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lunedì 22 maggio 2017

Wassily Kandinsky: i colori come suoni

Wassily Kandinsky, pittore russo, nato a Mosca nel 1866 e morto a Neuilly-sur-Seine nel 1944, viene ricordato soprattutto per il suo contributo nell'arte astratta (per vedere sue opere, andate pure su Artsy), ma non solo.
Il colore, usato nella loro forma pura, ha assunto un carattere particolare.


Nel 1911, dopo aver ascoltato a Monaco il Quartetto di archi n°2 di Arnold Schönberg, Kandinsky realizza il dipinto, la trasposizione grafica di ciò che ha sentito.






Impression III (Concerto)


venerdì 24 febbraio 2017

Di acqua sono fatta (video)

E così oggi ho pubblicato un nuovo video nel mio canale Youtube




musica: Reflections di MK2
qui per vedere il quadro completo e la sua realizzazione


Era da un po' che non pubblicavo i video dove sono i miei video a parlare, vero? (qui li potete sentire e vedere tutti).
L'ultimo risale a quasi quattro anni fa.
Per chi non sa cosa siano questi video, si tratta di alcune mie opere (per la maggior parte dipinti) dove io "presto" la voce. Non si tratta di spiegare come sono fatti, ma sono loro che si raccontano.

martedì 31 gennaio 2017

La magia nell'ordinario

Sono sette anni che ho pubblicato il mio primo video su Youtube e mi piace ricordarlo.






Non soltanto perché con questo ho cominciato a pubblicare video su Youtube (anche se c'è da dire che non aggiorno il mio canale molto spesso: il mio ultimo video, per ora, risale ad ottobre 2016), ma perché mi ricorda qualcosa di importante: la magia nell'ordinario.

Per vedere la magia, per stupirsi, non c'è bisogno che succeda qualcosa di straordinario. 

Non c'è bisogno che venga annunciato.

Anche la cosa più piccola e ordinaria può custodire una traccia di magia.
Un dettaglio che si coglie, che ci cattura lo sguardo (se lasciamo che questo venga catturato) ed ecco che il tempo sembra farsi eterno. Non perché dura per sempre, ma perché siamo in quel momento e il tempo sembra non esistere più.

Per questo vi lascio con altri miei video:




(una scatola di scarpe fucsia e fluorescente può mandare luce se toccata dai raggi solari. Qui con la canzone The voice delle Celtic Woman)




(all'ombra degli alberi quando ecco, una folata di vento improvvisa)


Questi sono solo alcuni due di questi video.
Non si tratta ora di voler guardare il mondo sempre in attesa di qualcosa, con occhi spalancati perché così si vede meglio come se la magia dovesse comparire da un momento all'altro perché non ce n'è bisogno: la ricerca potrebbe essere fuorviante.
Anzi, permettiamoci di contemplare e basta, senza stare troppo a pensare alle questioni della vita.
Lasciamo che questi momenti fioriscano dentro di noi.
Lasciamoci andare abbandonando la testa.

lunedì 16 gennaio 2017

Laboratorio teatrale 100 ore con Ivano Marescotti (terza parte)


al tavolo Cristiano Caldironi, direttore artistico e insegnante del Circolo degli Attori,
e Ivano Marescotti mentre si guardava una scena


Prima parte
Seconda parte


Sabato 14 e domenica 15 gennaio c'è stato il terzo weekend del laboratorio teatrale 100 ore di Ivano Marescotti organizzato dal Circolo degli Attori.
Per sabato si doveva portare una delle scene che erano proposte da testi come L'orso di Anton Cechov, Il Calapranzi di Harold Pinter, Chi ha paura di Virginia Woolf? di Edward Albee e Classe di ferro di Aldo Nicolaj. 
Io ho scelto una scena tratta da L'orso.
Questo dramma, composto da un solo atto, parla di Elena Ivanovna Popova rimasta vedova e perciò ha giurato di restare chiusa in casa e di non frequentare più nessun uomo. Accanto a lei c'è il suo fedele servitore Luka che cerca di sbloccarla da quella situazione, ma niente. Un giorno arriva improvviamente l'ex ufficiale di artiglieria Smirnov che richiede di riscuotere un debito contratto con il marito di lei.
Ed è proprio di quest'ultima situazione, ossia l'arrivo di Smirnov, che si basa la scena in questione con il rifiuto di lei perché in quel momento non ha soldi e l'insistenza dell'ex ufficiale. Inoltre proprio in quel giorno sono passati esattamente sette mesi dalla morte del marito e non si sente disposta a discutere di questioni finanziarie.

sabato 10 dicembre 2016

Poesie come grida di notti disperate

La notte spesso lascia spazio a grida dell'anima, come urla silenziose che si protraggono e ascoltarle può essere doloroso perché sembra che ti lacerano e senti la pelle spaccarsi.
Purtroppo queste grida vengono spesse ignorate e dico purtroppo anche se so benissimo che non è facile ascoltarle, che si vorrebbe farle tacere.
Dico purtroppo perché il farle tacere non le farà sparire.
Ritorneranno più forti e più dolorose.
E anche il solo fatto di guardarle e non fare niente sembra qualcosa di impossibile.
Così sembra crearsi un circolo vizioso di cui spesso ci si vergogna e si mettono in moto meccanismi, ripetizioni per poter controllare gli eventi ma sarebbe come imbrigliare un cavallo selvatico e pretendere che faccia ciò che gli ordini.


Ho deciso di condividere con tutti voi due mie poesie scritte anni fa, poesie scritte di notte, degli sputi di un grido che mi sembrava assordante.
Le foto che vedrete sono state scattate da Francesca Woodman, una fotografa purtroppo morta suicida a 23 anni ma quello che qui mi interessa è il suo lavoro, il suo scandagliare gli abissi della psiche.


lunedì 14 novembre 2016

venerdì 21 ottobre 2016

Fuoco vivo

Poche ore fa ho letto questo articolo Il primo giorno di scuola vi racconto la "non scuola" di Marco Martinelli, regista e drammaturgo della compagnia teatrale ravennate Teatro delle Albe e mi sono riconosciuta in quel fuoco.
La non-scuola è stata parte della mia vita (qui tutti i post dedicati ad essa e qui di cosa si tratta nel sito della compagnia) e mi ricordo ancora le sensazioni dopo aver realizzato il mio primo spettacolo non-scuola.
E' tutto successo nel secondo anno dell'Accademia di Belle Arti e lo spettacolo era tratto da Le presidentesse di Werner Schwab e avevo come guide Antonio Rinaldi e Eugenio Sideri.
Me lo ricordo molto bene quel fuoco.
Mi ricordo di quando come reazione dovevo alzarmi dalla mia sedia urlando e facendo cadere la sedia all'indietro. Poi dovevo alzare la sedia e prenderla con forza sbattendola per terra ogni volta che dicevo "Merda! Merda! Merda!". Stavo recitando, ma tutta l'azione era molto fisica. (piccola nota se qualcuno se lo sta chiedendo: non ho rotto niente)
Me lo ricordo di quando finito lo spettacolo mi sentivo calda, come se ogni vena del mio corpo si fosse aperta inondandomi di calore.



di Susan Seddon Boulet


E per me non solo nel teatro.

giovedì 13 ottobre 2016

La vulnerabilità dell'attore

Sei lì davanti a tutti, davanti ai loro occhi che aspettano e che scrutano ogni tuo movimento e tu ti denudi. Non fisicamente .

Ti mostri vulnerabile.



Marilyn Monroe ne La tua bocca brucia (1952)


Dal 3 ottobre è cominciato Il Circolo degli Attori con diversi cambiamenti e nuovi corsi come quello sulle Arti Circensi con Alberto Zavatta per fare un esempio, ma quello di cui vorrei parlare è stato il primo giorno del Teatro Contemporaneo ed Emozionale con Davide Allevi.
Entrare in contatto con le proprie emozioni per poi usarle, ma questo vuol dire affacciarsi a tutto quello che spesso si segrega in un angolo dove non si guarda mai.
Questo vuol dire allontanarsi dalla propria comfort zone, dalla propria bolla di sicurezza, non puoi stare lì a declamare e neanche accontentarti di una recitazione superficiale.
Essere lì sul palco è come indossare un abito emozionale, l'abito di quel personaggio, e farlo proprio quindi deve essere come cucito su di te.

Che cosa lo muove dentro? Come lo fa agire?

mercoledì 5 ottobre 2016

Mare d'ottobre

Quando si pensa alla Riviera Romagnola, si pensa soprattutto a un esercito di ombrelloni, musica da discoteca o comunque un tormentone estivo ad altissimo volume e all'happy hour. 
Personalmente tutto ciò non fa per me e non sto qui a giudicare gli altri. 
È solo che se vado al mare, voglio vedere il mare. 
Per questo in estate ci vado poco e da alcuni anni ho scoperto di quanto mi piaccia il mare di settembre o ottobre, quando sento il mare così com'è, quando posso liberare il mio canto al mare e sentirmi connessa con il vento, le nuvole, la sabbia e ovviamente l'acqua. 
Eccovi le foto che ho fatto qualche giorno fa. 
Spero che vi piacciano e che anche voi provaste le mie sensazioni di totale espansione con quel tempo e quel luogo. 


lunedì 18 luglio 2016

Su Aulonia

Si tratta di un blog sperimentale con cui ancora non so che fine farà però ho voluto provare anche se con qualche clima di incertezza.
Quindi se avete fiducia in me, in quello che in questi quasi due anni ho potuto scrivere, vi chiedo di seguire anche l'altro e di scoprire piano piano chi sia in realtà Aulonia e che vita faccia.


Così scrivevo cinque anni fa per annunciare il nuovo blog di Aulonia e a rileggerlo, un po' mi risolleva.
Sì perché al di là dello sconforto sono serena: raccontare una storia attraverso un blog dove ogni post rappresenta un capitolo di sicuro non è un'impresa facile (fare in modo di suscitare l'interesse, rileggere i capitoli precedenti e capire come proseguire...) ma se l'ho fatto è perché sentivo di farlo. 
Così come la decisione di finire, di non scrivere più non è stata avventata, ma neanche troppo ragionata. Diciamo che è cresciuta in un angolo e ha cominciato a svilupparsi non soltanto perché vedevo sempre di più un disinteresse nonostante il mio continuo proporre la storia realizzando concorsi e giveaway ma anche una maggior fatica nel continuare. 
Il disinteresse è responsabilità mia? Potrebbe anche essere. Dopotutto ho fatto da sola. Di certo non avevo un team di esperti del settore se non i commenti e il sostegno di chi ha continuato a seguirmi e si è anche dispiaciuto quando ho scritto che non avrei più continuato (grazie). 
Ho cominciato senza sapere che cosa mi avrebbe portato, a cosa mi avrebbe condotto e credo che questo sia lo stesso per chiunque voglia fare un blog (di qualsiasi genere) o anche partire per una meta, aprire un'attività. 
Se mi sono pentita? No, per niente. 
Qualche ora fa è comparsa nella mia bacheca di Facebook questo disegno perché la condivisi in questo stesso giorno qualche anno fa. 





La mia piccola creatura... 
Anche se non scrivo più la sua storia, non vuol dire che ho smesso di pensare a lei. Anzi, non vuol dire che lei ha smesso di abitare il mio mondo interiore. 
Non vuol dire che io l'abbia abbandonata del tutto. Diciamo che è finita una fase e mando il mio più profondo ringraziamento a tutti coloro che hanno voluto accompagnarci. 
Il blog rimane e sembra particolare come nell'ultimo post ci sia una chiusura del cerchio ma così non è o almeno per quanta riguarda il blog potrebbe anche essere. 
Lei continuerà ad esserci, ad accompagnarmi e magari crescerà, diventerà donna. 
Anche perché non si può restare dei figli per tutta la vita. 






P.S.: Il fatto che io scriva poco non è perché io abbia abbandonato il blog e neanche perché io mi sia data alla pazza gioia estiva. Semplicemente, ho dei problemi al computer che uso di solito e quindi adesso uso altro (il mio tablet) che però fa presto a usare tutta la connessione disponibile e quando è finita, è lento e molte opzioni tipo allegare un link ancora non riesco a fare. 
Un bacio! 


P.P.S.: Ricordo che l'iniziativa del Disegna Aulonia a modo tuo (leggi la pagina qui sopra) è ancora disponibile. 



giovedì 19 maggio 2016

Le risposte per Aulonia e una comunicazione molto importante

Potrei parlare un po' dell'amarezza e anche un po' di rabbia quando continui a proporre iniziative per stimolare la curiosità verso la storia di Aulonia che alla fine ci si chiede: sto per caso sbagliando qualcosa?
Sì perché come è successo quando ho proposto il Disegna Aulonia a modo tuo (che per inciso, ho voluto poi che continuasse), solo una persona ha voluto partecipare.
Ecco, se volessi davvero parlare appunto dell'amarezza e della sensazione di sconforto quando vedi qualcosa, un tuo progetto, creatura, che porti avanti da alcuni anni, perderei di vista la persona che ha voluto partecipare: una carissima blogger, affezionata lettrice del mondo di Aulonia ovvero Romina Tamerici (questo il suo blog)
Nella scorsa iniziativa, ovvero scrivere un capitolo della storia, ho scelto proprio il suo.
Inoltre non devo dimenticare che alcune persone (tra le quali la stessa Romina) hanno voluto condividere questa iniziativa.
Ecco le sue risposte:


1) Da quanto tempo conosci Aulonia?
Da un bel po'. Quando ho iniziato a seguire il blog c'erano già alcuni post (forse una ventina) però ho iniziato a leggere dall'inizio e poi l'ho seguita.

sabato 7 maggio 2016

Il demone del pasticcio nel disegno


A volte succede che quando sono all'opera nel disegno, venga fuori il demone del "Ma sì! Scombiniamo tutto e facciamo un gran pasticcio! Buahahahhahahhahahahah!!!"
Nei primi tempi era più un "Cosa ho fatto? Dov'ero quando l'ho fatto? Oddio, è orrendo! E' inguardabile. Niente, lo butto."
Adesso è più un "E ora? Lavoriamoci ancora su. Poi deciderò."





Così ho scritto due giorni fa su Facebook.
Il 12 maggio dalle 18 c'è una raccolta fondi e la presentazione del mediometraggio Clizia di Alessandro Lonzi (di questo progetto ve ne ho parlato già qui) e io mi sono proposta per fare dei disegni da venderli. Parte del ricavato andrà alla raccolta fondi.
Stavo facendo un disegno con uno di quei pennarelli giapponesi ad inchiostro quando poi... 
Ci butto l'acqua e inizio a muovere il foglio in modo che l'acqua lo copri tutto.
Dopo che ho gettato l'acqua che era rimasta il dubbio era: "Che faccio? Cosa mi è preso?"
Molte volte ho gettato fogli oppure tralasciato disegni perché non erano come li immaginavo e qualcosa è andato storto.
E' un po' come volerci mettere il caos in quello che fai, l'entrare in una stanza e cominciare a scalciare tutto e scaraventare oggetti non tanto per rabbia, bensì per puro piacere.
Solo che poi viene il fatidico senso di colpa anche per l'impotenza di rimediare a quello che sembra solo un pasticcio sconclusionato.
Però anche il voler gettare a volte capita che non ci si riesca e così spesso lo si accantona nei suoi simili.
Questa volta mi sono detta "Bene, se pasticcio deve essere, che pasticcio sia."
Scherzosamente ho scritto poi che sarebbe meglio fare una preghiera al demone del pasticcio per aiutarmi.
Non ho fatto foto del prima perché c'era ancora un senso di vergogna assieme al "Che diavolo salterà fuori?"
Comunque alla fine ecco qui il mio lavoro




lunedì 8 febbraio 2016

L'invasione dei mandala




Stanotte ho visto questo sito dove veniva chiesto di scegliere quale mandala ti ispira.
Oltre ad andarci incuriosita, ho potuto constatare ancora una volta come i mandala e la colorazione di essi stiano imperando sempre di più.
La prima volta che me ne sono accorta è stato tramite la pubblicazione della rivista Riza Psicosomatica nell'agosto dell'anno scorso e presentato nel video qui sotto dal suo direttore, lo psicoterapeuta Raffaele Morelli.




domenica 24 gennaio 2016

L'espressione di sé

Fra una settimana questo video, il primo che ho pubblicato su Youtube, compirà sei anni.





Ogni tanto lo riguardo e provo ancora che cosa sentivo.
In pratica, stavo passeggiando nel centro di Ravenna, la mia città, e vidi questa piuma delicatamente sospesa e trattenuta da un filo sottile che la teneva legata all'inferriata.
La vedevo sobbalzare dai movimenti delle macchine.
E così mi sono sentita ispirata a cantare per lei.
Si tratta di un video senza uno scopo specifico, un piccolo momento di condivisione, che di certo chi ha voluto scrivermi questo a quel tempo non ha compreso e di certo quando lo leggo adesso, mi viene soltanto da ridere. 
Quando me l'ha scritto ero piuttosto amareggiata, ma adesso, e da un bel po', non più.
Anche perché qui si tratta dell'espressione di sé.

lunedì 18 gennaio 2016

Lo Psychiatric Circus e l'impatto che possono avere le immagini

Leggendo il blog di Paolo Gambi vengo a conoscenza di questo manifesto, quello che vedete qui sopra.
Che cos'è il Psychiatric Circus?
Ecco cosa si può leggere dal loro sitoUn evento psicotico, un viaggio nella follia, un luogo in cui il senso delle cose è totalmente capovolto.

Nel manicomio del dottor Josef nulla è come sembra.

Non fidatevi di nessuno, perché qui trovano asilo solo i pazzi, e i pazzi, si sa, non conoscono regole. 

Un cast internazionale di artisti di altissimo livello, un gioco di incastri tra acrobatica al suolo e acrobatica aerea, verticalismo, contorsionismo, cabaret, fantasismo e tanta folle comicità per regalare agli spettatori risate di puro terrore.


Ci sono state polemiche su questo spettacolo da alcune associazioni dicendo che insultano i pazienti psichiatrici e che il matto (parola che odio) sia rappresentato come qualcosa di cui ridere.
Personalmente io non posso dire nulla dello spettacolo anche perché non sempre un'immagine racchiude quello che poi si intende (Basti pensare alla foto del bambino e dell'avvoltoio di cui non si è capito niente di ciò che si voleva dire).

mercoledì 30 dicembre 2015

Augurio per il 2016

Molte, tantissime volte ho inserito i video di Letizia Telesforo (alias Letizia1989 su Youtube) qui nel mio blog perché meritano ampiamente.
Scherzosamente io la chiamo Coreografa, ma neanche tanto per scherzo. Il fatto è che i suoi video non sembrano essere dei patchwork di immagini insieme all'audio. Anzi, immagini e audio sembrano danzare assieme in armonia.
Non contenta, le ho fatto anche un'intervista.
Ed ora desidero chiudere quest'anno con il suo ultimo video




La protagonista del video è la Pace, rappresentata qui nella ragazza che danza. Il suo nastro color arcobaleno è il filo conduttore che unirà ogni popolo ed ogni nazione, in un unico abbraccio.
(dalle informazioni del video)



Sebbene si pensa sempre di più a questo Pianeta che muore, alla povertà, alle guerre (ovviamente tutte questioni importanti) non bisogna però dimenticare quanto ancora di vivo ci sia, quanto la vita si rigenera ogni volta, quanto in questo singolo Pianeta, in questa sfera azzurra che spazia nell'immensità del cosmo, tutto sia ancora così vibrante.

Nonostante tutto.
Le diversità che vediamo rappresentano la sua ricchezza.
Diversi sono i nostri cammini di vita, gli ambienti che vediamo e dove cresciamo eppure c'è sempre l'iniziale trasporto verso la vita, verso gli altri e verso di noi.
Magari se vedessimo la Terra dallo Spazio, potremmo riuscire a percepire l'abbraccio 




Mokuren da Proteggi la mia terra





di Melina del Mar



Eppure dovrebbe già bastare la natura che si rende visibile a noi per sentire quest'abbraccio universale.




L'amoroso abbraccio dell'universo di Frida Kahlo



Sentire la vita come qualcosa di palpabile, non solo come un'entità astratta.
Ed è con questo enorme abbraccio che desidero lasciarvi in questo 2015 aldilà dell'anno che avete vissuto.
Un abbraccio a voi lettori e non solo, che questo 2016 si apra con un abbraccio e un invito ad abbracciare la vostra persona, le vostre luci e ombre.

giovedì 24 dicembre 2015

Riscoprire il Natale quando si è adulti

E alla fine domani è Natale.
Oltre ad aver preparato i regali e sapere (o no) cosa si mangerà domani a pranzo, ditemi: la sentite l'atmosfera natalizia?
No, non sto parlando dei regali, ma di tutto ciò che lo precede, l'attesa, la meraviglia...



dal film Le 5 leggende


Ormai quando si è adulti e si è in qualche maniera consapevoli dei giochi che ci sono sotto, si vorrebbe fare in modo che questo famoso spirito natalizio duri il più possibile nei bambini (anche se sentendo tutte quelle polemiche delle recite natalizie nelle scuole, la vedo brutta. Comunque questa è un'altra faccenda e finisco dicendo di lasciare ai bambini la scelta di cosa desiderano fare).
Magari poi si ostenta una facciata cinica, ma può capitare che alla fine ci sia un solo desiderio: ritornare ad essere bambini, ritornare a quando la vita sembrava essere più semplice.
In questo blog ho parlato diverse volte del bambino interiore (recentemente in questo post) ed io spero tanto che riusciate a connettervi con il vostro.


martedì 22 dicembre 2015

Dimmi piccolo pettirosso




Dimmi piccolo pettirosso, hai preso tu il sole?
E' per questo che sei così ardimentoso e combattivo?
A vedere il tuo aspetto non si direbbe eppure ho sentito di te che hai la potenza di un guerriero.
Quasi un guerriero del sole.
Ma non è solo questo il tuo ruolo.
Sei fugace come un lampo e ci si ricorda di questa chiazza rossa.
E' il Solstizio,
Presto sarà Natale.
E tu porti il sole con te assieme a tutti gli altri pettirossi.
E' per questo che sei un animale solitario?
Se vi riuniste tutti in un solo luogo sarebbe come ricreare il Sole.
Ho sentito leggende su di te, della tua morte.
Anche questo è uno dei tuoi compiti?
Di inscenare ogni anno la tua morte per far sì che ci sia il nuovo anno?
Qualunque siano i tuoi compiti, ciò che devi fare,
ti ringrazio,
perché la tua visione mi fa gioire l'anima.
Sei come un compagno fedele 
che ad ogni inverno si ripresenta.




by Val Corbett



di Ross Hoddinott



by Roy Jackson




Le foto provengono da Pinterest

P.S.: Sulla leggenda inglese (una filastrocca) vi invito a riscoprirla qui e qui sul blog Le figure dei libri 

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