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venerdì 24 febbraio 2017

Di acqua sono fatta (video)

E così oggi ho pubblicato un nuovo video nel mio canale Youtube




musica: Reflections di MK2
qui per vedere il quadro completo e la sua realizzazione


Era da un po' che non pubblicavo i video dove sono i miei video a parlare, vero? (qui li potete sentire e vedere tutti).
L'ultimo risale a quasi quattro anni fa.
Per chi non sa cosa siano questi video, si tratta di alcune mie opere (per la maggior parte dipinti) dove io "presto" la voce. Non si tratta di spiegare come sono fatti, ma sono loro che si raccontano.

sabato 10 dicembre 2016

Poesie come grida di notti disperate

La notte spesso lascia spazio a grida dell'anima, come urla silenziose che si protraggono e ascoltarle può essere doloroso perché sembra che ti lacerano e senti la pelle spaccarsi.
Purtroppo queste grida vengono spesse ignorate e dico purtroppo anche se so benissimo che non è facile ascoltarle, che si vorrebbe farle tacere.
Dico purtroppo perché il farle tacere non le farà sparire.
Ritorneranno più forti e più dolorose.
E anche il solo fatto di guardarle e non fare niente sembra qualcosa di impossibile.
Così sembra crearsi un circolo vizioso di cui spesso ci si vergogna e si mettono in moto meccanismi, ripetizioni per poter controllare gli eventi ma sarebbe come imbrigliare un cavallo selvatico e pretendere che faccia ciò che gli ordini.


Ho deciso di condividere con tutti voi due mie poesie scritte anni fa, poesie scritte di notte, degli sputi di un grido che mi sembrava assordante.
Le foto che vedrete sono state scattate da Francesca Woodman, una fotografa purtroppo morta suicida a 23 anni ma quello che qui mi interessa è il suo lavoro, il suo scandagliare gli abissi della psiche.


venerdì 4 novembre 2016

Abbracciare la propria oscurità

C'era un episodio della storia di Aulonia, quando era Zoe ed era rinchiusa in casa, che l'avevo pensata in maniera diversa.
Ecco come l'avevo pensato: lei era nell'oscurità, da sola in casa.
All'inizio ero impaurita finché si fece viva in lei la curiosità perché nell'oscurità le sembrava di vedere una creatura enorme, molto più grande di lei, che riempiva la stanza.
Com'era fatto l'animale? Dov'era la sua testa?
Poi Zoe intravede una luce fievole: ecco il suo occhio.
Dopo essersi fatta annusare da quella immensa bestia, ora poteva abbracciarla.
Solo che non sapevo poi come andare avanti e inoltre non avevo un'idea chiara di come rappresentarla.
Così cambiai strada e i disegni furono scartati.
Ce n'era uno che però mi rimase dentro.

Qualche giorno fa completai questo disegno per darmi coraggio.
Presa da una voglia irrefrenabile, presi i pastelli e iniziai a calcare sulla pittura.


Ecco il risultato:






Accogliere la propria oscurità ed abbracciarla.
Perché non c'è niente di più falso quando si dice che siamo completamente esseri di luce, che non dobbiamo abbandonarci a sentimenti come la rabbia.
Oggi nella mia bacheca Facebook mi capita di vedere questo post dal titolo esemplare: Il lato oscuro dell'essere pieni di luce.
Purtroppo si sta diffondendo un'idea di positività che a lungo andare è forzata perché contempla sempre e solo se stessa.
Ma accogliere la propria oscurità non vuol dire lamentarsi, non vuol dire non godersi la vita e soprattutto non vuol dire diventare dei mostri.
Anzi accoglierla, esserne consapevoli ti porta ad essere consapevole delle sfumature della vita, di come questo flusso non abbia una sola forza, un solo andamento.
C'è anche un'altra cosa di questa positività a tutti i costi: non sorge spontanea, non è autentica, 
Si tratta di altra finzione.
Siamo esseri umani, composti dalle sue dualità e per essere completi ci serve anche l'altra parte, anche quella che a prima vista ci sembra scomoda, ma non può esserci luce senza oscurità così come viceversa.
L'oscurità non ci rende né sporchi, né dei mostri.
Ci rende umani.


lunedì 10 ottobre 2016

Le malattie e i disturbi mentali come i mostri di Toby Allen

Oggi è la Giornata mondiale della Salute Mentale e come per tutti gli eventi che hanno una loro Giornata Mondiale, c'è ancora molto da fare.
Sulla salute mentale c'è poi ancora vergogna, uno stigma che porta quasi a una ghettizzazione.
Da cosa è provocato questo stigma? Da diversi fattori: dall'ignoranza così come il pensare che tu ti stia inventando tutto o tu voglia attirare l'attenzione, dal pensare che poiché sei caduto tipo in depressione allora sei più debole degli altri, dall'immaginare che da un giorno all'altro automaticamente diventi uno di quei mostri da prima pagina, dal pensare che stai solo sprecando la tua vita quando nel mondo c'è gente che soffre più di te (basti pensare al confronto che viene fatto tra chi soffre di disturbi alimentari a quelli che muoiono di fame) oppure persone che hanno perso un arto o qualcos'altro (o sono nate così) e comunque non hanno perso la voglia di vivere.
Tutti questi esempi, e ce ne sarebbero degli altri (per esempio ci può essere anche una paura inconscia di diventare come loro), sono tutte cose che sento spesso in giro e mi disgustano!!!
È un quantificare, un pesare, un dimostrare e come si fanno a raccontare i demoni che abitano nella propria testa? Come si fa a quantificare l'irrazionalità di questi gesti? 
A volte poi sento che matti lo siamo un po' tutti. 
Sinceramente, ne avete mai visto davvero uno? Lo avete mai visto quando ha una delle sue crisi se così vogliamo chiamarle?
Non amo tanto la parola "matto" ma molte volte non si tratta di quella follia sana che porta l'essere umano oltre la gabbia. In molti casi anche questa follia è una gabbia, spesso fatta di sequenze meccaniche di gesti e parole. 
Non è qualcosa di romantico, ma ha quel gusto acre di quando vomiti a lungo e alla fine si rigettano succhi gastrici. 
Una volta si diceva che le malattie mentali erano possessioni del Demonio. 
Togliendo il fattore religioso, si potrebbero quasi pensare alle malattie mentali come a dei mostri, dei demoni e l'illustratore Toby Allen ha realizzato proprio questo: creare dei mostri che fossero le malattie mentali con le loro descrizioni. 









Il mostro ossessivo compulsivo è un marionettista crudele e manipolatorio che usa la paura per controllare le sue sue vittime. Ripetutamente batte il suo bastone per terra e usa le sue piume modellate e i molti occhi per ipnotizzare la sua vittima creando intense e spaventose ossessioni spesso alla salvaguardia di loro stessi o dalle persone vicine a loro. Le vittime sviluppano compulsioni che li portano a fare compiti ripetitivi o atti mentali per prevenire l'ossessione di farli divenire reali o cercano di ridurre temporaneamente la paura.
Il mostro spesso non è mai visto ma la sua presenza c'è quasi sempre. I mostri dell'ansietà e della depressione sono spesso usati dal mostro OCD per avere in pugno le sue vittime

lunedì 5 settembre 2016

Anime senza voce, arte e incontri per dare una voce ai bambini vittime di violenza

Anime senza voce, anime frammentate dal quale escono grida silenziose che percorrono tutto il corpo e la psiche, rompendo tutta l'armonia. 
E così ieri è finita la mostra
Dal 2 al 4 settembre la Rocca Brancaleone di Ravenna pullulava di arte. 





Oltre a opere che già avevamo fatto, c'era una molto particolare ovvero quella dedicata all'argomento del tema: la violenza sui bambini.
Organizzata da Brigitte Ostwald (qui il suo sito), con la collaborazione di Agnes Illes e il patrocinio del Comune di Ravenna, questo progetto sbarca a Ravenna dopo essere stato presentato alla Vernice Art Fair di Forlì di quest'anno.
Come ha specificato nella rassegna stampa dell'evento, noi artisti non possiamo fare altro che sensibilizzare, dare una voce a chi non ce l'ha.
Non è la prima volta che nel blog mi occupo della violenza come potete vedere qui e qui ma questa volta non ho voluto realizzare l'immagine in maniera cruenta.

mercoledì 25 maggio 2016

La timidezza e la recitazione

Tre giorni fa una ragazza mi ha spedito un'e-mail ringraziandomi per il blog (grazie a te e a tutti voi che leggete) e per chiedermi qualcosa.
Tra le domande fatte c'era una che si può riassumere così: chi è timido può fare teatro?
In effetti appena vediamo qualcuno recitare sul palco non penseremo mai che lui in realtà sia timido e che magari fuori da quel palco, da quel set, in realtà non ha nessuna voglia di andare alle feste, di partecipare ad eventi e preferisce starsene tranquillo.
Anzi, si aspetterebbe da lui o lei la stessa spavalderia, lo stesso coraggio scenico che ha mentre recita anche quando è fuori.
Il punto è che un attore timido è quasi inconcepibile e se lo è, di solito agli altri sembra solo asociale e scontroso.
Eppure il punto è questo: la timidezza non è un ostacolo alla recitazione così come l'introversione.
Prima di fare teatro ero chiusa, quasi a livello ermetico.
Poi è arrivato il teatro e me ne sono innamorata. Prima mi ha permesso di trovare un modo per esprimermi, poi un luogo dove sento di appartenere.
Ma forse il mio esempio non è tanto importante o significativo quindi vi parlerò di coloro che sono timidi e famosi. Due esempi sono Robert de Niro e Johnny Depp.
Johnny Depp ci ha abituato ormai con mille trasformazioni a volte riuscite, altre volte no eppure è proprio il suo mascherarsi che lo porta a recitare, a tirare fuori la sua recitazione.



Quest'anno ha tre film in uscita, uno diverso dall'altro, compresa la commedia Mortdecai. Con quale genere si sente più a suo agio?

"Nell'irriverenza. Mi sono sempre sentito più a mio agio in ruoli comici, perché ti offrono più scelta. E poi sapete che mi è sempre piaciuto nascondermi dietro una maschera, perché posso fare di più con il mio personaggio. Io, Johnny, sono timido, ma quando mi nascondo dietro una maschera non ho paura di niente". (stralcio di questa intervista)




Maya Kitajima di Suzue Miuchi
(vai qui per i post dedicati al manga La maschera di vetro)

martedì 29 marzo 2016

Innocenza


di Laura Makabresku


Parlare di innocenza in questi tempi.
Sarò ingenua? Sentimentale? No, consapevole.
L'innocenza non è solo il contrario di colpevolezza.
Non è solo una qualità che appartiene ai bambini, ignari di come possa essere il mondo.
Negli archetipi, l'Innocente è il punto di inizio del viaggio dell'Eroe.
E' l'apertura, la fiducia nel mondo ed è facile vedere in ciò un bambino, ma per proseguire il suo viaggio, l'innocente dovrà assaggiare sperimentare il mondo e assaggiare così l'amarezza.
Molte volte si parla appunto della perdita dell'innocenza e nelle fiabe spesso viene rappresentata nel perdersi nel bosco e/o affrontare il personaggio cattivo o comunque l'antagonista.
Quindi poi l'innocenza sarà perduta per sempre?



                                                                     di Laura Makabresku

Io non direi.


lunedì 8 febbraio 2016

L'invasione dei mandala




Stanotte ho visto questo sito dove veniva chiesto di scegliere quale mandala ti ispira.
Oltre ad andarci incuriosita, ho potuto constatare ancora una volta come i mandala e la colorazione di essi stiano imperando sempre di più.
La prima volta che me ne sono accorta è stato tramite la pubblicazione della rivista Riza Psicosomatica nell'agosto dell'anno scorso e presentato nel video qui sotto dal suo direttore, lo psicoterapeuta Raffaele Morelli.




lunedì 18 gennaio 2016

Lo Psychiatric Circus e l'impatto che possono avere le immagini

Leggendo il blog di Paolo Gambi vengo a conoscenza di questo manifesto, quello che vedete qui sopra.
Che cos'è il Psychiatric Circus?
Ecco cosa si può leggere dal loro sitoUn evento psicotico, un viaggio nella follia, un luogo in cui il senso delle cose è totalmente capovolto.

Nel manicomio del dottor Josef nulla è come sembra.

Non fidatevi di nessuno, perché qui trovano asilo solo i pazzi, e i pazzi, si sa, non conoscono regole. 

Un cast internazionale di artisti di altissimo livello, un gioco di incastri tra acrobatica al suolo e acrobatica aerea, verticalismo, contorsionismo, cabaret, fantasismo e tanta folle comicità per regalare agli spettatori risate di puro terrore.


Ci sono state polemiche su questo spettacolo da alcune associazioni dicendo che insultano i pazienti psichiatrici e che il matto (parola che odio) sia rappresentato come qualcosa di cui ridere.
Personalmente io non posso dire nulla dello spettacolo anche perché non sempre un'immagine racchiude quello che poi si intende (Basti pensare alla foto del bambino e dell'avvoltoio di cui non si è capito niente di ciò che si voleva dire).

giovedì 3 dicembre 2015

Davvero siamo delle anime così infrante?




Qualche giorno fa mi sono imbattuta in questa foto di Francesca Woodman.
Dire che sono rimasta sbalordita è poco. Il motivo?
La ragazza mi assomiglia in un modo impressionante. (ecco delle foto su di me).
Vederla mi sembra quasi come vedere me stessa: la mia immagine in un caleidoscopio di ripetizioni disordinate e tutte varie.
Sono davvero così spezzata?
Davvero questo vetro rotto rimanda alla mia immagine interiore?
E se invece ciò che sono dentro va ben oltre?
Se invece tutti gli aspetti che mi compongono, persino quelli più scomodi, quelli che magari nascondo più profondamente, si armonizzano in un modo che neppure io saprei immaginare?
E se magari sotto a queste immagini, che potrebbero creare infiniti rimandi se spezzati ancora, ci fosse come un punto sottile, una piccola sfera intoccabile, alla quale importa ben poco di cosa ho passato, di cosa ho dovuto passare, delle mie ferite e cicatrici che riporto sulla pelle e non solo?
Non che quello che è stato sia poco importante, ma se ci fosse come un frammento di stella?
E se fosse l'immagine di questa stella ad essere rimandata come se si stesse propagando dentro il mio corpo come un'eco?




autore non trovato



Stellarscapes by Oriol Angrill Jordà


Una stella che si autorigenera.
Infinite stelle.


Può sembrare utopia tutto questo mio discorso, il cercare una speranza vana nel vaso di Pandora.
Non so voi, ma per me è realtà questa sensazione, la realtà di una che non si arrende a ciò che è stato, di una che non vuole credere che le mie ferite stabiliscano il mio futuro, la realtà di chi non vuole credere che io sia un prodotto del mio passato.

E per voi?

domenica 29 novembre 2015

Onore a Vincent Van Gogh

Qualche settimana fa mi capitò di vedere nella mia bacheca di Facebook il finale di una puntata di Doctor Who con Vincent Van Gogh che visitava una mostra di suoi dipinti.
Credo che chi è appassionato della serie, sappia cosa io stia intendendo. Per tutti gli altri ecco la scena.



sabato 7 novembre 2015

Lettera ai miei Demoni

Cari demoni, lo so che ci siete. 



di Gunel Gasanova


Sarebbe sciocco pensare che non esistiate perché frutto della mia fantasia. Ma il fatto è che dentro la mia testa siete reali, dentro i miei sogni siete tangibili.
Non mancate mai di angosciarmi con incubi che a volte rasentano l'orrore. 
Non mancate mai di farmi penetrare in un'oscurità che non mi fa aver paura del buio perché quello che vivo dentro la mia testa è incommensurabile.
Dovrei avere paura di voi, di ciò che mi fate suscitare.
Ho appena visto dei film per la tv tratti da storie vere come da bambina ero stata abituata a fare e molti di questi film parlano di bambini violenti.
Al di là di tutto ciò che possa esserci dietro a gesti simili, voi demoni mi sembrate come quei bambini.
In realtà, avete paura?
Siete spaventati?
Vi stringete tra le ginocchia quando io non vi vedo?
Dietro ai vostri ululati di rabbia, si nascondono guaiti di tristezza?
Che cosa desiderate comunicarmi?
Magari possiamo essere amici ma per farlo dovrò prima avvicinarmi a voi, guardarvi negli occhi e vedere specchiati nei vostri le mie paure, i miei blocchi emotivi.
Saprò essere capace di sostenere il vostro sguardo?



da Cappuccetto Rosso, 
illustrato da Beatriz Martin Vidal


Intanto vi sento nel mio corpo, sulla mia pelle.
Sento le vostre impronte.
So che prima o poi saremo amici e io finalmente potrò vedere la vostra reale forma.


Alla prossima.



di Rebecca Guay



P.S.: Con demone si intende anche il daimon, una figura protettiva di sicura lontana da come viene vista dalla Chiesa.



Aggiornamento 8 novembre 2015: e parlando di demoni, si può andare qui, un post dove ho raccolto delle citazioni sull'arte provenienti da un albo di Dylan Dog e appunto si parla di demoni.
Inoltre se sognate davvero il Diavolo, non preoccupatevi. Qui potrete trovare la risposta ai vostri dubbi o almeno un chiarimento su cosa voglia dire.

giovedì 29 ottobre 2015

Che animale sono?

In alcuni post, che ho trattato ultimamente, si parlava molto del "Chi sono io?" e del "Come sono visto dagli altri?" (vedi il post di me e il blog e quello sul Brutto Anatroccolo)

Qualche giorno fa ho scritto su Facebook questo


Avrei una domanda da farvi e magari può sembrarvi strana, ma vi chiedo di rispondere, se lo fate, con serietà. Più avanti, capirete il perché di questa mia domanda.
La mia domanda è: se io fossi un animale, quale sarei per voi e perché?
Grazie mille a tutti quelli che risponderanno.


Perché proprio l'animale?
Beh, ho pensato a ciò perché l'animale è collegato all'istinto, spesso è usato come metafora o similitudine.
Poi se si desidera approfondire, si può andare nel discorso degli animali come Spiriti Guida.
Comunque, eccoci qua con tutti quelli che hanno voluto rispondere (nota: l'ordine degli animali non è dato dall'importanza o dal riconoscermi più in qualcosa ma solo dall'ordine delle risposte)
Ah, nota importante: le immagini sono scelte da me in base a ciò che mi hanno scritto.




Io da quel che ti conosco ti immaginerei come un dolce panda affettuoso e coccolone perché sono animali molto teneri e tu sei una persona molto dolce e sensibile. Poi magari sbaglio. Però ti ho conosciuta così




di Deqen Winter

giovedì 15 ottobre 2015

Io e il mio blog

Per chi scrivi il blog?
Quali sono le tue motivazioni per tenere un blog?


A volte mi rimbalzano queste domande.
Come può essere catalogato il tuo blog?
Beh, entrare nel mio blog Farfalle eterne è come incontrarmi.
Un giorno parliamo di una cosa ed un giorno magari parliamo di tutt'altro però tutto accomunato dalla voglia di scoprire, dalla voglia di sondare e di condividere.
E inoltre della voglia di tenere cura.
Se c'è qualcosa che penso possa far piacere a qualcuno, non solo sto lì a pensarlo, ma glielo faccio presente.
A volte ho un po' il timore di disturbare (quando chiamo al telefono non manco mai di dire, dopo aver salutato, "Spero di non disturbarti.") e almeno qui nel blog posso sentirmi libera di dire, scrivere, di mettere immagini.
Ma c'è anche un'altra cosa che è fondamentale per il mio blog: non solo scrivo per gli altri, per la voglia di condividere ma anche per me stessa.
Non so se questo intento egoistico possa deludere qualcuno, ma vedete quando scrivo lo faccio anche per ricordare a me stessa.
Ovviamente non dimentico mai i miei lettori e sono grata assolutamente per tutti i commenti che mi lasciate, per le e-mail e le richieste ricevute e alle quali ho avuto molto piacere di rispondere (se queste poi non sono arroganti e fintamente ironiche).
E' con immenso piacere che vi informo di alcuni miei progressi nel campo dell'arte, del teatro perché alla fine ho creato questo blog per mostrare la mia arte.
Ma poi la cosa è sfuggita un po' di mano e così il blog ha preso un'accezione più estesa.
Per questo dico sempre di guardare le etichette che trovate a destra, ma anche così non so se qualcuno possa capire.
Se ritornassi indietro, cambierei qualcosa?
Per molti eventi della mia vita, credo che se avessi la possibilità, lo farei ma per quanto riguarda il mio blog alla fine credo di no.
Come ho detto prima, leggere il mio blog è come incontrarmi.
Ecco, chi sono io?


giovedì 10 settembre 2015

10 settembre: Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio


Questa giornata è rappresentata recentemente dal nastro giallo
 che ha anche altri significati.
Qui il sito della Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio





Troppe, troppe volte ho sentito persone che malgiudicano chi si suicida.

Ha gettato la sua vita... Non ha pensato prima ai suoi cari?... Non sapeva che la vita è un dono e come tale va rispettato?... Ognuno ha i suoi problemi... Si è mostrato solo un debole... E' stato un vigliacco, codardo, egoista...

Ditemi, vi sono familiari queste frasi?
Magari perché le avete sentite oppure provengono da voi stessi?

Qualunque sia la risposta ditemi: avete mai provato ad essere nei panni di chi pensa che ormai la vita è finita? Anzi, non si può neanche chiamarla vita perché già si sentiva morto dentro.
E il coraggio di compiere il suicidio, di quale coraggio state parlando?
Forse per chi ragiona a mente lucida spararsi, buttarsi da un palazzo, tagliarsi le vene può rappresentare una soglia da non oltrepassare mai ma per chi si sente così inghiottito questo non è niente.
Non è questo il coraggio. Il vero coraggio sta nel non decidere di non suicidarsi.


lunedì 20 luglio 2015

Il mistero di Persefone



Persefone di Rebecca Guay


Qualche ora fa ho fatto uno di quei test dove metti il tuo nome e ti viene fuori il risultato.
Era quello su "Che dea greca sei?", metto il mio nome Elena e compare Persefone.
Tu sei la dea degli Inferni (ehm, nella mitologia greca sarebbe più corretto Inferi). Sei riservata e piena di segreti (okay) e non ti apri mai agli altri (beh mai, mai, no. Col tempo mi sto lasciando più andare rispetto all'ermetismo di anni fa e non sto parlando solo dei segreti). Anche se rimani sempre nel retroscena (quando faccio teatro no), sai dirigere le persone con i tuoi magici poteri di seduzione (ah sì?!?)
Il mio lato scherzoso l'ha preso sul ridere questo fatto che, a quanto pare, il nome Elena richiama rapimenti mitici amorosi: da quella che è stata rapita da Paride alla dea che è stata rapita da Ade.
Sì, perché nel mondo greco, pieno di intrallazzi amorosi, Ade rapisce Persefone quando era intenta a fare una collana di fiori e la porta (in malo modo) negli Inferi come sua sposa. Sua madre Demetra, si infuria a morire e non stiamo parlando di una dea qualunque bensì la dea del raccolto e promette che se non avrà indietro sua figlia, farà seccare il grano e quant'altro. 

giovedì 16 aprile 2015

Il bambino interiore

Se vi parlo del bambino interiore a che cosa pensate?
Magari qualcuno penserà a una sciocchezza new-age oppure qualcun altro penserà alla Sindrome di Peter Pan.
Ebbene non è né l'una né l'altra cosa perché il bambino interiore è una cosa reale.
Non è qualcosa presa da chissà quale cultura riassemblata esclusivamente per vendere libri e non sempre identificarsi col proprio bambino vuol dire che non vuoi crescere.
Avete mai sognato un bambino (o bambina) e pensare che aveva qualcosa importante da dirvi?
E infine vi siete chiesti "Ma quel bambino sono io?!?" con la quasi certezza che sì, era voi?
Se vi interessa sapere cosa significhi il bambino interiore vi consiglio di leggere questo.

Ma com'è il bambino interiore?
Immagino che quello di ognuno sia diverso da ogni altro, ma me lo immagino come un piccolo selvaggio, pronto ad esplorare e ha una grazia tutta sua.
Può ballare in punta di piedi e saltare poi sulla pozzanghera.
Può spalancare la bocca per apparire più grande e poi ridere subito.
Si pittura le mani e le trova splendide.
Rimane incantato.
A volte diventa pensieroso e anche se poi passa, quel momento è serio perché il bambino interiore è serio anche quando gioca, anche quando si diverte e sorride come se non conoscesse la tristezza.



autore non trovato

martedì 24 febbraio 2015

Il ragno e il fior di loto nei sogni

E se tutta la storia di Aulonia fosse un sogno?
Se fosse così, cosa significherebbe?
Dopotutto il nome Aulonia mi è venuto in mente mentre dormivo.
Io credo molto nella storia di Aulonia se no mi sarei arresa molto prima vedendo quante poche persone seguono la sua vita.
Anche quei pochi commenti mi rendono felice e di questo vi ringrazio.
Gli elementi basi da cui partire sono il ragno e il fior di loto, questa stramba coppia che ha generato questa bambina (vedi qui e qui)
Quindi cosa significano appunto questi due elementi nei sogni?
(fonte: Guide SuperEva - ho controllato in giro e ho trovato molto simili i contenuti)




 di Joshua Hibbert


Il simbolismo del ragno nei sogni è spesso accostato ad un “femminile” divorante ed incombente che può rimandare ad una figura materna o ammaliatrice, oppure al potere seduttivo e alla perfidia, alla tentazione, o al desiderio di restare al sicuro in una situazione di immaturità, di infantilismo. Freud attribuisce al ragno il potere della madre che va “schiacciato” per permettere al sognatore la libera espressione della sua sessualità, e l’apertura verso una nuova compagna.
Sognare ragni è in generale da associarsi a sentimenti di angoscia o preoccupazioni, a conflitti che il sognatore si trova a vivere, in cui si sente soffocare, che lo fanno sentire in trappola o che lo spaventano.
Sognare un grosso ragno che fugge e si nasconde, può rappresentare problemi che che il sognatore non riesce ad affrontare, in cui si sente “invischiato” o che non accetta a livello cosciente e quando viene avvertito come minaccioso, può collegarsi a situazioni sgradevoli che incombono bella realtà.
E’ possibile che il ragno nei sogni non provochi repulsione ne’ spavento, ma venga osservato con curiosità ed interesse, in questo caso diventa esplicito simbolo delle qualità di questo animale, della pazienza e dell’abilità nel costruire e ricostruire, e di una positiva sublimazione delle energie psichiche.
Il significato del ragno nei sogni sarà quindi legato alle emozioni che il sognatore sente nei suoi confronti: gli aspetti di agguato e trappola che ne fanno una immagine carica di contenuti negativi, o quelli legati al rinnovamento ad alla capacità di ricostruzione dell’Io. 





 by Duong Quoc Dinh



Sognare il fiore di loto si collega alle potenzialità presenti nel sognatore, le qualità che possono manifestarsi e possono “sbocciare” anche in condizione non idonee. Mentre vederlo in boccio può considerarsi un’ immagine simbolica di tutte le esperienze e le situazioni pronte ad evolvere, di tutte le risorse a cui poter attingere e di cui non si è consapevoli, delle possibilità insite in ogni realtà.
Il significato del fiore di loto aperto e sbocciato, è legato alla maturazione ed al compimento di qualche progetto, alla pienezza ed intensità con cui si vivono le situazioni, alla realizzazione di se stessi e del proprio potenziale individuale.
La visione del loto e delle ninfee nei sogni sembra valorizzare ed esaltare le esperienze del sognatore illuminando della sua influenza positiva numerosi aspetti riguardanti la spiritualità, i traguardi materiali, i legami affettivi, l'amore e l’eros.



Che cosa vi sembra?
Avete mai sognato ragni e/o fior di loto?
Ditemi pure.


 

IMPORTANTE: Per tutti quelli che amano il disegno vi ricordo questa iniziativa legata ad Aulonia e al suo mondo.
 

martedì 17 febbraio 2015

Una bambina, di Torey L. Hayden




E dopo aver cominciato, interrotto, ricominciato, reinterrotto, alla fine sono arrivata alla conclusione di questo libro.
Non so se avete mai sentito parlare di Torey L. Hayden, chiamata "la maestra dei casi difficili".
Questo è il suo primo libro dove lei parla della sua esperienza con questa bambina difficile di 6 anni, Sheila che entra nella classe dei bambini "speciali" di Torey.
Cos'ha fatto "per meritarsi questo"? In pratica ha legato un bambino di tre anni ad un albero e lo ha ustionato.
Ed ora desidero fermarmi qui. Non tanto con il post bensì con questo tipo di narrazione perché, ve ne sarete accorti, ne ho usati di virgolettati.
Ne usiamo parecchi anche quando si parla dei matti (fate finta di vedere il virgolettato).
Odio questa parola intesa così (matti) e poi c'è sempre qualcuno che dice "Ma matti lo siamo un po' tutti."
Non so che cosa loro vogliano intendere. Che un briciolo di pazzia c'è in ogni persona?
Okay, ma provate a leggere questo libro.
E poi quando leggo o sento alcuni che rifuggono dalla normalità perché è banale è noiosa.
Provate a leggere questo libro.
Tutto!

Ci sono due frasi che ho sottolineato nel libro

E' vero che erano tutti bambini dalla personalità disgregata, ma nessuno di loro era fragile. Anzi, il fatto che fossero sopravvissuti tanto a lungo dopo quello che avevano passato era una testimonianza della loro forza.

L'unica reazione normale a un'infanzia come quella di Sheila non poteva che essere il disadattamento cronico. Chi si fosse mai adattato all'oscenità di una esistenza del genere, quello si sarebbe dimostrato infermo di mente!


Torey più volte parla del coraggio.
Perché sì, di fronte a questi bambini, non si può che ammirare il loro coraggio.
Affrontano la vita come è stato insegnato loro e osservano il mondo fuori, quello che non conoscono desiderando di farne parte.
Ci provano. Cadono. Ci riprovano. Ricadono. Ci riprovano ancora.
Per non parlare del coraggio di quando si trovano soli, a tu per tu con le loro paure.
Tutti i bambini hanno paura di qualcosa (del buio, dell'abbandono ecc...) solo che per questi bambini queste paure sono ancora più concrete.
E ben vengano insegnanti come la Hayden, che ricordo è una psicologa infantile, che credono in questi bambini e fanno di tutto, che hanno fiducia in loro. Perché lasciarli soli a se stessi, lasciare che crescano così, convinti che esistano solo quel mondo non fa che incattivirli ancora di più.
Se uso la parola incattivire è perché c'è un significato specifico nel libro.


Dopo questo libro, Torey ha pubblicato altri libri autobiografici, tra i quali anche il seguito di Una bambina ovvero La figlia della tigre, e anche alcuni romanzi.


Qui trovate il sito italiano di Torey Hayden con alcune informazioni.
Di sicuro leggerò altri suoi libri.


P.S.: Parlando poi di bambini violenti con famiglie disastrate, anni fa vidi uno di quei telefilm ispirati a una storia vera. In originale Child of Rage (dal nome del documentario su di lei) e in italiano me lo ricordavo come Perché mia figlia? anche se cercando me lo danno come Infanzia negata.

 

sabato 8 novembre 2014

Stai bene nel tuo corpo?

A volte sento dire che il corpo è il tempio dell'anima.
Poi un po' di tempo fa leggo, non mi ricordo chi l'abbia scritto, che un tempio può essere sconsacrato, può essere demolito, può essere dimenticato.


Poco fa ho guardato questo video.
Veniva chiesto loro una domanda: "Che cosa cambieresti del tuo corpo?"
Ascoltate le loro risposte e la differenza tra quelle degli adulti e dei bambini.





Le risposte degli adulti sono dovuti a giudizi, a vedere quanto siano strani, "anormali" quei particolari.
Per i bambini il corpo è ancora una scoperta e quindi perché non può essere questo? O quest'altro?
Non dimentichiamo che per i bambini inizia la scoperta della propria sessualità (una scoperta che va rispettata e assolutamente non maliziosa!)
Per non parlare di quello che si può constatare: il corpo può aiutare nel raggiungere certe esigenze, certe fantasie.


E poi?

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