedente

domenica 3 giugno 2012

Paolo e Francesca


I fantasmi di Paolo e Francesca appaiono a Dante e Virgilio di Ary Scheffer, 1855


Paolo e Francesca di Mosé Bianchi, 1877 ca.
acquarello e oro su carta


 di Gustave Doré, 1857

martedì 14 febbraio 2012

Eros, il demone (Abbasso Cupido!)


San Valentino.


I Cupido pullulano da giorni. Li vedete con fattezze angeliche, con le guance magari rosse, la pelle rosea, completamente nudi, dei bambini, tutti sorridenti.



L'amore s'invola di William-Adolphe Bouguereau, 1901


E quello dovrebbe rappresentare l'amore?
Quella forza misteriosa e travolgente che sconvolge la vita di molte persone?



venerdì 23 dicembre 2011

Volete bene agli alberi?

Chi mi segue da tanto lo sa e per quelli che invece mi seguono da poco, lo ripeto: io amo gli alberi!
Immagino che molti di voi abbiano già addobbato l'albero di Natale.
Da piccola l'albero che avevo era finto e a me andava benissimo così: mi preoccupava molto cosa ne sarebbe stato di lui dopo il Natale. Tagliare un albero, addobbarlo per poi buttarlo via non era il massimo per me.
Purtroppo ci accorgiamo che ci sono degli alberi a Natale perché ci servono.
Questa tradizione è antica, addirittura pre-cristiana ed era di buon auspicio per la stagione fredda.
Gli alberi hanno rappresentato molto nella cultura antica. Non solo fornivano il legname come ancora adesso, ma erano considerati al pari degli dei.
Poi hanno cominciato ad essere divinità minori come le ninfe degli alberi, le driadi e le amadriadi (c'è una sostanziale differenza: le driadi potevano muoversi lontano dal loro albero mentre le amadriadi no vivevano dentro esso e morivano con esso).


La Driade di Evelyn de Morgan

Uscite da' vostri alberi, o pietose Amadriadi, sollicite conservatrici di quelli, e parate un poco mente al fiero supplicio che le mie mani testé mi apparecchiano. E voi, o Driadi, formosissime donzelle de le alte selve, le quali non una volta ma mille hanno i nostri pastori a prima sera vedute in cerchio danzare all'ombra de le fredde noci, con li capelli biondissimi e lunghi pendenti dietro le bianche spalle, fate, vi prego, se non sète insieme con la mia poco stabile fortuna mutate, che la mia morte fra queste ombre non si taccia, ma sempre si estenda più di giorno in giorno ne li futuri secoli, acciò che quel tempo il quale da la vita si manca, a la fama si supplisca. (da Arcadia di Iacopo Sannazaro)


sabato 5 novembre 2011

E Berta filava...

Gli uomini andavano alla guerra e le donne rimanevano a casa a filare.
Sembra tanto uno stereotipo, una degradazione della creatura femminile.
Eppure così si dimenticano le vere origini di questo filare.
Da millenni l'atto del filare è legato indissolubilmente alle donne sin dalla mitologia.
Avete mai sentito parlare delle Moire?
Erano tre e si occupavano della vita di ognuno. C'è Cloto ("la filatrice") la sorella minore che appunto teneva il filo sul fuso, Lachesi ("destino") che teneva teso il filo e Atropo ("ineluttabile"), la sorella maggiore che taglia il filo.



Il trionfo della Morte o I Tre Fati, (arazzo fiammingo), 1510-1520
  

I destini o Atropo di Francisco de Goya


Le Parche di Alfred Agache, 1885 ca.


domenica 21 agosto 2011

Afrodite Anadiomene

Afrodite ha con sé molti appellativi e uno di questi è appunto Anadiomene ovvero l'emergente. Questo appellativo si riferisce quando Venere esce emergendo dalle acque.
La sua nascita è dovuta a un fatto particolare: Crono evirò il padre Urano e gettò i testicoli in cielo. Questi caddero nelle acque vicino a Cipro e produssero schiuma (Afros=schiuma). Da questa schiuma nacque Afrodite.
Così Esiodo racconta la nascita di Venere nella sua Teogonia:

E le vergogne, cosí come pria le recise col ferro,
dal continente via le scagliò nell'ondísono mare.
Cosí per lungo tempo nel pelago errarono; e intorno
all'immortale carne sorgea bianca schiuma; e nutrita
una fanciulla ne fu, che prima ai santissimi giunse
uomini di Citèra. Di Cipro indi all'isola giunse.
E qui dal mare uscí la Dea veneranda, la bella;
ed erba sotto i piedi suoi morbidi crebbe; e Afrodite
la chiamano gli Dei, la chia mano gli uomini: ch'ella
fu dalla spuma nutrita: Ciprigna anche è detta, da Cipro
ov'ella anche approdò: Citerèa perché giacque a Citera;
e genïale perché dalle membra balzò genitali.
Compagno Amor le fu, la seguí Desiderio leggiadro,
quando ella prima nacque, dei Numi avanzò fra l'accolta.
Tal da principio onore possiede, tal sorte prescelta
a lei fu tra le genti mortali e fra i Numi immortali:
i virginali colloquî d'amore, ed il riso e gl'inganni,
ed il soave sollazzo, coi baci piú dolci del miele.
E il padre, Uràno grande, chiamava Titani i suoi figli
ch'ei generò: distinti li volle d'un nome d'oltraggio,
perché, ligi ad empiezza, compiuto un immane misfatto
avevano essi; e il fio dovrebbero un giorno pagarne.


Credo che tutti voi conosciate il dipinto del 1484 La Nascita di Venere di Sandro Botticelli


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