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giovedì 27 aprile 2017

Perché disegno...

Avete presente quei bambini e ragazzi che a scuola disegnavano su tutto, sui libri di scuola, sui banchi, a ricreazione, in ogni momento della lezione, anche quando l'insegnante spiegava?
Io ero esattamente così.
Disegnavo praticamente su tutto. Non ne potevo fare a meno.
Disegnavo a casa, disegnavo quando ero via, disegnavo quando ero ricoverata.
Disegnavo sempre.
Poco dopo mezzanotte di oggi, scopro che oggi è la Giornata mondiale del Disegno e non posso fare a meno di ricordare di cosa sia il disegno per me.
Diverse volte ho ricordato qui sul blog che per via della dislessia, e anche perché ho cominciato a parlare tardi, le parole erano un problema per me.
Com'è vivere quando si fa fatica a parlare di ciò che si sente?
Avete presente quando non riuscite ad esprimere un vostro sentimento perché non riuscite a trovare le parole? Il punto è che per me la questione riguardava anche le più semplici cose, anche quelle banali.
Spesso si sottovalutano queste cose proprio per la loro banalità, ma quando vengono sottratte, si capisce che tanto banali non lo sono, ma vengono percepiti così perché sono normali.
Anche la normalità...
Molte volte sento che è disprezzata, viene chiesto che cosa sia normale.
Io penso che sia normale tutto ciò che ci viene con naturalezza, senza pensarci, anche quotidianamente e non è detto che ciò lo sia anche per altri.
Per me era diventato normale disegnare tutti i giorni perché grazie al disegno potevo comunicare e non solo.
Da bambina avevo l'impressione di essere lasciata sola e al buio. Anzi, non era un'impressione.
Disegnare era come fare luce attorno a me dicendo "Guardate.". Disegnare era come dire "Guardate che ci sono anch'io."
Vedevo che agli altri piaceva e questo mi spingeva sempre di più, ad andare avanti, a disegnare ancora di più.
Ora non disegno tanto più come prima e mi manca.
Per diversi motivi, non ce la faccio. Però sono fiduciosa: nella mia vita e sin da bambina mi sono dovuta confrontare con altre sfide oltre a questa di cui vi racconto e alla fine sono sempre qui.
E poi, il disegno è entrato in me.
Tracciare un pensiero, un'immagine, vedere che si espande, gli occhi disegnano col movimento un'idea e poi seguirla.
Questa è la luce che una semplice matita, come una bacchetta magica, mi ha insegnato ed io per questo, commossa, dico grazie.



Tre anni fa ho trovato questo disegno fatto quando avevo tre anni
Mi sono subito commossa quando l'ho visto perché di disegni fatti quando ero bambina,
non ce sono praticamente quasi più.

lunedì 14 novembre 2016

venerdì 4 novembre 2016

Abbracciare la propria oscurità

C'era un episodio della storia di Aulonia, quando era Zoe ed era rinchiusa in casa, che l'avevo pensata in maniera diversa.
Ecco come l'avevo pensato: lei era nell'oscurità, da sola in casa.
All'inizio ero impaurita finché si fece viva in lei la curiosità perché nell'oscurità le sembrava di vedere una creatura enorme, molto più grande di lei, che riempiva la stanza.
Com'era fatto l'animale? Dov'era la sua testa?
Poi Zoe intravede una luce fievole: ecco il suo occhio.
Dopo essersi fatta annusare da quella immensa bestia, ora poteva abbracciarla.
Solo che non sapevo poi come andare avanti e inoltre non avevo un'idea chiara di come rappresentarla.
Così cambiai strada e i disegni furono scartati.
Ce n'era uno che però mi rimase dentro.

Qualche giorno fa completai questo disegno per darmi coraggio.
Presa da una voglia irrefrenabile, presi i pastelli e iniziai a calcare sulla pittura.


Ecco il risultato:






Accogliere la propria oscurità ed abbracciarla.
Perché non c'è niente di più falso quando si dice che siamo completamente esseri di luce, che non dobbiamo abbandonarci a sentimenti come la rabbia.
Oggi nella mia bacheca Facebook mi capita di vedere questo post dal titolo esemplare: Il lato oscuro dell'essere pieni di luce.
Purtroppo si sta diffondendo un'idea di positività che a lungo andare è forzata perché contempla sempre e solo se stessa.
Ma accogliere la propria oscurità non vuol dire lamentarsi, non vuol dire non godersi la vita e soprattutto non vuol dire diventare dei mostri.
Anzi accoglierla, esserne consapevoli ti porta ad essere consapevole delle sfumature della vita, di come questo flusso non abbia una sola forza, un solo andamento.
C'è anche un'altra cosa di questa positività a tutti i costi: non sorge spontanea, non è autentica, 
Si tratta di altra finzione.
Siamo esseri umani, composti dalle sue dualità e per essere completi ci serve anche l'altra parte, anche quella che a prima vista ci sembra scomoda, ma non può esserci luce senza oscurità così come viceversa.
L'oscurità non ci rende né sporchi, né dei mostri.
Ci rende umani.


domenica 30 ottobre 2016

Due miei nuovi disegni e sul fare

Ci sono diversi disegni che ho intrapreso e poi non finiti.
Alcuni sono semplici schizzi, fatti così senza avere nessuna idea.
Altri invece sono partiti con un'idea che poi, per un motivo o un altro, sono stati interrotti.
Col trasloco, diversi disegni sono stati radunati in una scatola e quindi ecco che ne vedo alcuni.
Li vedo e, dopo essermi sentita dispiaciuta, mi sono detta "Perché non finirli?"
E così è stato per due disegni


Ecco come si presentava il primo disegno, una delle mie Andriadi (così chiamo queste mie donne metà albero).
Il viso ben definito con un'espressione di serenità, il profilo del seno e dall'altra parte il bambino che prende il latte (o sarà linfa?).





Come continuarlo?

lunedì 18 luglio 2016

Su Aulonia

Si tratta di un blog sperimentale con cui ancora non so che fine farà però ho voluto provare anche se con qualche clima di incertezza.
Quindi se avete fiducia in me, in quello che in questi quasi due anni ho potuto scrivere, vi chiedo di seguire anche l'altro e di scoprire piano piano chi sia in realtà Aulonia e che vita faccia.


Così scrivevo cinque anni fa per annunciare il nuovo blog di Aulonia e a rileggerlo, un po' mi risolleva.
Sì perché al di là dello sconforto sono serena: raccontare una storia attraverso un blog dove ogni post rappresenta un capitolo di sicuro non è un'impresa facile (fare in modo di suscitare l'interesse, rileggere i capitoli precedenti e capire come proseguire...) ma se l'ho fatto è perché sentivo di farlo. 
Così come la decisione di finire, di non scrivere più non è stata avventata, ma neanche troppo ragionata. Diciamo che è cresciuta in un angolo e ha cominciato a svilupparsi non soltanto perché vedevo sempre di più un disinteresse nonostante il mio continuo proporre la storia realizzando concorsi e giveaway ma anche una maggior fatica nel continuare. 
Il disinteresse è responsabilità mia? Potrebbe anche essere. Dopotutto ho fatto da sola. Di certo non avevo un team di esperti del settore se non i commenti e il sostegno di chi ha continuato a seguirmi e si è anche dispiaciuto quando ho scritto che non avrei più continuato (grazie). 
Ho cominciato senza sapere che cosa mi avrebbe portato, a cosa mi avrebbe condotto e credo che questo sia lo stesso per chiunque voglia fare un blog (di qualsiasi genere) o anche partire per una meta, aprire un'attività. 
Se mi sono pentita? No, per niente. 
Qualche ora fa è comparsa nella mia bacheca di Facebook questo disegno perché la condivisi in questo stesso giorno qualche anno fa. 





La mia piccola creatura... 
Anche se non scrivo più la sua storia, non vuol dire che ho smesso di pensare a lei. Anzi, non vuol dire che lei ha smesso di abitare il mio mondo interiore. 
Non vuol dire che io l'abbia abbandonata del tutto. Diciamo che è finita una fase e mando il mio più profondo ringraziamento a tutti coloro che hanno voluto accompagnarci. 
Il blog rimane e sembra particolare come nell'ultimo post ci sia una chiusura del cerchio ma così non è o almeno per quanta riguarda il blog potrebbe anche essere. 
Lei continuerà ad esserci, ad accompagnarmi e magari crescerà, diventerà donna. 
Anche perché non si può restare dei figli per tutta la vita. 






P.S.: Il fatto che io scriva poco non è perché io abbia abbandonato il blog e neanche perché io mi sia data alla pazza gioia estiva. Semplicemente, ho dei problemi al computer che uso di solito e quindi adesso uso altro (il mio tablet) che però fa presto a usare tutta la connessione disponibile e quando è finita, è lento e molte opzioni tipo allegare un link ancora non riesco a fare. 
Un bacio! 


P.P.S.: Ricordo che l'iniziativa del Disegna Aulonia a modo tuo (leggi la pagina qui sopra) è ancora disponibile. 



giovedì 19 maggio 2016

Le risposte per Aulonia e una comunicazione molto importante

Potrei parlare un po' dell'amarezza e anche un po' di rabbia quando continui a proporre iniziative per stimolare la curiosità verso la storia di Aulonia che alla fine ci si chiede: sto per caso sbagliando qualcosa?
Sì perché come è successo quando ho proposto il Disegna Aulonia a modo tuo (che per inciso, ho voluto poi che continuasse), solo una persona ha voluto partecipare.
Ecco, se volessi davvero parlare appunto dell'amarezza e della sensazione di sconforto quando vedi qualcosa, un tuo progetto, creatura, che porti avanti da alcuni anni, perderei di vista la persona che ha voluto partecipare: una carissima blogger, affezionata lettrice del mondo di Aulonia ovvero Romina Tamerici (questo il suo blog)
Nella scorsa iniziativa, ovvero scrivere un capitolo della storia, ho scelto proprio il suo.
Inoltre non devo dimenticare che alcune persone (tra le quali la stessa Romina) hanno voluto condividere questa iniziativa.
Ecco le sue risposte:


1) Da quanto tempo conosci Aulonia?
Da un bel po'. Quando ho iniziato a seguire il blog c'erano già alcuni post (forse una ventina) però ho iniziato a leggere dall'inizio e poi l'ho seguita.

sabato 7 maggio 2016

Il demone del pasticcio nel disegno


A volte succede che quando sono all'opera nel disegno, venga fuori il demone del "Ma sì! Scombiniamo tutto e facciamo un gran pasticcio! Buahahahhahahhahahahah!!!"
Nei primi tempi era più un "Cosa ho fatto? Dov'ero quando l'ho fatto? Oddio, è orrendo! E' inguardabile. Niente, lo butto."
Adesso è più un "E ora? Lavoriamoci ancora su. Poi deciderò."





Così ho scritto due giorni fa su Facebook.
Il 12 maggio dalle 18 c'è una raccolta fondi e la presentazione del mediometraggio Clizia di Alessandro Lonzi (di questo progetto ve ne ho parlato già qui) e io mi sono proposta per fare dei disegni da venderli. Parte del ricavato andrà alla raccolta fondi.
Stavo facendo un disegno con uno di quei pennarelli giapponesi ad inchiostro quando poi... 
Ci butto l'acqua e inizio a muovere il foglio in modo che l'acqua lo copri tutto.
Dopo che ho gettato l'acqua che era rimasta il dubbio era: "Che faccio? Cosa mi è preso?"
Molte volte ho gettato fogli oppure tralasciato disegni perché non erano come li immaginavo e qualcosa è andato storto.
E' un po' come volerci mettere il caos in quello che fai, l'entrare in una stanza e cominciare a scalciare tutto e scaraventare oggetti non tanto per rabbia, bensì per puro piacere.
Solo che poi viene il fatidico senso di colpa anche per l'impotenza di rimediare a quello che sembra solo un pasticcio sconclusionato.
Però anche il voler gettare a volte capita che non ci si riesca e così spesso lo si accantona nei suoi simili.
Questa volta mi sono detta "Bene, se pasticcio deve essere, che pasticcio sia."
Scherzosamente ho scritto poi che sarebbe meglio fare una preghiera al demone del pasticcio per aiutarmi.
Non ho fatto foto del prima perché c'era ancora un senso di vergogna assieme al "Che diavolo salterà fuori?"
Comunque alla fine ecco qui il mio lavoro




venerdì 22 aprile 2016

Sbaglia come un artista

Sono una pessima artista. Sbaglio in continuazione.
Sto bene ragazzi e non mi sto autocommiserando. Anzi, vi invito in questo post e poi capirete il perché di questa frase.


L'altro ieri avevo ricondiviso su Facebook il disegno di una mia Andriade e ridendo e scherzando con un amico mi è venuta in mente di fare un'Andriade che sia una Sibilla. Sapete quelle profetesse del mondo antico che stilavano responsi e oracoli dal contenuto criptico e non sempre chiaro.
E così ieri sera, mentre stavo aspettando che iniziasse il corso di teatro, ho disegnato questa figura.
nota: Andriade è un termine che ho ideato. E' una commistione tra "andros" (uomo, inteso ovviamente in generale) e driade che è una ninfa degli alberi.



lunedì 18 aprile 2016

Domande per voi sul mondo di Aulonia

La storia di Aulonia procede anche se l'ultimo post è datato 27 gennaio 2016 e state pur certi che non ho intenzione di abbandonarla.
Questa volta vi propongo un'iniziativa ovvero di rispondere a delle domande che vi farò.
Non saranno tanto delle domande per testare il gradimento (anche se magari mi potrebbero essere utili) ma più che altro un modo per farvi entrare nel suo mondo.
Per leggere la sua storia nell'esatto ordine andate qui. Per facilitare meglio la comprensione ho numerato i post. Dopo aver letto quella pagina, andate sul fondo e cliccate su "Post più recenti" e continuate così finché non arrivate al post numero 59.
Tranquilli, i post non sono molto lunghi.
Può essere utile anche ai vecchi lettori per rinfrescare la memoria.

Avvertimento: se ti inoltri solo adesso nel suo mondo, non guardare le domande adesso perché ci sono degli spoiler.





giovedì 28 gennaio 2016

Aulonia compie 5 anni

5 anni da quando ho creato il blog di Aulonia, da quando ho scritto la premessa.
Davvero, mi sembra strano che questo mio secondo blog, seppur altalenante, sia comunque arrivato a compiere 5 anni.
E per l'occasione ho scritto il nuovo post dove potrete trovare un mio lavoro che ho modificato





Chi sarà mai? Scopritelo qui
E inoltre vi invito qui ancora a scoprire l'analisi di me astrologicamente così come alcuni retroscena dietro al quadro dal quale ho poi ricavato l'immagine di Aulonia.


Tanti auguri, mia piccola cara Aulonia.



domenica 17 gennaio 2016

Come nasce un testo comico? Stage di sceneggiatura, tempi comici e costruzione del personaggio con Claudio Fois



foto presa qui


La risata... Quale prorompente forza che scaturisce dall'interno e si espande per tutto il corpo.
Ma per suscitarla cosa serve?
Che cosa funziona e cosa no?


Ieri e oggi ho partecipato qui a Ravenna, al Nuovo Circolo Aurora, ad uno stage di sceneggiatura, tempi comici e costruzione del personaggio con Claudio Fois e organizzato dal Circolo degli Attori.
Claudio Fois è, per chi non lo conoscesse, un autore televisivo di programmi come Zelig e Crozza nel Paese delle Meraviglie.
Innanzitutto si può dividere la comicità in verbale o fisica, e spesso può capitare che alcuni comici ce l'hanno entrambe ma ne hanno una predominante.
Inoltre una questione da tenere a mente è: che cos'è la comicità?
A volte si pensa che basti qualcosa di divertente per far ridere, ma non è così. La comicità è la rottura del pensiero lineare tramite il pensiero largo.
E' qualcosa che non possiamo prevedere.
Ma anche per quanto riguarda la comicità, non è che questo sia l'assoluto perché ci possono essere certe situazioni prevedibili che però ci possono far ridere.
Per esempio, l'annaffiatore annaffiato




sabato 9 gennaio 2016

Volti

Il viso mi ha sempre intrigato, sin da piccola.
A scuola, facevo tanti di quei ritratti anche di nascosto, ovvero che l'altra persona non lo sapeva, è ovviamente è continuata.
E non è solo fare ritratti che mi intriga, ma anche crearli.

Ultimamente ho iniziato due volti ed ecco qua



creato con Stabilo pen e copic


Questo l'ho iniziato qualche giorno prima che finisse dicembre.
Poi ad anno nuovo ho cominciato questo



mercoledì 26 agosto 2015

Semina come un Artista di Austin Kleon

Ieri pomeriggio ho comprato il secondo libro di Austin Kleon ovvero Semina come un Artista



Dopo il successo del suo primo libro Ruba come un Artista, letto anche quello e parlato brevemente in questo post verso la fine, ecco quello che sembra essere il proseguimento.
Infatti, come lui stesso scrive, se nel primo libro raccontava di come prendere il fascino dagli altri artisti, qui si parla di come affascinare gli altri.
In un certo senso, siamo facilitati: con Internet chiunque può condividere qualcosa, ma come ogni strumento, bisogna saperlo usare ma ancora di più bisogna superare delle nostre riserve.
Per esempio, una volta si parlava solo del progetto finito mentre ora anche il processo è degno di attenzione e di essere documentato.
Con questo libro, Austin Kleon vuole smentire l'immagine dell'artista duro e puro, quello che non accetta che la sua arte venga venduta, quello che conserva la sua arte e non la vuole condividere con nessuno.
Si può dire che l'arte si alimenta dell'arte.
Inoltre viene specificato di non provare un timore referenziale verso i geni e non fare più niente. L'importante è fare.
E poi di non aver paura di essere considerati dei dilettanti o amatoriali.
Se questo vi sconcerta un attimo, vi invito a leggere il libro perché queste parole poi le vedrete magari sotto una nuova prospettiva.

E a proposito di fare, ecco il mio ultimo disegno.




L'ho voluto fare per una mia cara amica (infatti è sua la foto)
A dire il vero non sapevo nemmeno cosa volevo fare. 
Ho lasciato che la mano andasse così come il colore.
Solo dopo mi sono accorta che c'è una strana torsione del corpo ovvero il volto è voltato verso la nostra sinistra, mentre il corpo è orientato verso la nostra destra.
Comunque alla fine l'ho lasciato così, con questa strana torsione del corpo.
Di solito, quando faccio qualcosa, soprattutto se è per qualcuno, sono ancora più critica verso me stessa.
Questa volta ho detto che andava bene così perché la cosa più importante in quel momento era fare. Soprattutto visto che non sto realizzando tutti i giorni come prima.



Ritornando al libro, ve lo consiglio altamente. Quello che ho scritto qui sul libro è solo una sua piccola parte.
Inoltre è di facile lettura, infatti ci ho messo davvero poco, e lo potrete continuare a leggere nel caso vi sentiate smarriti.

martedì 11 agosto 2015

Riassunto della storia di Aulonia

Allora...
Visto che mi è stato fatto notare che non tutti conoscono la storia di Aulonia, e questo potrebbe essere un deterrente nel partecipare al concorso, eccovi il riassunto della sua storia.



Pronti? Via!!!

Tutto incomincia con l'incontro casuale di un ragno che inavvertitamente cade su un fior di loto. Alla fine comprendono che in fondo loro due sono simili: il ragno tesse la rete della vita, dell'Universo, mentre il fior di loto è la sua corona. Il ragno allora rincuorato chiede se le può essere utile e il fior di loto gli risponde di tessere una cosa.

Si passa subito ad Aulonia che è nota come la bambina ragno.

Il suo compito è quello di districare i fili delle altre creature. I fili non sono altro che i loro componenti. Per esempio quando uno sta male, i fili sono tutti intrecciati.
Non sente la fame, non sente il freddo e per alcune cose è lontana alle sofferenze degli altri.
Il suo compito non le pesa però non può mai fermarsi e gli unici attimi di libertà li può avere nell'Araluen ovvero in uno stagno di ninfee dove lei si immerge.
Curiosa sempre di più, decide di cambiare gli occhi perché quelli che ha adesso non permettono di vedere in profondità così va dal Chirurgo (una creatura simile a lei ma lui usa i fili per cucire) anche se sa che dovrà staccarsi dal lavoro per diverso tempo.
Il Chirurgo, dopo averla sentita così risoluta, decide di fare l'operazione.
Per diverso tempo lei è consapevole di non avere gli occhi quando poi sente una voce in lei che le dice di lasciarla stare. Almeno per ora. 


martedì 4 agosto 2015

Concorso su Aulonia per voi lettori

Il blog di Aulonia fra poco sta arrivando a un'importante tappa: sta varcando le 10.000 visualizzazioni e per questo piccolo blog è davvero tanto.
Quindi ho pensato a cosa fare ed ecco un modo di coinvolgervi, ma per spiegarvi meglio una premessa.
Aulonia, dalla bambina ragno che era, responsabile dei fili che compongono ogni creatura vivente, è adesso nella forma umana al 100% di Zoe.
Non ha nessuna memoria di ciò che era e si trova a un'importante svolta: una signora è venuta a prenderla.
E per chi già legge la sua storia, questo potrebbe ricordare Selace, la donna squalo, ma non è mica detto che le cose si debbano ripetere.
Ecco l'ultimo post su di lei e ora una domanda vi faccio: Come continuereste la storia?
Ovvero la richiesta che vi faccio per questo concorso è scrivete il post numero 54 (come se voi foste Zoe ovvero nella stessa maniera ma ovviamente mettendoci la vostra inventiva) e scrivetelo qua sotto come commento (nessun limite dei caratteri).
Ovviamente non chiedo che scriviate tutta la storia, ma solo un frammento e io poi da lì continuerò.

So di non chiedervi una cosa facile e infatti il termine della scadenza è il 30 settembre quindi avete più di un mese.
Alla fine, e spero che ce ne siano diversi, io deciderò il post vincitore e sarà appunto il prossimo post di Aulonia con ovvia segnalazione di chi l'ha scritto.
Inoltre ricordo ai disegnatori che l'iniziativa Disegna Aulonia a modo tuo (vedi qui il primo e finora unico disegno) non è affatto finita anzi ho deciso che non ha una fine quindi lasciate sfogare la vostra immaginazione.

Desiderate partecipare ma non siete blogger e quindi non riuscite a commentare?
Nessun problema.
Potete scriverlo alla mia e-mail vigele_83@libero.it con oggetto: Aulonia


Per chi non ha mai sentito parlare di Aulonia, non vi preoccupate.
Ho creato un post riassunto della storia. Potete leggerlo qui (il riassunto l'ho creato oggi, 11 agosto 2015)

A parte gli scherzi, io spero che partecipiate e se decidete di no, vi chiedo di condividere come potete.
Non lo chiedo quasi mai, ma per Aulonia, questa mia piccola creatura, sì.










Spero sia tutto chiaro e se qualcosa non lo è, scrivetelo pure qua nei commenti.


martedì 17 marzo 2015

Vecchio stralcio di Aulonia

Stavo mettendo a posto poco fa un armadio quando vedo un quaderno.
Lo apro e vedo scritto in grande Aulonia.
Sotto c'è quella che è poi la premessa anche se un po' più lunga.
Volto la pagina e, sorpresa mia, vedo qualcosa che poi non ho più riportato scritto.
E' Aulonia che parla.

Ecco


Io sono una voce, un suono che viene tessuto per essere liberato e alla fine mangiato.
Ma ancora non ho accarezzato pienamente la terra, l'aria, il fuoco e l'acqua.
Sono ancora una voce vergine, ho bisogno di maturare.


Chi mi mangerà?
Chi mi farà sua?
Chi vorrà prendermi con sé? 




bozzetto fatto ancora prima di scrivere la storia di Aulonia





Che cosa ne dite?
Vi sembra macabro quel "Chi mi mangerà?" 
Dopotutto c'è da considerare che qui Aulonia era una voce, letteralmente.
Da parte mia sono sorpresa come lo sono tutte le volte che trovo qualcosa che credevo di aver dimenticato.




P.S.: L'ultima domanda immagino che l'abbia preso dal video Bisogno d'amore
P.P.S.: A proposito di Aulonia, la scadenza dell'iniziativa de "Disegna Aulonia e il suo mondo" è stata spostata. Solo quello è cambiato. Andate pure qui. Se vorreste contribuire, ma non sapete disegnare (ricordo che è aperto a tutti gli amanti del disegno, anche ai non professionisti), ma vorreste lo stesso contribuire, potreste condividere l'iniziativa dove meglio credete. Grazie mille.


sabato 24 gennaio 2015

4 anni di Aulonia: disegna lei e il suo mondo (Riaggiornato)

Mancano pochi giorni ai 4 anni del blog su Aulonia (potete leggere qui il primo post) e stavo pensando a cosa realizzare per questo compleblog.
Alla fine ho pensato, soprattutto dettata da una mia curiosità, di chiedervi di disegnare Aulonia e il suo mondo.
Cosa chiedo in pratica?
Magari molti di voi non conoscono il mio secondo blog per questo vi consiglio di leggerlo partendo proprio da quel primo post.
Non vi preoccupate. Non sarà come leggere un tomo enorme.
Poi ispirati, disegnate lei, disegnatela nel suo mondo, disegnate il suo mondo, come ve lo immaginate, disegnate un momento della storia... (potete anche cimentarvi nella sua "veste" di Zoe)
Insomma, scegliete voi e ovviamente col vostro stile e soprattutto in linea con quello che voi siete.
Premetto una cosa: non si tratta di un giveaway.
Ovvero non ci saranno vincitori.
Per farvi capire è come se si facesse una fan art anche se mi sembra un termine improprio visto che non si tratta di chissà che cosa o meglio visto che non si tratta di una storia conosciuta.
Mi dispiace se alcuni si sentono esclusi per il fatto del disegno, ma ovviamente questa mia proposta è aperta a tutti quelli che desiderano cimentarsi non soltanto ai disegnatori professionisti.


Dove spedire?
mandate la scansione (risoluzione ottimale) e nominate il file con vostro nome_cognome.jpg all'e-mail vigele_83@libero.it con oggetto "disegno Aulonia e il suo mondo"

Scadenza?
Il 20 aprile a mezzanotte (così da lasciarvi tutto il tempo e accogliere la primavera coi vostri disegni)

Tecnica?
Assolutamente libera. Anche digitale, va bene.

Come leggere la storia?
Qui la prima parte e ricordarsi di leggere sempre a partire dal post in basso


Spero che le informazioni siano chiare (se no chiedete pure) e spero che qualcheduno abbia voglia di fare ciò.
Se pensate che a qualcuno che conoscete possa piacere, condividete pure.


Grazie mille a tutti voi anche da parte di Aulonia/Zoe.




Questo è stato uno degli esperimenti sul viso di Aulonia e l'ho fatto diverso tempo fa. A guardarlo adesso, noto una certa differenza nei visi che faccio adesso. Non che abbia completamente cambiato però giusto qualcosa sì. Magari non è tanto visibile però è qualcosa che sento.
Non chiedetemi cos'ha nel viso. Forse avevo aggiunto qualcosa delle Andriadi (le mie donne-albero) oppure mi piaceva che avesse dei particolari che a vederla non la rendessero completamente umana.




P.S.: Per chi non l'ha letto ancora, ecco l'ultimo capitolo della storia.
Chi ha già letto la storia, magari potrebbe avere un'idea di cosa possa succedere nel finale, ma sappiate che la faccenda non è così scontata.




Aggiornamento 18 febbraio 2015:
Ho pensato adesso che, oltre al disegno, magari potreste aggiungere qualche riga. Sul perché l'avete voluta rappresentare in quel modo, se c'è qualcosa che vi ha colpito e che avete cercato di riprodurlo nel disegno ecc... Ho fatto questi due esempi giusto per farvi capire, ma sentitevi liberi e di sicuro non c'è un limite di quanti caratteri deve avere la frase.
Lo scrivo perché non vorrei che sembrasse come un dettato o qualcosa di genere.
Mi è venuto in mente perché mi piacerebbe che mi raccontaste la vostra Aulonia.


martedì 13 gennaio 2015

La libertà nel disegno

Che squillino le trombeeeeeee!!!!!
Sono felicissima e supergasata perché, dopo tanto diverso tempo che non prendevo una matita oppure la prendevo e facevo uno scarabocchio mosso e incompleto, ho fatto un disegno!!!!
Il brutto è che non riesco neanche a postarlo perché lo scanner non va (uffa!!!) ma sono così felice!!!
E vi dirò: sembra che alla fine il disegno non ne sia mai andato. E' come se fosse rimasto silenziosamente accanto a me se non addirittura dentro.
E che dire?
Il disegno è il mio primo amore. E' stata la mia prima forma di comunicazione. Il primo modo che avevo da bambina per dire "Ci sono anch'io.".
E dal disegno è nato il mio amore per le immagini.
E' stato come una chiave per un mondo che mi ha aiutato innumerevolmente volte.



Così ho scritto il 28 dicembre tutta esaltata su Facebook.
Curiosi di vedere il mio schizzo?
Eccolo







Non sarà perfetto come disegno, ma dopotutto gli schizzi non hanno bisogno di essere perfetti.
Sono come delle impressioni, semi che stanno per nascere e hanno la stessa forza e potenza di un germoglio che perfora l'asfalto.
A volte quando si vuol fare di uno schizzo un disegno completo e finito, è difficile mantenere nel disegno la stessa freschezza dello schizzo.
Nel farlo mi sono sentita libera come una bambina, libera di giocare e non c'è niente di meglio di uno sguardo fanciullesco per fronteggiare un blocco.
Anzi, io lo chiamo blocco però magari non è così. 
Forse qualcosa in me è in procinto di nascere e io non sono in blocco, ma forse in attesa come gravida di qualcosa.
Mentre disegnavo, sentivo come se il disegno fosse una presenza vicina a me.
Come se ci fosse una guida accanto a me.
Sarà questa donna nata chissà dove ad essere la mia guida?
Può darsi.
E dove sta guardando?
Cos'è che ha visto?
Alcuni misteri rimangono tali nel disegno.
Comunque sono davvero felice e ringrazio un mio caro amico per aver fotografato il mio disegno così che io possa farlo vedere.


venerdì 29 agosto 2014

6000 visualizzazioni per Aulonia

Nonostante l'ultimo post di Aulonia risalga all'11 marzo 2014, le visualizzazioni sono andate avanti con lo stesso ritmo di prima raggiungendo appunto le 6000 visite.
Quasi in corrispettiva al fatto che non continuo a raccontare la storia di Aulonia, c'è da dire che non disegno quasi più e la cosa sembra davvero strana visto che disegnavo quasi tutti i giorni.
Non direi che le due cose siano collegate.
Comunque il blog di Aulonia ovviamente non lo chiudo. 
So che è qualcosa perfettamente di nicchia, ancora di più di Farfalle eterne.
Però se già uno che ha letto, si è lasciato prendere dal suo mondo allora non posso che ritenermi soddisfatta.
Quindi, grazie ancora a tutti voi.
Quello che posso dirvi è che non vi so dire quando lo continuerò.
E per il fatto che non disegno, non sono demoralizzata del tutto anche se ne sento la mancanza.
E' più probabile che sia una cosa passeggera.
Ora magari non vi parlerò molto di questo fatto anche perché si tratta di qualcosa di perfettamente personale.
Se anche voi vi sentite così, vi consiglio di leggere questo post e anche questo sui blocchi creativi tratti dal blog Roba da disegnatori.
Un bacio a tutti voi anche da parte di Aulonia




uno dei tentativi che ho fatto per il viso di Aulonia e anche questo l'ho fatto prima di scrivere la sua storia nel blog



sabato 29 marzo 2014

Indossare la maschera di Aulonia



un sogno di Aulonia


L'altro ieri sera mi sono unita a un corso di teatro e il bello è che stato tutto una sorpresa nel senso che quel pomeriggio non mi sarei aspettata ciò.
Uno degli esercizi che ci hanno fatto fare è stata quella di camminare indossando la maschera di un mestiere o di un personaggio, esistente oppure da film ecc...
Io ho pensato "Potrei impersonare Aulonia nella fase iniziale della storia."
E così ho fatto.
Ho indossato la sua maschera.
Finora non l'avevo mai fatto, la sentivo dentro di me e questo mi bastava. La disegnavo, scrivevo di lei sentendola dentro di me.
Ma la curiosità di indossare davvero le sue "vesti" ed esternarla agli altri è stata quasi una funzione catartica.
Abbiamo avuto del tempo per pensare a come dovevano essere le braccia, le mani, lo sguardo... Tutto.
Piano piano dovevamo indossare la sua maschera, a fasi.

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