giovedì 21 agosto 2014

Il canto del mare

Ho partecipato a un giveaway dove bisognava scrivere un racconto in forma anonima.
Il mio racconto non è tra i tre selezionati.
Pazienza :) (Eravamo anche in molti)
Eccolo qua.



"Cosa ci fai qui?"
"Canto."
Dritta come un faro, una donna cantava con vocalizzi di fronte a un mare in tempesta e ciò sembrava catturare l'attenzione di quel bambino.
"Perché canti?"
"Perché il mare ha bisogno che io canti."
"Posso farlo anch'io?" chiese il bambino timidamente.
"Certo." rispose la donna con un sorriso.
Il bambino cantò e intanto cercava di indovinare l'età della donna. Tra quelle rughe si nascondeva un viso da fanciulla e la voce, seppure profonda, era limpida e cristallina. Trasmetteva una serenità elettrizzante.
Il bambino era sempre più curioso.
"Ma tu canti per far smettere la tempesta?"
"No. Io canto per aiutarla."
"Quindi quando la tempesta sarà finita tu non ci sarai più?"
"Non lo so, ma di sicuro il mare avrà bisogno di un altro canto."
"Quale?"
"Me lo dirà il mare stesso."
Intanto le onde infuriavano sulla battigia e il bambino aveva paura che lo risucchiassero e così si aggrappò alla donna.
Lei lo prese per mano.
Il bambino la riguardò e notò che in tutto quel tempo lei guardava sempre il mare e i suoi occhi sorridevano.
Questo lo rasserenò e fece la stessa cosa: cantò guardando davanti a sé.
Il mare continuò a infuriare, ma ormai non faceva più paura al bambino. Gli ricordava quei giorni quando anche lui aveva voglia di essere così immenso non per far paura agli altri, ma per gioco.
I genitori videro il bambino e lo portano subito via con loro. La donna continuava a cantare sostenendo con lo sguardo il mare.
Mentre si allontanava, al bambino parve di sentire una sottile vibrazione come una risata giocosa.


Fine racconto
Che cosa succederà alla donna appena il bambino non la guarderà più?




 di William Heath Robinson




di Valerie Kitchin






Chissà...


domenica 17 agosto 2014

La Via della Perla

Ieri stavo leggendo informazioni sulle perle, sul come averne cura, sul come pulirle e sul come scoprire se sono vere o no.
Ecco, c'è questo test curioso chiamato Tooth Test che si tratta di passare il dente sulla perla (ovviamente molto leggermente poiché la perla si può rovinare).
Se la perla è vera sentirete la superficie non perfettamente liscia come succede con quelle coltivate.
La formazione della perla succede quando un elemento di scarto, non un granello di sabbia come alcuni suppongono, entra nell'ostrica. Per difendersi, l'ostrica avvolge questo elemento di scarto con diversi strati di nacre conosciuta meglio come madreperla
Per le perle coltivate guarda qui.

La natura è davvero portatrice di esempi di vita.
Non è solo una "matrigna".
Quando ho saputo che la superficie della perla naturale non è perfettamente liscia mentre quella coltivata lo è, ho pensato subito alla bellezza delle persone sia dentro che fuori.



 di Edmond Dulac


giovedì 14 agosto 2014

Ispirazioni dal blog: La bella addormentata nel bosco

L'attività di scambio tra blog e lettori non avviene solo tramite commenti, ma anche con le e-mail.
Quasi un anno fa ne ho parlato qui.
Tra gli argomenti che ricorrono di più ci sono la mia tesi sul rapporto tra Pittura e Teatro e le analisi sulle fiabe. Ho conosciuto una, amica di una mia amica, che nella sua tesi di Psicologia ha usato tra i siti di riferimento anche il mio blog 
A marzo mi arriva quest'e-mail:


Ciao Elena, mi presento: sono Davide ***, studio Pittura all’Accademia delle Belle Arti. Ti scrivo poiché ho intenzione di realizzare un dipinto ispirato alla fiaba della Bella Addormentata. Ho letto tanti articoli sul tuo blog, te ne sei occupata approfonditamente e ti faccio i complimenti per il lavoro svolto. Vorrei un tuo parere su come concepire l’opera in modo da far convivere l’aspetto meramente fiabesco e le tante interpretazioni che tu ne dai (in particolare nell’analogia tra bella addormentata e ragazzina in età pre-adolescenziale). In attesa di una tua risposta, ti saluto… Davide


Qui per leggere il mio post su La bella addormentata 


Innanzitutto l'ho ringraziato e gli ho ribadito il concetto di una giovane come se fosse una terra addormentata. 
Inoltre ho ribadito che l'incantesimo in realtà non si era spezzato grazie al bacio del principe.
Scaduti i 100 anni, lei ha permesso che lui entrasse.
Il risveglio piano piano si stava facendo vivo in lei.
Gli ho anche detto di come io la vedevo ovvero come una rosa ancora protetta dalle spine.
Scaduto il termine, le spine si sarebbero ritirate spontaneamente.


martedì 12 agosto 2014

R.I.P. Robin Williams




Ho sperato che fosse una di quelle dichiarazioni stupide di finte morti e invece no.
Robin Williams è morto davvero.
Ancora non si sa bene la causa, ma si sospetta che si sia suicidato.
Ed io non so davvero cosa dire.
Per tutti è stato come un compagno che ci spingeva a dare il massimo, che ci rappresentava.
Ma non solo.

Quindi ecco alcune delle scene più belle.




lunedì 11 agosto 2014

I post più visti scelti per il 700esimo post



 di George Christakis


E così è scaduta questa iniziativa per il 700esimo post ovvero i lettori potevano scegliere tra i post elencati qua e condividerli nel loro blog, nella loro bacheca Facebook ecc... spiegando il perché della scelta.
Veniamo alle scelte per ordine di data.
La prima a condividere è stata dramaqueen che ha scelto le prime Dive realizzando un post (piccola nota: ho aggiornato il mio post inserendo nuovi video) in linea con il suo blog e chiedendosi quale sia il loro fascino.
Mi ha fatto un enorme piacere non solo perché è stato il primo, ma anche per le sue parole di stima nei miei confronti. Stima che ricambio.
Grazie mille dramaqueen.
Poi arriviamo a Marco Goi di pensieri cannibali che ha condiviso sulla sua bacheca di Facebook il post su Bjork.
Perché? Perché anche lui ammette di essere affetto dalla Bjorkite.
E che ci possiamo fare?
Infine scatto a sorpresa di Romina Tamerici che condivide su Google+ il post con il mio spettacolo de L'eretica dicendo che l'ha trovato di una grande forza espressiva e questo naturalmente mi fa un enorme piacere.


Grazie mille a tutti voi.
Mi rendo conto che questo, essendo piena estate, è un periodo un po' difficile.
Detto questo, ringrazio anche tutti gli altri lettori per esserci.
Sappiate che i vostri commenti mi fanno davvero piacere anche quando sono critiche (costruttive naturalmente).
Non abbiate timore di commentare.
Inoltre, da qualche settimana, ha già superato le 600.000 visualizzazioni.


E ora, come è cresciuto il blog?
Quali sono stati il 100esimo post, il 200esimo ecc...?
Eccoli qua in ordine crescente.


Buon compleanno Farfalle eterne
Ofelia
Cataloghi di mie mostre
L'ispirazione
500esimo post!!! 
Tanti auguri di farfalle a tutti voi (600esimo post)




Catch and Release by Lissy Elle



 Grazie infinite!!!


sabato 2 agosto 2014

Primo compleblog per Drama Queen (intervista)


E dopo il post sul compleblog di Romina Tamerici (il terzo), un altro blog compie gli anni e questa volta ho pensato ad un'intervista soprattutto per una cosa: è il suo primo compleblog.
Quindi festa doppia, tripla, infinita.
E anche lei ha pensato a un'iniziativa per festeggiare questo importante traguardo (la trovate alla fine).
Ma innanzitutto andiamo a conoscere colei che gestisce il blog Drama Queen e sulla sua passione che è il punto centrale, il focus del blog ovvero il teatro.





Sono qui con dramaqueen. 
Qualche giorno fa il tuo blog ha festeggiato il suo primo anno di vita. Dimmi, come ti senti ad essere giunta a questo traguardo?

Se devo dire la verità... molto indaffarata! Mi sono impegnata parecchio per festeggiare questo evento ed organizzare delle sorprese per i lettori. Ultimamente, il blog mi sta occupando molto tempo, quasi come se fosse un vero lavoro. Eppure, allo stesso tempo, non mi è mai passato per la testa di mollare, perché mi sta dando moltissime soddisfazioni.


sabato 26 luglio 2014

Il canto di Meredith Monk




Il 10 giugno ho partecipato a uno spettacolo del Circolo degli Attori (di cui faccio parte).
Il giorno prima si stavano provando le musiche per lo spettacolo e ce n'è stata una che mi ha letteralmente fulminata.
Finito le prove, ho subito chiesto di chi era.
"Meredith Monk."
Meredith Monk? Mai sentita.
Ho passato alcuni giorni a cercare quella canzone e alla fine l'ho trovata.
Sin dalla prima volta che l'ho sentita, l'ho trovata ipnotica.




E' come un canto di bellezza, di un momento racchiuso in sé che a volte sfocia in una sguaiatezza.
Ecco cosa dice: Io lavoro tra le crepe, dove la voce inizia a danzare, dove il corpo inizia a cantare, dove il teatro diventa cinema (citazione presa da wikipedia)


giovedì 24 luglio 2014

I post più visti per i quasi 700 post (+ iniziativa per voi lettori)

Mancano pochi post per raggiungere il 700esimo e perciò ho voluto realizzare un elenco dove per ogni tag ho scelto il post più visto.
A volte lo stesso post compariva in più tag quindi ho voluto scegliere degli altri.
In più per ogni tag, ho cercato di scegliere il più rappresentativo. A volte magari non è così.
Vi chiedo un'altra cosa: di condividere il post che vi piace di più nel vostro blog o nella vostra bacheca di Facebook e spiegare il perché, scrivendo cosa vi piace o comunque quello che desiderate.
Per il 700esimo post raccoglierò tutte le segnalazioni (perciò vi chiedo di farmelo sapere commentando a questo post).
Ah, non si tratta di qualcosa a premi, ma soltanto per il piacere di condividere e la curiosità di sapere che cosa ne pensiate.
Ve ne sarei grata se lo faceste.
Questa iniziativa scade il 10 agosto sperando che qualche buona anima accetti
Grazie mille e che tante, tantissime farfalle possiate toccare.



di Masao Yamamoto



about me: La dislessia: problema o dono?
accademia: Tesi: pittura-teatro
acqua: Ofelia
acquarelli: Le fate come omaggio alle Donne
affreschi: Aria di primavera
aforismi: La magia del silenzio
albero: Il maestoso ulivo
altre culture: Perché mi piace Avatar
amore: Il mito di Amore e Psiche
analisi: Alla scoperta della sessualità con La Bella Addormentata nel Bosco
animazione: Le vere storie di Mulan e Pocahontas
arte: I Preraffaelliti nell'Autunno
artisti vari: Frida Kahlo: omaggio e testimonianze
attualità: I bambini ci guardano
Aulonia: O fior di loto, fior dell'Universo


lunedì 21 luglio 2014

L'isola delle pescatrici, di Fosco Maraini





Era da tempo che volevo sapere delle pescatrici Ama.
Chi sono? Gli Ama sono un popolo giapponese che vivono sulle coste e da tempi antichi le donne vanno a pescare in apnea vestite solo di uno slip o di un perizoma.
Così un po' di tempo fa ho comprato L'isola delle pescatrici di Fosco Maraini, scrittore, etnologo, orientalista, fotografo, alpinista e poeta italiano (da wikipedia)
Essendo il libro fuori catalogo, l'ho cercato su Internet e l'ho trovato in una biblioteca (non mi ricordo il nome).
Un passo indietro prima...
Quando si parla delle pescatrici Ama si pensa soprattutto a giovani fanciulle che pescano in apnea le perle, sirene dalla vita breve.
In realtà questa visione romantica va a scontrarsi con l'effettiva realtà.
Il fatto di pescare perle è una leggenda recente portata avanti da Mikimoto Kokichi (il cognome è messo prima), colui che ha ideato la coltivazione perlifera.
Mentre lo leggevo, mi sembrava sempre di più un diario di viaggio ed è stato proprio come immergermi in quei luoghi sperduti e si avverte anche di come diverse tradizioni vengono mandate avanti solo per moda.
Le difficoltà iniziali per trovare ciò che è rimasto come era nell'antichità e poi il riserbo iniziale degli abitanti verso questi stranieri, ma soprattutto lo scontrarsi con una cultura differente dalla nostra ribadendo come noi siamo figli della cultura e non della natura.
L'Italia (riporto le sue osservazioni) è un lembo di terra situato sul Mediterraneo eppure figli del mare lo siamo ben poco vista anche la poca presenza di pesce nella nostra alimentazione.
Tranne rare eccezioni, siamo stati invasi più attraverso il continente. La differenza di come la terra continentale sia più prevalente la si può riscontrare anche nei modi di dire. Se dai noi il cielo è a pecorelle, da loro è a squame di pesce.
In più riporta la sua esperienza in Sicilia dove ha risieduto dopo la guerra. Ricorda donne vestite tutte di nero, lavoratori stanchi e il mare viene vissuto come una minaccia, come un dio temibile.
E leggendo questo mi ha fatto pensare alla canzone Pescatore con Pierangelo Bertoli e Fiorella Mannoia.
Inoltre il rapporto diverso col mare lo si ha anche con la concezione del sacro.
Ne avevo già accennato qui quando parlavo delle polemiche dovute allo spettacolo "blasfemo" (così veniva chiamato) di Romeo Castellucci ovvero Sul concetto di volto nel figlio di Dio.
Dopo diversi giorni, finalmente Fosco Maraini e i suoi collaboratori riescono a vincere il distacco degli Ama.
Grazie a questo stratagemma (che vi invito a leggere se lo trovate), possono seguire il lavoro delle donne e i visi prima indifferenti ora si mostrano con gioia.
Donne che vanno avanti con gli anni, anziane che non ce la fanno a stare ferma e cercano in tutti i modi di pescare le alghe...
Sì perché in realtà le Ama pescano le alghe e tutto ciò che può servire di sostentamento.
Perché solo le donne?
Perché come viene riportato da un anziano del luogo "... le donne sono molto più resistenti di noi! Se noi uomini stiamo in acqua due ore moriamo dal freddo; loro no, sono rivestite di grasso come le foche. (Tipo le selkie?) Poi hanno più fiato. E sono più tranquille. Anticamente si tuffavano anche gli uomini, ma tutti sappiamo che rendevano, e renderebbero, meno delle donne...".
Inoltre assistono alla festa dei morti, da loro in agosto e vengono accolti direttamente nelle case per tre giorni. Vengono cucinati i loro piatti preferiti, messi a disposizione tutti gli oggetti dei quali erano appassionati.
In quei giorni c'era grande burrasca e la cosa sensazionale è che viene accettata così com'è.
Vi lascio con le foto che ha realizzato Fosco Maraini




il ferro serve per estrarre le alghe


domenica 20 luglio 2014

La canzone del bambino nel vento

La guerra che succede in Palestina riempie le bocche di tutti e infatti come si può rimanere indifferenti?
Parlando poi di Israele, c'è una particolare invettiva e alcuni lodano Hitler per aver creato i campi di concentramento (che ricordo non c'erano solo gli ebrei).
A volte nel passato mi sono chiesta: "Siete stati perseguitati, imprigionati, mandati nei campi di concentramento, perché fate questo?"
Si dice che non si impara mai dal passato, ma forse si vuole imparare quello che uno desidera imparare.
Ho sentito molte volte storie di italiani o altri popoli che venivano accusati: Tu hai fatto questo al mio popolo! L'hai reso schiavo! L'hai sterminato! Hai ucciso bambini, stuprato le donne e poi le hai ammazzate!... (scegliete una delle frasi). Poi magari si scopre che lo stesso popolo che accusa ha fatto precedentemente al popolo accusato.
Ma io cosa c'entro?
Non c'ero quando è successo tutto questo!
E' davvero questo il mio peccato originale?
Sarebbe a questo che conduce il mio karma?
Io non credo tanto a queste cose del peccato originale e del karma di vite passate.
Se qualcuno mi dicesse Vedi questo luogo? Tu li hai sterminati io risponderei Veramente non ero ancora nata e se mi dicessero Sono stati i tuoi antenati io ancora risponderei Veramente non lo so. Magari i miei antenati combattevano contro quelli che sterminavano e poi io non sono loro.
Non si tratta de Me ne frego totalmente.
Quello che vorrei è che si spezzasse questa catena.
La Storia, tutta la Storia, è piena di genocidi, di privazioni della terra, di stermini e spesso attraverso questi è arrivata una certa cosa chiamata Civiltà.
Questo ci giustifica?
Non direi proprio.
Non sto parlando di antisemitismo, ma di tutta la Storia. Si tratta di dare la responsabilità a chi sta facendo in questo momento.

Vi sembra stupido quello che dico?
Beh io in realtà non sto vivendo quella guerra. Posso vederla dalla tv o vedere le foto. E inoltre non sono una sopravvissuta dei campi di concentramento però, vedete, oggi sento una canzone e non trovo nessuna differenza tra il titolo della canzone e quello che sta succedendo adesso.





Davvero notate qualche differenza?











Attenzione: Purtroppo sto vedendo quanto l'industria delle bufale e del fake colpisce anche quest'ultima guerra facendo passare bambini di altri nazioni per bambini palestinesi. Oppure bambini morti per cause naturali o incidentali per morti di guerra.

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