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domenica 18 maggio 2014

Le mie risposte sul teatro



Maschera tragica e comica (mosaico romano della Villa Adriana)


Da un po' di tempo non accetto più i premi legati ai blog.
Se guardate in fondo ne potrete vedere alcuni.
Perché non ho più continuato?
Perché l'accettare il premio significa dire a tua volta quali blog tu premi e per me era sempre difficile scegliere poiché mica potevo premiarli tutti (Il numero è indicato nel regolamento del premio)
Quindi mi sono detta Vabbé, preferisco non accettare più e se per caso qualcuno me lo consegna, io rifiuto ringraziando anche di aver pensato a me.
E infatti quest'ultima cosa è successa.
Ora però faccio un'eccezione.
Nel senso, non accetto il premio ma rispondo alle domande sul teatro (come mi è stato chiesto e devo dire che sono contenta che me l'abbia chiesto) che Drama Queen ha stilato nel suo post.
Quindi ecco a voi, se vi può interessare, le mie risposte alle sue domande.


1. Soffri di "panico da palcoscenico" quando devi parlare in pubblico o partecipare ad un'esibizione di qualsiasi genere?
Più che panico da palcoscenico, mi sento sempre molto emozionata prima di salire su qualsiasi palco, anche solo parlare davanti a un pubblico. Non mi fa male sentire questo, anzi mi piace. Non cerco di combattere quello che sento. Anzi, sto in una fase di quiete prima di salire sul palco per uno spettacolo ed è falsa. In realtà sto radunando tutte le mie forze, tutto quello che posso sentire e le mie sensazioni si ampliano poiché il palcoscenico amplia tutto e alla fine uso queste forze. Le mie guide del passato mi dicevano che allo spettacolo ero sempre di più, più intensa, più decisa che alle prove (e io mi impegno tanto anche nelle prove). L'adrenalina del palco è una forza micidiale e immensa.

domenica 14 aprile 2013

Mia partecipazione al Nuove Rotte della Cultura

Un mese fa sono stata invitata per partecipare a Nuove Rotte della Cultura, un'iniziativa organizzata dall'associazione V!RA2019 (nei quali ho fatto parte all'inizio).



Assieme ad altri artisti, si tratta di esprimersi nella propria arte all'Almagià (un'ex-artificeria nella zona della  Darsena usata adesso come spazio per eventi culturali come spettacoli teatrali e musicali).
Ecco il mio dipinto:

martedì 3 luglio 2012

Io e la mitologia greca

La mitologia mi piace. E' come se fossero delle fiabe.
Il mio primo rapporto con la mitologia è stato con quella greca. Spesso ne ho parlato qui nel blog.
Diciamo che però la fulminazione è avvenuta alle medie.
Infatti in classe leggevamo Il ragazzo con la cetra di Ezio Savino ed. Mursia


Io ho l'edizione con la copertina gialla e ce l'ho ancora.
Questo libro racconta di due aedi (gli antichi cantori greci), uno anziano e uno più giovane. Il primo deve istruire l'altro, raccontargli tutto quello che sa sugli dei e le loro storie e per questo lo porta in viaggio per l'intera Grecia attraverso tappe che riportano la memoria.
Leggere di queste avventure avvenute tanto tempo fa bastava per affascinarmi, per fantasticare. E poi erano così controversi questi dei: ci tenevano ad alcune regole come il rispetto dell'ospitalità al quale nessuno nemmeno lo stesso Zeus poteva sottrarsi. Oppure punivano la falsità, la mancanza di mantenere una promessa per non parlare di come loro non sopportavano che gli uomini si avvicinino agli dei (basti pensare al povero Prometeo).
Però non erano perfetti, ognuno aveva le sue debolezze persino lo stesso Zeus, il "padre" degli dei e che quindi, si pensa, dovrebbe dare il buon esempio. Figuriamoci!
Arriviamo alle superiori e una curiosità si fece strada: perché si dice che quando si insegue un sogno irrealizzabile, si dice che si insegue una chimera?
Dopotutto la Chimera è un mostro orribile con testa e zampe di leone, corpo di capra (con anche la testa sulla schiena) e coda di serpente con la testa alla fine.
Insomma questa bestia aveva tre teste e per di più quella di leone sputava fuoco. Eppure inseguirla voleva dire inseguire un sogno irrealizzabile. Quale era questo sogno?
A quel tempo Wikipedia non esisteva ancora, non erano ancora gli anni 2000 e se si voleva cercare bisognava affidarsi solamente ai libri. Cercai nella biblioteca della scuola e alla fine, dopo una lunga ricerca, trovai la soluzione. 
Il fatto è che Bellerofonte, l'uccisore della Chimera, sperava che questo traguardo gli avrebbe aperto, letteralmente, le porte dell'Olimpo, ma per lui era un sogno impossibile perché non era un dio.


Bellerofonte monta su Pegaso e uccide la Chimera, mosaico romano 


Anzi, gli dei stessi lo punirono per questa bramosia facendo che il cavallo Pegaso disarcionò il suo padrone per una puntura di insetto.



Non ho mai pensato che però questi dei si comportavano da superbi anche perché secondo me loro invidiavano gli esseri umani poiché questi ultimi vivevano davvero mentre per chi è immortale le giornate si susseguono uno dopo l'altra sempre uguali. E poi come si fa a chiamare "vita" se non c'è la morte?
Vabbé lasciamo perdere questo discorso perché potremmo restarci per l'eternità soltanto a parlare di questo e non venire mai a capo ;)
Comunque il fascino di questi miti continua ancora e una volta mi sono permessa di correggere una relatrice durante una conferenza.
Crescendo però mi è venuto un dubbio. La mitologia greca fa parte del Paganesimo, no? Ebbene nel Paganesimo si presuppone che si dovrebbero onorare (almeno) gli Spiriti della Natura, quello che poi viene chiamato anche Animismo.
Eppure le ninfe, che rappresentano gli Spiriti della Natura, e altre divinità simili vengono considerate minori. Inoltre sono state spesso umiliate. Noi le conosciamo soprattutto come sfogo sessuale di molti dei, ma spesso il loro sapere è stato "rubato" per esempio dal dio Apollo.
Per saperne di più leggete La follia che viene dalle Ninfe di Roberto Calasso ed. Adelphi. 
E' come se il loro sapere fosse molto più antico. Per questo sono andata a cercare nelle altre mitologie però il fascino di quella greca rimane anche se con questa considerazione.



C'è infine un'altra cosa che mi solletica la mente: chissà se il Cristianesimo fra qualche migliaio di anni verrà considerato come una mitologia. Non vuole essere offensivo nei confronti di chi ci crede, ci mancherebbe, è solo una di quelle cose che ogni tanto mi spuntano in testa.

domenica 1 luglio 2012

Omaggio al Cervo

C'è un blog che si intitola Io disegno a modo mio e ogni tot di settimane dà dei temi da sviluppare. L'ultimo riguardava di creare un animale immaginario.

Ecco il mio disegno:




Qua potrete vedere il mio disegno assieme agli altri

domenica 9 ottobre 2011

L'arte musiva di Ilana Shafir

Mosaico a Ravenna? Ancora?!

No, questa volta si tratta di qualcosa di nuovo, di moderno, ma allo stesso tempo antico.


(foto presa dal suo sito: clicca qui)


Ravenna 8 ottobre 2011 (ieri praticamente) Notte d'Oro.
A parte le polemiche (quelle ci saranno sempre), queste occasioni possono farti scoprire autori che fino a un momento fa non conoscevi ed è il caso di questa artista ilana Shafir nata a Sarajevo nel 1924 quando allora c'era la Jugoslavia.
Durante l'occupazione nazista, ha visto sterminare delle famiglie, ma lei e la sua famiglia sono scappati.
Nelle sue opere c'è proprio l'amore per la vita, un mondo così ricco e vivo che è un piacere guardarlo.
A voi lascio la visione del filmato che ho fatto:





Scusate la qualità, ma avendo perso la mia ultima telecamera (mannaggia!), ho dovuto arrangiarmi con la prima. Ho cercato di andare il più lenta possibile per mostrarvi i dettagli. Spero mi possiate perdonare.
La mostra è stata realizzata nel portico interno della Biblioteca Classense ed è stata realizzata, come molte altre manifestazioni, in occasione per Ravenna Capitale 2019.

giovedì 6 ottobre 2011

Pan è vivo o morto?!

E' stato citato quando ho parlato delle Streghe, delle Ninfe, ha aiutato Psiche.
Di chi sto parlando?
Ma naturalmente del semidio greco dei boschi Pan.



Pan adagiato di Peter Paul Rubens, 1610 ca.



mosaico pavimentale di origine romana, 138-192 d.C.


giovedì 17 febbraio 2011

Oggi festa del Gatto

Forse non molti di voi sanno che oggi 17 febbraio è la festa nazionale del Gatto dal 1990. La data non è casuale infatti è nel segno dell'Acquario, segno anticonformista per eccellenza, e il 17 beh non è necessario spiegarvi cosa simboleggi.
E io voglio inserire qui quadri, poesie e altro che hanno come protagonista Sua Maestà il Gatto.
Bene gattolici, siete pronti:




Gatto e Uccello di Paul Klee



venerdì 11 febbraio 2011

Pubblicata una mia lettera su un giornale locale

Carissimi, forse non v'importerà niente (soprattutto a chi non è ravennate) però come dice il titolo: hanno pubblicato una mia lettera.
Si tratta di un giornale locale Ravenna&dintorni e ho spedito all'e-mail della redazione questa lettera:

Ogni volta che settimanalmente prendo il giornale, vado subito sulla pagina del Forum Ravenna Capitale della Cultura perché m'interessano le diverse opinioni dei vari artisti ravennati alcuni dei quali poi li conosco personalmente e questo vivo interesse è per due motivi: sono ravennate di nascita e di residenza e anch'io, nel mio piccolo, faccio arte.
Quest'anno compio 28 anni e trasgredendo a quella che sembra essere una regola, soprattutto nei colloqui di lavoro nei quali me lo chiedono puntualmente, non faccio Mosaico. Non potrei farlo perché ha una tecnica completamente diversa dalla mia: quando dipingo il mio polso si muove come se stessi combattendo con la spada.
Sono laureata in Pittura e, miracolo (!), sono riuscita a finire gli anni dell'Accademia di Belle Arti di Ravenna nel 2007, prima che questa venisse fagocitata da quella di Bologna. Molti ragazzi, non potendo trasferirsi, hanno preferito cambiare il loro corso: ovvero da pittura a mosaico. Tutto questo mi è rimasto come un grande smacco personale non solo perché lì ho trascorso i più begli anni della mia carriera scolastica, ma anche perché lì ha insegnato e ne è stato il direttore un mio parente: il pittore Umberto Folli.
E qui vengo a un punto cruciale: ma Ravenna è candidata a Capitale della Cultura o Capitale del Mosaico? Non so perché ancora la situazione non mi è chiara.
Naturalmente non rinnego il passato musivo di Ravenna e considero il mosaico un'arte bellissima solo che ormai sembra che ci sia una dittatura o monopolio riguardo a quest'arte. So perfettamente che Ravenna è famosa nel mondo per i suoi mosaici bizantini, ma così mi sembra di essere fossilizzati nel passato. Ovviamente non dico che bisogna trascurare il mosaico, ma credo che si deve dare spazio a tutti quegli artisti che vogliono contribuire per il decoro di Ravenna.
E poi, non è forse vero che Ravenna stia diventando anche una fucina per il teatro (altra arte in cui mi sto cimentando)? E questo lo si deve a dei giovani che 30 anni fa hanno voluto fortemente il diritto di fare nella loro città.
Quindi, cos'altro potrebbe diventare Ravenna se si dà l'occasione a chi vuole fare? E qui non parlo solo della Candidatura a Capitale, ma anche alla possibilità di "risvegliare" una città che sembra chiusa nonostante la sua fama nel passato di grande accoglitrice. Parlo purtroppo di alcuni miei concittadini che incontro per strada e li trovo addormentati e abitudinari, senza nessuna apertura e curiosità.
Io sono ravennate e sono orgogliosa di esserlo anche se mi dispiace vedere come questa città non esprima il suo potenziale effettivo. Spero fortemente che Ravenna vinca la Candidatura, ma ancora più fortemente spero che rinasca.
Grazie mille per l'Attenzione,

Elena Vignoli

P.S.: Se per la Candidatura alla Cultura, si investisse, come lo si fa quotidianamente con il Mosaico, credo che avremmo buone probabilità.
P.P.S.: La data è il 2019 ovvero fra 8 anni quindi... che faranno i giovani in quell'anno?


I due poscritti non me li hanno pubblicati (questa è la copia salvata dell'originale) però tutto il resto sì.
Magari qualcuno dirà (soprattutto da chi mi legge dall'inizio): Uffa, ancora con questa storia? Basta, lo sappiamo benissimo.
Eh, che ci volete fare? Per me è una questione d'orgoglio :)

- sto ancora esultando -


E questo è un invito a non rinunciare alla vostra voce. Se qualcosa non va, ditelo. Vedrete che qualcuno vi ascolterà.


Aggiornamento 11 febbraio 2011: Ho da poco superato le 20.000 visualizzazioni. La cosa che mi sorprende ancora di più è che la metà delle visualizzazioni è stata realizzata in poco più di un mese.
Un bacione ad ognuno di voi e grazie mille a tutti quanti!


sabato 11 dicembre 2010

Chanel e il mosaico bizantino

Per chi potrebbe sembrare strano questo connubio giudicando la moda solo come una cosa frivola e senza senso, vorrei ricordare che la moda si è appoggiata all'arte sin dalla sua nascita.

Allora, appena saputo non potevo non scriverci qualcosa. Bene, Karl Lagerfeld, stilista tedesco e direttore creativo della maison Chanel, si è ispirato ai mosaici bizantini, e quindi anche quelli presenti a Ravenna, per la pre-collezione inverno 2011 chiamandola "Paris-Byzanthium". Inoltre ha dichiarato ciò: “Come Teodora è stata un’artista del circo che divenne imperatrice, così Coco Chanel è stata una piccola cantante che divenne imperatrice della moda”.
La sfilata è stata presentata nel salone della maison on Rue Cambon il 7 dicembre e la sfilata includeva anche la presentazione di un libro di fotografie ed alcune sono state scattate da Karl Lagerfield a Ravenna.


Eccovi alcune foto della sfilata (alternate ad alcuni mosaici di Ravenna):




martedì 6 aprile 2010

Maschere

Non è insolito che ancora adesso in teatro si indossino delle maschere. In teatro indossare maschere vuol dire assecondarle. Ma anche senza indossarle, un attore continuamente ha "maschere" e la sua bravura, in questo caso, sta nel cambiarle con facilità e scioltezza senza farlo pesare agli spettatori. Questo però fa credere che più gli attori siano bravi a recitare sul palco, e sullo schermo, siano bravi anche a recitare nella vita reale. Questa cosa sinceramente è una baggianata pazzesca! Così sembra che solo gli attori indossino maschere, ma tutti nella realtà indossano maschere anche chi dice no.
E' curioso come in latino maschera indichi persona come se questa cosa fosse indiscindibile.
Il punto è perché indossi quella maschera. Per comodità, per interesse, per nasconderti oppure perché è proprio la tua?

Aforismi maschera:

- Ogni uomo mente, ma dategli una maschera e sarà sincero (Oscar Wilde);
- E dopo tutto cos'è una bugia? Solo la verità in maschera (George Byron);
- Tutto ciò che è profondo ama mascherarsi; le cose più profonde odiano l'immagine e la similitudine (Friedrich Nietzsche);
- Durante il Carnevale, gli uomini indossano una maschera in più (Xavier Forneret);
- Mi metterei volentieri una maschera sul volto e con diletto cambierei il mio nome (Stendhal);
- Una maschera ci dice di più di una faccia (Oscar Wilde);
- Verso la fine della vita avviene come verso la fine di un ballo mascherato quando tutti si tolgono la maschera. Allora si vede chi erano veramente coloro i quali si è venuto in contatto durante la vita (Arthur Schopenhauer).

Mosaici e affreschi romani e pompeiani:



venerdì 19 marzo 2010

Lettera al Sindaco

Carissimi, ho intenzione di scrivere una lettera al sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, riguardo a Ravenna e all'arte, una cosa di cui ho ampliamente parlato, o meglio scritto, in post precedenti soprattutto alcune frasi. Spero che non vi sentiate esclusi come se questa cosa riguardasse solo me e chi abita a Ravenna. Se anche nella vostra città provate queste mie sensazioni, ditele pure. Sapete che mi piace mantenere aperto il dialogo.
Questo è il testo:


Egregio Sindaco,

sono una ragazza ravennate di quasi 27 anni e mi chiamo Elena. Se ho deciso di scriverLe è perché Le voglio esporre il mio personale e modesto parere riguardo a Ravenna e la sua candidatura a Capitale europea della Cultura nel 2019. Sono orgogliosa di questo evento e spero fortemente che ciò possa avverare però credo che si possa fare molto di più. Le voglio esporre la mia esperienza personale.
Voler fare pittura in una città che è nota per il mosaico non è molto edificante e neanche stimolante perché continuamente ti viene sbattuta in faccia l'idea di Ravenna, la città del mosaico. Eppure io sono ravennate di nascita e orgogliosa di esserlo. E' Ravenna che mi ha fatto nascere e visto crescere, è a Ravenna che ho potuto apprendere la Pittura e che mi ha visto partecipe di molti laboratori teatrali e successivamente autrice e interprete di un mio progetto teatrale che vedrà la luce nella rassegna Ravenna
viso-in-aria. Ma se nel teatro si sta smuovendo qualcosa, lo stesso non si può dire della pittura.
Come credo Lei sappia bene, l'Accademia di Belle Arti di Ravenna non dispone più della Pittura, spostata, ma neanche di Decorazione e Scultura. Tutto ciò mi è rimasto come smacco anche a livello affettivo non solo riguardo a me, ma anche nei riguardi di un mio parente che lì ha insegnato e ne è stato anche preside. Io ho avuto la fortuna di finire i miei anni in tranquillità e di laurearmi, ma perché non concedere questa possibilità anche adesso? Non tutti riescono a spostarsi facilmente e non so se io avrei potuto.
Allora mi chiedo, Ravenna vuole solo ospitare artisti illustri? Non li vuole far nascere e allevare come una madre premurosa? Ravenna non vuole avere degli artisti nati a Ravenna oppure che ci abitano, di cui essere orgogliosa? L'istruzione (e qui parlo anche dell'Istituto musicale "G.Verdi") non è un sacrosanto diritto?
Fino a una trentina di anni fa il teatro ravennate era qualcosa di completamente sconosciuto ed estraneo eppure è grazie a giovani di allora che volevano fortemente fare teatro nella loro città se adesso possiamo considerare il teatro ravennate come una curiosa anomalia che si estende e che ha riconoscimenti non solo in tutta Italia, ma anche in tutto il mondo.
Io non voglio rinnegare il passato musivo di Ravenna, ma non bisogna fare di Ravenna un "ghetto" anche perché un'ampia varietà culturale non può che fare solo del bene alla città e ai cittadini.
Inoltre non bisogna dimenticare l'influenza che Ravenna ha avuto nell'arte mondiale: Oscar Wilde ha composto una poesia quando era giovane un anno dopo la sua visita qui a Ravenna, Gabriele D'Annunzio ha scritto due poesie su Ravenna, uno dei racconti del
Decameron è ambientato nella pineta di Classe e Sandro Botticelli ha dipinto proprio questo racconto e Gustav Klimt ha iniziato a dipingere i suoi quadri dagli sfondi dorati proprio guardando i mosaici di Ravenna... E questi sono solo alcuni esempi di ciò che ha fatto Ravenna, ma ancora non basta. Ho sentito che la storia del passato della città non conta, ma ciò non è necessariamente un male perché la storia la possiamo ancora costruire e di certo non bisogna restare fossilizzati nel passato, ma evolverci.
Leggo sempre con interesse gli interventi di alcuni artisti sul giornale "Ravenna e dintorni" e se posso dire la mia, dico che Ravenna ha il compito di allevare artisti che non siano solo di Mosaico. Non sa quanti ragazzi si vogliono staccare da questo stereotipo, ma che come me si sentono ravennati e vogliono crescere anche per il bene di Ravenna, nel volerla riempire di nuove sfaccettature.
Purtroppo vedo ancora lontana una completa disponibilità di molti ravennati a voler assistere all'arte se spesso questa viene considerata come qualcosa di elitario, cosa che ovviamente non è. Spero che questa candidatura spinga sempre di più a coinvolgere i miei concittadini, a sentirsi parte e orgogliosi di una città d'arte come Ravenna.
Lei cosa ne pensa?
La ringrazio per la Sua Cortese Attenzione,

Elena Vignoli


Presto voglio esporre qui tutti i contributi (poesie, dipinti...) che Ravenna ha avuto nell'arte.
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