Visualizzazione post con etichetta critica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta critica. Mostra tutti i post

venerdì 4 novembre 2016

Abbracciare la propria oscurità

C'era un episodio della storia di Aulonia, quando era Zoe ed era rinchiusa in casa, che l'avevo pensata in maniera diversa.
Ecco come l'avevo pensato: lei era nell'oscurità, da sola in casa.
All'inizio ero impaurita finché si fece viva in lei la curiosità perché nell'oscurità le sembrava di vedere una creatura enorme, molto più grande di lei, che riempiva la stanza.
Com'era fatto l'animale? Dov'era la sua testa?
Poi Zoe intravede una luce fievole: ecco il suo occhio.
Dopo essersi fatta annusare da quella immensa bestia, ora poteva abbracciarla.
Solo che non sapevo poi come andare avanti e inoltre non avevo un'idea chiara di come rappresentarla.
Così cambiai strada e i disegni furono scartati.
Ce n'era uno che però mi rimase dentro.

Qualche giorno fa completai questo disegno per darmi coraggio.
Presa da una voglia irrefrenabile, presi i pastelli e iniziai a calcare sulla pittura.


Ecco il risultato:






Accogliere la propria oscurità ed abbracciarla.
Perché non c'è niente di più falso quando si dice che siamo completamente esseri di luce, che non dobbiamo abbandonarci a sentimenti come la rabbia.
Oggi nella mia bacheca Facebook mi capita di vedere questo post dal titolo esemplare: Il lato oscuro dell'essere pieni di luce.
Purtroppo si sta diffondendo un'idea di positività che a lungo andare è forzata perché contempla sempre e solo se stessa.
Ma accogliere la propria oscurità non vuol dire lamentarsi, non vuol dire non godersi la vita e soprattutto non vuol dire diventare dei mostri.
Anzi accoglierla, esserne consapevoli ti porta ad essere consapevole delle sfumature della vita, di come questo flusso non abbia una sola forza, un solo andamento.
C'è anche un'altra cosa di questa positività a tutti i costi: non sorge spontanea, non è autentica, 
Si tratta di altra finzione.
Siamo esseri umani, composti dalle sue dualità e per essere completi ci serve anche l'altra parte, anche quella che a prima vista ci sembra scomoda, ma non può esserci luce senza oscurità così come viceversa.
L'oscurità non ci rende né sporchi, né dei mostri.
Ci rende umani.


martedì 25 ottobre 2016

Come non essere un artista: false credenze sull'essere un artista

Essere un artista...
Questa parola, artista, è vista molto con soggezione come se chi lo dicesse di sé fosse un presuntuoso.
Oppure viene vista come qualcosa di elitario, come se sin dalla nascita si è stati bagnati nelle sacre acque e luminose della sorgente dell'arte.

Ieri mi è capitato di vedere questo video in inglese (si possono attivare i sottotitoli) dove c'è lui e la versione di quello che non è o meglio non fa un artista.




Ci sono delle credenze che si dicono facciano un artista, ma sono false.


Se fai fumetti, illustrazioni, graffiti tu non puoi essere un artista e anche perché sono più facili da fare rispetto a un dipinto.
Non dimentichiamo che sia nel fare fumetti, illustrazioni, graffiti o dipingere stiamo usando un media e questo non è indice di grande o piccola arte, distinzione che non ci dovrebbe essere così come tra bella arte o brutta.
Fare arte, usare quel media, esplorarlo e continuare a migliorare.



di Moebius

giovedì 20 ottobre 2016

I film d'animazione, non solo per i bambini

I film d'animazione sono tra i miei preferiti e già all'inizio di quest'anno ho scritto questo elogio.
Qualche giorno fa ho visto questo cortometraggio realizzato da Lou Hamou-Lhadj e da Andrew Coats, due animatori che nella loro carriera hanno lavorato anche per la Pixar e qui hanno per un'altra casa produttrice, la Quorum Films LLC come si può leggere alla fine dei titoli di testa e dal sito del cortometraggio.



(il video era disponibile per un tempo limitato e infatti ora non lo è più)


In questo video spiegano come abbiano voluto portare temi adulti anche nell'animazione.


Sinceramente, non ho mai avuto dubbi su questo.
Non penso che i film d'animazione siano roba solo per bambini anche quando sono diretti a loro oppure un film come Fantasia che per me è un autentico capolavoro assoluto, amato sin da bambina, uno dei miei film preferiti in assoluto e non solo per quanto riguarda quelli di animazione.





lunedì 10 ottobre 2016

Le malattie e i disturbi mentali come i mostri di Toby Allen

Oggi è la Giornata mondiale della Salute Mentale e come per tutti gli eventi che hanno una loro Giornata Mondiale, c'è ancora molto da fare.
Sulla salute mentale c'è poi ancora vergogna, uno stigma che porta quasi a una ghettizzazione.
Da cosa è provocato questo stigma? Da diversi fattori: dall'ignoranza così come il pensare che tu ti stia inventando tutto o tu voglia attirare l'attenzione, dal pensare che poiché sei caduto tipo in depressione allora sei più debole degli altri, dall'immaginare che da un giorno all'altro automaticamente diventi uno di quei mostri da prima pagina, dal pensare che stai solo sprecando la tua vita quando nel mondo c'è gente che soffre più di te (basti pensare al confronto che viene fatto tra chi soffre di disturbi alimentari a quelli che muoiono di fame) oppure persone che hanno perso un arto o qualcos'altro (o sono nate così) e comunque non hanno perso la voglia di vivere.
Tutti questi esempi, e ce ne sarebbero degli altri (per esempio ci può essere anche una paura inconscia di diventare come loro), sono tutte cose che sento spesso in giro e mi disgustano!!!
È un quantificare, un pesare, un dimostrare e come si fanno a raccontare i demoni che abitano nella propria testa? Come si fa a quantificare l'irrazionalità di questi gesti? 
A volte poi sento che matti lo siamo un po' tutti. 
Sinceramente, ne avete mai visto davvero uno? Lo avete mai visto quando ha una delle sue crisi se così vogliamo chiamarle?
Non amo tanto la parola "matto" ma molte volte non si tratta di quella follia sana che porta l'essere umano oltre la gabbia. In molti casi anche questa follia è una gabbia, spesso fatta di sequenze meccaniche di gesti e parole. 
Non è qualcosa di romantico, ma ha quel gusto acre di quando vomiti a lungo e alla fine si rigettano succhi gastrici. 
Una volta si diceva che le malattie mentali erano possessioni del Demonio. 
Togliendo il fattore religioso, si potrebbero quasi pensare alle malattie mentali come a dei mostri, dei demoni e l'illustratore Toby Allen ha realizzato proprio questo: creare dei mostri che fossero le malattie mentali con le loro descrizioni. 









Il mostro ossessivo compulsivo è un marionettista crudele e manipolatorio che usa la paura per controllare le sue sue vittime. Ripetutamente batte il suo bastone per terra e usa le sue piume modellate e i molti occhi per ipnotizzare la sua vittima creando intense e spaventose ossessioni spesso alla salvaguardia di loro stessi o dalle persone vicine a loro. Le vittime sviluppano compulsioni che li portano a fare compiti ripetitivi o atti mentali per prevenire l'ossessione di farli divenire reali o cercano di ridurre temporaneamente la paura.
Il mostro spesso non è mai visto ma la sua presenza c'è quasi sempre. I mostri dell'ansietà e della depressione sono spesso usati dal mostro OCD per avere in pugno le sue vittime

venerdì 25 marzo 2016

Il sogno nei film

Qualche giorno fa sono stata contattata da Ottavia Salzano chiedendomi se sapevo dire 5 film che parlano di sogni anche lucidi.
Lei ed altri visitatori di Sognipedia hanno stilato una classifica con cinque film.
Eccola qua.
In fondo poi si trovano i riferimenti ai macchinari usati nelle trame del film e curiosità

Di alcuni film non posso parlare come Vanilla Sky, Paprika (ma prima o poi questo lo guarderò) e The cell perché non li ho visti.
Di Fino alla fine del mondo ho proprio dei flash perché l'ho visto che ero bambina al cinema.
Posso invece parlare di Inception.




domenica 21 febbraio 2016

Spiritualità contro la New Age

Quando ci si interessa all'esoterismo e alla spiritualità dei vari popoli, automaticamente bisogna essere consapevoli che non tutto quello che viene pubblicato è reale, ma viene adattato ai gusti di chi lo legge. La parola "New Age" per me rappresenta qualcosa da stare alla lontana e capisco perché diverse persone che sono venute a conoscenza, anche direttamente, con una cultura specifica siano restii poi a diffondere ciò come poi viene raccontato bene in questo post.



Guaritore Lakota


E in quel post c'è un termine che trovo perfetto ovvero turisti spirituali.
Cercando poi su Google, vedo che il turismo spirituale è davvero un affare, ma lo si considera soprattutto per luoghi di culto cristiani come conventi, duomi e chiese. Inteso spiritualmente in senso generale, questo viaggio potrebbe essere anche una buona cosa dettata dalla curiosità, ma il punto è che ci sono alcune persone che, pensando di avvicinarsi meglio a quella cultura specifica o anche più, usano i loro stessi termini oppure altri che non c'entrano affatto. Credo che abbiamo tutti l'idea di come possa essere uno sciamano: una persona saggia che guarisce e ogni tanto va in trance assumendo sostanze psicotrope.



sciamano siberiano Evenk


giovedì 18 febbraio 2016

I lupi non sono una minaccia


di Allison Bailey



C'è ancora una realtà presente nelle fiabe e delle favole che tuttora esiste ovvero l'animale predatore è il Male in persona
Qualche mese fa vidi in un video alcune persone che stavano salvando un animale selvatico, una preda, dall'attacco di un predatore e si sentivano orgogliose di ciò.
Avevano salvato un animale.
In realtà si sono intromesse in un delicato equilibrio della Natura.
Si discute molto dell'abbattimento di animali quali cinghiali, daini da parte di cacciatori e spesso non si considera una cosa: non può esserci una specie predominante in natura.
Se un animale come un cinghiale o un daino, cervo eccetera predomina, vuol dire che non ci sono predatori in quella zona o ce ne sono troppi pochi.
Vuol dire che la vegetazione è compromessa, vuol dire una crescita esponenziale di numero creando così squilibri e tutto ciò non è qualcosa che interessa soltanto gli ambientalisti e gli animalisti.
Interessa davvero tutti noi.
A volte si pensa allo spostamento degli animali, ma non sempre è possibile proprio perché non si è sicuri del successo di tale operazione.
Oggi vengo a sapere del servizio sulle Iene sui lupi e rimango anch'io allibita: quanto davvero poco si conosce il lupo? Quanto la paranoia può essere arrivata a un punto così tale da evitare il ragionamento?


domenica 10 gennaio 2016

Omaggio ai film d'animazione

Uno dei film che più è piaciuto l'anno scorso è stato senz'altro Inside Out, il film della Pixar.






Anzi, non lo considero solo uno dei migliori fatti nel 2015, ma uno dei miei preferiti in tutti i sensi.
Amo tantissimo i film d'animazione e non li considero affatto inferiori ai film in carne e ossa.
A dirla tutta, i film in carne e ossa devono moltissimo all'animazione.
Perché dico questo? Diciamo più per un mio ragionamento.
Non è che il cinema sia stato inventato tutto d'un botto quando i Fratelli Lumiere trasmisero quel filmato del treno nel 1885.





domenica 13 dicembre 2015

Gli artisti e le nomine ai premi: un rapporto a volte travagliato

In questi giorni mi sto interessando molto alla faccenda di Silvia Calderoni, attrice teatrale dei Motus e la sua "diaspora rabbiosa" (come si legge in questa intervista all'attrice) contro il Premio Eleonora Duse Social.
Che cos'è il Premio Eleonora Duse Social? Come dice la parola stessa "social", la vincitrice viene scelta tramite i social network tra le tre attrici che sono state scelte tramite una giuria ovvero Candida Nieri, Monica Piseddu e Silvia Calderoni.
Da subito, Silvia ha espresso la sua volontà di essere tolta da questa terna perché (parole sue) Chiedo pubblicamente di essere tolta da questo meccanismo. Trovo imbarazzante essere esposta nuovamente a una pseudo votazione "dal basso". Il teatro non va votato, non va premiato, il teatro va vissuto, va visto, va programmato. Io dico BASTA. Voglio stare fuori da questi giochetti. E quei 5000 euro che ci sono come premio, usateli per produrre teatro, non produrre dinamiche orribili e piccoli abusi di potere. BASTA.


La sua scelta di non far parte, soprattutto a una premiazione che non valuta il merito (infatti non compaiono motivazioni per la scelta di quei tre nomi) ma solo il nome, non mi stupisce più di tanto.

Silvia Calderoni si è sempre distinta per scelte azzardate, di confine.



Questa è l'intervista che le è stata fatta cinque anni fa, dopo che è stata premiata ai Premi Ubu come Miglior Attrice Under 30







sabato 21 novembre 2015

Into the Woods e sui film sulle fiabe

I film sulle fiabe aumentano sempre di più e ora non basta più fare un film reinventando una sola fiaba.
Ne possiamo combinare quante ne vogliamo anche di origine diversa.
Insomma, delle fanfiction (Dopotutto 50 sfumature di grigio deriva da una fanfiction di Twilight)
Ed è così per il film che deve ancora arrivare ovvero Il Cacciatore e la Regina di Ghiaccio, prequel de Biancaneve e il Cacciatore.
In pratica qui abbiamo la regina di ghiaccio (o delle nevi) sorella della matrigna di Biancaneve, la fiaba di Hans Christian Andersen assieme a quella dei Grimm.
Capite ora perché la sto chiamando fanfiction?





Oggi chattavo su Facebook con Marco Goi del blog Pensieri Cannibali sul film che avevo visto ieri sera ovvero Into the Woods (lui realizzò questa recensione quando il film è uscito).
Ed ecco cosa gli ho scritto (ATTENZIONE: Pericolo Spoiler)



Si capisce dal poster che prenderò pieno possesso del film?


Allora innanzitutto ero incuriosita da questa trasposizione non solo perché viene da un musical ma soprattutto perché da quel che ho letto è ispirato a un saggio sulle fiabe che viene considerato un must ovvero Il mondo incantato di Bruno Bettelheim. 


venerdì 18 settembre 2015

Arte blasfema o scomoda?


Alessandro Lonzi all'opera
foto presa dalla pagina FB Subsidenze



Anna Agati e Alessandro Lonzi sono due miei carissimi amici artisti di Ravenna.
Credono profondamente in questa nostra città tanto da collaborare più volte assieme e creare eventi come il Ravennopoli (potete vederli qui nella terza foto).
Questo evento era in occasione della Candidatura a Capitale Europea della Cultura 2019, cosa che poi non è avvenuta (ricordo che la nomina è andata a Matera) ma alla fine non importa perché continuiamo a credere che Ravenna sia una città d'arte e non stiamo parlando solo di quella del passato e neppure lo si vuole rinnegare.


domenica 7 giugno 2015

L'arte e l'ispirazione



Verso mezzanotte stavo "gironzolando" su Pinterest, Santo Pinterest (eccomi qua) quando ecco che vedo questo vestito.
Immagino tutti, almeno quelli che hanno visto l'anime, abbiano pensato al famoso abito di Princess Serenity di Sailor Moon.
(sotto manga, illustrazione di Naoko Takeuchi, l'autrice e anime anni '90)






sabato 15 novembre 2014

Essere o non essere femministe?

Se uno mi chiedesse se io sia femminista, ci penserei bene e prima gli chiederei: "Di quale tipo? Quello che inneggia alla supremazia della donna o quello che vuole donne e uomini con stessi diritti?"
Che poi questa parità di diritti sarebbe bene chiedersi per che cosa si intende veramente ovvero che una donna deve avere gli stessi diritti di un uomo e quindi il contrario.
Uno (o più probabile una) dirà che gli uomini hanno già tutti i diritti che vogliono.
Beh, proviamo a sollevare la questione della violenza.
Ci sono alcune donne che ritengono il maschio già colpevole perché ha il pene.
E' chiaro che se una persona qualsiasi viene visto come qualcosa, molto probabilmente questa lo diventerà. Si avvera una profezia autoindotta.
Ma qui stiamo parlando della violenza.
Se da una parte c'è un uomo che violenta una donna e dall'altra l'esatto opposto, che cosa pensereste?
Sono fatti dove bisognerebbe ritrovarsi però scommetto che ci sono persone che vanno subito dalla donna violentata senza pensare all'altra situazione.
Ho letto molti commenti dove davvero si inneggia a una donna che colpisce e violenta un uomo perché finalmente si vede una donna con le palle (che poi che strano, per essere una donna forte ci vuole un attributo maschile) e che non si fa sottomettere.


martedì 2 settembre 2014

Quando le immagini valgono mille parole. Quelle sbagliate

Si dice appunto che un'immagine valga mille parole. Ma siamo sicuri che siano quelle giuste? E soprattutto, quanto ci lasciamo condizionare?



Guardate attentamente questa foto





Immagino l'abbiate già vista da qualche parte.
Scattata nel 1993 da Kevin Carter, l'anno dopo vinse il Pulitzer della fotografia.
Da foto di denuncia (la carestia e la malnutrizione) divenne la foto della vergogna per il suo autore.
Il fotografo fu percepito peggio dell'avvoltoio raffigurato.
Che fine ha fatto il bambino? E' morto e l'avvoltoio si è cibato del suo cadavere?
Non poteva il fotografo salvarlo che fare il suo lavoro?
Davvero per lui la vincita di un premio così importante vale molto di più della vita di un bambino?
Le accuse erano davvero infamanti da portarlo alla depressione fino al suicidio il 27 luglio 1994.
Ma qual è la verità dietro tale foto?
Purtroppo tutto ciò che era stato pensato si rivelò falso.
Dico purtroppo perché il fotografo fu trattato alla stregua di assassino.
Uno potrebbe pensare dopo che, essendo nel giusto, non doveva aver dubbi di sé.
Immagino sia molto difficile vivere con queste accuse sulle spalle e inoltre non credo che i più lo avrebbero ascoltato e se succedeva, avrebbero preso le sue frasi come semplici scusanti.
Ai loro occhi lui non sarebbe cambiato.
Alla fine la verità è venuta fuori.
In realtà il bambino si era un attimo allontanato da un centro missione dell'Onu (al polso vediamo una fascia che davano ai bambini per distinguere quelli che avevano una maggior urgenza di alimentazione e non si è accasciato perché "...rassegnato al suo destino..." come si diceva.
Come si sa questo?
Kevin non era solo quel giorno.
Il bambino non muore e l'avvoltoio non si è cibato del suo cadavere, ma questo la fotografia non dice.
Una cosa che non si bada molto è nei dettagli per esempio quella fascia al polso poteva incuriosire e invece pochissimi hanno davvero esaminato la foto.
Dico questo anche perché vedo come le bufale stanno riempiendo le nostre teste.
Di primo sguardo potremmo pensare appunto che il bambino muore dopo che la foto fu scattata.
E inoltre, mai come in foto del genere sia utile la mente fredda, ragionare lucidamente.
Questo post è un omaggio a questo fotografo che voleva denunciare un'ingiustizia e fu trattato ingiustamente.




Altri post che parlano di questa foto: qui e qui


P.S.: Segnalo che tutta la storia di lui e del suo gruppo di fotografi ovvero Greg Marinovich, Joao Silva e Ken Oosterbroek (lo stesso Ken citato nell'ultima lettera di Kevin scritta prima di morire) in Africa è rappresentata in questo film. Taylor Kitsch è Kevin Carter.


martedì 4 marzo 2014

Leonardo di Caprio e... Quanto può valere un premio?



Io sono una leggenda.
Con o senza Oscar


L'anno scorso realizzai un post omaggio per Leonardo di Caprio in virtù della sua mancata nomination e parlavo dei suoi film che ho visto.
Quest'anno ha ricevuto la sua quarta nomination dopo quella da attore da non protagonista per Buon compleanno Mr.Grape (1993), quelle da miglior attore protagonista per The Aviator (2004), Blood Diamonds (2006) e appunto per The Wolf of Wall Street (2013) senza contare che in quest'ultimo film, lui era candidato anche per il miglior film visto che ne era il produttore.
Come saprete tutti, lui non ha vinto e oltre al grido di Ecchecavolo! La maledizione continua, il web si è sbizzarrito nel produrre dei meme (qui ne potete vedere alcune), delle immagini sulla sua mancata vittoria dove lo si vede sofferente per questo amore a lungo agognato e lui viene visto solo come un amico.
A parte le risate, c'è da chiedersi se DiCaprio sia diventato lo zimbello con quelle immagini che dicono "Poverino, poverino, l'Oscar non glielo danno."
L'ironia ci sta. 
E' solamente il giorno dopo e si sa quanto il web ami sbizzarrirsi però, come spesso si è visto, a diversi utenti del web ci vuole poco che prendono la mano e quindi non ci vuole niente che Di Caprio diventi uno zimbello. Onestamente trovo che questa figura da Calimero degli Oscar non credo che gli calzi.
Anch'io concordo che lui se li merita ampiamente però quanto può valere un premio?
Davvero un premio può stabilire quello che siamo?
A Stanley Kubrick, uno dei più grandi registi che ci siano mai stati, non hanno mai dato un Oscar per il miglior film o miglior regista e gli hanno persino dato un Razzie Award come Peggior Regista per Shining.


Mmmh... 
Vedo che mi rifileranno una cazzata.
Che importa? Io sono Dio.


Tantissime personalità non hanno ricevuto l'Oscar per le loro opere migliori.
Martin Scorsese ne ha ricevuto uno per la miglior regia per The Departed quando negli anni precedenti ha realizzato opere anche migliori.


Leo, ho vinto!!!!!!
E non è neanche quello alla carriera!!!!

Orson Welles non vinse mai un Oscar per Quarto Potere (il film vinse per la miglior sceneggiatura originale che non era sua), Charlie Chaplin vinse degli Oscar onorari assieme a quello per la colonna sonora mai come regista o per il miglior film, Hitchcock ne vinse uno alla carriera.
I premi possono far piacere ma non sono tutto, non sono un metro di giudizio.
Si realizzano opere per esprimere se stessi, non tanto per un agognato premio.
Quello viene dopo se viene e se non viene, non vuol dire che si ha fallito.
Di Caprio non sarà un attore inferiore e di certo non è un fallito.
La vita non può basarsi su una corsa ad ostacolo, non è un acchiapparello per i riconoscimenti.
Purtroppo nel mondo dell'arte e dello show business non si viene giudicati per l'opera in sé, ma per quanti premi si sono vinti, quanti soldi sono stati fatti (quante volte ho sentito di un artista che non mi piace al quale si risponde che ha fatto tali soldi, ha vinto tali premi come appunto se fossero il solo e unico metro di giudizio).
Uno dei ruoli più amati di Di Caprio è quello del ritardato mentale Arnie Grape dove lui prese, a 19 anni, la sua prima nomination. 



Sentiranno ancora parlare di me.
Buahahhahahah


Era così convincente che alcuni credettero che non stesse recitando. Quel film non fu un gran successo come molti suoi prima di Romeo e Giulietta eppure sono tappe importanti che l'hanno portato a farlo conoscere come attore.
Pochi possono dire di essere sopravvissuti a un film evento. 
Pochissimi possono dire di essersi scrollati i panni del ruolo che lo ha portato alla fama.
E lui, in questo caso, ha già vinto.
E con questo non sto dicendo che i premi, se capitano, bisogna rifiutarli.
Solamente di avere una tale fiducia nei propri confronti, la consapevolezza di aver creato, realizzato qualcosa di grandioso che un premio non te la fa smantellare. 
Anche perché non è che ricevere un premio, o comunque realizzare un successo, sia una cosa facile. Si può vivere nell'ansia di fare qualcosa che lo eguagli o anzi lo superi.
Si vive con l'ansia di superare se stessi.
La voglia di crescere è pressoché positiva se non diventa un'ossessione.
Quest'ansia può portare ad un'esagerazione, a un sovraeccitamento e il risultato può essere anche contrario a quello che si aspettava.
Oppure anche l'ansia di voler accontentare quelli che ti guardano e ti scrutano con il risultato che si può agire proprio per loro e non per se stessi.
Cosa succede il più delle volte?
Il prodotto finale non è all'altezza delle aspettative.
Io davvero non riesco a capire quando si chiede a tutta forza a un qualsiasi autore di qualsiasi campo di realizzare per forza un'opera e magari che sia all'altezza di un suo grande successo.
E a tutti quelli che ormai credono che lui sia diventato un zimbello, io dico soltanto che desidero vederlo recitare nel suo prossimo film, voglio davvero vedere l'attore che è in lui come ha sempre fatto, non solo la star
Spero che lui continui a fare film non tanto per vincere l'agognato Oscar, ma solo per se stesso come attore.
Spero che negli anni dia performances ancora migliori, che scelga ruoli coraggiosi come ha fatto.

E alla fine vediamo chi ride.




Ti do la mia benedizione

giovedì 6 febbraio 2014

Che cosa ne pensano? Doppiaggi italiani femminili Disney (e non) visti dall'estero (2° e ultima parte)

E dopo la prima parte, ecco la seconda su che cosa ne pensano sul doppiaggio italiano, se veramente è sempre il migliore con uno sguardo anche alle versioni migliori così da esplorare diverse sonorità.
Ripeto: io non sto scrivendo per attaccare né l'artista, né chi scrive i commenti.
Il mio è solo un tentativo di confronto, uno spunto di riflessione anche perché va benissimo tifare per il doppiaggio italiano però con questo non bisogna tapparsi le orecchie di fronte alle altre versioni solo per un senso di nazionalismo.
Inoltre, si considera anche quanto quella voce sia adatta al personaggio. Non basta che una voce sia piacevole da sentire poiché non è che si sta solo cantando, si sta anche interpretando.
Come funziona?
Per chi non ha visto la prima parte, prenderò in esame solo i ruoli cantati poiché le classifiche puntano su quelli, femminili perché sono di più e Disney perché si trovano meglio anche se stavolta aggiungerò anche dei ruoli non Disney.
Accorperò i loro commenti in un unico riassunto e metterò anche la versione migliore di quella canzone.
Capisco che qualcuno possa sentirsi colpito dritto nella sua infanzia, ma vi chiedo di continuare con uno spirito di curiosità.
Se anche voi volete guardare le classifiche basta digitare su Youtube "personal ranking" più il personaggio.


Megara – Barbara Cola



Una delle più perfette combinazioni. Mi pare che Meg sia una delle più adulte (intendo d'età) delle protagonisti Disney e inoltre è disillusa, ha perso ogni fiducia nell'amore. E' sprezzante, sarcastica, ma proprio per difendersi. Nella voce di Barbara Cola credo che si sentano molto bene queste qualità.
Versioni migliori: Kika Tristao (Brasiliano), Evridiki (Greco), Natalia Kukulska (Polacco)

domenica 2 febbraio 2014

Che cosa ne pensano? Doppiaggi italiani femminili Disney visti dall'estero (1° parte)

Il doppiaggio italiano...
Quante volte avete mai sentito la frase: "Noi abbiamo il doppiaggio migliore del mondo. Tutti ce lo dicono."? Io l'ho sentita e vista scritta un migliaio di volte anche in alcuni pezzi che erano doppiati male. E se lo facevi notare, trovavi scritto: "Epperò noi abbiamo il doppiaggio migliore del mondo."
A questo punto mi chiedo una cosa: che cosa ne sappiamo noi degli altri doppiaggi? Al massimo guarderemo i film in inglese, francese, spagnolo, tedesco se qualcuno studia queste lingue, ne sentiremo i doppiaggi, ma delle altre lingue che ne sappiamo?
Sappiamo qualcosa delle altre sonorità?
E poi: sono diversi anni che si doppiano i film. Quindi è presumibile che il doppiaggio si sia evoluto.
Così ho preso ispirazione dal post dove prendevo i doppiaggi dai film Disney nella lingua originale del luogo d'ambientazione e ho riunito i pareri in un solo commento riassuntivo.
Il punto d'inizio con il quale sono partita in questa ricerca è: "Che cosa ne pensa chi è straniero del doppiaggio italiano? Davvero è implicito che il nostro doppiaggio sia il migliore del mondo? E qual è la voce che per loro ritengono migliore in quel ruolo? Perché?"
Quindi sono partita alla ricerca delle classifiche, quelli coi commenti proprio per capire cosa ne pensavano.
Se ho scelto i ruoli femminili e Disney è perché sono più facili da trovare. Inoltre si giudicheranno soltanto le parti cantate.
Il punto  fondamentale della questione è: quanto quella voce riesce a interpretare il personaggio? Infatti non basta che una voce sia piacevole da sentire, ma deve essere adatta al personaggio.
Molte critiche riguardano appunto la non compatibilità col personaggio anche se è una bellissima voce.
Una cosa importantissima: nessuno intende attaccare nessuno.
Anche se diversi pareri che ho riscontrato danno un giudizio severo, non si intende attaccare la persona (la doppiatrice) in sé, ma solo in base a quello che si sente. Così come io non sono qua per attaccare chi ha scritto quel parere. Se li ho trascritti non è per dire: "Oh ragazzi, sentite cos'ha detto questo."
Così come non si intende attaccare chi l'ha scritto.
Capisco che poi uno non sia d'accordo perché quella versione appartiene alla sua infanzia e ci è affezionato, lo comprendo perfettamente.
Vi chiedo soltanto di estraniarvi un attimo e guardare il tutto con un pizzico di curiosità, di slegarsi un attimo da questo attaccamento.
E' con questo spirito che sono partita in questa ricerca.
Inoltre troverete anche chi non è particolarmente pazzo per il doppiaggio italiano. Va benissimo!
Qui non si tratta di una competizione, ma di un confronto.
Prima del riassunto dei commenti trovate la canzone e nella versione Best, trovate il link (basta cliccare sul nome) di quella canzone in quella versione.
Se desiderate cercare anche voi basta digitare su Youtube "personal ranking" più il personaggio.


Partiamo con i primi doppiaggi.
Ci sono Biancaneve, Cenerentola, Alice e Aurora
E qui la questione è ardua: questi doppiaggi quanto sono invecchiati? In più il modo di cantare quanto è adatto al personaggio? Come ho accennato prima, non basta che una voce sia bella deve essere adatta al personaggio.
In questi anni poi si tendeva molto all'operistica. Davvero si può dire che una voce così imponente e maestosa sia adatta a delle ragazze?


Biancaneve 

Lina Pagliughi, 1938




Abbiamo qui la prima doppiatrice per la prima protagonista femminile del primo film animato. Siamo quasi negli anni '40 e si sente. Non solo per la qualità video, ma anche per il modo di cantare.
Di sicuro c'è qualcuno che è affezionato senz'altro alle prime versioni doppiate e le considera un patrimonio inestimabile. Senz'altro!
Ma qui stiamo soprattutto ad esaminare la voce e come si sposa col personaggio.
Innanzitutto, una voce operistica non sempre è la più adatta. Ha sì potenza, espressione ma spesso sono qualità che risaltano troppo e rendono Biancaneve troppo vecchia di quel che è.
Le danno troppo spessore.
C'è anche chi la considera migliore del ridoppiaggio, ma un tantino disturbante.
Per quanto mi riguarda trovo disturbante, e non riesco a capirne il senso, quando a volte parla in un misto cantato. E' qualcosa che si fa molto nella lirica ma in Biancaneve non afferro molto. In più trovo la voce troppo ingombrante per Biancaneve.
Le versioni migliori per Biancaneve nelle classifiche che ho visto sembrano essere d'accordo all'unanimità per quella bulgara Ventsislava Stoilova

Ma la Biancaneve, come accennato, è stata ridoppiata. Cosa ne pensano?


Gianna Spagnuolo, 1972



Non molte classifiche coi commenti ho trovato su Biancaneve. In quelle riscontrate sembrano essere d'accordo nel riconoscere una voce bella e magica. C'è chi dice che forse se avrebbe cantato con meno vibrato, sarebbe stato meglio. Però comunque una voce piacevole da sentire.


Cenerentola  

Non ho trovato la versione del 1950 perciò prendo in esame solo il ridoppiaggio.



Maria Cristina Brancucci, 1967




La voce di Maria Cristina è melodica forse un po' troppo. Niente da dire sulla qualità della voce però a qualcuno sembra essere addormentata.
Le versioni migliori sono quella olandese (Joke de Kruijf), francese 1991 (Dominique Poulain) e messicano 1997 (Natalia Sosa)


mercoledì 30 ottobre 2013

Cristianesimo contro Halloween... Quando la finirà?

(Nota del 24 gennaio 2016: può capitare che nel tempo le conoscenze cambino oppure che si rivelino delle inesattezze. Per esempio il fatto del satanismo. Quando si pensa a ciò si pensa subito a una setta satanica tipo le Bestie di Satana, ma così come per le diverse religioni, ci sono diverse sfumature e non in tutte si uccide o si violenta. Di certo sono la persona meno indicata per spiegare le sfumature anche perché praticamente non è che so tanto comunque è un invito, e lo dico anche per me, ad informarsi bene e a non prendere per oro colato tutto quanto)







Premessa: se vi sembra che io stia attaccando il Cristianesimo, sappiate che sto solo rispondendo e che a volte le parole gentili non lo sono per niente quando in realtà nascondono il disprezzo. Più che altro pongo la questione a quei cristiani che continuano ad andare contro ovvero a domande come: Quanto conosco di loro? Ho mai provato ad ascoltare uno di loro?
Se volete rispondere, bene ma non offendete.

Intanto aggiungo delle immagini trovate su Google 



E così domani è Halloween, festa temutissima.
Temuta perché è qualcosa che riguarda la notte?
Anche, ma perché soprattutto sembra che voglia sradicare le radici del Cristianesimo.
Che strano, le radici del Cristianesimo non sono forse quelle del Paganesimo? (Prima di rivoltarvi contro di me, fate qualche ricerca)
Eppure chi festeggia Halloween e chi conosce il suo significato pagano ovvero Samhain non ha nessuna intenzione di fare una guerra.

sabato 14 settembre 2013

Perché i gay esistono? E perché non dovrebbero?



Da qualche anno, collaboro, quando mi è possibile, con l'Arcigay di Ravenna, la mia città.
Lo faccio perché (come ho scritto in questo post) non posso pensare ad un mondo dove io abbia dei diritti e alcuni miei amici no perché è questo quello che sono: amici. Non sono persone estranee, al di fuori della nostra quotidianità. Fanno parte della nostra vita.

Non c'è niente di cui aver paura.


Più volte al giorno controllo i dati del mio blog, le statistiche, i post più letti e le parole che hanno portato al mio blog. 

Ebbene proprio qualche ora fa vedo questa frase "perché esistono i gay". Non so cosa volesse intendere chi l'abbia scritta, ma da come la leggo è un po' come chiedere "Perché esistono gli etero" ma visto che gli etero rappresentano la "normalità", uno non se lo chiede.
Caro chiunque tu abbia scritto quella frase, credi che dal mio blog tu possa leggere la Verità Assoluta, il Segreto che ha portato alla "nascita" dei gay?
E credi davvero a ciò? Che questa domanda sia come "Cosa ha portato all'evoluzione l'uomo?" oppure "Come hanno fatto a estinguersi i dinosauri?"
Questo perché mi lascia interdetta, come se i gay avessero bisogno di una ragione di essere sulla Terra ancora di più del "Perché esistiamo?".


E anche se ci fosse davvero una spiegazione, avrebbe importanza?
Per me, assolutamente no.








P.S.: Qualunque commento offensivo e omofobo sarà cancellato


Le foto le ho scattate io ottobre scorso all'inaugurazione della sede dell'Arcigay

mercoledì 24 luglio 2013

"Beethoven non aveva ritmo, Jovanotti sì" parola di Giovanni Allevi



Giovanni Allevi, l'evoluzione della musica?

Lasciamo perdere che a me Jovanotti non piace (ne avevo parlato qui), ma dire che Beethoven non aveva ritmo è una stro**ata colossale.
Cosa crede di fare, cosa crede di voler rappresentare? L'alternativo?!
Ora a me piace la musica alternativa (mi piace Bjork per esempio), ma fare l'alternativo è qualcosa che proprio non è nelle mie corde.
E' quasi un atteggiamento di superiorità, un po' come il voler fare il "bastian contrario" a tutti i costi, come il voler dire qualcosa fuori dal coro perché sai che hai un tuo pubblico che penserà di te: "Finalmente qualcuno che la pensa al contrario di tutti quei pecoroni."
Ora, per dire una cosa fuori dal coro non è che puoi dire la prima ca**ata che ti viene in mente. Ci vuole una giusta conoscenza e da un musicista, immagino che la si dovrebbe aspettare.




Stavo ascoltando a Milano la Nona Sinfonia di Beethoven. Accanto a me un bimbo annoiato che chiedeva insistentemente al padre quando finisse. Credo che in Beethoven manchi il ritmo. Con Jovanotti, con il quale ho lavorato, ho imparato il ritmo. Con lui ho capito cos’è il ritmo, elemento che manca nella tradizione classica. Nei giovani manca l’innamoramento nei confronti della musica classica proprio perché manca di ritmo. (Giovanni Allevi al Festival di Giffoni)


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...