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domenica 30 ottobre 2016

Due miei nuovi disegni e sul fare

Ci sono diversi disegni che ho intrapreso e poi non finiti.
Alcuni sono semplici schizzi, fatti così senza avere nessuna idea.
Altri invece sono partiti con un'idea che poi, per un motivo o un altro, sono stati interrotti.
Col trasloco, diversi disegni sono stati radunati in una scatola e quindi ecco che ne vedo alcuni.
Li vedo e, dopo essermi sentita dispiaciuta, mi sono detta "Perché non finirli?"
E così è stato per due disegni


Ecco come si presentava il primo disegno, una delle mie Andriadi (così chiamo queste mie donne metà albero).
Il viso ben definito con un'espressione di serenità, il profilo del seno e dall'altra parte il bambino che prende il latte (o sarà linfa?).





Come continuarlo?

mercoledì 29 giugno 2016

13 giugno 2016, riprese del mediometraggio Clizia


Federica Navarria ovvero Clizia

Dal 13 giugno sono cominciate le riprese del mediometraggio Clizia di Alessandro Lonzi del quale ve ne avevo già parlato qui ed è stato proprio il 13 giugno, giorno tra l'altro del mio 33esimo compleanno, il giorno nel quale ho partecipato.
Ma prima desidero presentarvi il luogo ovvero Il Giardino Incantato di Elio Minguzzi che sta a Villanova di Bagnacavallo, via Aguta 34, in provincia di Ravenna.
Entrare in questo giardino è come entrare direttamente nell'anima di colui che ha fatto in modo che ci fosse ovvero Elio Minguzzi.
Il giardino vive da sé ed è essenziale non raccogliere niente e non portare niente dal di fuori. Bisogna lasciarlo così come lo si è trovato.
Così facendo, ci si rende conto che siamo ospiti del giardino.

sabato 7 maggio 2016

Il demone del pasticcio nel disegno


A volte succede che quando sono all'opera nel disegno, venga fuori il demone del "Ma sì! Scombiniamo tutto e facciamo un gran pasticcio! Buahahahhahahhahahahah!!!"
Nei primi tempi era più un "Cosa ho fatto? Dov'ero quando l'ho fatto? Oddio, è orrendo! E' inguardabile. Niente, lo butto."
Adesso è più un "E ora? Lavoriamoci ancora su. Poi deciderò."





Così ho scritto due giorni fa su Facebook.
Il 12 maggio dalle 18 c'è una raccolta fondi e la presentazione del mediometraggio Clizia di Alessandro Lonzi (di questo progetto ve ne ho parlato già qui) e io mi sono proposta per fare dei disegni da venderli. Parte del ricavato andrà alla raccolta fondi.
Stavo facendo un disegno con uno di quei pennarelli giapponesi ad inchiostro quando poi... 
Ci butto l'acqua e inizio a muovere il foglio in modo che l'acqua lo copri tutto.
Dopo che ho gettato l'acqua che era rimasta il dubbio era: "Che faccio? Cosa mi è preso?"
Molte volte ho gettato fogli oppure tralasciato disegni perché non erano come li immaginavo e qualcosa è andato storto.
E' un po' come volerci mettere il caos in quello che fai, l'entrare in una stanza e cominciare a scalciare tutto e scaraventare oggetti non tanto per rabbia, bensì per puro piacere.
Solo che poi viene il fatidico senso di colpa anche per l'impotenza di rimediare a quello che sembra solo un pasticcio sconclusionato.
Però anche il voler gettare a volte capita che non ci si riesca e così spesso lo si accantona nei suoi simili.
Questa volta mi sono detta "Bene, se pasticcio deve essere, che pasticcio sia."
Scherzosamente ho scritto poi che sarebbe meglio fare una preghiera al demone del pasticcio per aiutarmi.
Non ho fatto foto del prima perché c'era ancora un senso di vergogna assieme al "Che diavolo salterà fuori?"
Comunque alla fine ecco qui il mio lavoro




mercoledì 16 marzo 2016

10.000 pin: tutte le mie board di Pinterest (seconda e ultima parte) + piccola iniziativa per voi lettori


A volte succede anche questo e non per il motivo che dicevo nel post precedente.
Te ne dimentichi e Pinterest non ti dice che l'hai già pinnato 
perché magari l'immagine viene da una fonte differente


Avete gustato ben bene il post precedente?
Perché come promesso, ecco la seconda parte e questa volta ci saranno anche delle sorprese alla fine, ma prima illustriamo le bacheche con l'immagine che è stata più pinnata.





Partiamo subito con uno dei miei animali preferiti: la lince.
Animale silenzioso e schivo, custode dei segreti nella simbologia, il suo famoso occhio di lince permette di vedere oltre, ma la sua medicina è difficile da avere.



di Chris Achilleos


martedì 16 febbraio 2016

Il trionfo di Afrodite

Per San Valentino, ho voluto realizzare un post con foto di cuori presenti nella natura.
Ma non pensate che la natura sia solo una gran romanticona.
Anzi, se lei fosse una persona reale verrebbe criticata tantissimo perché tra le sue opere ci sono imbarazzanti richiami ai genitali, degli espliciti messaggi sessuali non tanto subliminali.
Se fosse un'artista, magari avrebbe vita difficile. Magari verrebbe accusata di oggettualizzare la donna e l'uomo e ogni immagine caricata su Internet verrebbe censurata. Magari le sue mostre attirerebbero guardoni e/o bacchettoni.
Ma lei è la Natura. 
Cosa vuoi che gliene importa delle critiche? A parte il venire annientata.
Se fosse una al quale piace guardare, verrebbe presa in giro perché le direbbero che è una pervertita, che è malata di sesso, che scopa troppo o per niente (e in quest'ultimo caso le direbbero "Scopa di più se in ogni cosa ci devi vedere del sesso!"). Altri inorriditi le direbbero: "Non dirmi che davvero vuoi fare del sesso con... un albero?!?".



di Edward Weston


lunedì 13 gennaio 2014

Super 8 di Anna Castagnoli



Anni Settanta. Venti di libertà soffiano sul mondo, accendendo nelle persone nuove speranze, idee, emozioni. Ma anche paure, inquietudini, disagi prima del tutto sconosciuti. La piccola Anna è figlia della sua epoca: pronta ad affrontare ogni avventura con passione ed entusiasmo, trascinata da un istinto vitale e da un'immaginazione che paiono senza limiti. E d'altra parte fragilissima, delicata, esposta alle intemperie e ai colpi di un mondo adulto pieno di misteri, contraddizioni, reticenze. Perché se sei un bambino la libertà può essere il più meraviglioso dei doni, ma anche il più pesante dei fardelli, a portarlo tutto da solo.

(dalla quarta di copertina)


Da quanto tempo ormai leggo il blog di Anna Castagnoli, autrice e illustratrice?
Non lo saprei dire e non mi ricordo neanche come ci sono arrivata.
So solo che appena letto, me ne innamorai.
Mi piace un sacco la sua acutezza, la sua intuizione, il suo modo di vedere le cose.
Così quando lessi che in un libro aveva raccontato della sua infanzia, mi dissi subito che dovevo leggerlo.
Edito da Topipittori, rappresenta per Anna il suo debutto nella narrativa, un'autobiografia.

Quando si tratta di leggere un'autobiografia, la mia curiosità freme ma allo stesso tempo, mi sento come se quella persona abbia deciso di rivelare a me alcuni suoi ricordi, che abbia deciso di confidarsi.
Quindi mi sento sempre di leggere come se camminassi in punta di piedi.
Proprio come il Super 8 del titolo (formato della Kodak introdotto nel 1965 usato ampiamente per i video amatoriali e anche per alcuni professionali), si hanno come diversi filmati, ma c'è soprattutto un paragone che mi viene da pensare riguardo al libro ed è vedere la luce di una stella.
Leggere il libro, leggere le sue impressioni ancora vivide è stato come vedere la luce di una stella.
La luce è il ricordo che quella stella ci lascia e non sai se sia viva o morta.
Tutto nel libro sembra acquisire vita soprattutto la natura.
Non più natura matrigna come viene vista da chi ha così tanta esperienza da sentirsi intrappolato, ma amica, compagna, custode.
Tutto è vivo, tutto la sta aspettando, lì in attesa di qualcosa di grandioso, e Anna adulta ci guida a conoscere Anna bambina, la sua famiglia, i suoi amici, le sue avventure e le sue marachelle.
Inoltre nel libro si parla della morte dell'infanzia, dell'accorgersi che qualcosa sta cambiando, di essere a contatto con la morte, una cerimonia di gesti rituali, una lenta danza racchiusa in se stessa.
Dov'è la spontaneità in quella danza?
E come si potrà conciliare questa danza con quella che Anna, come qualsiasi altro bambino, sta sentendo?
E come si potrà armonizzare la danza di un bambino con quella degli adulti?
Il libro si chiude con alcuni piccoli avvenimenti, anche di non grande importanza se visti con la mentalità di un adulto, e alla fine una nota di amarezza.
L'infanzia, quest'età dolce e amara, dove si assaggia per la prima volta la vita e ci si scontra con gli adulti.
Cerco di ricordarmi il viso di Anna come lo vedevo prima di leggere il libro.
Tutto sembra aprirsi in una nota di spontaneità.
L'ho vista ancora tra gli alberi, l'ho vista in una risata cristallina.
Che abbia visto la luce della stella?
Non lo so, ma se avessi conosciuto Anna quando era bambina le avrei chiesto di insegnarmi ad arrampicarmi sugli alberi.
Si tratta di un libro che fortemente consiglio, di facile lettura, estremamente evocativo e in qualche maniera familiare anche se non si sono vissute le medesime esperienze.


Qui intervista di Anna Castagnoli sul libro 

giovedì 12 dicembre 2013

Il gioco dell'arte (seconda parte)

Pensate che io dopo aver fatto questo post, abbia finito con il gioco dell'arte?
Ah!

Ho continuato e oggi vedo che qualcuno ha postato questa vignetta



Che questo gioco stia diventando il nuovo tormentone?
Non direi. 
Non mi sembra che questo gioco sia l'Harlem Shake dell'arte o un Gangnam Art.
E' un gioco, un passaparola e tramite questo gioco, si può conoscere un autore nuovo e se magari quell'autore non ti piace, non è detto che non ci sia un'opera che non ti piaccia.

domenica 10 novembre 2013

I magnifici Quindici (prima parte)

Chiacchierando su Facebook sull'infanzia degli anni '80 e '90, sono saltati fuori i Quindici.

questa è l'edizione che ho io
immagine trovata su Google


Che dire dei Quindici?
Diversi libri della mia infanzia li ho dati via (alcuni con mio pentimento), alcuni li ho persi (con mia rabbia) e invece altri li ho fatti rimanere e tra di questi ci sono anche loro, i favolosi Quindici.
Da quella chiacchierata, è ritornata per me la voglia di rispolverarli, di leggerli.
A volte alcune cose vissute nell'infanzia rimangono cristallizzate (Love forever) lungo gli anni. Altre volte invece succede che il ricordo che avevi non è lo stesso di come lo trovi e quindi molte volte ci si trova con lo smarrimento (Davvero guardavo/leggevo quella roba?) oppure con delusione (Ma non era come lo ricordavo!!!)
E i Quindici?
Supereranno la prova della realtà?
Ma soprattutto supereranno lo scontro con gli anni?
In effetti quest'enciclopedia ha accompagnato i bambini italiani dagli anni Sessanta.
E visto che sono quindici (ma và?) ho deciso di dividere questa mia rilettura in tre parti così da non far venire fuori un malloppone.
Perché io a fare dei mallopponi sono un'esperta assoluta soprattutto quando ci metto le immagini, ma sto cercando di guarire. 
Abbiate pazienza.

Passiamo al primo volume Poesie e rime

martedì 22 ottobre 2013

Workshop "Questione di stile" a Bologna con Morena Forza e Alessandra Fusi (resoconto)





E così ieri sono tornata dal corso.
Ma prima che vi parli di come sia stato, vi vorrei fare una semplice domanda: che immagine avete voi di un illustratore?
Forse ve lo immaginate rinchiuso nel suo spazio oppure ancora immerso nella natura dove prenderà le sue ispirazioni. Prenderà il suo taccuino, ogni tanto ci disegnerà spinto dall'ispirazione e vivrà fuori dal tempo.
Ebbene se è così che ve lo immaginate, sappiate che vi state assolutamente sbagliando. 
Sarebbe bello pensare ad un illustratore come ad una figura romantica eppure questa figura è assolutamente stereotipata. Magari può fare quello che è scritto qui sopra, ma non fa unicamente quelle cose. E se c'è qualche illustratore che è così, è un'eccezione, è magari qualcuno che appartiene già all'Olimpo.
Inoltre non teniamo conto di tutti quei pregiudizi che si hanno verso la figura dell'illustratore ovvero visto che lui non timbra il cartellino, non si può considerare lavoro vero e proprio.
E' vero che si può gestire il suo tempo nell'arco della giornata però è anche vero che anche quando sembra che non stia lavorando, il più delle volte sta progettando mentalmente, sta cercando le varie opzioni, la strada meno ovvia, scruta le varie possibilità ecc...
Inoltre il disegno non è solo un'attività ludica soprattutto se sai che con quel lavoro ci guadagni il tuo pane.
Se ho deciso di fare questa premessa è perché già subito, appena iniziato il corso, le due insegnanti, Morena Forza e Alessandra Fusi, hanno voluto parlare sulle possibilità di marketing.
Troppo cinica questa cosa? No, perché alla fine non si disegna per noi stessi. Disegniamo per un prodotto che si vende e con questo non voglio dire che tutti gli illustratori siano dei venduti.
Nel post precedente facevo questa domanda al pensiero di fare il corso: Che cos'è lo stile?


sabato 5 ottobre 2013

L'uccello di fuoco (Fantasia 2000)



Qualche giorno fa ho preso il dvd di Fantasia 2000 per far vedere a una mia amica uno dei più bei pezzi che io abbia mai visto: l'ultimo, quello con la musica de L'uccello di fuoco di Igor Stawinskij.




Spesso viene considerato il corrispettivo di Chernabog del Fantasia originale. (vedi qui).
In effetti non è un paragone campato per aria e non soltanto perché sono gli ultimi pezzi dei due film.
All'apparenza non potrebbero essere più diversi: da una parte abbiamo Chernabog, una presenza malevola, una delle forme del Diavolo e dall'altra abbiamo lo Spirito della Primavera, una presenza benevola, l'essenza di Madre Natura.

sabato 11 maggio 2013

Josephine Wall e il richiamo alla Natura

C'è un'artista che è diventata famosa nel mondo fantasy e la sua arte viene detta pagana poiché nelle sue opere il richiamo alla natura è forte, lo stesso che lei ha sentito sin da piccola.
Quest'artista si chiama Josephine Wall, una pittrice nata nel 1947 nata a Farnham nel Surrey in Inghilterra.



Respiro di Gaia


sabato 26 gennaio 2013

Quello che gli ulivi ci dicono...

Quello che gli ulivi ci dicono è di un mondo arcaico che abbiamo dimenticato, ma ciò che ci sembra smarrito non è perso del tutto.
Quello che gli ulivi ci dicono è la storia della vita di ognuno di noi: tortuosa, ma anche per questo bellissima e raccontano di un amore per la vita così tenace che non puoi non riconoscerti.
Quello che gli ulivi ci dicono è una mostra tenuta qui a Ravenna dell'artista Silvana Bissoli che sugli ulivi ha posto la sua vita tanto da dare voce a queste magnifiche creature (parole sue) così lese nella loro identità.
Identità perché quando la senti parlare degli ulivi, è come se ti raccontasse di un amico caro in difficoltà.
Lei stessa si commuove e la passione con la quale si impegna in ciò è davvero commovente da catturare chi l'ascolta.
Perché gli ulivi del Salento sono in pericolo: per spostarli, per essere esposti in mostre vengono tagliati rami e radici, vengono portati in posti fuori dal loro ambiente.
Lei li mostra attraverso la pirografia (incisione col fuoco) e ci racconta di quei ulivi che lei va a visitare puntualmente.

Eccone alcuni suoi lavori in tutta la sua bellezza



La Preghiera dell'Ulivo

giovedì 3 gennaio 2013

Miei pensieri sul fantasy

Premetto subito che non ho mai letto un libro di Tolkien o qualsiasi altro libro fantasy, almeno mi pare e quelli che seguono NON sono giudizi ma pensieri.
I disegni che seguono sono di Alan Lee realizzati per Il Signore degli Anelli.






Il Fantasy... è un genere che ammetto di conoscere poco. Forse, e qui potrei dire una cavolata, deriva anche un po' dai miti greci però oltre al fatto di non conoscerlo, un po' ne sono dubbiosa.
Ho visto i film della Trilogia del Signore degli Anelli e ieri sera sono andata a vedere Lo Hobbit.
Mi è piaciuto il film soprattutto in alcuni parti e ho trovato Martin Freeman nei panni di Bilbo Baggins davvero azzeccato. Inoltre è stato un piacere vedere Frodo, Elrond, Saruman, Galadriel... è un po' come ritrovare dei vecchi compagni d'avventura oltre ovviamente a Gandalf anche se credo che con la morte di Gianni Musy abbia perso un po' di fascino. Comunque Gigi Proietti è un eccezionale doppiatore e credo sia il sostituto adatto.
Ho trovato le scene di combattimento un po' deboli (vedendole in 3D, mi sono sembrate piuttosto confuse) e  i mannari erano orrendi. Al confronto i lupi di Twilight erano fatti meglio.

venerdì 2 novembre 2012

Lucca Comics 2012 (1° novembre)


E così inauguro il mese di novembre con il Lucca Comics.
Sono alcuni anni che vado al Lucca Comics.
La mia prima volta è stata quando la fiera era tutta raggruppata. Credo sia stato l'ultimo anno che era così organizzata.
Poi l'anno successivo la fiera invase letteralmente il centro.

Ecco le foto che ho scattato ieri che è stato anche il primo giorno di questa fiera.
Alcune foto sono venute bene altre un po' mosse
Alla fine delle foto troverete un mio breve resoconto della giornata.







domenica 8 aprile 2012

Il maestoso ulivo

L'anno scorso in occasione della Pasqua ho parlato dell'uovo. Questa volta parlerò dell'ulivo.


Oliveto con nuvola bianca di Vincent Van Gogh, 1889

"...Gli ulivi con la nuvola bianca e lo sfondo di montagne, così come il sorgere della luna e l'effetto notturno, costituiscono un'esagerazione dal punto di vista dell'esecuzione; le linee sono incisive come quelle degli antichi legni. Là dove queste linee sono serrate e volute comincia il quadro, anche se può sembrare esagerato. È un po' quello che sentono Bernard e Gauguin. Non ricercano la forma esatta di un albero, ma vogliono assolutamente che sia definito se essa è tonda o quadrata, e io do loro ragione, perché sono esasperato dalla perfezione fotografica e banale di certuni [...] io mi sento spinto a ricercare, se vuoi, uno stile, ma intendendo con questo un disegno più maturo e più intenzionale [...] gli studi disegnati con grandi linee nodose come nell'ultimo invio non erano quello che dovevano essere, ma voglio convincerti che nei paesaggi si continuerà ad ammassare le cose mediante un disegno che cerca di esprimere il groviglio delle masse..."
(da una lettera di Vincent Van Gogh per suo fratello Theo)


venerdì 24 febbraio 2012

IMPORTANTE: Manca poco per piantare 1000 alberi

Ho aderito un po' di tempo fa all'iniziativa C02Neutral che ha come progetto di piantare 1000 alberi entro la fine di febbraio.
Finora ne sono stati piantati 900

Contribuite anche voi e fatelo sapere in giro


Ecco qua il link



Elfi della foresta di Brian Froud


Canzone delle fate di Arthur Rackham tratto da Sogno di una notte di mezz'estate, 1908


Gli alberi ringrazieranno (e non solo loro)

mercoledì 22 febbraio 2012

Perché non c'è Arte (categoria) su Youtube?

LaurArt1976Arte pubblica un video dove chiede perché su Youtube non c'è la categoria Arte.



Così ho voluto realizzare anch'io un video, un po' nel mio stile, chiedendo come mai non c'è la categoria Arte.






Chiedo scusa per la qualità del video (ho usato la vecchia macchina) ed ecco il disegno per intero:


P.S.: Mi sono dimenticata di alcune categorie come "Istruzione", ma nell'elenco che ho preso non c'era ed altre categorie.


P.P.S.: Ho da poco superato le 200.000 visualizzazioni. So che sono poche in questi quasi tre anni di vita rispetto ad altri blog, ma questo è il mio blog e vi ringrazio tutti!

martedì 7 febbraio 2012

Sacro e Profano


(cosiddetto) Amor sacro e Amor profano di Tiziano, 1515 ca.


Sentendo questo video sulle polemiche suscitate dallo spettacolo di Romeo Castellucci (vedi qui)





martedì 27 dicembre 2011

L'albero (2010)



Ah e quindi tuo padre si è rifugiato in un albero? Ok, ma come farà d'ora in poi a mantenerci?


Siamo in una cittadina del Queensland nell'aperta campagna australiana e la famiglia O'Neal è felice finché  il padre muore improvvisamente.
La madre Dawn e i suoi quattro figli cercano di reagire al meglio delle proprie possibilità e la più sperduta è proprio Dawn.
Ognuno si isola nel suo dolore, ma sarà proprio la terza figlia, Simone di otto anni, a guidare gli altri anche se vista con sospetto. Infatti trova il conforto nell'albero del giardino, un splendido e maestoso fico (un Ficus macrophylla per essere precisi), convinta che l'anima del padre si sia "reincarnata" proprio in quell'albero.




venerdì 23 dicembre 2011

Volete bene agli alberi?

Chi mi segue da tanto lo sa e per quelli che invece mi seguono da poco, lo ripeto: io amo gli alberi!
Immagino che molti di voi abbiano già addobbato l'albero di Natale.
Da piccola l'albero che avevo era finto e a me andava benissimo così: mi preoccupava molto cosa ne sarebbe stato di lui dopo il Natale. Tagliare un albero, addobbarlo per poi buttarlo via non era il massimo per me.
Purtroppo ci accorgiamo che ci sono degli alberi a Natale perché ci servono.
Questa tradizione è antica, addirittura pre-cristiana ed era di buon auspicio per la stagione fredda.
Gli alberi hanno rappresentato molto nella cultura antica. Non solo fornivano il legname come ancora adesso, ma erano considerati al pari degli dei.
Poi hanno cominciato ad essere divinità minori come le ninfe degli alberi, le driadi e le amadriadi (c'è una sostanziale differenza: le driadi potevano muoversi lontano dal loro albero mentre le amadriadi no vivevano dentro esso e morivano con esso).


La Driade di Evelyn de Morgan

Uscite da' vostri alberi, o pietose Amadriadi, sollicite conservatrici di quelli, e parate un poco mente al fiero supplicio che le mie mani testé mi apparecchiano. E voi, o Driadi, formosissime donzelle de le alte selve, le quali non una volta ma mille hanno i nostri pastori a prima sera vedute in cerchio danzare all'ombra de le fredde noci, con li capelli biondissimi e lunghi pendenti dietro le bianche spalle, fate, vi prego, se non sète insieme con la mia poco stabile fortuna mutate, che la mia morte fra queste ombre non si taccia, ma sempre si estenda più di giorno in giorno ne li futuri secoli, acciò che quel tempo il quale da la vita si manca, a la fama si supplisca. (da Arcadia di Iacopo Sannazaro)


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