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martedì 13 febbraio 2018

Teatro Accademia Marescotti (ottava parte)





Prima parte
Seconda parte
Terza parte
Quarta parte
Quinta parte
Sesta parte
Settima parte


Ci troviamo all'ottavo appuntamento dei dieci stabiliti e la ricerca del personaggio, della scena, di cosa tagliare e cosa no, ma prima tocca alla voce con la nostra insegnante Valentina Cortesi nella mattina di sabato 10 febbraio.
All'inizio ci fa sentire questo video di Youtube dove Matteo Belli, attore e regista teatrale, ci illustra i risonatori vocali.





La risonanza è dunque il processo attraverso il quale il prodotto primario della fonazione, cioè il suono generato dalla vibrazione delle corde vocali, oltre ad essere rinforzato in intensità, dà luogo, attraverso il passaggio nelle suddette cavità, a quello che è definito il timbro della voce. Le cavità di risonanza sono spazi confinati contenenti aria, la quale è in grado di risuonare, cioè di vibrare, se investita da un’onda sonora, quella appunto prodotta dalla vibrazione delle corde vocali, producendo un suono che è composto da una banda di frequenze (armoniche) le quali contengono alcuni picchi centrati sulle frequenze naturali di risonanza delle cavità attraversate. (...) Vale la pena sottolineare che in realtà ciò che risuona, ciò che realmente costituisce il “risuonatore”, è l’aria contenuta nelle cavità, non le cavità in quanto tali. da Risonanze (sito: La Voce Artistica)

Fisiologia vocale ed espressività dal sito de La Voce Artistica


venerdì 24 novembre 2017

Un fiore per ogni ferita (Post per il 25 novembre)


Fiori, piccoli bottoni fragili della natura eppure... Ci sono fiori capaci di sbocciare in condizioni che potrebbero essere impossibili.
Dopo una violenza, si vorrebbe ritornare a come si era prima ma tutto questo è un'illusione. 
Lasciare spazio alla bellezza, al piacere e anche all'amore, soprattutto per sé.
Non succederà subito senza dubbio così come un fiore ha bisogno del suo tempo per sbocciare.
Ricongiungersi a sé, fare che quei fori della mappa strappata dell'anima diventino luoghi dove questi fiori possano attecchire con pazienza e tenacia.
Combattere non vuol solo dire stringere i denti, sferrare i pugni all'aria, far divenire di sangue gli occhi.
Combattere vuol dire anche guardare le proprie ferite, quelle cicatrici interiori che deturpano e poi accarezzarle, accoglierle.
Quanto tempo ci vorrà non lo so, dipende da ognuno. Ci potranno essere rallentamenti, passi indietro, ancora rabbia (che non va negata) ma alla fine il proprio giardino sboccerà e la vista sarà da mozzare il fiato.






foto di Guy Tal, prese da qui



lunedì 5 settembre 2016

Anime senza voce, arte e incontri per dare una voce ai bambini vittime di violenza

Anime senza voce, anime frammentate dal quale escono grida silenziose che percorrono tutto il corpo e la psiche, rompendo tutta l'armonia. 
E così ieri è finita la mostra
Dal 2 al 4 settembre la Rocca Brancaleone di Ravenna pullulava di arte. 





Oltre a opere che già avevamo fatto, c'era una molto particolare ovvero quella dedicata all'argomento del tema: la violenza sui bambini.
Organizzata da Brigitte Ostwald (qui il suo sito), con la collaborazione di Agnes Illes e il patrocinio del Comune di Ravenna, questo progetto sbarca a Ravenna dopo essere stato presentato alla Vernice Art Fair di Forlì di quest'anno.
Come ha specificato nella rassegna stampa dell'evento, noi artisti non possiamo fare altro che sensibilizzare, dare una voce a chi non ce l'ha.
Non è la prima volta che nel blog mi occupo della violenza come potete vedere qui e qui ma questa volta non ho voluto realizzare l'immagine in maniera cruenta.

giovedì 1 settembre 2016

Anime senza voce, mostra contro l'abuso minorile dal 2 al 4 settembre

Dal 2 al 4 settembre si terrà alla Rocca Brancaleone la mostra internazionale Anime senza voce dedicata agli abusi infantili (dove partecipo anch'io) organizzata da Brigitte Ostwald con la collaborazione di Agnes Illes e con il patrocinio del Comune di Ravenna, 
Testimonial dell'evento è Andrea Muccioli.
Com'è nata questa mostra?
Ieri c'è stata la conferenza stampa condotta da Veronica Verlicchi e alla quale ci sono rappresentanti delle associazioni che partecipano e contribuiscono alla realizzazione dell'evento.
Comincia Brigitte Ostwald raccontando del suo senso di impotenza di fronte a questi abusi e di come troppo spesso nei media e nelle persone ci si concentra su coloro che effettuano le violenze ma poco a chi ha subito.
Come vivono? Che cosa resterà in loro?
Queste domande possono pesare come macigni ma non sono niente al peso che portano coloro che hanno dovuto subire violenza e che da questa si sentono segnati, influenzando la propria vita.
Perché una mostra?
Brigitte Ostwald è lei stessa una pittrice e specifica: "Noi artisti non possiamo cambiare il mondo o evitare la crudeltà (...) ma con la nostra arte possiamo sensibilizzare, dare una voce a chi non ce l'ha."
Ad ogni artista è stata affidata una testimonianza di chi ha subito violenza senza violare la loro privacy perché, come ricorda la stessa organizzatrice, "molto in loro è stato violato.".
Su questa testimonianza, gli artisti hanno creato una loro opera (tra pittura, scultura o fotografia) che sarà esposta alla mostra assieme ad altri loro lavori.
La mostra conta su 50 artisti, 42 italiani e 8 stranieri. Uno viene per esempio da San Paolo in Brasile. 




mercoledì 1 giugno 2016

Giorgio Gaber e il Circolo degli Attori

E se lunedì vi ho parlato dello spettacolo del Circolo degli Attori basato sulla Commedia dell'Arte, sui suoi personaggi e canovacci, stavolta vi parlerò di Via Giorgio Gaber, 39 un po' anticipatamente visto che domani è festa e quindi non so se ci sono persone che lo leggeranno.
Prima un attimo di dietro le quinte.
In realtà l'impostazione dello spettacolo e il titolo sono venuti dopo.
Il regista, Davide Allevi, voleva fare uno spettacolo utilizzando testi di Giorgio Gaber ma ancora non c'era il contesto.
Quello che ci chiedeva era di leggere i testi di Gaber e scegliere quello che ci intrigava.
Io scelsi un testo (ve lo presenterò dopo) e all'inizio fui titubante perché una delle possibilità di recitarlo era qualcosa che desideravo non fare perché volevo toccare altre possibilità di interpretazione.
In pratica, mi si chiedeva di farlo come una vecchia, quasi simile a una strega.
Era un ruolo troppo simile ad altri che avevo fatto.
Cercai altri testi, ma quel testo rimaneva sempre.
E così quello che ci chiedeva Davide era "Perché dici quel testo? Che cosa c'è prima? Tu chi sei in quel momento?", domande che sono state fatte a tutti noi.
Inoltre desidero fare un'altra premessa: ogni ruolo sarà accompagnato da un video dove c'è Giorgio Gaber, ma questo non vuole assolutamente creare un paragone tra noi e lui.
Non era questo il nostro intento e anche se lo fosse stato, avremmo perso già in partenza.
Nostra intenzione non era imitarlo, ma prendere i suoi testi (scritti anche da Sandro Luporini) e incarnarli con quello che siamo noi.
Mi è sembrato doveroso specificare ciò.



E adesso, come è stato per Amore e Destino, vi accompagnerò lungo questo spettacolo tramite delle foto.
Stavolta sono più i fotografi, i quali mi hanno gentilmente concesso di usare le loro foto.
Le uniche foto sulle quali non è specificato il nome sono di Chiara Roncuzzi che sono le più numerose. Delle altre indicherò il nome.


Siete pronti? 





mercoledì 25 novembre 2015

Guarire dalla violenza

In questa giornata contro la Violenza sulle Donne, vorrei concentrarmi su un fatto fondamentale ovvero Si può guarire dalla violenza?
Ma soprattutto cosa vuol dire in questo caso guarire?


di Elentori


Quasi tutto il mondo di chi ha subito la violenza (anche togliendo il quasi) si concentra su quel fatto scatenante.
Si cercano le ragioni anche perché, come viene spesso detto, tutto accade per un perché, ma gli unici perché che si riescono a trovare sono quelli concentrati su di te.
La paura ti blocca, ti impedisce anche di fare le cose più elementari e quando pensi alla normalità, pensi al prima.
Sì perché quell'atto provoca una spaccatura (per questo nel video che ho creato cinque anni fa, lei è tutta tagliata comprese le mani e i piedi ovvero il saper fare e il saper muoversi) tra il prima e il dopo e questo dopo occupa la mente, lo senti sulla pelle, è vivo più che mai.

Insomma guarire cosa vuol dire?


venerdì 18 settembre 2015

Arte blasfema o scomoda?


Alessandro Lonzi all'opera
foto presa dalla pagina FB Subsidenze



Anna Agati e Alessandro Lonzi sono due miei carissimi amici artisti di Ravenna.
Credono profondamente in questa nostra città tanto da collaborare più volte assieme e creare eventi come il Ravennopoli (potete vederli qui nella terza foto).
Questo evento era in occasione della Candidatura a Capitale Europea della Cultura 2019, cosa che poi non è avvenuta (ricordo che la nomina è andata a Matera) ma alla fine non importa perché continuiamo a credere che Ravenna sia una città d'arte e non stiamo parlando solo di quella del passato e neppure lo si vuole rinnegare.


mercoledì 7 gennaio 2015

Per Charlie Hebdo

Vorrei sfogarmi, vorrei stare lì e gridare.
Ma preferisco il silenzio.
Non per omertà, ci mancherebbe, ma perché è già stato fatto troppo rumore.
A partire dagli spari?
Oh no, credo da molto prima.
Ogni volta che si parla di satira e di Islam, c'è sempre qualcuno che ride e dice "Ahahahah, non avete il fegato per dire qualcosa contro gli islamisti e Maometto. Non avete le palle."
Ed oggi sapete bene cosa sia successo.
La sede di un giornale satirico di Parigi è stata attaccata da terroristi.
Ecco, li chiamerò così.
Terroristi.
Senza aggiungere altro.
Alcune volte mi sono scontrata con più e più persone sul fatto che l'Islam non sia solo quello che fanno vedere, quello che preferiscono far vedere.
In quello che hanno fatto, non ci trovo nulla di differente di chi ha commesso attentati terroristici qui in Italia e all'estero e non solo in nome di Allah.
Come ho visto per esempio poco fa su Facebook, si stanno dedicando diversi fumetti a tutte quelle persone (finora riconosciute) che sono morte.
Alcuni dicono anche che quei fumettisti se la sono cercata.
Anche Falcone e Borsellino si sono cercati la morte?
Non mi sembra un paragone azzardato.
Anche tutti quelli che hanno dato la loro vita per la libertà (e non le libertà) se la sono cercata?
Ogni regime, ogni associazione terroristica sa bene quanto l'immagine sia importante, quanto facilmente può essere diffusa e così come le parole possono scardinare.
Ogni persona che cerca di mettere in dubbio qualcosa è pericolosa, ma ci sono gli estremisti e non.
La libertà di opinione include anche l'ascolto.
Come hanno scritto alcuni, non cediamo alla violenza, alla furia cieca.
Intanto questo è un giorno di lutto e non solo per Parigi, per la Francia.
Spero che questo mio post non sia visto come una cosa trita e ritrita.
Lo faccio perché come disegnatrice mi tocca, ma anche come essere umano.

sabato 15 novembre 2014

Essere o non essere femministe?

Se uno mi chiedesse se io sia femminista, ci penserei bene e prima gli chiederei: "Di quale tipo? Quello che inneggia alla supremazia della donna o quello che vuole donne e uomini con stessi diritti?"
Che poi questa parità di diritti sarebbe bene chiedersi per che cosa si intende veramente ovvero che una donna deve avere gli stessi diritti di un uomo e quindi il contrario.
Uno (o più probabile una) dirà che gli uomini hanno già tutti i diritti che vogliono.
Beh, proviamo a sollevare la questione della violenza.
Ci sono alcune donne che ritengono il maschio già colpevole perché ha il pene.
E' chiaro che se una persona qualsiasi viene visto come qualcosa, molto probabilmente questa lo diventerà. Si avvera una profezia autoindotta.
Ma qui stiamo parlando della violenza.
Se da una parte c'è un uomo che violenta una donna e dall'altra l'esatto opposto, che cosa pensereste?
Sono fatti dove bisognerebbe ritrovarsi però scommetto che ci sono persone che vanno subito dalla donna violentata senza pensare all'altra situazione.
Ho letto molti commenti dove davvero si inneggia a una donna che colpisce e violenta un uomo perché finalmente si vede una donna con le palle (che poi che strano, per essere una donna forte ci vuole un attributo maschile) e che non si fa sottomettere.


sabato 8 novembre 2014

Stai bene nel tuo corpo?

A volte sento dire che il corpo è il tempio dell'anima.
Poi un po' di tempo fa leggo, non mi ricordo chi l'abbia scritto, che un tempio può essere sconsacrato, può essere demolito, può essere dimenticato.


Poco fa ho guardato questo video.
Veniva chiesto loro una domanda: "Che cosa cambieresti del tuo corpo?"
Ascoltate le loro risposte e la differenza tra quelle degli adulti e dei bambini.





Le risposte degli adulti sono dovuti a giudizi, a vedere quanto siano strani, "anormali" quei particolari.
Per i bambini il corpo è ancora una scoperta e quindi perché non può essere questo? O quest'altro?
Non dimentichiamo che per i bambini inizia la scoperta della propria sessualità (una scoperta che va rispettata e assolutamente non maliziosa!)
Per non parlare di quello che si può constatare: il corpo può aiutare nel raggiungere certe esigenze, certe fantasie.


E poi?

giovedì 11 settembre 2014

Per Daniza





Ormai la notizia la sapete già.
Ora che Daniza è morta, vorrei tanto sapere come è andato davvero "l'incontro" con il cercatore di funghi.
Alcuni sospettano che il cercatore, visti i cuccioli, si sia avvicinato troppo suscitando così la furia dell'orsa.
Anche perché l'attacco è proprio l'ultima risorsa alla quale ricorrono gli animali selvatici. Preferiscono intimidire.
Ma qui stiamo parlando di una madre con cuccioli e se sente anche il solo pericolo, credo sia pronta a tutto per difenderli.
Ma quello che più mi chiedo e vorrei sapere: si sapeva che in quella zona ci stava l'orsa?
Daniza era stata portata dalla Slovenia per ripopolare i nostri boschi grazie al progetto Life Ursus (qui potete vedere le prime immagini di Daniza assieme a una ricostruzione dei fatti)
Non dovrebbero esserci zone off-limits per gli umani oppure si sapeva e tutto ciò è stato ignorato?
Insomma, questa morte poteva essere evitata.
E se invece tutto quello che dichiara il cercatore fosse vero, era proprio necessario volerla catturare?
Ciò che ha fatto non è stato sintomo di follia.
Non è stato un sintomo di animale ingestibile.
Era pressoché normale.
Almeno per l'orsa.
Il fatto è che quando sai di entrare nella natura, bisognerebbe sapere quali sono i pericoli e le dovute precauzioni.
Ci sono alcuni che appena vedono un animale selvatico, soprattutto cucciolo, il loro istinto è di abbracciarlo perché inteneriti, ma non sanno del grave pericolo al quale li espongono.
Non sto parlando solo del pericolo che la madre li attacchi, ma anche il fatto che si imprime a loro il nostro odore rendendo quasi irriconoscibile il cucciolo alla madre. Conseguenza? L'abbandono.
Ritornando a Daniza, che cosa è andato storto con l'addormentamento?
Davvero era un modo subdolo per ucciderla, come si sostiene, oppure c'è stato uno scambio? O il dosaggio era sbagliato tanto da renderlo micidiale?

Andando a cercare su di lei, ho letto che non è stata la prima volta per Daniza e c'era già stato un incontro un po' troppo ravvicinato.
Ma le responsabilità dove stanno?
Non credo proprio che un animale possa capire il concetto di "confine".
Intanto che Daniza riposi in pace.


E adesso, che ne sarà dei cuccioli?


Aggiornamento 17 settembre 2014:
Visto che cadere nella disinformazione è facilissimo allego qua due link (questo e questo) sulla storia, per far maggiore chiarezza.


martedì 2 settembre 2014

Quando le immagini valgono mille parole. Quelle sbagliate

Si dice appunto che un'immagine valga mille parole. Ma siamo sicuri che siano quelle giuste? E soprattutto, quanto ci lasciamo condizionare?



Guardate attentamente questa foto





Immagino l'abbiate già vista da qualche parte.
Scattata nel 1993 da Kevin Carter, l'anno dopo vinse il Pulitzer della fotografia.
Da foto di denuncia (la carestia e la malnutrizione) divenne la foto della vergogna per il suo autore.
Il fotografo fu percepito peggio dell'avvoltoio raffigurato.
Che fine ha fatto il bambino? E' morto e l'avvoltoio si è cibato del suo cadavere?
Non poteva il fotografo salvarlo che fare il suo lavoro?
Davvero per lui la vincita di un premio così importante vale molto di più della vita di un bambino?
Le accuse erano davvero infamanti da portarlo alla depressione fino al suicidio il 27 luglio 1994.
Ma qual è la verità dietro tale foto?
Purtroppo tutto ciò che era stato pensato si rivelò falso.
Dico purtroppo perché il fotografo fu trattato alla stregua di assassino.
Uno potrebbe pensare dopo che, essendo nel giusto, non doveva aver dubbi di sé.
Immagino sia molto difficile vivere con queste accuse sulle spalle e inoltre non credo che i più lo avrebbero ascoltato e se succedeva, avrebbero preso le sue frasi come semplici scusanti.
Ai loro occhi lui non sarebbe cambiato.
Alla fine la verità è venuta fuori.
In realtà il bambino si era un attimo allontanato da un centro missione dell'Onu (al polso vediamo una fascia che davano ai bambini per distinguere quelli che avevano una maggior urgenza di alimentazione e non si è accasciato perché "...rassegnato al suo destino..." come si diceva.
Come si sa questo?
Kevin non era solo quel giorno.
Il bambino non muore e l'avvoltoio non si è cibato del suo cadavere, ma questo la fotografia non dice.
Una cosa che non si bada molto è nei dettagli per esempio quella fascia al polso poteva incuriosire e invece pochissimi hanno davvero esaminato la foto.
Dico questo anche perché vedo come le bufale stanno riempiendo le nostre teste.
Di primo sguardo potremmo pensare appunto che il bambino muore dopo che la foto fu scattata.
E inoltre, mai come in foto del genere sia utile la mente fredda, ragionare lucidamente.
Questo post è un omaggio a questo fotografo che voleva denunciare un'ingiustizia e fu trattato ingiustamente.




Altri post che parlano di questa foto: qui e qui


P.S.: Segnalo che tutta la storia di lui e del suo gruppo di fotografi ovvero Greg Marinovich, Joao Silva e Ken Oosterbroek (lo stesso Ken citato nell'ultima lettera di Kevin scritta prima di morire) in Africa è rappresentata in questo film. Taylor Kitsch è Kevin Carter.


domenica 20 luglio 2014

La canzone del bambino nel vento

La guerra che succede in Palestina riempie le bocche di tutti e infatti come si può rimanere indifferenti?
Parlando poi di Israele, c'è una particolare invettiva e alcuni lodano Hitler per aver creato i campi di concentramento (che ricordo non c'erano solo gli ebrei).
A volte nel passato mi sono chiesta: "Siete stati perseguitati, imprigionati, mandati nei campi di concentramento, perché fate questo?"
Si dice che non si impara mai dal passato, ma forse si vuole imparare quello che uno desidera imparare.
Ho sentito molte volte storie di italiani o altri popoli che venivano accusati: Tu hai fatto questo al mio popolo! L'hai reso schiavo! L'hai sterminato! Hai ucciso bambini, stuprato le donne e poi le hai ammazzate!... (scegliete una delle frasi). Poi magari si scopre che lo stesso popolo che accusa ha fatto precedentemente al popolo accusato.
Ma io cosa c'entro?
Non c'ero quando è successo tutto questo!
E' davvero questo il mio peccato originale?
Sarebbe a questo che conduce il mio karma?
Io non credo tanto a queste cose del peccato originale e del karma di vite passate.
Se qualcuno mi dicesse Vedi questo luogo? Tu li hai sterminati io risponderei Veramente non ero ancora nata e se mi dicessero Sono stati i tuoi antenati io ancora risponderei Veramente non lo so. Magari i miei antenati combattevano contro quelli che sterminavano e poi io non sono loro.
Non si tratta de Me ne frego totalmente.
Quello che vorrei è che si spezzasse questa catena.
La Storia, tutta la Storia, è piena di genocidi, di privazioni della terra, di stermini e spesso attraverso questi è arrivata una certa cosa chiamata Civiltà.
Questo ci giustifica?
Non direi proprio.
Non sto parlando di antisemitismo, ma di tutta la Storia. Si tratta di dare la responsabilità a chi sta facendo in questo momento.

Vi sembra stupido quello che dico?
Beh io in realtà non sto vivendo quella guerra. Posso vederla dalla tv o vedere le foto. E inoltre non sono una sopravvissuta dei campi di concentramento però, vedete, oggi sento una canzone e non trovo nessuna differenza tra il titolo della canzone e quello che sta succedendo adesso.





Davvero notate qualche differenza?











Attenzione: Purtroppo sto vedendo quanto l'industria delle bufale e del fake colpisce anche quest'ultima guerra facendo passare bambini di altri nazioni per bambini palestinesi. Oppure bambini morti per cause naturali o incidentali per morti di guerra.

sabato 16 novembre 2013

Ravenna tra le città candidate per Capitale della Cultura 2019. Si festeggia!!!


Piazza del Popolo (la piazza principale) a maggio



E così la corsa per la candidatura per Capitale europea della Cultura 2019 continua.
Ieri è stata pubblicata la short-list delle sei città che adesso se la devono vedere.
Oltre a Ravenna, ci sono Siena, Perugia-Assisi, Lecce, Matera e Cagliari.
Da ventuno città a sei.
Le città escluse sono Aosta, Bergamo, Caserta, Erice, Grosseto, L’Aquila, Mantova, Palermo, Pisa, Reggio Calabria, Siracusa, Taranto, Urbino e Venezia.


Un tripudio di festa ieri e oggi tutti ad incontrarci al Comune.
E' bello vedere una città che si abbraccia.
E vedere che Ravenna sia in effetti un "mosaico di culture".
Il sindaco Fabrizio Matteucci apre l'intervento.
Si sono anche letti anche alcuni interventi e il primo è stato quello di Ouidad Bakkali, giovane assessora della Cultura di origine marocchina (infatti le prime parole sono state nella sua lingua d'origine).
Culture come quelle d'origine, culture come diverse forme d'arte...
Cultura come la ricchezza della diversità


lunedì 7 ottobre 2013

GIOIA!

Ieri c'è stato il primo compleanno della sede dell'Arcigay di Ravenna "Frida Byron" e Noanda Tania Moroni, la presidentessa, per l'occasione chiedeva se qualcuno voleva fare una mostra, suonare, fare mercatini ecc...
Così mi propongo di realizzare un dipinto e lei ne è subito entusiasta.
Mi chiede di realizzare lì il dipinto e all'inizio non ci avevo pensato, ma ho accettato subito di buon grado.
Dopotutto non è la prima volta che facevo live painting (vedi qui e qui).
Le ho chiesto cosa volevo che dipingessi e lei mi dice: "La gioia."

Gioia

Cosa mi fa sentire la gioia?

Quando vedo una farfalla passarmi accanto, sento la gioia.

E così ho fatto.
Immaginavo prima un vortice di farfalle però poi mi sono chiesta: "Da dove vengono queste farfalle?"
La risposta è stata: "Dalle mani."

Quindi ho immaginato delle mani che liberassero le farfalle.
All'inizio ho immaginato una mano tesa, ma così poteva sembrare che volesse catturare le farfalle.
No, non le doveva catturare.

Ecco il dipinto:


Come vi sembra?

sabato 14 settembre 2013

Perché i gay esistono? E perché non dovrebbero?



Da qualche anno, collaboro, quando mi è possibile, con l'Arcigay di Ravenna, la mia città.
Lo faccio perché (come ho scritto in questo post) non posso pensare ad un mondo dove io abbia dei diritti e alcuni miei amici no perché è questo quello che sono: amici. Non sono persone estranee, al di fuori della nostra quotidianità. Fanno parte della nostra vita.

Non c'è niente di cui aver paura.


Più volte al giorno controllo i dati del mio blog, le statistiche, i post più letti e le parole che hanno portato al mio blog. 

Ebbene proprio qualche ora fa vedo questa frase "perché esistono i gay". Non so cosa volesse intendere chi l'abbia scritta, ma da come la leggo è un po' come chiedere "Perché esistono gli etero" ma visto che gli etero rappresentano la "normalità", uno non se lo chiede.
Caro chiunque tu abbia scritto quella frase, credi che dal mio blog tu possa leggere la Verità Assoluta, il Segreto che ha portato alla "nascita" dei gay?
E credi davvero a ciò? Che questa domanda sia come "Cosa ha portato all'evoluzione l'uomo?" oppure "Come hanno fatto a estinguersi i dinosauri?"
Questo perché mi lascia interdetta, come se i gay avessero bisogno di una ragione di essere sulla Terra ancora di più del "Perché esistiamo?".


E anche se ci fosse davvero una spiegazione, avrebbe importanza?
Per me, assolutamente no.








P.S.: Qualunque commento offensivo e omofobo sarà cancellato


Le foto le ho scattate io ottobre scorso all'inaugurazione della sede dell'Arcigay

venerdì 17 maggio 2013

Alcune persone sono gay. Fattene una ragione



E' con questa provocatoria frase che parte oggi la manifestazione nazionale contro l'omofobia e la transfobia che è partita proprio da Ravenna prendendo lo slogan da quello della manifestazione inglese della Stonewall


Nella versione inglese c'è solo la parola gay, ma l'associazione ha voluto stampare anche con le parole "lesbica", "transessuale" traducendo la frase anche nelle altre lingue e persino in dialetto.


Provocatoria perché vuole lanciare un segnale: le persone omosessuali esistono, ci sono. Negarlo è inutile, sarebbe come ammettere di avere dei prosciutti negli occhi.
Purtroppo si ha ancora un'idea stereotipata di una persona omosessuale. Si pensa subito che sia una checca, che agiti la sua borsetta e vario parlando.
Ora, magari ci sono persone così e non sto a discutere, ma non si pensa che ci sono persone vicine a noi, che lavorano accanto a noi e magari se ti dicono: "Sai, io sono gay." questi potrebbero dirgli: "Davvero? Non lo sembri affatto."

Perché, come deve sembrare una persona omosessuale?
Deve essere riconoscibile, portare ancora il segno distintivo come si usava al tempo di Hitler?
Questo sì che vuol dire ghettizzare.

martedì 9 aprile 2013

Il cinema di Michel Ocelot

Dopo aver parlato dei cortometraggi del regista francese Michel Ocelot, è arrivato il momento di parlare dei suoi lungometraggi (possibili spoiler comunque il finale non è svelato) e quindi, ovviamente, tocca prima a Kirikù e la strega Karabà del 1998


Il film colpì subito per la novità: degli africani sono protagonisti per la prima volta di un lungometraggio animato e proprio della loro è pregno il film.
Non dimentichiamo che lo stesso Ocelot ha passato gran parte della sua infanzia in Guinea.
L'inizio del film (ovvero di Kirikù che nel ventre della madre le dice di metterlo al mondo e lei risponde che se un bambino parla dal ventre della madre, può mettersi al mondo da solo) deriva da una fiaba africana e proprio del mondo delle fiabe sembra appartenere il film.


domenica 31 marzo 2013

Omaggio a Pippa Bacca

Cinque anni fa è morta Pippa Bacca (pseudonimo di Giuseppina Pasqualino di Marineo), nota per la performance Spose in Viaggio, "...con cui si proponeva di attraversare, in autostop, 11 paesi teatro di conflitti armati, vestendo un abito da sposa, per promuovere la pace e la fiducia nel prossimo..." (da wikipedia)


Ed è purtroppo in uno di questi viaggi che fu violentata e uccisa a Gebze, in Turchia.



lunedì 18 marzo 2013

"Ivan lo scemo" ovvero una critica fiabesca (e attualissima) di Tolstoj sul lavoro


illustrazione di Michael Sevier, 1916


Le fiabe spesso nascondono grandi verità e la semplicità col quale vengono narrate arrivano meglio di tanti discorsoni che tendono a filosofeggiare che alla fine non portano a niente.
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