giovedì 18 ottobre 2018

Farfalle eterne non ci sarà più?

Vado sul mio blog e noto questo: sono passati esattamente sei mesi da quando ho scritto l'ultimo post ovvero il resoconto sullo spettacolo finale del Teatro Accademia Marescotti (vedi qui).
Già da tempo i post diminuivano sempre di più vedendo anche come diminuivano le visualizzazioni e i commenti.
E' tutto correlato, un tassello che cade su un altro tassello.
Senza contare che ormai i blog hanno fatto il loro tempo. Troppo lunghi da leggere anche se si cerca di accorciare il più possibile.
Certo, ci sono le eccezioni, blog che continuano ad essere seguiti ma questi lo erano anche diversi anni fa. Può anche darsi che alcuni di loro si siano accorti che le visualizzazioni totali sono diminuite rispetto ad anni fa, ma ancora continuano.
Poi non so se è una mia impressione, ma mi sembra ci sia una diversa percezione per alcuni tra il leggere un blog e un sito. Ovvero che per alcuni il blog sembra qualcosa di amatoriale, uscito fuori dal guizzo di un momento di follia, mentre il sito è invece qualcosa di professionale.
Ecco, questa dicotomia mi sembra piuttosto sciocca perché io li vedo alcuni di questi siti e direi che di professionale hanno ben poco: piene di errori e non solo ortografici (alcuni di questi possono capitare), immagini prese a caso e senza alcun autore attribuito.
A volte, alcuni mi hanno detto che sono una giornalista e io, tutta imbarazzata, dico di no, che chiamarmi giornalista mi sembra un po' troppo. Poi leggo alcuni siti e tutto ciò mi rende perplessa, articoli dove non c'è nessuna elaborazione, dove si prende quel che c'è nel web senza rielaborarlo o di capire, dove non si vanno a cercare le fonti.
Alcuni potrebbero anche dirmi di fregare delle visualizzazioni, dei commenti ma questa situazione è durata un bel po'. E a dir la verità, se davvero volessi scrivere per me stessa, terrei un diario segreto, non un blog pubblico.
Sarà un mio difetto, ma non riesco a sorvolare sopra senza contare che la voglia di scrivere poco a poco si stava scemando.
Gli argomenti c'erano, ma mentre prima mi bastava poco per pubblicarli, adesso invece è più un "No." Solo che non è un "No." urlato, è più privo di interesse.
Ormai non sono più interessata a tenere il blog.
Ovviamente il blog rimane così come i post perché, a dispetto di tutto, sono grata.
Perché, nonostante tutto, il blog è stato utile a qualcuno e anche se l'anno prossimo non festeggerò con un post i 10 anni di blog (mi sarebbe piaciuto), niente del blog è stato tempo perso.

Finisce qui la mia stagione di blogger?
Non lo so. Chissà dove mi condurranno queste mie farfalle eterne.






P.S.: Se c'è qualcuno che è interessato a vedere cosa faccio, qualche mese fa mi sono iscritta a Instagram. Eccomi qua 
.

mercoledì 18 aprile 2018

Teatro Accademia Marescotti (decima ed ultima parte)


E' passato un mese dal saggio finale del TAM (Teatro Accademia Marescotti) ed ecco qui il decimo post, quello finale.



foto di Steven Bortolussi



Prima parte
Seconda parte
Terza parte
Quarta parte
Quinta parte
Sesta parte
Settima parte
Ottava parte
Nona parte



In inglese la parola play sta sia per giocare che per recitare così come suonare.
Così sembra che recitare abbia lo stesso valore del gioco.
Un gioco ha i suoi partecipanti, le sue regole e non può essere perpetuato all'infinito: ha un inizio, uno sviluppo e una fine.
Dire che in teatro stiamo giocando per me non equivale a sminuire quest'arte. Anzi, per me equivale ad esaltarla.
Ma il gioco non si compie solo in questo. Assumere altre identità, altri panni, potrebbe sembrare come il gioco del "Facciamo che io ero...", portare quello che è stato nell'adesso e così in teatro: si sta raccontando qualcosa che è successo ma ve la facciamo vedere adesso. E' l'arte del racconto ma qui non si tratta solo di narrare bensì di ricreare, di far vivere in scena.
Così è stato per i 23 allievi del Teatro Accademia Marescotti che assieme all'attore romagnolo hanno portato domenica 18 marzo 2018 a Fusignano, in provincia di Ravenna, il saggio conclusivo Olio su tela.
Ma prima di tutto questo, c'è ben altro.

mercoledì 14 marzo 2018

Teatro Accademia Marescotti (nona parte)



Prima parte
Seconda parte
Terza parte
Quarta parte
Quinta parte
Sesta parte
Settima parte
Ottava parte


Penultimo appuntamento questo e in via eccezionale non si è cominciato sabato 10 ma venerdì 9 fino a domenica 11.


domenica 11 marzo 2018

Farfalle eterne compie 9 anni (Ha ancora senso tenere un blog?)

Ebbene sì, Farfalle eterne compie 9 anni.
Era il 2009 quando decisi di aprire un blog e di dargli questo nome e arrivata a questo punto mi chiedo: ha ancora senso tenere un blog?
Non so se qualcuno l'ha notato, se ci sono rimasti lettori affezionati al mio blog, ma i post qui scarseggiano e se non fosse per i resoconti sui due laboratori teatrali con Ivano Marescotti (prima con il 100 ore poi con il Teatro Accademia Marescotti), credo che questo blog avrebbe languito in un angolo per la desolazione.
In questi nove anni ho visto molti blog sparire mentre altri nascevano ed anche il commentare tra i blogger è calato così come le visualizzazioni.
A cosa si può attribuire questo calo che non è percepito solo da me? Potrei avere qualche idea e da come stanno andando le cose credo che l'attenzione nello stare lì a leggere sia molto ridotta.
Ovviamente cambia da persona a persona, ma si consiglia sempre, e non solo nei blog, di ridurre le parole e di inserire più le immagini e se già la soglia poteva essere breve anni fa, credo che ultimamente sia molto più ridotta. Non so, è un'idea. Così come i social network che rendono più immediato e informale il contatto. Di sicuro, semmai ci dovesse essere, non ci sarà una sola causa.
Sia chiaro che questa non vuole essere una lamentela anche perché di certo non sono l'unica blogger che sente ciò e capisco se qualcuno si è scocciato ha deciso di non leggere più il mio blog.
L'attenzione da parte mia c'è sempre per realizzare post che almeno siano buoni
Inoltre è normale che negli anni, diverse cose cambino così nell'uso della tecnologia così nella vita di ciascuno.
Com'è andato finora?
Non che molto sia cambiato da allora (sono ancora qui che sto cercando di trovare uno spazio nell'arte) e alcuni cambiamenti possono essere talmente lunghi che magari all'inizio non sembra che ci sia stato niente di diverso però se poi si guarda meglio, se ci si sofferma, si riesce a trovare almeno qualcosa, anche una singola cosa.
Il numero 9 rappresenta la fine di un ciclo per poi ripartire dall'inizio, ma non è un resettare il tutto.
Ciò che c'è stato rimane.
Non intendo promettere che d'ora in poi pubblicherò tot di post alla settimana perché non posso garantirlo e un po' temo cosa avverrà dopo il 18 ovvero dopo lo spettacolo finale del Teatro Accademia Marescotti
Che cosa ci sarà? Cosa mi farà dire "Voglio raccontare nel blog. Desidero farlo."?
Finché ci sarà quella voglia, scrivere post avrà ancora senso.
Quindi per quanto mi riguarda, non me la sento di fare promesse, né di tenere una scaletta, né di chiuderlo. Semmai volessi fare l'ultima opzione sarà perché proprio io ho deciso di mia testa, e non solo condizionata da questo calo, di voler chiudere.
Non prendetela come una sorta di ricatto perché così non vuole essere. 
Anzi, intendo ringraziare tutti voi, chiunque voi siate, per questi nove anni.
Grazie infinite.



martedì 13 febbraio 2018

Teatro Accademia Marescotti (ottava parte)





Prima parte
Seconda parte
Terza parte
Quarta parte
Quinta parte
Sesta parte
Settima parte


Ci troviamo all'ottavo appuntamento dei dieci stabiliti e la ricerca del personaggio, della scena, di cosa tagliare e cosa no, ma prima tocca alla voce con la nostra insegnante Valentina Cortesi nella mattina di sabato 10 febbraio.
All'inizio ci fa sentire questo video di Youtube dove Matteo Belli, attore e regista teatrale, ci illustra i risonatori vocali.





La risonanza è dunque il processo attraverso il quale il prodotto primario della fonazione, cioè il suono generato dalla vibrazione delle corde vocali, oltre ad essere rinforzato in intensità, dà luogo, attraverso il passaggio nelle suddette cavità, a quello che è definito il timbro della voce. Le cavità di risonanza sono spazi confinati contenenti aria, la quale è in grado di risuonare, cioè di vibrare, se investita da un’onda sonora, quella appunto prodotta dalla vibrazione delle corde vocali, producendo un suono che è composto da una banda di frequenze (armoniche) le quali contengono alcuni picchi centrati sulle frequenze naturali di risonanza delle cavità attraversate. (...) Vale la pena sottolineare che in realtà ciò che risuona, ciò che realmente costituisce il “risuonatore”, è l’aria contenuta nelle cavità, non le cavità in quanto tali. da Risonanze (sito: La Voce Artistica)

Fisiologia vocale ed espressività dal sito de La Voce Artistica


giovedì 8 febbraio 2018

Teatro Accademia Marescotti (settima parte)




Prima parte
Seconda parte
Terza parte
Quarta parte
Quinta parte
Sesta parte


Ciò che non è necessario, è fastidioso
Ivano Marescotti


Settimo appuntamento questo di sabato 3 e domenica 4 febbraio 2018
Molte scene stanno incominciando a ingranare e per chi guarda è solo un piacere assistere al loro sviluppo. Altre sono state presentate per la prima volta, soprattutto monologhi da fare in proscenio tra una scena e l'altra.
Alla fine si sceglierà quali e quante scene (monologhi e non) ci saranno nello spettacolo finale, il saggio, così da non superare un limite massimo.

mercoledì 31 gennaio 2018

Teatro Accademia Marescotti (sesta parte)



Prima parte
Seconda parte
Terza parte
Quarta parte
Quinta parte


Sesto appuntamento questo di sabato 27 e domenica 28 gennaio 2018.
Ci stiamo avvicinando sempre di più alla fine del percorso che ci sarà a metà marzo ma non è tempo di pensare adesso al finale.
Anche se stiamo preparando le scene apposta, c'è tutto un percorso da fare e questo vuol dire percorrere le parti rimanenti e questo vuol dire mettercela tutta senza stare ad aspettare l'ansia del palcoscenico.



Giunti a questo punto, abbiamo cominciato a vedere gli altri, a conoscerci.
Sabato 27 abbiamo avuto Ivano Marescotti per tutto il giorno e subito, ancora prima di cominciare, ci ha voluto ricordare il testo scritto da Gianfranco Tondini (qui letto da un'allieva), ricordando di evitare la tentazione del giudizio.
Intanto che quella persona cresce nel suo percorso, imparando qualcosa di nuovo, cresce anche chi guarda.
Mi viene da pensare che è come nell'esercizio di fiducia, fatto a volte nel Circolo degli Attori, dove c'è uno che si butta all'indietro e ci sono tutti gli altri che lo prendono, sollevandolo in aria.
Non è soltanto chi si butta a fare tutto il lavoro anche perché chi sta dietro non è uno qualcuno di passivo, anzi partecipa completamente: ogni parte del corpo di chi è sollevato deve essere completamente in asse ed equamente distribuita tra tutti quelli che lo sostengono.
La paura c'è all'inizio per chi si butta senza contare quell'attimo di vuoto tra il momento del buttarsi all'indietro e l'essere presi per non parlare di quando si è sollevati dove c'è la paura di farsi male, sentirsi completamente vulnerabili, alla mercé di altri.
Indipendentemente da ciò che si è vissuto, c'è una sorta di conquista, come aver scalato una montagna. C'è chi magari ci metterà più tempo di un altro, ma non è questo che importa. Non è una gara sul chi arriva prima.
Non dimentichiamo che come tocca ad uno, tocca ad un altro. Nessuno è immune e a ben pensarci, è un lusso questo, potersi fidare in questa maniera, dove la risata non è discriminatoria.
Chi giudica mette dei paletti, non si lascia coinvolgere e questa è una mancanza: se già tra gli attori non c'è coinvolgimento, come lo ci si può aspettare nel pubblico?


Bene, dopo questa premessa di Ivano Marescotti (e la mia digressione dal resoconto), si può partire 

mercoledì 17 gennaio 2018

Teatro Accademia Marescotti (quinta parte)




Prima parte
Seconda parte
Terza parte
Quarta parte



Quinto appuntamento quello di sabato 13 e domenica 14 gennaio
Per tutto sabato abbiamo Ivano Marescotti e ci ricorda che qui noi, in questa sede, siamo tutelati. Non c'è nulla da dimostrare né agli altri, né a se stessi.
Non ci si deve intimorire di spingersi oltre. Anzi, a volte viene chiesto di esagerare, non per portarlo poi in scena perché, come ama ricordare l'attore romagnolo, è la ricerca ciò che conta.
Si esagera perché si sente il bisogno di fare quel passo in più e anche se spesso noi che vediamo ridiamo, non è mai per malignità.
Anzi, c'è un tifo interiore quando si vede quel passo in più fatto perché così come gli attori sul palco devono essere in ascolto l'uno con l'altro, chi guarda, soprattutto se si è in un gruppo come questo, siamo in ascolto di chi sta recitando, cercando di capire cosa non ha funzionato per poi riferirlo.
Tutto per quel passo in più.

mercoledì 20 dicembre 2017

Teatro Accademia Marescotti (quarta parte)



Prima parte
Seconda parte
Terza parte



Sabato 16 e domenica 17 dicembre, ultimo weekend del Teatro Accademia Marescotti per il 2017


Sabato è incentrato sulla voce, prima con Valentina Cortesi cantante e insegnante di canto, e poi con Alessandra Frabetti, attrice e insegnante teatrale.
La prima ora è dedicata alla respirazione con Valentina Cortesi e all'inizio ci fa vedere un video delle corde vocali di un soprano lirico, vedendo così come si aprono quando sono rilassate, quando prende respiro e come vibrano quando si canta.


Valentina Cortesi
La foto è stata scattata durante il secondo weekend

giovedì 14 dicembre 2017

Teatro Accademia Marescotti (terza parte)


Make art not war 


Prima parte
Seconda parte


Due giorni interi con Ivano Marescotti sabato 9 e domenica 10 dicembre.
Due giorni dove si sono presentate le scene che sarebbero poi portate nello spettacolo finale.
Si impara facendo e osservando.
Si impara vedendo che cosa non funziona.





Perciò frasi possono essere ripetute quando ce n'è bisogno
Frasi come:

- Sedersi (dove non sia strettamente necessario) è autolimitante;
- Quando si fanno delle azioni come mangiare, bere ecc... sempre meglio farlo per davvero e non facendo finta;
- Non si fa un'azione in modo didascalico. Bisogna innanzitutto sentirla;
- Le battute nascono dalle azioni e non il contrario;
- Se si sbaglia, è il personaggio che sbaglia non chi lo interpreta;
- La direzione dello sguardo, così come dei gesti, deve essere chiara e precisa, mai vaga;
- Rispondere sempre alle 5 W (Who? Where? When? What? Why?) anche quando si tratta di comparse che in realtà sono personaggi essenziali e tutti quelli che compaiono sono protagonisti della loro vita in quel preciso momento.


Frasi utili non solo a chi sono dirette, ma a tutti perché può sempre capitare di incappare in quello sbaglio che non deve essere visto come un voto scritto con la penna rossa, ma come un'occasione di rivedersi

venerdì 24 novembre 2017

Un fiore per ogni ferita (Post per il 25 novembre)


Fiori, piccoli bottoni fragili della natura eppure... Ci sono fiori capaci di sbocciare in condizioni che potrebbero essere impossibili.
Dopo una violenza, si vorrebbe ritornare a come si era prima ma tutto questo è un'illusione. 
Lasciare spazio alla bellezza, al piacere e anche all'amore, soprattutto per sé.
Non succederà subito senza dubbio così come un fiore ha bisogno del suo tempo per sbocciare.
Ricongiungersi a sé, fare che quei fori della mappa strappata dell'anima diventino luoghi dove questi fiori possano attecchire con pazienza e tenacia.
Combattere non vuol solo dire stringere i denti, sferrare i pugni all'aria, far divenire di sangue gli occhi.
Combattere vuol dire anche guardare le proprie ferite, quelle cicatrici interiori che deturpano e poi accarezzarle, accoglierle.
Quanto tempo ci vorrà non lo so, dipende da ognuno. Ci potranno essere rallentamenti, passi indietro, ancora rabbia (che non va negata) ma alla fine il proprio giardino sboccerà e la vista sarà da mozzare il fiato.






foto di Guy Tal, prese da qui



giovedì 23 novembre 2017

Caccia al film

Da diverse settimane, Cannibal Kid di Pensieri cannibali e Mr. James Ford di White Russian chiedono nella loro rubrica delle uscite cinematografiche della settimana la collaborazione di altri blogger per rinverdire la loro rivalità e questa volta è toccato a me!
Sarò in grado di non patteggiare troppo per l'uno o per l'altro e di essere all'altezza del compito?



Flatliners – Linea mortale





Quindi stavolta tocca a me.
Sì.
D'accordo ma tu chi sei? Cannibal o Ford?




Alma: E cominciamo subito con una botta di vita, con i protagonisti che vogliono ritornare dalla morte. Perché? Rimanere vivi dopo la visione di alcuni film non è più valido? Dite che vedere questo film equivale a ritornare dalla morte? Forse Cannibal è più disposto a rischiare visto che ci sono Ellen Page e Nina Dobrev, ma ricorda: i benefici iniziali li dovrai pagare poi con gli interessi.

Cannibal Kid: Alma va subito a segno e dimostra di conoscermi bene. Guarderò questo film principalmente per Ellen Page e soprattutto per Nina Dobrev, ma non solo. Sono anche incuriosito dal confronto tra questo sequel/reboot e il film originale, un semi-cult anni '90, e in quanto semi-cult anni '90 probabilmente detestato da Ford che in quel periodo ha subito ingenti traumi. Peccato solo che, oltre al film nuovo, devo ancora recuperare quello vecchio e il tempo stringe!
Ford: non ho mai amato particolarmente il sopravvalutato originale anni novanta - il decennio cult di Cannibal del resto è il più sopravvalutato del Novecento - e questo remake pare riuscire nell'impresa di essere di gran lunga peggiore. Passo volentieri la palla al mio antagonista, mentre consiglio Alma di evitarlo come la peste.


lunedì 20 novembre 2017

Teatro Accademia Marescotti (seconda parte)



Prima parte


Sabato 18 novembre
La campanella suona per i ventiquattro allievi del TAM (Teatro Accademia Marescotti) e in questa giornata si è finito di vedere i monologhi di coloro che erano rimasti fuori la settimana scorsa.
Si chiede la presenza di un'altra persona, una comparsa, ma quando due persone sono in scena, anche se una ha un ruolo minore rispetto ad un altro, non esistono ruoli da sottovalutare.
A differenza del cinema, dove vengono usati molto spesso comparse per fare passanti, nel teatro tutti coloro che sono in scena hanno il loro ruolo, la loro storia. In quel preciso momento, chi è in scena, anche una comparsa, è un protagonista.
Inoltre, diversamente da un personaggio principale, chi ha poche scene, in special modo se ne ha una, ha poche chance di arrivare agli spettatori e se le sbaglia non può recuperare. Così si può anche voler portare a dimostrare a tutti i costi la propria bravura, ma questo porta ad esagerare.
Quindi anche una comparsa non deve essere sottovalutata così come chi ha un ruolo minore.
Non ci si deve sentire più o meno importanti dal quantitativo di battute che si ha. Non si recita con gli altri per competere, per dimostrare così il proprio valore. 


giovedì 16 novembre 2017

Teatro Accademia Marescotti (prima parte)


Sabato 11 novembre, si riparte.

Dopo aver concluso il 100 ore con Marescotti (qui il primo post), alcuni componenti dei due gruppi più altri nuovi sono riuniti insieme in un'unica classe (in tutto 24), quella del TAM (Teatro Accademia Marescotti) e stavolta non vede solo l'attore romagnolo come insegnante, ma altri lo accompagneranno.
Oltre a lui, c'è Cristiano Caldironi, direttore artistico e insegnante de Il Circolo degli Attori, ad occuparsi del corpo, Alessandra Frabetti, attrice e insegnante di recitazione, che si occuperà di dizione, Gianfranco Tondini, attore che già aveva aiutato per gli intermezzi tra una scena e l'altra nel 100 ore, per il rapporto con il testo e l'insegnante e cantante Valentina Cortesi per l'uso della voce.




lunedì 11 settembre 2017

Conferenza stampa del Teatro Accademia Marescotti

L'11 settembre alle 13 si è tenuta la conferenza stampa del Teatro Accademia Marescotti, chiamato anche il TAM, alla definitiva sede del Circolo degli Attori in via Sergio Cavina, 9 sotto il portico della Coop di Via Faentina.
Dopo il "100 ore con Marescotti" (qui la prima parte), che per 8 week-end ha impegnato due classi con l'attore romagnolo Ivano Marescotti realizzando infine uno spettacolo, ora si è giunti alla presentazione ufficiale della scuola.

Alla conferenza stampa hanno partecipato in ordine la direttrice operativa del Circolo degli Attori Deda Fiorini, l'attore e direttore artistico del Circolo degli Attori (nonché insegnante al TAM) Cristiano Caldironi, Ivano Marescotti, l'attore e insegnante al TAM Gianfranco Tondini, il sindaco di Ravenna Michele de Pascale e l'assessora alla Cultura Elsa Signorino.
Il tutto viene coadiuvato da Patrizia Cevoli, che si occupa dell'ufficio stampa del Circolo degli Attori ed è anche allieva del TAM



in primo piano: Gianfranco Tondini, Deda Fiorini, Cristiano Caldironi,
Ivano Marescotti, Michele de Pascale, Elsa Signorino


giovedì 6 luglio 2017

110 anni di Frida Kahlo

Frida Kahlo, la storpia... Frida Kahlo e l'incidente.
Quando si parla di lei, sembra che non esista altro così come il suo grande amore Diego Rivera e l'essere continuamente tradita da lui.
Se si guarda tutto ciò, si potrebbe solo vedere una vittima ma così non è.
Con una testarda voglia di vita, ha voluto ribadire la sua esistenza.
Il fantasma della morte la accompagnava e lei ha voluto renderla colorata.
Diceva di non essere una surrealista perché non dipingeva i suoi sogni, ma la sua realtà.
La ferita non viene decorata, ma esaltata anche con un sapore narcisistico.
Non bisogna dimenticare poi la sua amata cultura messicana e lei diventa una dea arcana con un viso quasi inespressivo nei suoi dipinti, una maschera che non impedisce agli occhi di fissare il suo interlocutore, richiedendogli la massima attenzione.

La prima volta che ho visto un suo dipinto è stato diversi anni fa, alle superiori, in un giornale molto prima del film con Salma Hayek, ma è grazie al film se ne parlava.
Questo è il dipinto, L'amoroso abbraccio dell'universo, realizzato nel 1949



giovedì 22 giugno 2017

Storie di ispirazioni

C'è una blogger di nome Anna Bernasconi (qui il suo blog) che mi segue e a me piace vedere i suoi lavori di pirografie, le sue foto.
Ebbene qualche giorno fa mi fa sapere che da tre foto condivise da me su Pinterest, si è sentita ispirata per un suo lavoro.
La mia felicità è grande e quando mi fa vedere le tre foto "incriminate", le rispondo "Saranno processati per delitto di ispirazione."

Ecco le tre immagini


di Ota Janecek



di Paul Ziska



di Claudia Moeckel (qui la foto per intero)



Ed ecco ciò che lei realizza:



Le bolle vanno verso il sole o dal sole provengano?
Ogni senso che si vuol dare è giusto.
Della realizzazione, Anna Bernasconi realizza questo post dove mi cita e tutto ciò mi rende orgogliosa perché poi le immagini non sono mie. Io le ho inserite su Pinterest ma non mi appartengono come è giusto che sia.
Inoltre ciò che mi rende orgogliosa è il titolo ovvero Riscoprire come si gioca e io adoro il momento del gioco, attività spensierata e allo stesso tempo presa molto sul serio dai bambini.
Tutto parte dal gioco e il riscoprire a giocare può portare ad esplorare nuove vie, nuovi modi.
E' come se dentro ci fosse quella spinta che dal gattonare, la stessa elevazione ci porta a stare su due piedi. Poi a cadere e ancora a rialzarci perché c'è una meta da raggiungere.


Grazie mille Anna di avermi reso partecipe. Grazie infinite.





P.S.: Metto questa nota a livello preventivo.
Qui non si tratta di plagio. Se vedete lei ha preso più elementi per realizzare la sua opera e in questo caso si può dire che si è ispirata per poi combinarli
Sarebbe stato un plagio se ne avesse preso uno solo.
Inoltre questo non vuol dire che lei non sia originale perché si rifà ad opere già realizzate. Tutta l'arte è un lavoro derivativo. Non c'è un'arte originale al 100% se appunto per originale intendiamo un'arte che è stata creata per prima.
Anche gli artisti più originali, più creativi hanno preso da altri, combinandoli e mettendoci del proprio.

venerdì 16 giugno 2017

La carica delle 101 bacheche di Pinterest



Ebbene sì: 101 bacheche.
No, non ho intenzione di stracciare nessun record.
Diciamo che se c'è qualcosa che mi interessa, mi chiedo: "Perché no?" e il più delle volte la risposta è "Perché sì."
Pronti a partire?
Ma prima, ecco gli altri post.
Non è necessario che li vediate tutti adesso.


Il magico meraviglioso mondo di Pinterest
Un anno con Pinterest
Benvenuta 50esima bacheca di Pinterest
5000 (e più) pin su Pinterest
Due anni con Pinterest
10.000 pin: tutte le mie board di Pinterest (prima e seconda parte)
3 anni con Pinterest


E ora via con le bacheche realizzate dopo l'ultimo post.
Come ho sempre fatto, sono inserite in ordine alfabetico.
Le immagini sono scelte da me.


Artemis/Selene/Hekate


Sulla luna avevo già realizzato questa bacheca dove ci sono immagini, (dipinti e foto), indicazioni astrologiche e  informazioni scientifiche su questo satellite argentato.
Alcune delle immagini ritraevano le dee (alcune anche di altre culture) e così ho pensato di realizzare una bacheca dove le tre dee erano assieme.
Proprio per non favorirne nessuna (ogni fase ha la sua importanza), ho inserito un'immagine che racchiudesse le tre dee e quindi un pensiero alla Fanciulla (Artemide), alla Madre (Selene) e alla Crona (Ecate).



venerdì 2 giugno 2017

Romeo e Giulietta. Forse de Il Circolo degli Attori

Romeo e Giulietta. Forse, spettacolo ispirato da William Shakespeare, riscritto da Davide Allevi e diretto da Christian Amadori
Con questa opera scespiriana, dopo Audizioni per Molto rumore per nulla e P.d.P (acronimo per Pene d'amor perdute), si è concluso il 30 maggio Il Circolo degli Attori
Come rendere appetibile una storia, una tragedia che la stragrande maggioranza conosce, anche se forse non l'ha mai vista?
Magari alcuni dettagli non si sapranno per esempio che Paride, il promesso sposo di Giulietta, viene ucciso da Romeo davanti alla cripta dei Capuleti, però comunque si conosce la sostanza.
Poi sull'amore di Romeo e Giulietta si potranno avere opinioni discordanti.
Di certo è qualcosa che tocca.
Nel titolo del nostro spettacolo c'è quel Forse.
Che cosa vorrà dire?
Si fa o non si fa Romeo e Giulietta?
Certo che si fa ma l'abbiamo tradita.
Tradita, per modo di dire.
Anzi, non tanto tradita.


Quando si pensa a Romeo e Giulietta, vengono in mente i due giovani amanti (prossima ai quattordici anni lei e poco più grande, forse sedici anni, lui)



di Frank Dicksee, 1884


Ma il fatto è che qui Romeo e Giulietta sono due adulti.
Questo cambiamento di età comporta anche un cambiamento tra le relazioni dei personaggi.
Già in passato si era realizzato un film dove i due protagonisti erano chiaramente degli adulti ovvero Giulietta e Romeo del 1936 diretto da George Cukor.
Ecco lo spezzone di dove si incontrano





I due protagonisti sono interpretati da Leslie Howard (noto soprattutto per aver interpretato Ashley Wilkes in Via col vento) e Norma Shearer. Rispettivamente avevano, al momento in cui il film è uscito, 43 e 34 anni. Si vede troppo che non sono giovani e anche se avessero voluto fare una versione in cui Romeo e Giulietta erano più grandi, non potevano recitare come fossero due ragazzi adolescenti.
Chi è adulto si affaccia a un nuovo amore con intenzioni diverse rispetto a un fanciullo.
Un adulto può anche "incretinirsi" (in senso affettuoso) per l'amore ma rimane comunque un adulto.
Un altro importante cambiamento è il fatto che la storia sia ambientata durante gli anni '70, questo anche un po' per tenere conto del linguaggio arcaico, anche se molte frasi sono state ridotte, cambiate mantenendo però lo spirito.

Il testo è stato riscritto da Davide Allevi portando le modifiche necessarie, cercando di mantenere il linguaggio arcaico ma non troppo.
Lo spettacolo sarebbe stato diretto da lui ma poi ha accettato un lavoro in Spagna quindi è arrivato Christian Amadori. Non si è trattato di un addio questo, ma di un arrivederci.
Prima delle prove, Christian Amadori ci ha spiegato il linguaggio di Shakespeare. Non ci sono sottotesti, ciò che viene detto è quello che si vuol dire. E' come avere il petto aperto, lo stomaco aperto. Tutto viene fatto risuonare, anche con brutalità.
Avere a che fare con il teatro scespiriano è impastarsi le mani direttamente con le debolezze umane (e così le forze), anche quando si tratta di commedie.
Inoltre le opere scespiriane sono visive. C'è un pensiero dopo un altro. Anzi, c'è un'immagine dopo un'altra nelle frasi di Shakespeare.
Vi racconterò lo spettacolo grazie alle foto realizzate da Chiara Roncuzzi e Deda Fiorini, rispettivamente insegnante e direttrice operativa del Circolo.
Le foto si distinguono perché quelle di Deda Fiorini hanno a destra la data e l'orario.
Molte sono state fatte durante l'ultima prova.
Inoltre ci saranno anche le musiche e le canzoni usate per lo spettacolo.
Ascoltatele, soprattutto se non le conoscete, perché sono un aiuto in più per godersi lo spettacolo.


Ora possiamo cominciare.



lunedì 22 maggio 2017

Wassily Kandinsky: i colori come suoni

Wassily Kandinsky, pittore russo, nato a Mosca nel 1866 e morto a Neuilly-sur-Seine nel 1944, viene ricordato soprattutto per il suo contributo nell'arte astratta (per vedere sue opere, andate pure su Artsy), ma non solo.
Il colore, usato nella loro forma pura, ha assunto un carattere particolare.


Nel 1911, dopo aver ascoltato a Monaco il Quartetto di archi n°2 di Arnold Schönberg, Kandinsky realizza il dipinto, la trasposizione grafica di ciò che ha sentito.






Impression III (Concerto)


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