mercoledì 16 aprile 2014

Fiera dell'Illustrazione per l'Infanzia di Bologna 2014

Se vi chiedete perché questo ritardo leggete la premessa di questo post



Il 25 marzo sono andata a Bologna per la Fiera di Illustrazione ed eccomi qua!!!





Esposizione mio quadro al Vernice Art Fair di Forlì

Premessa: Innanzitutto mi scuso per il ritardo colossale, non dipeso da mia volontà. 
Il mio computer ha deciso di proibirmi alcune cose tra il quale scrivere post e guardare serenamente su Youtube.
In questo momento sto scrivendo dalla biblioteca.
Non so quando le cose si aggiusteranno.
Forse quando riuscirò a convincere il computer che l'ha vinta lui, ma forse mi sto imbattendo contro un discendente di HAL 9000.




E così il 21 marzo sono andata all'inaugurazione della Vernice Art Fair di Forlì dove, come avevo già preannunciato qui, un mio quadro è stato esposto.

Iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii


Dire che ero in fibrillazione per la felicità è dire poco.
Magari non avrò saltellato lungo la fiera come una vispa Teresa (ci mancava poco) però dentro di me sì!!!

La mia mente era già andata a mille ancora prima che fossi arrivata a Forlì e quando sono andata alla fiera in taxi, mi sono sentita tanto diva in una limousine!
Giusto per dire come ero messa.

Comunque eccovi le foto





sabato 29 marzo 2014

Indossare la maschera di Aulonia



un sogno di Aulonia


L'altro ieri sera mi sono unita a un corso di teatro e il bello è che stato tutto una sorpresa nel senso che quel pomeriggio non mi sarei aspettata ciò.
Uno degli esercizi che ci hanno fatto fare è stata quella di camminare indossando la maschera di un mestiere o di un personaggio, esistente oppure da film ecc...
Io ho pensato "Potrei impersonare Aulonia nella fase iniziale della storia."
E così ho fatto.
Ho indossato la sua maschera.
Finora non l'avevo mai fatto, la sentivo dentro di me e questo mi bastava. La disegnavo, scrivevo di lei sentendola dentro di me.
Ma la curiosità di indossare davvero le sue "vesti" ed esternarla agli altri è stata quasi una funzione catartica.
Abbiamo avuto del tempo per pensare a come dovevano essere le braccia, le mani, lo sguardo... Tutto.
Piano piano dovevamo indossare la sua maschera, a fasi.

lunedì 17 marzo 2014

Marzo pazzerello, news pazzerelle per me

La Primavera sta per arrivare, almeno secondo il calendario, e io non vedo l'ora.
Primavera, risveglio.
Due notizie per me.


Proprio il 21 ci sarà l'inaugurazione della Vernice Art Fair a Forlì e io ci sono!!!!!!!!!!!!!!

Espongo!!!!!!!!!!!!!!

Com'è successo?
Allora un pomeriggio di qualche settimana fa si stava discutendo in macchina riguardo ai miei dipinti, a cosa si potrebbe fare.
Io? Ascoltavo.
Ritorno a casa, accendo Internet, guardo le e-mail e ne vedo una che porta come oggetto "SPECIALE EMILIA ROMAGNA"
La controllo e non sto più in me dalla gioia, ma prima preferisco controllare che chi mi ha mandato l'e-mail non sia una che abbia cattive intenzioni.
Controllo e no... non trovo niente.
Okay, dentro di me posso urlare dalla gioia.
In pratica si tratta di partecipare a un'esposizione di artisti emiliani-romagnoli dentro la fiera di Forlì con un mio quadro.
C'è anche la possibilità di essere sulla rivista.
Non ho mai visitato la Fiera, ma quando l'ho letta ho capito di cosa si tratta.
E' una fiera italiana sull'arte contemporanea (qui il sito) e si tiene dal 21 al 23.
Io ci andrò proprio il primo giorno.
Le ho mandato alcuni link dei miei dipinti e alla fine ecco qua:



Tutti mi ammireranno, tutti dovranno sottostare al mio splendore!
Buahahahahaha

martedì 11 marzo 2014

5° compleanno di Farfalle eterne (+ giveaway)

11 marzo.
Sono cinque anni ormai che questo blog è vivo.
E' un piccolo blog questo.
A volte guardo altri blog e ammetto che certe volte ne sono invidiosa, di quante persone li seguono, di quanti commenti ci sono.
Poi c'è chi mi scrive, chi mi ringrazia, chi mi chiede com'è successo recentemente.
C'è anche chi mi dice che ha trovato utile il mio blog per la sua tesi (per esempio sulle fiabe).
C'è anche chi mi ha chiesto di usare delle mie frasi per degli interventi universitari.
C'è chi ha chiesto informazioni sulla mia tesi perché era interessato sul rapporto pittura-teatro.
E allora, come faccio a non volergli bene?
Quell'invidia iniziale sparisce e diventa più che altro voglia di raggiungere più persone e di essere raggiunta.
Quindi c'è una piccola sorpresa per i miei lettori per questo quinto compleanno.
Ebbene, il 28 gennaio 2014 Aulonia ha compiuto 3 anni e proprio nel momento del compleanno stava per arrivare alle 5000 visualizzazioni (il mio piccolo grande blog di Aulonia)
Quindi pensavo di realizzare qualcosa, un'illustrazione.
Solo che il punto della questione è "Cosa fare?"
Sono davvero andata in tilt tanto che le settimane si sono prolungate.
Qualche giorno fa mi sono detta "Ohi Elena, fra un po' si avvicina il quinto compleanno di Farfalle eterne. Uniamo i due compleanni."
E così sono andata avanti finché ho iniziato un'illustrazione.
Ma mi sono resa conto di essere indietro quindi ho pensato di fare un semplice ritratto di Aulonia/Zoe.




Non pensiate che sia stato facile. Non tanto il disegno, ma il come dovevo realizzarlo, che viso darle.
Comunque ecco il mio giveaway.

Lascia un commento al nuovo post di Aulonia, il cinquantesimo.

Scadenza: 24 marzo alle 19


Farò un'estrazione e il vincitore riceverà il ritratto di Aulonia/Zoe con dedica.

Vi prego di diffondere questo giveaway. Grazie mille.




Studio surrealista con mani e farfalla di Peter Rose Pulham, 1930s



Grazie mille a tutti voi, grazie infinite. 
Sono sincera.
Spero che mi seguirete ancora e spero che altre persone ci saranno vogliose di entrare tra le farfalle.
Come dico sempre "Siete i benvenuti."

Elena


P.S.: C'è stato anche uno che mi ha mandato un'e-mail dicendomi che non era d'accordo con me per quanto riguarda la canzone "Romagna mia" (per farla in breve: non mi piace). Gli ho rinnovato i miei motivi e l'ho ringraziato per l'e-mail.



Aggiornamento 24 marzo 2014:
L'estrazione ha avuto luogo e tra i quattro che hanno commentato il post di Aulonia, l'estratto è Obsidian M.
Ringrazio caldamente gli altri tre ovvero Marco Goi, Romina Tamerici e Veggie.
Grazie mille a tutti voi.

venerdì 7 marzo 2014

I cinque malfatti di Beatrice Alemagna




Personalmente, non avevo mai letto niente prima di Beatrice Alemagna, autrice e illustratrice.
Avevo letto di lei diverse volte sul blog di Anna Castagnoli Le figure dei libri e notavo quanto colore c'era, quelle forme così piene e gioiosamente infantili.
Ma attenzione, perché si potrebbe cadere nel malinteso che quel modo di disegnare sia scioccamente puerile, senza alcuna importanza.
Leggendo di lei, guardando le sue illustrazioni sul bambino mi sembrava di conoscerla.
Poi ho visto questa foto di lei e bum! E' stato innamoramento a prima vista.



(vista anche qui assieme ad un'intervista)


Quello sguardo così lieve e tutto sembra essere sostenuto da un filo leggero, senza alcun sforzo.
Così, semplicemente così.

Quando lessi due giorni fa qui sempre su Le figure dei libri del suo nuovo libro, I cinque malfatti edito da Topipittori, e vedendo le illustrazioni beh mi sono detta che non potevo aspettare. Dovevo prenderlo, assolutamente.
Così oggi, anche se mi sentivo che tutto il mondo stesse girando al contrario di come lo sentivo io, anche se c'era già un sole primaverile e mio sentivo ancora rinchiusa in inverno, sono andata a prenderlo.
Avete guardato le illustrazioni del post?
Fatto?

Che cosa posso dire?
Che l'ho abbracciato, ho abbracciato il libro ritornando quella bambina malfatta che ero, perfettamente malfatta, che arrivava sempre tardi sulle cose, che non capiva, che si sentiva un'aliena, perfettamente diversa, estranea agli altri.
Ho pensato che se avessi avuto questo libro nella mia infanzia, mi sarei sentita rincuorata, non mi sarei sentita fuori posto.
E' come se volesse dire "Non ti preoccupare. Non c'è niente che non va in te."
Ed è riuscito a parlare con me anche adesso che sono cresciuta.
Mi sono davvero commossa alla fine tanto che la mia vista si è offuscata.
Il mondo di Beatrice è fatto di elementi fragili, di sorrisi che fanno tremare la bocca in un sussulto e di risate consulte, sguaiate e impertinenti.
Avevo già visto la rappresentazione del Perfetto nel post. 
Vederlo dal vivo con le due pagine tra le mani è stato ancora più intenso.
Con quei capelli che sembrano un grosso gomitolo di lana, una piramide per naso... A vederlo non mi sembrava troppo perfetto eppure quell'atteggiamento di superiorità così plateale fa ridere. Non si può resistere.
E la fine è assolutamente deliziosa tanto che ho voltato pagina e non ho trovato più niente e mi stavo dicendo "Cosa?!? Io ne voglio sapere di più!"
Ho riletto la pagina finale più attentamente e alla fine mi sono detta che andava bene così, che non c'era nient'altro da dire.
Insomma, un libro che consiglio altamente!!!
E poi dovevo capire di che libro si trattava, di cosa voleva dirmi perché poco prima di rientrare in casa...


E' un segreto :)



Vi lascio però con questo video:




Un bacio a tutti voi, a tutti quelli che si sentono malfatti, dei "cosi" perché ancora non sono riusciti a darsi una definizione.
E sapete una cosa?
Di darmi una definizione precisa non ne ho la benché minima idea.


Aggiornamento 20 marzo 2014:
Oggi Beatrice Alemagna è stata in un programma televisivo "Pane quotidiano" a presentare appunto questo suo libro. Potete vederla qui.
Guardatelo perché merita.
Oltre a lei c'è anche Giovanni Nucci, che ha adattato Ulisse apposta per i bambini rendendo chiara a loro la storia.

giovedì 6 marzo 2014

La Bella e la Bestia (2014): recensione e analisi della fiaba


Ho l'impressione che qui non si parlerà solo di noi.
Che ci volete fare, Bestia? Questa qua è una patita delle fiabe


La prima volta che conobbi la fiaba de La Bella e la Bestia, a quanto io mi possa ricordare, fu con la versione delle Fiabe Sonore, molto attendibile, ovviamente escludendo le canzoni, alla fiaba originaria.
Ricordo ancora adesso l'enorme e profonda tristezza che mi provocò il grido di dolore della Bestia quando, per l'ennesima volta, Belle rifiutò di sposarlo.
Se il russare del lupo de Cappuccetto Rosso nelle Fiabe del Beccogiallo, dopo che lui aveva mangiato nonna e nipotina, mi faceva sentire paura, quel ruggito così potente della Bestia mi faceva sentire triste.
Poi ovviamente, ci fu l'uscita della versione disneyana che andai a vedere al cinema.
La cosa che più mi piacque in assoluto è il tempo, la concezione del tempo tra Belle e la Bestia nel conoscersi.
Infine trovai la fiaba originale, quella arrivata da noi ovvero la versione di Madame Jeanne-Marie Leprince de Beaumont che, tra tutte le versioni di tale fiaba, si parla anche di Giambattista Basile, è la più nota.
E infine guardai la versione cinematografica di Jean Cocteau (potete vederla anche voi qui con la prima parte).



Inoltre non bisogna dimenticare il mito greco Amore e Psiche al quale questa fiaba, e non solo, deve molto.
Insomma, con tutto questo bagaglio di versioni, come mi sono approcciata all'ultima?
Innanzitutto, so perfettamente che qualche "tradimento" ci sta bene se è in linea con tutto il resto.
A differenza di Maleficent (film che dovrebbe uscire a breve in Italia con Angelina Jolie che interpreta Malefica, la stessa della versione disneyana de La Bella Addormentata nel Bosco), questa versione de La Bella e la Bestia sembra occhieggiare alla versione originale.
Vedendo il trailer italiano alcune settimane fa, alcuni sembravano dire "Ohhh, finalmente avremo la versione originale" e "...Ma Belle non è bionda!!!"
Oddio mio, la Belle di questo film è bionda?!? 
Siamo perduti, rovinati, bruciamo il film, questo film è indegno di esistere!!!
Nella versione originale della fiaba, niente fa presupporre che Belle sia castana o bruna. Si sa soltanto che era bella e gentile a differenza delle sue sorelle che erano belle sì e tremendamente invidiose, gelose e che si lamentavano per ogni cosa.
Inoltre, un'altra cosa estremamente affascinante della Bestia è che non viene mai descritto il suo aspetto. 
Non si sa che animale sia. Si sa solo che è una Bestia mostruosa.
La fantasia degli illustratori, di fronte al dare un aspetto a questa Bestia, si è sbizzarrita.






di Angela Barrett


martedì 4 marzo 2014

Leonardo di Caprio e... Quanto può valere un premio?



Io sono una leggenda.
Con o senza Oscar


L'anno scorso realizzai un post omaggio per Leonardo di Caprio in virtù della sua mancata nomination e parlavo dei suoi film che ho visto.
Quest'anno ha ricevuto la sua quarta nomination dopo quella da attore da non protagonista per Buon compleanno Mr.Grape (1993), quelle da miglior attore protagonista per The Aviator (2004), Blood Diamonds (2006) e appunto per The Wolf of Wall Street (2013) senza contare che in quest'ultimo film, lui era candidato anche per il miglior film visto che ne era il produttore.
Come saprete tutti, lui non ha vinto e oltre al grido di Ecchecavolo! La maledizione continua, il web si è sbizzarrito nel produrre dei meme (qui ne potete vedere alcune), delle immagini sulla sua mancata vittoria dove lo si vede sofferente per questo amore a lungo agognato e lui viene visto solo come un amico.
A parte le risate, c'è da chiedersi se DiCaprio sia diventato lo zimbello con quelle immagini che dicono "Poverino, poverino, l'Oscar non glielo danno."
L'ironia ci sta. 
E' solamente il giorno dopo e si sa quanto il web ami sbizzarrirsi però, come spesso si è visto, a diversi utenti del web ci vuole poco che prendono la mano e quindi non ci vuole niente che Di Caprio diventi uno zimbello. Onestamente trovo che questa figura da Calimero degli Oscar non credo che gli calzi.
Anch'io concordo che lui se li merita ampiamente però quanto può valere un premio?
Davvero un premio può stabilire quello che siamo?
A Stanley Kubrick, uno dei più grandi registi che ci siano mai stati, non hanno mai dato un Oscar per il miglior film o miglior regista e gli hanno persino dato un Razzie Award come Peggior Regista per Shining.


Mmmh... 
Vedo che mi rifileranno una cazzata.
Che importa? Io sono Dio.


Tantissime personalità non hanno ricevuto l'Oscar per le loro opere migliori.
Martin Scorsese ne ha ricevuto uno per la miglior regia per The Departed quando negli anni precedenti ha realizzato opere anche migliori.


Leo, ho vinto!!!!!!
E non è neanche quello alla carriera!!!!

Orson Welles non vinse mai un Oscar per Quarto Potere (il film vinse per la miglior sceneggiatura originale che non era sua), Charlie Chaplin vinse degli Oscar onorari assieme a quello per la colonna sonora mai come regista o per il miglior film, Hitchcock ne vinse uno alla carriera.
I premi possono far piacere ma non sono tutto, non sono un metro di giudizio.
Si realizzano opere per esprimere se stessi, non tanto per un agognato premio.
Quello viene dopo se viene e se non viene, non vuol dire che si ha fallito.
Di Caprio non sarà un attore inferiore e di certo non è un fallito.
La vita non può basarsi su una corsa ad ostacolo, non è un acchiapparello per i riconoscimenti.
Purtroppo nel mondo dell'arte e dello show business non si viene giudicati per l'opera in sé, ma per quanti premi si sono vinti, quanti soldi sono stati fatti (quante volte ho sentito di un artista che non mi piace al quale si risponde che ha fatto tali soldi, ha vinto tali premi come appunto se fossero il solo e unico metro di giudizio).
Uno dei ruoli più amati di Di Caprio è quello del ritardato mentale Arnie Grape dove lui prese, a 19 anni, la sua prima nomination. 



Sentiranno ancora parlare di me.
Buahahhahahah


Era così convincente che alcuni credettero che non stesse recitando. Quel film non fu un gran successo come molti suoi prima di Romeo e Giulietta eppure sono tappe importanti che l'hanno portato a farlo conoscere come attore.
Pochi possono dire di essere sopravvissuti a un film evento. 
Pochissimi possono dire di essersi scrollati i panni del ruolo che lo ha portato alla fama.
E lui, in questo caso, ha già vinto.
E con questo non sto dicendo che i premi, se capitano, bisogna rifiutarli.
Solamente di avere una tale fiducia nei propri confronti, la consapevolezza di aver creato, realizzato qualcosa di grandioso che un premio non te la fa smantellare. 
Anche perché non è che ricevere un premio, o comunque realizzare un successo, sia una cosa facile. Si può vivere nell'ansia di fare qualcosa che lo eguagli o anzi lo superi.
Si vive con l'ansia di superare se stessi.
La voglia di crescere è pressoché positiva se non diventa un'ossessione.
Quest'ansia può portare ad un'esagerazione, a un sovraeccitamento e il risultato può essere anche contrario a quello che si aspettava.
Oppure anche l'ansia di voler accontentare quelli che ti guardano e ti scrutano con il risultato che si può agire proprio per loro e non per se stessi.
Cosa succede il più delle volte?
Il prodotto finale non è all'altezza delle aspettative.
Io davvero non riesco a capire quando si chiede a tutta forza a un qualsiasi autore di qualsiasi campo di realizzare per forza un'opera e magari che sia all'altezza di un suo grande successo.
E a tutti quelli che ormai credono che lui sia diventato un zimbello, io dico soltanto che desidero vederlo recitare nel suo prossimo film, voglio davvero vedere l'attore che è in lui come ha sempre fatto, non solo la star
Spero che lui continui a fare film non tanto per vincere l'agognato Oscar, ma solo per se stesso come attore.
Spero che negli anni dia performances ancora migliori, che scelga ruoli coraggiosi come ha fatto.

E alla fine vediamo chi ride.




Ti do la mia benedizione

sabato 1 marzo 2014

L'eretica (mio spettacolo teatrale)



(il quadro che uso come manifesto)


FINALMENTE!!!!!!





L'eretica è il mio primo spettacolo teatrale da me ideato, scritto, interpretato e diretto, portato la prima volta in scena nella rassegna teatrale Ravenna viso-in-aria il 22 maggio del 2010 filmato dal "Progetto Cavur" (grazie Bruno Moroni!) per il Ravenna Studenti.
In più ringrazio Federica Maglioni per il mixaggio musica e voce.
L'inizio è un po' interrotto se notate bene.
Al testo ho poi apportato qualche leggera modifica che, a detta di chi l'ha vista tutte e due le volte, hanno apportato dei miglioramenti.
Al momento sono in preparazione con il mio secondo progetto teatrale e spero di poter replicare ancora questo spettacolo.
Ovviamente, anche fuori Ravenna.


Questo spettacolo è nato in me come un'esigenza, come un qualcosa che voleva essere lasciato libero di volare e di esprimersi. Da sempre sono innamorata del colore come manifestazione e potenza della luce e guardo incantata il mondo che ho davanti a me immergendomi nelle sensazioni che i colori mi suscitano. Questo spettacolo vuole essere una dichiarazione d'amore verso il colore eppure qualcosa inquieta ancora la ragazza protagonista, l'eretica, il tramite tra gli spettatori e il colore, perché la presenza di un colore è quasi asfissiante ed è il bianco, non più colore della purezza, ma colore che può annientare tutto e non lasciare più traccia


Interpretare una persona cieca non è facile come potete immaginare.
Quello che ho potuto fare è stato di sperimentare da me e, soprattutto, di osservare le persone che lo sono, di vederne i loro gesti.
Ho potuto vedere che l'immagine della persona cieca con la testa per aria e le mani davanti è solo uno stereotipo.
Inoltre ci sono alcuni che muovono le pupille come se stessero guardando in una parte precisa. Non sono fisse.


Una piccola curiosità: quasi un mese dopo lo spettacolo mi è stato detto del libro Cecità di José Saramago dove all'improvviso ci fu quest'epidemia di cecità e le persone vedevano bianco. E io non l'avevo mai letto prima!!!!
Il giorno dopo è morto lo scrittore.


P.S.: Sull'apparenza innocente e terribile del bianco ne avevo parlato qui in uno dei miei primi post.

lunedì 24 febbraio 2014

Frozen - Il regno di ghiaccio


No, non l'abbiamo mai sentita.
Perché?


Ieri ho rivisto Frozen, l'ultimo film della Disney e ho pensato che era una buona occasione per scrivere la recensione anche se mi rendo conto che è un po' tardi, ma vabbé.
Essendo la recensione venuta un bel po' dopo il film, credo mi possa concedere qualche spoiler, ma prima una piccola parentesi
Quando ero bambina, andare a vedere i film della Disney in festività natalizie era una festa. Ci andavo con mia nonna, ci portavamo dietro i succhi di frutta, le merende e via a vedere il film.
Il mio "battesimo" è stato con La Sirenetta, il film che ha dato il via al "Rinascimento Disney" e così via per alcuni anni. 
Poi ho smesso di andare al cinema vuoi perché ormai la nonna non ce la faceva più e vuoi che ormai diversi film non mi intrigavano. Un film per cui ho fatto eccezione è stato Il pianeta del tesoro, ingiustamente dimenticato secondo me.
Con La principessa e il ranocchio si è ritornati alla fiaba e anche all'animazione tradizionale, ma evidentemente non deve aver convinto questo secondo ritorno che l'anno dopo esce  Rapunzel. 
Grande successo, il più grande finché è arrivato Frozen.
All'inizio ne avevo sentito parlare per una petizione nel voler mettere il titolo della fiaba originale di Andersen ovvero La regina delle nevi. 


(io avevo letto che si era più propensi per La regina delle nevi ma qui vedo anche Il regno di ghiaccio ed evidentemente alla fine si è voluto accontentare visto che il titolo completo del film in italiano è Frozen - Il regno di ghiaccio)


Poteva essere un buon titolo però dopo averlo visto, posso dire che della fiaba originale ha davvero ben poco.
Lo sappiamo benissimo di quanto la Disney modifichi le fiabe eppure qualcosa rimane. Per esempio, le lacrime che versa Rapunzel alla fine del film non sono un'invenzione ma provengono dalla fiaba originale anche se hanno un effetto diverso, ma davvero restituiscono qualcosa che era perduto (Ricordiamo poi che stiamo parlando di una fiaba, non di un fatto vero quindi i personaggi non vanno mai presi alla lettera)
Arriviamo a Frozen, successo enorme, stravincitore degli Annie Awards, premi dedicati all'animazione e molto probabilmente vincitore dell'Oscar per film d'animazione dove abbiamo anche l'ultimo film di Miyazaki ovvero Si alza il vento, non ancora uscito in Italia.
Ora, non voglio stare a fare una polemica su una battaglia tra Disney e Studio Ghibli. (L'unica cosa che mi scoccia è che un film come Wolf Children non sia entrato nelle nomination e nemmeno nella lista dei candidati. Eppure mi sembrava che fosse uscito in tempo)

Che cosa posso dire di Frozen?
Ho sentito pareri entusiastici sul film e posso capire il perché ma secondo me ci sono dei punti a sfavore.
Innanzitutto mi sembra che anche la Disney abbia voluto rivedere la figura del cattivo. 
Sembra sempre di più che si voglia raccontare le fiabe dal punto di vista del villain e capire cosa l'abbia reso così come è successo con Biancaneve e il cacciatore e presto anche con Maleficent, il film con Angelina Jolie.
Lodevole cosa ma spesso si finisce nell'andare sul banale e il tentativo di dare un passato, un background, di non farlo sembrare uno stereotipo, lo fa scadere comunque in uno stereotipo.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...