domenica 19 ottobre 2014

Un anno con Pinterest

E ormai è quasi passato un anno da quando ho aperto Pinterest.
Da quando per via di un corso d'illustrazione mi è venuta voglia di iscrivermi.
Più che voglia, febbre visto che Pinterest stesso mi raccomandava all'inizio di non pinnare troppe immagini nonostante apprezzasse il mio entusiasmo (come ho raccontato qui all'inizio).
E un anno dopo?

Beh, questo è un invito alle mie 39 bacheche.
Ecco la mia board
Ma vediamo una bacheca per una con l'immagine che è stata più condivisa.




Alchemical Illustrations 
37 Pin, 46 Followers


Le illustrazioni alchemiche hanno un grande fascino per me per il loro profondo significato.
Mi piacciono per come le creature appaiano così fantastiche come se non ci fossero confini.



Madre Terra che allatta il Lapis da Atalanta fugiens di Michael Maier, 1618


venerdì 17 ottobre 2014

Ravenna non ce l'ha fatta. Noi ci siamo ancora ;)

E così non ce l'abbiamo fatta.
Ha vinto la nostra grande avversaria: Matera.
Dopo un'attesa estenuante, il risultato è questo.





Ovviamente la delusione è enorme perché sì, abbiamo fatto. Ci siamo messi in gioco (anche letteralmente :D ) e oltre alla delusione, che devo dire?
Non rinnego niente.
Io sto ancora con Ravenna e spero che anche altri miei concittadini lo facciano.
Che ancora ricordino questo percorso perché in questo abbiamo già vinto e immagino che sia lo stesso anche per le altre città.

Ecco qui alcuni dei miei post dedicati a Ravenna:


lunedì 13 ottobre 2014

Ravenna Capitale Europea della Cultura 2019? Intanto gioia!


13 ottobre 2014, Piazza del Popolo
Accoglienza dei giurati



E così è stato.
Tutto il lavoro che si è potuto fare è stato fatto.
Tutto quello che si poteva mettere in gioco è stato fatto.
Ecco la parola. Gioco
Gioco come creatività, sorrisi e colore.
Eppure dietro questa parola c'è un grosso impegno partito esattamente 7 anni fa.


E così ieri sono venuti alcuni componenti della commissione a Ravenna che decideranno poi quale città (Cagliari, Lecce, Matera, Perugia-Assisi, Ravenna e Siena) sarà la definitiva Capitale Europea della Cultura 2019.
I giurati sono andati al Teatro Socjale di Piangipane dove la commissione ha imparato a chiudere i cappelletti. Sono stati a Lido Adriano al Cisim (ex scuola di mosaico) e ora luogo dove si praticano diverse attività e laboratori così come in altri luoghi per poi essere accolti dai bambini e ragazzi della Non-Scuola, guidati da Martinelli, e musicisti in Piazza del Popolo
E' stata una parata gioiosa e alla fine sono arrivati in Piazza San Francesco dove era in corso il Ravennopoli





 foto di Maya Chirico


venerdì 10 ottobre 2014

Giornata Mondiale della Salute Mentale

Quando si parla di salute, ci si preoccupa molto di quella fisica.
Quella invece mentale e psicologica sembra invece un'invenzione dell'ultimo secolo, qualcosa da esseri deboli, che non hanno spina dorsale oppure da sfigati.
Inoltre se un male fisico è di origine psicosomatica, allora te lo stai inventando.
Tutte scuse. (Che poi molti mali di origine fisiologica vengano confusi come psicosomatici, quello è tutto un altro discorso)
Oggi è la Giornata Mondiale della Salute Mentale, qualcosa di cui tenere conto.











(partite da 4:20. All'inizio c'è tutta una storia sulla rivista)







P.S.: Qui viene raffigurata la depressione. C'è anche da dire che spesso la depressione viene confusa con un periodo giù che può capitare a chiunque.
E poi ovviamente c'è tanto altro.
P.P.S.: Qualcuno forse contesterà con quello che dico, ma lasciatemelo dire. Se volete approcciarvi sulle malattie mentali e psicologiche, "La solitudine dei numeri primi" non è il libro adatto semplicemente perché l'autore non sa di quello che parla.
Se volete leggere dei libri, vi consiglio quelli di Torey L. Hayden, la maestra dei cosiddetti "casi impossibili"
Questo è il suo primo libro.


 

martedì 7 ottobre 2014

Ravenna Capitale Europea della Cultura 2019? Le cinque tracce

Mancano pochissimi giorni. Sia alla visita dei componenti della giuria sia alla decisione finale.
Adesso, tra altri eventi che si stanno avvicinando come il Komikazen che c'è questo fine settimana, si pensa proprio alla visita dei giurati e la si pensa come una sfilata festosa.
Se c'è una parola che può sintetizzare questo processo verso la conquista del titolo è: comunità.
Si è cercato di dare spazio ai semplici cittadini, di renderli partecipi di questo evento.
Anche chi magari era contrario o contrariato da questa iniziativa, comunque il solo parlarne lo rendeva partecipe.
Per prima vi condurrò nelle cinque tracce che delineano questo progetto con delle immagini e miei pensieri creati per l'occasione.
Intanto qui potete leggere il dossier finale della candidatura.



Di soglia in soglia




 di Patrick Coin

Attraversare più soglie e rimanere gli stessi. Anzi, attraversare per rimanere se stessi. Per continuare il cammino perché se no si muore


giovedì 2 ottobre 2014

Il velo e la donna

Se vi parlo di una donna che porta il velo che cosa pensate?
Di solito i pensieri vanno o a una suora o a una sposa o una donna musulmana.
Quindi donne che per dovere o piacere indossano il velo.
Se poi andiamo alla donna musulmana, i pareri trasbordano e non importa che il viso si veda o no.
Comunque si pensa a una donna sottomessa, non libera di mostrare la propria testa.
Ebbene la storia della donna è piena di veli sin dai tempi antichi e ogni volta aveva un significato importante.
Anzi il velo poteva testimoniare il suo ruolo nella società, la sua importanza, la sua età, la sua libertà.





Si tratta di una foto di Darla Teagarden e l'altra l'avrete riconosciuta senz'altro.
Vi sembra un accostamento azzardato?
Una sorta di sacro e profano?
Per niente.
Il velo, che simboleggi la sensualità e la l'immacolatezza, ha sempre la stessa importanza.
Tanti veli (metaforici e fisici) costellano la vita di ogni donna.
Anche la luna e l'acqua sono simboleggiati dal velo.


martedì 30 settembre 2014

Ascoltare il mondo

Qualche giorno fa mi sono imbattuta in un sito dove si parlava dei dipinti di Iris Halmshaw, molto apprezzati.





La cosa straordinaria è che la pittrice è una bambina che ha adesso 5 anni



La cosa ancora più straordinaria è che questa bambina è autistica.


giovedì 25 settembre 2014

Moon child

Sarei potuta nascere albero. Oppure uno qualsiasi degli animali della Terra. Oppure una splendente pietra.
Tutto il mondo richiamava a gran voce la mia nascita.
I rami chiesero al vento di farli ondeggiare, gli uccelli volarono in circolo e le pietre cercavano di mandare messaggi luminosi.
Tutto il mondo chiedeva alla luna: "Da' a me quel seme. Io lo crescerò con la massima cura."
Così la luna, di fronte a tutte quelle richieste, decise di liberare il mio seme che sarebbe andato a chi l'avesse preso per primo.
Tutto il mondo rimase estasiato. Sarei stata amata ma dall'alto di un faro, una coppia illuminò il mio seme con una luce fasulla e lo catturò.
Così io sono nata umana e quando guardo quello che sarei potuta essere, mi rammarico di non esserlo.
Quando mi potrò sentire a casa?



Bambino d'acqua e la luna di Jessie Willcox Smith

 
Queste parole erano rinchiuse dentro di me da diversi anni e le ho scritte per una di quelle tante storie che ho iniziato e mai finite.
Un senso di estraneità che sentivo quasi come se mi affliggesse, un disagio che provavo molte volte e la miglior soluzione era quella di andarsene da quel luogo e così mi sono immaginata questa nascita.
Sentirsi terrestre e aliena allo stesso tempo.

domenica 21 settembre 2014

Un ricordo arcaico di infanzia

Avete dei ricordi d'infanzia che vi sembrano appartenere a un tempo molto più antico?
C'è questo mio ricordo di me e mia nonna materna che, crescendo, ha acquistato sempre più importanza per me.
All'apparenza può sembrare banale, ma ha in sé un significato molto profondo.
Potete immaginare come, avendo avuto nonne romagnole, e stando quasi sempre coi nonni materni, io abbia assistito tante volte e guardato mia nonna che cucinava. 
La vedevo fare la pasta in casa (ogni tanto faceva piegare anche a me i tortellini) ma c'era un atto che era quello che facevo sempre e mi piaceva un sacco.
Da un piatto con chicchi di riso, dividevo il riso buono da quello cattivo.
Ora, se vi piacciono le fiabe e le avete sempre lette, questo atto vi sembrerà familiare.
Infatti accadeva spesso nelle fiabe che al o alla protagonista veniva chiesta questa prova dalla vecchia.
Questa prova però era impossibile da ultimare perché di riso ce n'era un sacco.
E così succedeva che venivano fuori gli Aiutanti ovvero altre entità che prendevano il posto del bambino o bambina e lo ultimavano. 
Potevano essere animali umili come formiche o topi oppure oggetti come la bambola di Vassilissa.
Può essere riso o frumento o grano, sempre chicchi piccoli.
Ma cosa significa separare il buono dal guasto?
E qua mi affido a Donne che corrono coi lupi della Clarissa Pinkola Estés.
Ebbene, parlando appunto della fiaba di Vassilissa, spiega questo atto.
(...) Il frumento buono, quello toccato dalla ruggine, i semi di papavero e l'immondizia sono tutti resti di un'antica farmacopea. Queste sostanze sono usate come balsami, unguenti, infusioni e impiastri per trattenere altre medicine sul corpo. Come metafore, sono anche medicine per la mente; alcune nutrono, altre danno il riposo, alcune provocano languore e altre stimolano. Sono sfaccettature dei cicli Vita/Morte/Vita,. Baba Jaga non soltanto chiede a Vassilissa di separare questo da quello, di sapere la differenza tra cose dello stesso genere - come tra il vero amore e il falso amore o fra la vita che nutre e la vita distrutta - ma le chiede anche di distinguere una medicina dall'altra.
Come i sogni, che si possono comprendere a livello oggettivo ma trattengono comunque una realtà soggettiva, questi elementi di cibo/medicina sono una guida simbolica. Come Vassilissa, dobbiamo selezionare gli aspetti psichici curativi, selezionare per comprendere che il cibo per la psiche è anche medicina per la psiche e spremere la verità, l'essenza da questi elementi per trarne nutrimento (...)


Qualche giorno fa poi un amico mi ha inviato un video tratto dal film 8 e 1/2 di Federico Fellini e c'era un ricordo d'infanzia scatenato da delle parole senza senso ovvero Asa-Nisi-Masa.





Non avendo mai visto il film, ma lo farò, mi ritrovo davanti ad una scena che magari ho percepito diversamente da quello che era l'intento del regista.
Ecco, mi sembra quasi di ritrovare la stessa sensazione di me e i chicchi di riso, lo stesso ricordo arcaico, quasi mitologico.


Sempre ritornando al mio ricordo, non credo che mia nonna avesse intenzione di farmi capire ciò che intende la Estés (oppure non lo so). Immagino volesse condividere con me un momento, ma credo si tratti anche di un passaggio. Immagino che anche lei da bambina avesse fatto lo stesso e così ancora e ancora e ancora nel passato.
Un legame che si sta instaurando e la Donna Antica si sta risvegliando.



Avete anche voi dei ricordi simili?



Asa-Nisi-Masa! Asa-Nisi-Masa! Asa-Nisi-Masa!
(vai qui per leggere il significato junghiano legato al puer aeternus di 8 e 1/2)


P.S.: Ci sono altre fiabe dove la prova invece consiste di raccogliere tutto il riso o altro.
P.P.S.: Non ho trovato illustrazioni che possano raccontare questo atto però desidero condividere questa foto che, anche se non parla di separazione di cereali o di raccoglierli tutti, la trovo esemplare.



Il legame per esempio tra Vassilissa e Baba Jaga è differente tra quello tra la strega e Hansel e Gretel.
Seppur terribili entrambi, Baba Jaga educa Vassilissa mentre invece la strega di Hansel e Gretel desidera distruggerli.
I due bambini non si rafforzano grazie a lei, ma come conseguenza di una volontà di sopravvivere.
Vassilissa è conscia del cammino che sta percorrendo.
E' come se fosse un'iniziata.


martedì 16 settembre 2014

Un anno con Kai

E così il 14 è passato un anno da quando Kai è qui con noi.
Chi è Kai? E' un cane e se ho aspettato un anno prima di parlarne è perché ha una storia un po' complessa come un po' tutti i cani che provengono dal posto da dove l'abbiamo preso: il canile.
A dir la verità ho accennato di lui nell'ultimo post del dicembre scorso.
Per me è la prima volta che tengo un cane in casa.
Il primo cane in famiglia era quello dei miei nonni, un bastardino che si chiamava Kim, morto quando io ero ai primi anni delle elementari.
Al canile c'è andata prima mia madre e disse di aver trovato il cane per lei.
Possiamo dire che si è trattato di innamoramento a prima vista.
Ci andai anch'io al canile assieme a mio fratello e alla sua morosa.

Immagino che il primo impatto con il canile sia stato attraverso questa scena.




Ciò che c'era era molto peggio.

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