martedì 30 dicembre 2014

Costruire o creare? Un augurio per il 2015

Un testo anonimo della Tradizione afferma che, nel corso della propria esistenza, ogni essere umano può adottare due atteggiamenti: Costruire o Piantare. I costruttori possono dilungarsi per anni nei loro compiti, ma arriva un giorno in cui terminano la propria opera. A quel punto si fermano e il loro spazio risulta limitato dalle pareti che hanno eretto. Quando la costruzione è finita, la vita perde di significato.
Poi ci sono quelli che piantano: talvolta soffrono per le tempeste e le stagioni e raramente riposano. Ma al contrario di un edificio, il giardino non smette mai di svilupparsi. Esso richiede l'attenzione continua del giardiniere ma, allo stesso tempo, gli permette di vivere una grande avventura.
I giardinieri sapranno sempre riconoscersi l'un l'altro, perché nella storia di ogni pianta c'è la crescita della Terra intera.

(da Brida di Paulo Coelho)


Il 28 novembre c'è stata la seconda parte dell'Urban Pub Cabaret (qui potete vedere la prima) e il tema questa volta era Costruire.
Mentre nella prima puntata si parlava della Libertà, qui si "costruiva" lo spettacolo man mano che si stava andando avanti con Cristiano Caldironi che conduceva lo spettacolo e accanto a lui Mauro Benedetti in veste da critico. (qui potete vedere le foto realizzate da Sara Tantaro)
Ebbene, come l'altra volta, io ho realizzato un dipinto durante lo spettacolo e ho voluto trasformare, per quanto mi riguarda, Costruire in Creare.
Ecco il mio dipinto.





Perché ho voluto cambiare il tema?
Di certo non per ribattere su qualcosa.
Inoltre a noi pittori (eravamo in tre) era lasciata molta libertà di esecuzione.
Quindi ho pensato a che cosa mi suonasse meglio e appunto ho pensato alla parola "creare" perché sì mi sento più una creatrice che una costruttrice.
Ovviamente quando intendo creatrice, dietro non c'è assolutamente un significato religioso.
Inoltre quando penso alla parola creare, non per forza deve entrarci l'arte.
Il fatto è che la parola costruire mi fa pensare sì a un progetto, ma lo sento talmente schematico nel quale niente possa toccarlo.
Lo sento come qualcosa di rigido.
Ecco, io preferisco il guizzo di imprevedibilità, l'inatteso che non vuol dire solo rovina.
Preferisco vedere cosa altro c'è oltre a quello che ho in mente avendo uno sguardo laterale, ampio.
E poi creare... E' come dare vita a qualcosa che andrà avanti e che ispirerà ancora.
Inoltre la modifica è qualcosa con la quale non si può combattere.
Basta vedere le costruzioni reali.
Possono crollare, qualcun altro le modifica, ci va sopra, possono essere distrutte e i luoghi abbandonati diventano un ricettacolo per piante di diverso genere.
In pratica il controllo al 100% a lungo andare può rivelarsi un'illusione.
Ma il fatto del creare ci porta nel territorio dell'incerto e allora si pone una questione fondamentale.
Ormai da qualche mese, a volte scrivo che se qualcuno mi chiedesse se sono ottimista o pessimista, io risponderei: "Fiduciosa."
Ovviamente questo non esclude che possano capitare avvenimenti che ci facciano sentire male.
Non sono così ingenua da pensare che la fiducia sia come uno scudo, che io non soffra ma alla fine mi accorgerò, come è successo di recente, che anche quando la situazione sembra stagnante, in realtà qualcosa si sta muovendo, ma al momento non lo percepivo.
Piano piano in me si fa maggior consapevolezza e visto che la vita non è un percorso lineare, qualche volta ci sarà qualche battuta d'arresto.
Forse farò anche qualche passo indietro, ma appunto sono fiduciosa e confido.
Quindi nonostante tutte le battute d'arresto, tutte le delusioni avute, confido nel creare perché sapete molte delle cose che mi sono successe (come appunto Il Circolo degli Attori) non le avevo mai messe in conto.
Sono avvenimenti che mi sono capitati senza che io ci avessi pensato, senza averci fatto un progetto.
Sono avvenimenti che ho accolto e che sono entrati nella mia vita.

Vi lancio un enorme augurio per il 2015 con questa frase che ho scritto dietro il quadro:
"Crea e sii spontaneo nel farlo."





Qualsiasi sia il tuo campo, sii sincero.


Un bacio a tutti voi.


P.S.: Ovviamente, quando parlo della bellezza degli imprevisti, non parlo di persone che non sono sincere e oneste e aspettano l'ultimo minuto per dire la loro.
Questo, non solo nel campo dell'arte, è una cosa inaccettabile.



sabato 27 dicembre 2014

Intervista impossibile a Teodora nel 1998/1999

Se lo avete notato, nel mio blog troverete diverse interviste che ho fatto. Ad artisti, blogger, youtuber... Non importava chi erano o cosa facevano nel campo dell'arte o altro.
Se avevo piacere di fargli o farle un'intervista, lo chiedevo e via.
Pensate che questa cosa dell'intervistare fosse una cosa recente?
E invece no.
Stanotte stavo cercando due libri di Gianni Rodari (uno dei numi tutelari della mia infanzia) e invece cosa ho trovato?
Un fascicolo intitolato "Noi e l'ambiente" fatto in seconda superiore.
Ognuno della classe aveva un compito e la professoressa di italiano me ne ha dato uno ovvero intervistare Teodora.




di Jean Joseph Benjamin Constant

mercoledì 24 dicembre 2014

Il dono dei magi, di O. Henry

La prima volta che seppi di questo racconto fu con una trasposizione animata.




Ero bambina e l'ho visto tramite una videocassetta dove c'era anche La Piccola Fiammiferaia
Quindi mi ha fatto ripiacere scoprirlo da grande.


sabato 20 dicembre 2014

Onore a te Cervo





di Nicolas Le Boulanger


Onore a te Cervo.
Creatura schiva e dai passi leggeri come la silenziosa neve.
Gli alberi ora si mostrano esattamente come le tue possenti corna.


martedì 16 dicembre 2014

Qual è il libro che avreste voluto leggere da bambini?

Oggi, chattando con un'amica, alla fine le ho parlato di un certo libro linkandole il mio post e quando l'ho riletto, queste mie frasi hanno continuato a risuonare ancora in me, limpide ovvero
"Che cosa posso dire?
Che l'ho abbracciato, ho abbracciato il libro ritornando quella bambina malfatta che ero, perfettamente malfatta, che arrivava sempre tardi sulle cose, che non capiva, che si sentiva un'aliena, perfettamente diversa, estranea agli altri.
Ho pensato che se avessi avuto questo libro nella mia infanzia, mi sarei sentita rincuorata, non mi sarei sentita fuori posto.
E' come se volesse dire "Non ti preoccupare. Non c'è niente che non va in te."
Ed è riuscito a parlare con me anche adesso che sono cresciuta."
 
 
Di quale libro sto parlando?
De I cinque malfatti di Beatrice Alemagna


(ne ho parlato qui)


 
 
E voi, quale libro che avete letto in tempi recenti avreste voluto leggerlo da bambini?
Indicatemi quale e perché.

(Può essere qualsiasi libro, di narrativa, di illustrazione, ecc... Qualsiasi libro che avete letto adesso e che siete sicuri vi sarebbe servito quando eravate bambini.)


sabato 13 dicembre 2014

A piedi nudi


Non ho bisogno dei tacchi per elevarmi.
Quando posso cerco di togliere le scarpe e muovere i piedi e le dita.
Amo cercare nuovi modi di camminare, farli danzare.
E se percorri una stanza squadrata o rettangolare, puoi rifare il giro camminando all'indietro, senza voltare la testa per vedere dove vai, perché i piedi sanno già istintivamente quando c'è l'angolo. (uno degli esercizi fatti nella danza butoh)
Amo sentire coi piedi nudi il terreno, l'erba, il mare... tutto il mondo che ci circonda e sentire il legame che ho con energie primordiali.
E poi sul palco e nei templi è usanza avere i piedi nudi perché, in entrambi casi, si ha contatto con il principio della creazione.




Florence and The Machine


idem





E non importa se si formeranno calli e vesciche.
Magari mi rallenteranno, ma di certo non fermeranno la mia danza.




 Isadora Duncan


martedì 9 dicembre 2014

Vita, vita mia


di Ryan McGinley



Vita, vita mia, che pulsi incessantemente, che fremi come se tenessi in mano una farfalla.
Lo sento quel continuo vibrare come una piccola scintilla che mi fa il solletico, che mi fa ridere anche se tutto continua a crollare.
Vita, dolce e crudele, che fai crollare finte certezze, armature fatte di pensieri.
Ti danno della matrigna solo perché non sei come gli altri desiderano, ma tu vita sei fedele solo a te stessa.


Chi sei vita?
Sei il tempo che va dalla nascita alla morte? Una loro compagna?
O sei molto di più?






Che cosa sono quelle entità che sembrano strapparti l'anima?
Ma l'anima ha la capacità di guarirsi se glielo permettiamo.



Oh, vita, vita mia cercherò il tuo senso...


Vivendoti


giovedì 27 novembre 2014

Un intreccio d'arte

Non so se capita anche a voi di aver un bel pensiero nel bel mezzo della notte, un'azione da fare e dovete per forza svegliarvi se no non riuscite più a dormire?
Ebbene, a me capita molte volte e ieri notte è successo lo stesso.
Ovvero alle 4 del 26 novembre mi alzo dal letto con questo pensiero: creare un gruppo su Fb.
Se mi sono iscritta è principalmente per lavoro.
Poi ovviamente scrivo pensieri, mi piace condividere... Insomma, anche un po' di svago.
Ma il lavoro è sempre là e allora usiamolo sto social network.
Come si intitola il gruppo?

domenica 23 novembre 2014

Intervista a Mirella Santamato, autrice de Le principesse ignoranti

Capitano quegli incontri dove trovi subito affinità.
Così è stato con Mirella Santamato.



Ebbene, appena ci siamo incontrate e strette la mano, abbiamo subito iniziato a parlare delle fiabe.
Avevo sentito parlare di lei prima da un'amica e avevo visto il suo sito.
Vedo che ha fatto tra l'altro un libro sulle fiabe e uno sulle sirene (qui il mio post chilometrico) e quindi... 

Occhi a cuoricini.

Così quando l'ho conosciuta, sono andata subito al sodo.
E credo di averle fatto una buona impressione perché la conversazione è andata liscia.
Questo qualche mese fa.

Parlando qualche giorno fa, una sua frase mi ha incuriosito (ovvero che Andersen avrebbe scritto delle contro-fiabe) quindi qualche ora fa mi è balenata questa idea: "Perché non chiederle di intervistarla?"
E così è stato.



Sono qua con Mirella Santamato, scrittrice, giornalista e poeta (non si tratta di un errore. E' messo così apposta). Uno dei suoi libri si intitola Le principesse ignoranti dove parla delle fiabe. Mi dica, com'è nato questo amore per le fiabe?

L'interesse è sempre stato presente in me, quasi come se la vita mi dovesse in qualche modo rispondere alla fatidica domanda: Perchè non si riesce a vivere felici???? Dopo essermene dimenticata per 30 anni, alla fine questa domanda è di nuovo balzata fuori dall'inconscio e adesso, da adulta, ho cercato di dare una risposta.

sabato 15 novembre 2014

Essere o non essere femministe?

Se uno mi chiedesse se io sia femminista, ci penserei bene e prima gli chiederei: "Di quale tipo? Quello che inneggia alla supremazia della donna o quello che vuole donne e uomini con stessi diritti?"
Che poi questa parità di diritti sarebbe bene chiedersi per che cosa si intende veramente ovvero che una donna deve avere gli stessi diritti di un uomo e quindi il contrario.
Uno (o più probabile una) dirà che gli uomini hanno già tutti i diritti che vogliono.
Beh, proviamo a sollevare la questione della violenza.
Ci sono alcune donne che ritengono il maschio già colpevole perché ha il pene.
E' chiaro che se una persona qualsiasi viene visto come qualcosa, molto probabilmente questa lo diventerà. Si avvera una profezia autoindotta.
Ma qui stiamo parlando della violenza.
Se da una parte c'è un uomo che violenta una donna e dall'altra l'esatto opposto, che cosa pensereste?
Sono fatti dove bisognerebbe ritrovarsi però scommetto che ci sono persone che vanno subito dalla donna violentata senza pensare all'altra situazione.
Ho letto molti commenti dove davvero si inneggia a una donna che colpisce e violenta un uomo perché finalmente si vede una donna con le palle (che poi che strano, per essere una donna forte ci vuole un attributo maschile) e che non si fa sottomettere.


sabato 8 novembre 2014

Stai bene nel tuo corpo?

A volte sento dire che il corpo è il tempio dell'anima.
Poi un po' di tempo fa leggo, non mi ricordo chi l'abbia scritto, che un tempio può essere sconsacrato, può essere demolito, può essere dimenticato.


Poco fa ho guardato questo video.
Veniva chiesto loro una domanda: "Che cosa cambieresti del tuo corpo?"
Ascoltate le loro risposte e la differenza tra quelle degli adulti e dei bambini.





Le risposte degli adulti sono dovuti a giudizi, a vedere quanto siano strani, "anormali" quei particolari.
Per i bambini il corpo è ancora una scoperta e quindi perché non può essere questo? O quest'altro?
Non dimentichiamo che per i bambini inizia la scoperta della propria sessualità (una scoperta che va rispettata e assolutamente non maliziosa!)
Per non parlare di quello che si può constatare: il corpo può aiutare nel raggiungere certe esigenze, certe fantasie.


E poi?

martedì 4 novembre 2014

Gli esami non finiscono mai. Neanche quelli teatrali


il manifesto
In alto: Erika Leonelli, Mauro Benedetti, Isabella Catalano, Adele Contarini, Christian Vicari e Simona Melandri
In basso: Paolo Zanzi, Leonardo Ciavattone, Sara Tantaro, Marco Malefora e io.
Nel manifesto non è presente Laura Solla perché lei è stata aggiunta a metà mese e il manifesto era già stato fatto.




Da un mese ormai ho ricominciato con Il Circolo degli Attori, il laboratorio di teatro che seguo per il secondo anno.
E proprio il mese scorso abbiamo preparato uno spettacolo con testi di Achille Campanile (alcuni già affrontati in uno spettacolo a giugno) diretti dall'insegnante teatrale e attrice Alessandra Frabetti.
Il 30 ottobre abbiamo messo in scena questo spettacolo all'Osteria I Passatelli (c/o Mariani Lifestyle).
Com'è andata?
Vi lascio prima con alcune foto realizzate da Cristina Tedioli che ringrazio sentitamente così come chi ci ha ospitati.



Cristiano Caldironi, il nostro insegnante e direttore artistico

sabato 1 novembre 2014

Tesi: pittura-teatro (interviste e bibliografia)




Mi è capitato più volte in questi anni che mi si chieda della mia tesi sul Teatro e sulla Pittura, scrivendomi anche tramite e-mail dopo aver letto questo post che include il sommario della tesi, le interpretazioni dei dipinti che ho realizzato (uno è appunto qua sopra), qualche ricordo e infine l'epilogo della tesi.
Ovviamente questo mi riempie di orgoglio.
Ed è successo anche recentemente con due richieste a breve distanza e, con vero piacere, rispondo a loro.
Così, dopo aver trovato la chiavetta USB che custodisce la tesi, ho deciso di ritornare sull'argomento riportando le due interviste che ho fatto all'attrice Ermanna Montanari e al pittore Gianni Plazzi.
C'è un motivo perché ho scelto loro. Ermanna ha studiato in passato pittura e Gianni Plazzi è anche attore presso la compagnia Societas Raffaello Sanzio

mercoledì 29 ottobre 2014

Alla scoperta di Samhain e della Wicca (intervista doppia)

 trovata su Pinterest



Si sta avvicinando il 31 ottobre e, come ogni anno, ci sono polemiche per quanto riguarda Halloween, se è da considerare una festa propria, se davvero sia satanica.
Ecco, stavolta invece di scrivere un post (i link li trovate sopra), mi affido alle parole di due persone che ho intervistato e non solo su Samhain, ma anche sulla Wicca... Dubbi che ho trovato in giro e alcuni anche miei.
Tutto ciò che trovate in corsivo è una mia nota aggiuntiva.
Non si tratta di due persone a caso.
Da un po' di tempo sono iscritta a un gruppo sulla Wicca. L'intervista è stata fatta ad un admin di tale gruppo e alla sua fondatrice.


Premessa: so che nei post sopra posso aver avuto un tono polemico, ma davvero sono stanca che si cerca un dialogo e l'altra persona (una a caso) continui imperterrita per esempio a dire che sia una festa satanica.
Sono però anche stanca che si creino ogni volta delle polemiche anche perché si tratta di discorsi che vanno a girare su se stessi e non portano a niente. Polemiche così sono sterili.
Quindi ora vi chiedo, se volete continuare bene.
Magari alcuni si sentiranno toccati perché si parla anche della Chiesa, ma qui non si tratta di essere blasfemi solo di fare constatazioni di fatto.
Se in passato si sono commessi degli errori (chiamiamoli così) non vuol dire che debbano continuare.
Leggete e accettate.
Non si tratta di stabilire quale ego sia il più forte, quale credenza sia la più veritiera.
Si tratta solo di capire che non c'è un solo cammino, un solo modo di sentire.


domenica 19 ottobre 2014

Un anno con Pinterest

E ormai è quasi passato un anno da quando ho aperto Pinterest.
Da quando per via di un corso d'illustrazione mi è venuta voglia di iscrivermi.
Più che voglia, febbre visto che Pinterest stesso mi raccomandava all'inizio di non pinnare troppe immagini nonostante apprezzasse il mio entusiasmo (come ho raccontato qui all'inizio).
E un anno dopo?

Beh, questo è un invito alle mie 39 bacheche.
Ecco la mia board
Ma vediamo una bacheca per una con l'immagine che è stata più condivisa.




Alchemical Illustrations 
37 Pin, 46 Followers


Le illustrazioni alchemiche hanno un grande fascino per me per il loro profondo significato.
Mi piacciono per come le creature appaiano così fantastiche come se non ci fossero confini.



Madre Terra che allatta il Lapis da Atalanta fugiens di Michael Maier, 1618


venerdì 17 ottobre 2014

Ravenna non ce l'ha fatta. Noi ci siamo ancora ;)

E così non ce l'abbiamo fatta.
Ha vinto la nostra grande avversaria: Matera.
Dopo un'attesa estenuante, il risultato è questo.





Ovviamente la delusione è enorme perché sì, abbiamo fatto. Ci siamo messi in gioco (anche letteralmente :D ) e oltre alla delusione, che devo dire?
Non rinnego niente.
Io sto ancora con Ravenna e spero che anche altri miei concittadini lo facciano.
Che ancora ricordino questo percorso perché in questo abbiamo già vinto e immagino che sia lo stesso anche per le altre città.

Ecco qui alcuni dei miei post dedicati a Ravenna:


lunedì 13 ottobre 2014

Ravenna Capitale Europea della Cultura 2019? Intanto gioia!


13 ottobre 2014, Piazza del Popolo
Accoglienza dei giurati



E così è stato.
Tutto il lavoro che si è potuto fare è stato fatto.
Tutto quello che si poteva mettere in gioco è stato fatto.
Ecco la parola. Gioco
Gioco come creatività, sorrisi e colore.
Eppure dietro questa parola c'è un grosso impegno partito esattamente 7 anni fa.


E così ieri sono venuti alcuni componenti della commissione a Ravenna che decideranno poi quale città (Cagliari, Lecce, Matera, Perugia-Assisi, Ravenna e Siena) sarà la definitiva Capitale Europea della Cultura 2019.
I giurati sono andati al Teatro Socjale di Piangipane dove la commissione ha imparato a chiudere i cappelletti. Sono stati a Lido Adriano al Cisim (ex scuola di mosaico) e ora luogo dove si praticano diverse attività e laboratori così come in altri luoghi per poi essere accolti dai bambini e ragazzi della Non-Scuola, guidati da Martinelli, e musicisti in Piazza del Popolo
E' stata una parata gioiosa e alla fine sono arrivati in Piazza San Francesco dove era in corso il Ravennopoli





 foto di Maya Chirico


venerdì 10 ottobre 2014

Giornata Mondiale della Salute Mentale

Quando si parla di salute, ci si preoccupa molto di quella fisica.
Quella invece mentale e psicologica sembra invece un'invenzione dell'ultimo secolo, qualcosa da esseri deboli, che non hanno spina dorsale oppure da sfigati.
Inoltre se un male fisico è di origine psicosomatica, allora te lo stai inventando.
Tutte scuse. (Che poi molti mali di origine fisiologica vengano confusi come psicosomatici, quello è tutto un altro discorso)
Oggi è la Giornata Mondiale della Salute Mentale, qualcosa di cui tenere conto.













P.S.: Qui viene raffigurata la depressione. C'è anche da dire che spesso la depressione viene confusa con un periodo giù che può capitare a chiunque.
E poi ovviamente c'è tanto altro.
P.P.S.: Qualcuno forse contesterà con quello che dico, ma lasciatemelo dire. Se volete approcciarvi sulle malattie mentali e psicologiche, "La solitudine dei numeri primi" non è il libro adatto semplicemente perché l'autore non sa di quello che parla.
Se volete leggere dei libri, vi consiglio quelli di Torey L. Hayden, la maestra dei cosiddetti "casi impossibili"
Questo è il suo primo libro.




martedì 7 ottobre 2014

Ravenna Capitale Europea della Cultura 2019? Le cinque tracce

Mancano pochissimi giorni. Sia alla visita dei componenti della giuria sia alla decisione finale.
Adesso, tra altri eventi che si stanno avvicinando come il Komikazen che c'è questo fine settimana, si pensa proprio alla visita dei giurati e la si pensa come una sfilata festosa.
Se c'è una parola che può sintetizzare questo processo verso la conquista del titolo è: comunità.
Si è cercato di dare spazio ai semplici cittadini, di renderli partecipi di questo evento.
Anche chi magari era contrario o contrariato da questa iniziativa, comunque il solo parlarne lo rendeva partecipe.
Per prima vi condurrò nelle cinque tracce che delineano questo progetto con delle immagini e miei pensieri creati per l'occasione.
Intanto qui potete leggere il dossier finale della candidatura.



Di soglia in soglia




 di Patrick Coin

Attraversare più soglie e rimanere gli stessi. Anzi, attraversare per rimanere se stessi. Per continuare il cammino perché se no si muore


giovedì 2 ottobre 2014

Il velo e la donna

Se vi parlo di una donna che porta il velo che cosa pensate?
Di solito i pensieri vanno o a una suora o a una sposa o una donna musulmana.
Quindi donne che per dovere o piacere indossano il velo.
Se poi andiamo alla donna musulmana, i pareri trasbordano e non importa che il viso si veda o no.
Comunque si pensa a una donna sottomessa, non libera di mostrare la propria testa.
Ebbene la storia della donna è piena di veli sin dai tempi antichi e ogni volta aveva un significato importante.
Anzi il velo poteva testimoniare il suo ruolo nella società, la sua importanza, la sua età, la sua libertà.





Si tratta di una foto di Darla Teagarden e l'altra l'avrete riconosciuta senz'altro.
Vi sembra un accostamento azzardato?
Una sorta di sacro e profano?
Per niente.
Il velo, che simboleggi la sensualità e la l'immacolatezza, ha sempre la stessa importanza.
Tanti veli (metaforici e fisici) costellano la vita di ogni donna.
Anche la luna e l'acqua sono simboleggiati dal velo.

martedì 30 settembre 2014

Ascoltare il mondo

Qualche giorno fa mi sono imbattuta in un sito dove si parlava dei dipinti di Iris Halmshaw, molto apprezzati.





La cosa straordinaria è che la pittrice è una bambina che ha adesso 5 anni





La cosa ancora più straordinaria è che questa bambina è autistica.

giovedì 25 settembre 2014

Moon child

Sarei potuta nascere albero. Oppure uno qualsiasi degli animali della Terra. Oppure una splendente pietra.
Tutto il mondo richiamava a gran voce la mia nascita.
I rami chiesero al vento di farli ondeggiare, gli uccelli volarono in circolo e le pietre cercavano di mandare messaggi luminosi.
Tutto il mondo chiedeva alla luna: "Da' a me quel seme. Io lo crescerò con la massima cura."
Così la luna, di fronte a tutte quelle richieste, decise di liberare il mio seme che sarebbe andato a chi l'avesse preso per primo.
Tutto il mondo rimase estasiato. Sarei stata amata ma dall'alto di un faro, una coppia illuminò il mio seme con una luce fasulla e lo catturò.
Così io sono nata umana e quando guardo quello che sarei potuta essere, mi rammarico di non esserlo.
Quando mi potrò sentire a casa?



Bambino d'acqua e la luna di Jessie Willcox Smith

 
Queste parole erano rinchiuse dentro di me da diversi anni e le ho scritte per una di quelle tante storie che ho iniziato e mai finite.
Un senso di estraneità che sentivo quasi come se mi affliggesse, un disagio che provavo molte volte e la miglior soluzione era quella di andarsene da quel luogo e così mi sono immaginata questa nascita.
Sentirsi terrestre e aliena allo stesso tempo.

domenica 21 settembre 2014

Un ricordo arcaico di infanzia

Avete dei ricordi d'infanzia che vi sembrano appartenere a un tempo molto più antico?
C'è questo mio ricordo di me e mia nonna materna che, crescendo, ha acquistato sempre più importanza per me.
All'apparenza può sembrare banale, ma ha in sé un significato molto profondo.
Potete immaginare come, avendo avuto nonne romagnole, e stando quasi sempre coi nonni materni, io abbia assistito tante volte e guardato mia nonna che cucinava. 
La vedevo fare la pasta in casa (ogni tanto faceva piegare anche a me i tortellini) ma c'era un atto che era quello che facevo sempre e mi piaceva un sacco.
Da un piatto con chicchi di riso, dividevo il riso buono da quello cattivo.
Ora, se vi piacciono le fiabe e le avete sempre lette, questo atto vi sembrerà familiare.
Infatti accadeva spesso nelle fiabe che al o alla protagonista veniva chiesta questa prova dalla vecchia.
Questa prova però era impossibile da ultimare perché di riso ce n'era un sacco.
E così succedeva che venivano fuori gli Aiutanti ovvero altre entità che prendevano il posto del bambino o bambina e lo ultimavano. 
Potevano essere animali umili come formiche o topi oppure oggetti come la bambola di Vassilissa.
Può essere riso o frumento o grano, sempre chicchi piccoli.
Ma cosa significa separare il buono dal guasto?
E qua mi affido a Donne che corrono coi lupi della Clarissa Pinkola Estés.
Ebbene, parlando appunto della fiaba di Vassilissa, spiega questo atto.
(...) Il frumento buono, quello toccato dalla ruggine, i semi di papavero e l'immondizia sono tutti resti di un'antica farmacopea. Queste sostanze sono usate come balsami, unguenti, infusioni e impiastri per trattenere altre medicine sul corpo. Come metafore, sono anche medicine per la mente; alcune nutrono, altre danno il riposo, alcune provocano languore e altre stimolano. Sono sfaccettature dei cicli Vita/Morte/Vita,. Baba Jaga non soltanto chiede a Vassilissa di separare questo da quello, di sapere la differenza tra cose dello stesso genere - come tra il vero amore e il falso amore o fra la vita che nutre e la vita distrutta - ma le chiede anche di distinguere una medicina dall'altra.
Come i sogni, che si possono comprendere a livello oggettivo ma trattengono comunque una realtà soggettiva, questi elementi di cibo/medicina sono una guida simbolica. Come Vassilissa, dobbiamo selezionare gli aspetti psichici curativi, selezionare per comprendere che il cibo per la psiche è anche medicina per la psiche e spremere la verità, l'essenza da questi elementi per trarne nutrimento (...)


Qualche giorno fa poi un amico mi ha inviato un video tratto dal film 8 e 1/2 di Federico Fellini e c'era un ricordo d'infanzia scatenato da delle parole senza senso ovvero Asa-Nisi-Masa.





Non avendo mai visto il film, ma lo farò, mi ritrovo davanti ad una scena che magari ho percepito diversamente da quello che era l'intento del regista.
Ecco, mi sembra quasi di ritrovare la stessa sensazione di me e i chicchi di riso, lo stesso ricordo arcaico, quasi mitologico.


Sempre ritornando al mio ricordo, non credo che mia nonna avesse intenzione di farmi capire ciò che intende la Estés (oppure non lo so). Immagino volesse condividere con me un momento, ma credo si tratti anche di un passaggio. Immagino che anche lei da bambina avesse fatto lo stesso e così ancora e ancora e ancora nel passato.
Un legame che si sta instaurando e la Donna Antica si sta risvegliando.



Avete anche voi dei ricordi simili?



Asa-Nisi-Masa! Asa-Nisi-Masa! Asa-Nisi-Masa!
(vai qui per leggere il significato junghiano legato al puer aeternus di 8 e 1/2)


P.S.: Ci sono altre fiabe dove la prova invece consiste di raccogliere tutto il riso o altro.
P.P.S.: Non ho trovato illustrazioni che possano raccontare questo atto però desidero condividere questa foto che, anche se non parla di separazione di cereali o di raccoglierli tutti, la trovo esemplare.


by Le Quang



Il legame per esempio tra Vassilissa e Baba Jaga è differente tra quello tra la strega e Hansel e Gretel.
Seppur terribili entrambi, Baba Jaga educa Vassilissa mentre invece la strega di Hansel e Gretel desidera distruggerli.
I due bambini non si rafforzano grazie a lei, ma come conseguenza di una volontà di sopravvivere.
Vassilissa è conscia del cammino che sta percorrendo.
E' come se fosse un'iniziata.


martedì 16 settembre 2014

Un anno con Kai

E così il 14 è passato un anno da quando Kai è qui con noi.
Chi è Kai? E' un cane e se ho aspettato un anno prima di parlarne è perché ha una storia un po' complessa come un po' tutti i cani che provengono dal posto da dove l'abbiamo preso: il canile.
A dir la verità ho accennato di lui nell'ultimo post del dicembre scorso.
Per me è la prima volta che tengo un cane in casa.
Il primo cane in famiglia era quello dei miei nonni, un bastardino che si chiamava Kim, morto quando io ero ai primi anni delle elementari.
Al canile c'è andata prima mia madre e disse di aver trovato il cane per lei.
Possiamo dire che si è trattato di innamoramento a prima vista.
Ci andai anch'io al canile assieme a mio fratello e alla sua morosa.

Immagino che il primo impatto con il canile sia stato attraverso questa scena.




Ciò che c'era era molto peggio.

giovedì 11 settembre 2014

Per Daniza





Ormai la notizia la sapete già.
Ora che Daniza è morta, vorrei tanto sapere come è andato davvero "l'incontro" con il cercatore di funghi.
Alcuni sospettano che il cercatore, visti i cuccioli, si sia avvicinato troppo suscitando così la furia dell'orsa.
Anche perché l'attacco è proprio l'ultima risorsa alla quale ricorrono gli animali selvatici. Preferiscono intimidire.
Ma qui stiamo parlando di una madre con cuccioli e se sente anche il solo pericolo, credo sia pronta a tutto per difenderli.
Ma quello che più mi chiedo e vorrei sapere: si sapeva che in quella zona ci stava l'orsa?
Daniza era stata portata dalla Slovenia per ripopolare i nostri boschi grazie al progetto Life Ursus (qui potete vedere le prime immagini di Daniza assieme a una ricostruzione dei fatti)
Non dovrebbero esserci zone off-limits per gli umani oppure si sapeva e tutto ciò è stato ignorato?
Insomma, questa morte poteva essere evitata.
E se invece tutto quello che dichiara il cercatore fosse vero, era proprio necessario volerla catturare?
Ciò che ha fatto non è stato sintomo di follia.
Non è stato un sintomo di animale ingestibile.
Era pressoché normale.
Almeno per l'orsa.
Il fatto è che quando sai di entrare nella natura, bisognerebbe sapere quali sono i pericoli e le dovute precauzioni.
Ci sono alcuni che appena vedono un animale selvatico, soprattutto cucciolo, il loro istinto è di abbracciarlo perché inteneriti, ma non sanno del grave pericolo al quale li espongono.
Non sto parlando solo del pericolo che la madre li attacchi, ma anche il fatto che si imprime a loro il nostro odore rendendo quasi irriconoscibile il cucciolo alla madre. Conseguenza? L'abbandono.
Ritornando a Daniza, che cosa è andato storto con l'addormentamento?
Davvero era un modo subdolo per ucciderla, come si sostiene, oppure c'è stato uno scambio? O il dosaggio era sbagliato tanto da renderlo micidiale?

Andando a cercare su di lei, ho letto che non è stata la prima volta per Daniza e c'era già stato un incontro un po' troppo ravvicinato.
Ma le responsabilità dove stanno?
Non credo proprio che un animale possa capire il concetto di "confine".
Intanto che Daniza riposi in pace.


E adesso, che ne sarà dei cuccioli?


Aggiornamento 17 settembre 2014:
Visto che cadere nella disinformazione è facilissimo allego qua due link (questo e questo) sulla storia, per far maggiore chiarezza.


martedì 2 settembre 2014

Quando le immagini valgono mille parole. Quelle sbagliate

Si dice appunto che un'immagine valga mille parole. Ma siamo sicuri che siano quelle giuste? E soprattutto, quanto ci lasciamo condizionare?



Guardate attentamente questa foto





Immagino l'abbiate già vista da qualche parte.
Scattata nel 1993 da Kevin Carter, l'anno dopo vinse il Pulitzer della fotografia.
Da foto di denuncia (la carestia e la malnutrizione) divenne la foto della vergogna per il suo autore.
Il fotografo fu percepito peggio dell'avvoltoio raffigurato.
Che fine ha fatto il bambino? E' morto e l'avvoltoio si è cibato del suo cadavere?
Non poteva il fotografo salvarlo che fare il suo lavoro?
Davvero per lui la vincita di un premio così importante vale molto di più della vita di un bambino?
Le accuse erano davvero infamanti da portarlo alla depressione fino al suicidio il 27 luglio 1994.
Ma qual è la verità dietro tale foto?
Purtroppo tutto ciò che era stato pensato si rivelò falso.
Dico purtroppo perché il fotografo fu trattato alla stregua di assassino.
Uno potrebbe pensare dopo che, essendo nel giusto, non doveva aver dubbi di sé.
Immagino sia molto difficile vivere con queste accuse sulle spalle e inoltre non credo che i più lo avrebbero ascoltato e se succedeva, avrebbero preso le sue frasi come semplici scusanti.
Ai loro occhi lui non sarebbe cambiato.
Alla fine la verità è venuta fuori.
In realtà il bambino si era un attimo allontanato da un centro missione dell'Onu (al polso vediamo una fascia che davano ai bambini per distinguere quelli che avevano una maggior urgenza di alimentazione e non si è accasciato perché "...rassegnato al suo destino..." come si diceva.
Come si sa questo?
Kevin non era solo quel giorno.
Il bambino non muore e l'avvoltoio non si è cibato del suo cadavere, ma questo la fotografia non dice.
Una cosa che non si bada molto è nei dettagli per esempio quella fascia al polso poteva incuriosire e invece pochissimi hanno davvero esaminato la foto.
Dico questo anche perché vedo come le bufale stanno riempiendo le nostre teste.
Di primo sguardo potremmo pensare appunto che il bambino muore dopo che la foto fu scattata.
E inoltre, mai come in foto del genere sia utile la mente fredda, ragionare lucidamente.
Questo post è un omaggio a questo fotografo che voleva denunciare un'ingiustizia e fu trattato ingiustamente.




Altri post che parlano di questa foto: qui e qui


P.S.: Segnalo che tutta la storia di lui e del suo gruppo di fotografi ovvero Greg Marinovich, Joao Silva e Ken Oosterbroek (lo stesso Ken citato nell'ultima lettera di Kevin scritta prima di morire) in Africa è rappresentata in questo film. Taylor Kitsch è Kevin Carter.


venerdì 29 agosto 2014

6000 visualizzazioni per Aulonia

Nonostante l'ultimo post di Aulonia risalga all'11 marzo 2014, le visualizzazioni sono andate avanti con lo stesso ritmo di prima raggiungendo appunto le 6000 visite.
Quasi in corrispettiva al fatto che non continuo a raccontare la storia di Aulonia, c'è da dire che non disegno quasi più e la cosa sembra davvero strana visto che disegnavo quasi tutti i giorni.
Non direi che le due cose siano collegate.
Comunque il blog di Aulonia ovviamente non lo chiudo. 
So che è qualcosa perfettamente di nicchia, ancora di più di Farfalle eterne.
Però se già uno che ha letto, si è lasciato prendere dal suo mondo allora non posso che ritenermi soddisfatta.
Quindi, grazie ancora a tutti voi.
Quello che posso dirvi è che non vi so dire quando lo continuerò.
E per il fatto che non disegno, non sono demoralizzata del tutto anche se ne sento la mancanza.
E' più probabile che sia una cosa passeggera.
Ora magari non vi parlerò molto di questo fatto anche perché si tratta di qualcosa di perfettamente personale.
Se anche voi vi sentite così, vi consiglio di leggere questo post e anche questo sui blocchi creativi tratti dal blog Roba da disegnatori.
Un bacio a tutti voi anche da parte di Aulonia




uno dei tentativi che ho fatto per il viso di Aulonia e anche questo l'ho fatto prima di scrivere la sua storia nel blog



giovedì 21 agosto 2014

Il canto del mare

Ho partecipato a un giveaway dove bisognava scrivere un racconto in forma anonima.
Il mio racconto non è tra i tre selezionati.
Pazienza :) (Eravamo anche in molti)
Eccolo qua.



"Cosa ci fai qui?"
"Canto."
Dritta come un faro, una donna cantava con vocalizzi di fronte a un mare in tempesta e ciò sembrava catturare l'attenzione di quel bambino.
"Perché canti?"
"Perché il mare ha bisogno che io canti."
"Posso farlo anch'io?" chiese il bambino timidamente.
"Certo." rispose la donna con un sorriso.
Il bambino cantò e intanto cercava di indovinare l'età della donna. Tra quelle rughe si nascondeva un viso da fanciulla e la voce, seppure profonda, era limpida e cristallina. Trasmetteva una serenità elettrizzante.
Il bambino era sempre più curioso.
"Ma tu canti per far smettere la tempesta?"
"No. Io canto per aiutarla."
"Quindi quando la tempesta sarà finita tu non ci sarai più?"
"Non lo so, ma di sicuro il mare avrà bisogno di un altro canto."
"Quale?"
"Me lo dirà il mare stesso."
Intanto le onde infuriavano sulla battigia e il bambino aveva paura che lo risucchiassero e così si aggrappò alla donna.
Lei lo prese per mano.
Il bambino la riguardò e notò che in tutto quel tempo lei guardava sempre il mare e i suoi occhi sorridevano.
Questo lo rasserenò e fece la stessa cosa: cantò guardando davanti a sé.
Il mare continuò a infuriare, ma ormai non faceva più paura al bambino. Gli ricordava quei giorni quando anche lui aveva voglia di essere così immenso non per far paura agli altri, ma per gioco.
I genitori videro il bambino e lo portano subito via con loro. La donna continuava a cantare sostenendo con lo sguardo il mare.
Mentre si allontanava, al bambino parve di sentire una sottile vibrazione come una risata giocosa.


Fine racconto
Che cosa succederà alla donna appena il bambino non la guarderà più?




 di William Heath Robinson




di Valerie Kitchin






cambiato video



Chissà...


domenica 17 agosto 2014

La Via della Perla

Ieri stavo leggendo informazioni sulle perle, sul come averne cura, sul come pulirle e sul come scoprire se sono vere o no.
Ecco, c'è questo test curioso chiamato Tooth Test che si tratta di passare il dente sulla perla (ovviamente molto leggermente poiché la perla si può rovinare).
Se la perla è vera sentirete la superficie non perfettamente liscia come succede con quelle coltivate.
La formazione della perla succede quando un elemento di scarto, non un granello di sabbia come alcuni suppongono, entra nell'ostrica. Per difendersi, l'ostrica avvolge questo elemento di scarto con diversi strati di nacre conosciuta meglio come madreperla
Per le perle coltivate guarda qui.

La natura è davvero portatrice di esempi di vita.
Non è solo una "matrigna".
Quando ho saputo che la superficie della perla naturale non è perfettamente liscia mentre quella coltivata lo è, ho pensato subito alla bellezza delle persone sia dentro che fuori.



 di Edmond Dulac


giovedì 14 agosto 2014

Ispirazioni dal blog: La bella addormentata nel bosco

L'attività di scambio tra blog e lettori non avviene solo tramite commenti, ma anche con le e-mail.
Quasi un anno fa ne ho parlato qui.
Tra gli argomenti che ricorrono di più ci sono la mia tesi sul rapporto tra Pittura e Teatro e le analisi sulle fiabe. Ho conosciuto una, amica di una mia amica, che nella sua tesi di Psicologia ha usato tra i siti di riferimento anche il mio blog 
A marzo mi arriva quest'e-mail:


Ciao Elena, mi presento: sono Davide ***, studio Pittura all’Accademia delle Belle Arti. Ti scrivo poiché ho intenzione di realizzare un dipinto ispirato alla fiaba della Bella Addormentata. Ho letto tanti articoli sul tuo blog, te ne sei occupata approfonditamente e ti faccio i complimenti per il lavoro svolto. Vorrei un tuo parere su come concepire l’opera in modo da far convivere l’aspetto meramente fiabesco e le tante interpretazioni che tu ne dai (in particolare nell’analogia tra bella addormentata e ragazzina in età pre-adolescenziale). In attesa di una tua risposta, ti saluto… Davide


Qui per leggere il mio post su La bella addormentata 


Innanzitutto l'ho ringraziato e gli ho ribadito il concetto di una giovane come se fosse una terra addormentata. 
Inoltre ho ribadito che l'incantesimo in realtà non si era spezzato grazie al bacio del principe.
Scaduti i 100 anni, lei ha permesso che lui entrasse.
Il risveglio piano piano si stava facendo vivo in lei.
Gli ho anche detto di come io la vedevo ovvero come una rosa ancora protetta dalle spine.
Scaduto il termine, le spine si sarebbero ritirate spontaneamente.


martedì 12 agosto 2014

R.I.P. Robin Williams




Ho sperato che fosse una di quelle dichiarazioni stupide di finte morti e invece no.
Robin Williams è morto davvero.
Ancora non si sa bene la causa, ma si sospetta che si sia suicidato.
Ed io non so davvero cosa dire.
Per tutti è stato come un compagno che ci spingeva a dare il massimo, che ci rappresentava.
Ma non solo.

Quindi ecco alcune delle scene più belle.




lunedì 11 agosto 2014

I post più visti scelti per il 700esimo post



 di George Christakis


E così è scaduta questa iniziativa per il 700esimo post ovvero i lettori potevano scegliere tra i post elencati qua e condividerli nel loro blog, nella loro bacheca Facebook ecc... spiegando il perché della scelta.
Veniamo alle scelte per ordine di data.
La prima a condividere è stata dramaqueen che ha scelto le prime Dive realizzando un post (piccola nota: ho aggiornato il mio post inserendo nuovi video) in linea con il suo blog e chiedendosi quale sia il loro fascino.
Mi ha fatto un enorme piacere non solo perché è stato il primo, ma anche per le sue parole di stima nei miei confronti. Stima che ricambio.
Grazie mille dramaqueen.
Poi arriviamo a Marco Goi di pensieri cannibali che ha condiviso sulla sua bacheca di Facebook il post su Bjork.
Perché? Perché anche lui ammette di essere affetto dalla Bjorkite.
E che ci possiamo fare?
Infine scatto a sorpresa di Romina Tamerici che condivide su Google+ il post con il mio spettacolo de L'eretica dicendo che l'ha trovato di una grande forza espressiva e questo naturalmente mi fa un enorme piacere.


Grazie mille a tutti voi.
Mi rendo conto che questo, essendo piena estate, è un periodo un po' difficile.
Detto questo, ringrazio anche tutti gli altri lettori per esserci.
Sappiate che i vostri commenti mi fanno davvero piacere anche quando sono critiche (costruttive naturalmente).
Non abbiate timore di commentare.
Inoltre, da qualche settimana, ha già superato le 600.000 visualizzazioni.


E ora, come è cresciuto il blog?
Quali sono stati il 100esimo post, il 200esimo ecc...?
Eccoli qua in ordine crescente.


Buon compleanno Farfalle eterne
Ofelia
Cataloghi di mie mostre
L'ispirazione
500esimo post!!! 
Tanti auguri di farfalle a tutti voi (600esimo post)




Catch and Release by Lissy Elle



 Grazie infinite!!!


sabato 2 agosto 2014

Primo compleblog per Drama Queen (intervista)


E dopo il post sul compleblog di Romina Tamerici (il terzo), un altro blog compie gli anni e questa volta ho pensato ad un'intervista soprattutto per una cosa: è il suo primo compleblog.
Quindi festa doppia, tripla, infinita.
E anche lei ha pensato a un'iniziativa per festeggiare questo importante traguardo (la trovate alla fine).
Ma innanzitutto andiamo a conoscere colei che gestisce il blog Drama Queen e sulla sua passione che è il punto centrale, il focus del blog ovvero il teatro.





Sono qui con dramaqueen. 
Qualche giorno fa il tuo blog ha festeggiato il suo primo anno di vita. Dimmi, come ti senti ad essere giunta a questo traguardo?

Se devo dire la verità... molto indaffarata! Mi sono impegnata parecchio per festeggiare questo evento ed organizzare delle sorprese per i lettori. Ultimamente, il blog mi sta occupando molto tempo, quasi come se fosse un vero lavoro. Eppure, allo stesso tempo, non mi è mai passato per la testa di mollare, perché mi sta dando moltissime soddisfazioni.


sabato 26 luglio 2014

Il canto di Meredith Monk




Il 10 giugno ho partecipato a uno spettacolo del Circolo degli Attori (di cui faccio parte).
Il giorno prima si stavano provando le musiche per lo spettacolo e ce n'è stata una che mi ha letteralmente fulminata.
Finito le prove, ho subito chiesto di chi era.
"Meredith Monk."
Meredith Monk? Mai sentita.
Ho passato alcuni giorni a cercare quella canzone e alla fine l'ho trovata.
Sin dalla prima volta che l'ho sentita, l'ho trovata ipnotica.




E' come un canto di bellezza, di un momento racchiuso in sé che a volte sfocia in una sguaiatezza.
Ecco cosa dice: Io lavoro tra le crepe, dove la voce inizia a danzare, dove il corpo inizia a cantare, dove il teatro diventa cinema (citazione presa da wikipedia)


giovedì 24 luglio 2014

I post più visti per i quasi 700 post (+ iniziativa per voi lettori)

Mancano pochi post per raggiungere il 700esimo e perciò ho voluto realizzare un elenco dove per ogni tag ho scelto il post più visto.
A volte lo stesso post compariva in più tag quindi ho voluto scegliere degli altri.
In più per ogni tag, ho cercato di scegliere il più rappresentativo. A volte magari non è così.
Vi chiedo un'altra cosa: di condividere il post che vi piace di più nel vostro blog o nella vostra bacheca di Facebook e spiegare il perché, scrivendo cosa vi piace o comunque quello che desiderate.
Per il 700esimo post raccoglierò tutte le segnalazioni (perciò vi chiedo di farmelo sapere commentando a questo post).
Ah, non si tratta di qualcosa a premi, ma soltanto per il piacere di condividere e la curiosità di sapere che cosa ne pensiate.
Ve ne sarei grata se lo faceste.
Questa iniziativa scade il 10 agosto sperando che qualche buona anima accetti
Grazie mille e che tante, tantissime farfalle possiate toccare.



di Masao Yamamoto



about me: La dislessia: problema o dono?
accademia: Tesi: pittura-teatro
acqua: Ofelia
acquarelli: Le fate come omaggio alle Donne
affreschi: Aria di primavera
aforismi: La magia del silenzio
albero: Il maestoso ulivo
altre culture: Perché mi piace Avatar
amore: Il mito di Amore e Psiche
analisi: Alla scoperta della sessualità con La Bella Addormentata nel Bosco
animazione: Le vere storie di Mulan e Pocahontas
arte: I Preraffaelliti nell'Autunno
artisti vari: Frida Kahlo: omaggio e testimonianze
attualità: I bambini ci guardano
Aulonia: O fior di loto, fior dell'Universo


lunedì 21 luglio 2014

L'isola delle pescatrici, di Fosco Maraini





Era da tempo che volevo sapere delle pescatrici Ama.
Chi sono? Gli Ama sono un popolo giapponese che vivono sulle coste e da tempi antichi le donne vanno a pescare in apnea vestite solo di uno slip o di un perizoma.
Così un po' di tempo fa ho comprato L'isola delle pescatrici di Fosco Maraini, scrittore, etnologo, orientalista, fotografo, alpinista e poeta italiano (da wikipedia)
Essendo il libro fuori catalogo, l'ho cercato su Internet e l'ho trovato in una biblioteca (non mi ricordo il nome).
Un passo indietro prima...
Quando si parla delle pescatrici Ama si pensa soprattutto a giovani fanciulle che pescano in apnea le perle, sirene dalla vita breve.
In realtà questa visione romantica va a scontrarsi con l'effettiva realtà.
Il fatto di pescare perle è una leggenda recente portata avanti da Mikimoto Kokichi (il cognome è messo prima), colui che ha ideato la coltivazione perlifera.
Mentre lo leggevo, mi sembrava sempre di più un diario di viaggio ed è stato proprio come immergermi in quei luoghi sperduti e si avverte anche di come diverse tradizioni vengono mandate avanti solo per moda.
Le difficoltà iniziali per trovare ciò che è rimasto come era nell'antichità e poi il riserbo iniziale degli abitanti verso questi stranieri, ma soprattutto lo scontrarsi con una cultura differente dalla nostra ribadendo come noi siamo figli della cultura e non della natura.
L'Italia (riporto le sue osservazioni) è un lembo di terra situato sul Mediterraneo eppure figli del mare lo siamo ben poco vista anche la poca presenza di pesce nella nostra alimentazione.
Tranne rare eccezioni, siamo stati invasi più attraverso il continente. La differenza di come la terra continentale sia più prevalente la si può riscontrare anche nei modi di dire. Se dai noi il cielo è a pecorelle, da loro è a squame di pesce.
In più riporta la sua esperienza in Sicilia dove ha risieduto dopo la guerra. Ricorda donne vestite tutte di nero, lavoratori stanchi e il mare viene vissuto come una minaccia, come un dio temibile.
E leggendo questo mi ha fatto pensare alla canzone Pescatore con Pierangelo Bertoli e Fiorella Mannoia.
Inoltre il rapporto diverso col mare lo si ha anche con la concezione del sacro.
Ne avevo già accennato qui quando parlavo delle polemiche dovute allo spettacolo "blasfemo" (così veniva chiamato) di Romeo Castellucci ovvero Sul concetto di volto nel figlio di Dio.
Dopo diversi giorni, finalmente Fosco Maraini e i suoi collaboratori riescono a vincere il distacco degli Ama.
Grazie a questo stratagemma (che vi invito a leggere se lo trovate), possono seguire il lavoro delle donne e i visi prima indifferenti ora si mostrano con gioia.
Donne che vanno avanti con gli anni, anziane che non ce la fanno a stare ferma e cercano in tutti i modi di pescare le alghe...
Sì perché in realtà le Ama pescano le alghe e tutto ciò che può servire di sostentamento.
Perché solo le donne?
Perché come viene riportato da un anziano del luogo "... le donne sono molto più resistenti di noi! Se noi uomini stiamo in acqua due ore moriamo dal freddo; loro no, sono rivestite di grasso come le foche. (Tipo le selkie?) Poi hanno più fiato. E sono più tranquille. Anticamente si tuffavano anche gli uomini, ma tutti sappiamo che rendevano, e renderebbero, meno delle donne...".
Inoltre assistono alla festa dei morti, da loro in agosto e vengono accolti direttamente nelle case per tre giorni. Vengono cucinati i loro piatti preferiti, messi a disposizione tutti gli oggetti dei quali erano appassionati.
In quei giorni c'era grande burrasca e la cosa sensazionale è che viene accettata così com'è.
Vi lascio con le foto che ha realizzato Fosco Maraini




il ferro serve per estrarre le alghe


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