giovedì 19 maggio 2016

Le risposte per Aulonia e una comunicazione molto importante

Potrei parlare un po' dell'amarezza e anche un po' di rabbia quando continui a proporre iniziative per stimolare la curiosità verso la storia di Aulonia che alla fine ci si chiede: sto per caso sbagliando qualcosa?
Sì perché come è successo quando ho proposto il Disegna Aulonia a modo tuo (che per inciso, ho voluto poi che continuasse), solo una persona ha voluto partecipare.
Ecco, se volessi davvero parlare appunto dell'amarezza e della sensazione di sconforto quando vedi qualcosa, un tuo progetto, creatura, che porti avanti da alcuni anni, perderei di vista la persona che ha voluto partecipare: una carissima blogger, affezionata lettrice del mondo di Aulonia ovvero Romina Tamerici (questo il suo blog)
Nella scorsa iniziativa, ovvero scrivere un capitolo della storia, ho scelto proprio il suo.
Inoltre non devo dimenticare che alcune persone (tra le quali la stessa Romina) hanno voluto condividere questa iniziativa.
Ecco le sue risposte:


1) Da quanto tempo conosci Aulonia?
Da un bel po'. Quando ho iniziato a seguire il blog c'erano già alcuni post (forse una ventina) però ho iniziato a leggere dall'inizio e poi l'ho seguita.

sabato 14 maggio 2016

R.I.P. Pinuccio Sciola, colui che faceva cantare la pietra




La Sardegna, quest'isola misteriosa e arcana, è ricca di eccezionali maestri che fondano la propria arte sull'antichità della loro terra.
Fanno arte attraverso la natura e ogni volta sembra che stiano pregando in una cerimonia sacra.
In passato avevo parlato di Chiara Vigo, la tessitrice del bisso, di Maria Lai e delle sue dita filanti.
Questa volta invece vorrei trattare di Pinuccio Sciola in una triste circostanza: ieri è morto a causa di una malattia.
Di lui ne avevo già sentito parlare e soprattutto, rimasta incantata da quello che riusciva a fare ovvero far cantare la solida pietra.






domenica 8 maggio 2016

Iside, la scandalosa e la magnifica

Premessa: dopo una segnalazione (che ringrazio fortemente) su alcune incertezze nel post, ho ripreso mano al post. Chiedo scusa a chi studia egittologia se non è totalmente completo, ma se volessi raccontare tutto su di lei, un post non mi basterebbe.
Spero almeno che sia un post giusto.



Domenica scorsa ho deciso di realizzare una nuova bacheca su Pinterest e questa volta alla dea Iside (sì, in inglese è Isis e non ha nulla a che fare con il gruppo terroristico omonimo).



di Susan Seddon Boulet


Essa fa parte del pantheon egiziano e il suo nome in origine è Aset. (nota: Isis è la traduzione greco-latina da cui appunto proviene l'italiano Iside. A volte, per un migliore adattamento, viene chiamata Isi.)
Iside rappresenta una forma della Grande Madre. Lei stessa è protettrice della natura, della magia, dell'agricoltura, dei bambini; il suo nome indica in origine la sua posizione regale (il trono) ed una vera regina è pari al suo re.
Iside divenne 
Suo sposo è il dio Osiride e in alcune pitture lo si può vedere col caratteristico colore verde della pelle.
Entrambi sono figli di Nut, la dea del cielo e di suo fratello Geb, il dio della terra. 



Nut coperta di stelle rappresenta La Via Lattea. Sotto Geb
In mezzo troviamo Shu, figlio di Ra (dio del sole) e padre dei due dei.
Shu rappresenta l'atmosfera


sabato 7 maggio 2016

Il demone del pasticcio nel disegno


A volte succede che quando sono all'opera nel disegno, venga fuori il demone del "Ma sì! Scombiniamo tutto e facciamo un gran pasticcio! Buahahahhahahhahahahah!!!"
Nei primi tempi era più un "Cosa ho fatto? Dov'ero quando l'ho fatto? Oddio, è orrendo! E' inguardabile. Niente, lo butto."
Adesso è più un "E ora? Lavoriamoci ancora su. Poi deciderò."





Così ho scritto due giorni fa su Facebook.
Il 12 maggio dalle 18 c'è una raccolta fondi e la presentazione del mediometraggio Clizia di Alessandro Lonzi (di questo progetto ve ne ho parlato già qui) e io mi sono proposta per fare dei disegni da venderli. Parte del ricavato andrà alla raccolta fondi.
Stavo facendo un disegno con uno di quei pennarelli giapponesi ad inchiostro quando poi... 
Ci butto l'acqua e inizio a muovere il foglio in modo che l'acqua lo copri tutto.
Dopo che ho gettato l'acqua che era rimasta il dubbio era: "Che faccio? Cosa mi è preso?"
Molte volte ho gettato fogli oppure tralasciato disegni perché non erano come li immaginavo e qualcosa è andato storto.
E' un po' come volerci mettere il caos in quello che fai, l'entrare in una stanza e cominciare a scalciare tutto e scaraventare oggetti non tanto per rabbia, bensì per puro piacere.
Solo che poi viene il fatidico senso di colpa anche per l'impotenza di rimediare a quello che sembra solo un pasticcio sconclusionato.
Però anche il voler gettare a volte capita che non ci si riesca e così spesso lo si accantona nei suoi simili.
Questa volta mi sono detta "Bene, se pasticcio deve essere, che pasticcio sia."
Scherzosamente ho scritto poi che sarebbe meglio fare una preghiera al demone del pasticcio per aiutarmi.
Non ho fatto foto del prima perché c'era ancora un senso di vergogna assieme al "Che diavolo salterà fuori?"
Comunque alla fine ecco qui il mio lavoro




lunedì 2 maggio 2016

Intervista a Maja Rogulich, un'anima preziosa

Ci sono alcune persone che anche il solo conoscerle, averle come amiche, ti fa dire "Come sono fortunata."
Persone con le quali hai un'affinità incredibile e non importa da dove venite o quanto sia la differenza di età.
Una di queste che sto presentando tramite quest'intervista, è una mia carissima amica che quest'anno compie 60 anni, ma al vederla, al sentirla, non glieli daresti.
Si chiama Maja Rogulich (il cognome ha l'accento sulla o e il ch si pronuncia come una c dolce), è nata a Spalato (Split) in Croazia e dall'età di 4 anni è stabile qui a Ravenna. Ha una vivacità mentale che la fa sembrare più giovane e nello stesso tempo una profondità di animo.
Tutto ciò potrebbe sembrare che siano delle frasi fatte anche perché si tratta di una delle mie più care amiche.
Per questo preferisco passare subito all'intervista





Ciao Maja. Eccoci qua. Per favore, parlami del tuo percorso artistico.

Il primo incontro artistico è stato con Maria Greco, Maestro di musica che a quel tempo dirigeva la Corale Polifonica di Ravenna. Questo perché mio padre, che cantava alla Corale di Spalato, ne ha cercò una a Ravenna. Quindi andando alle prove con mio padre, ho incominciato coi canti di polifonia di Giovanni da Palestrina (nota: uno dei più grandi compositori musicali del 1500, compositore di madrigali, magnificat...)



venerdì 22 aprile 2016

Sbaglia come un artista

Sono una pessima artista. Sbaglio in continuazione.
Sto bene ragazzi e non mi sto autocommiserando. Anzi, vi invito in questo post e poi capirete il perché di questa frase.


L'altro ieri avevo ricondiviso su Facebook il disegno di una mia Andriade e ridendo e scherzando con un amico mi è venuta in mente di fare un'Andriade che sia una Sibilla. Sapete quelle profetesse del mondo antico che stilavano responsi e oracoli dal contenuto criptico e non sempre chiaro.
E così ieri sera, mentre stavo aspettando che iniziasse il corso di teatro, ho disegnato questa figura.
nota: Andriade è un termine che ho ideato. E' una commistione tra "andros" (uomo, inteso ovviamente in generale) e driade che è una ninfa degli alberi.



lunedì 18 aprile 2016

Domande per voi sul mondo di Aulonia

La storia di Aulonia procede anche se l'ultimo post è datato 27 gennaio 2016 e state pur certi che non ho intenzione di abbandonarla.
Questa volta vi propongo un'iniziativa ovvero di rispondere a delle domande che vi farò.
Non saranno tanto delle domande per testare il gradimento (anche se magari mi potrebbero essere utili) ma più che altro un modo per farvi entrare nel suo mondo.
Per leggere la sua storia nell'esatto ordine andate qui. Per facilitare meglio la comprensione ho numerato i post. Dopo aver letto quella pagina, andate sul fondo e cliccate su "Post più recenti" e continuate così finché non arrivate al post numero 59.
Tranquilli, i post non sono molto lunghi.
Può essere utile anche ai vecchi lettori per rinfrescare la memoria.

Avvertimento: se ti inoltri solo adesso nel suo mondo, non guardare le domande adesso perché ci sono degli spoiler.





venerdì 15 aprile 2016

Biancaneve di Michelangelo Rossato (+ intervista)

Ormai lo sapete: vado pazza per le fiabe e le reinterpretazioni mi piacciono. A patto che abbiano senso.
Purtroppo non lo si può dire per diversi film che stanno uscendo.
I libri illustrati, in questo caso, possono riservare certe sorprese.
Appena ho visto la copertina della versione di Biancaneve di Michelangelo Rossato, me ne innamorai subito alla follia e quando lessi questo post, avevo una sola azione da fare: dovevo prendere questo libro a tutti i costi.





Così feci domenica e alla sera lo sfogliai poco prima di dormire.
Rimasi stregata dalle illustrazioni e mi sentivo tanto un'esploratrice nello scoprire i simboli delle forme e dei colori oppure nel vedere i tanti rimandi ad alcune popolazioni antiche come nel caso delle pettinature.
Per esempio Biancaneve ha un'acconciatura che ricorda le donne della popolazione amerinda degli Hopi


di Edward S. Curtis



Così contattai l'autore per fargli i miei complimenti e per chiedergli se accettava di essere intervistato da me.
Ecco qui.



Mi trovo qui con Michelangelo Rossato autore e illustratore di Biancaneve edito da il Gioco di Leggere Edizioni. Raccontaci di te Michelangelo e di come hai iniziato ad appassionarti alle fiabe.


Ciao a tutte e a tutti. Mi chiamo Michelangelo Rossato, sono nato vicino a Venezia e fin da bambino ho sempre avuto un grande amore per le immagini dei libri, soprattutto le illustrazioni delle fiabe classiche. Tra i miei primi ricordi ci sono le incisioni di Dorè delle fiabe di Perrault e una splendida Biancaneve illustrata da Kubasta.







giovedì 14 aprile 2016

Clizia di Alessandro Lonzi (Mediometraggio)

Quest'anno partecipo a diversi progetti e in uno di questi faccio la comparsa.
Si tratta del mediometraggio di Alessandro Lonzi intitolato Clizia.



(tratto dalla pagina Facebook)



Di lui e della sua arte ve ne ho parlato altre volte sul mio blog (vedi qui. qui e qui).
Chi è Clizia?
(da Wikipedia) Clizia è una ninfa della mitologia greca. Ripudiata dall'amato, il Sole, viene raffigurata nelle vesti di una fanciulla piangente oppure mentre si compie la sua trasformazione in girasole anzi per la precisione in Eliotropio tipo di pianta conosciuta ai tempi dei Greci.
Clizia è una delle giovani amate dal Sole. Il dio però si innamora di Leucotoe, figlia del re Orcamo, e, assunte le sembianze della madre della ragazza, si introduce nella sua stanza e la seduce. Ingelosita e offesa, Clizia riferisce l'accaduto al padre di Leucotoe, che, in preda all'ira, ordina di seppellire la figlia viva in una buca profonda. Disperato, Apollo cosparge il luogo della sepoltura di un nettare profumato; dalla terra inumidita nascerà la pianta dell'incenso. Clizia, ripudiata da Apollo, passa i giorni a seguire con lo sguardo il percorso del carro del Sole, finché, consumata dal dolore, si trasforma in girasole, il fiore sempre rivolto verso il Sole.




di Evelyn de Morgan, 1887


mercoledì 6 aprile 2016

Mostra "I volti e la storia" di Biagio Piccolo a Ravenna

Qualche giorno fa sono stata contattata via e-mail da Alessandra Maltoni per chiedermi una collaborazione e io sono sempre emozionata in ciò.
Dice di aver visto il mio blog e che le piacerebbe un mio interessamento al suo Centro Servizi Culturali (qui la sua pagina FB) informandomi anche di una mostra in via Massimo d'Azeglio, 2.
Bene, ci incontriamo.
Mi fa sapere che ha letto la mia intervista fatta alle libraie della libreria Momo.
Tutto ciò mi riempie di orgoglio e le chiedo di parlarmi di questo Centro che ha.
Mi risponde che l'ha aperto proprio da poco dopo varie esperienze nella didattica e il suo intento è creare una scuola privata con corsi sulla cultura e sulle lingue.
Intanto, si prodiga anche nella presentazione di eventi e mostre come a questa che mi ha invitato.
Entrare è stato come essere accolta dal colore.





Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...