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lunedì 14 novembre 2016
venerdì 22 gennaio 2016
L'immagine e il suo (?) significato
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sabato 19 dicembre 2015
Tenere un blog
All'improvviso noto che nel blog "Farfalle eterne" tutto d'un botto se ne sono andati 7 lettori (piccola nota: un lettore ha subito commentato dicendo che questo calo dei folowers è un problema tecnico comune ad altri blogger. Questo mi rincuora un po')
Dopo un attimo penso "Ma poi di tutti questi che sono segnati come followers, quanti ti scrivono? Quanti commentano? Anche una sola volta?"
Io ringrazio enormemente chi commenta e amo lasciare a ognuno di loro un messaggio di ringraziamento.
Però a volte mi chiedo se alla fine tutto questo dipende da me poiché anche le visualizzazioni sono crollate.
Perché dico questo? Ci sono molti che parlano del mio blog come se fosse sconclusionato, senza un vero e proprio fil rouge.
Insomma, ci sono i blog di cucina, i blog di cinema, i blog di letteratura, i blog esoterici, i blog di moda ecc... e poi c'è il mio.
Il mio blog non ha un'accezione specifica.
Si potrebbe quasi dire che sia un blog d'arte, ma non c'è solo quello.
Il fatto è che, come può dirlo chi mi conosce, io ho molteplici interessi e davvero non saprei proprio quale scegliere per dare un'impronta al mio blog.
Inoltre ho fatto anche alcune iniziative per promuovere il mio blog e Aulonia, ma non è che ho ricevuto un forte riscontro. E' vero che sono stati condivisi, e a loro ovviamente va il mio ringraziamento, però alla fine... Ricordavo e ricordavo sempre qui e su Facebook tanto che mi sembrava di spammare. Qualcuno dirà magari che non era il periodo giusto. Vai a vedere altri blog e vedi che invece le condivisioni, i commenti fioccano tanto da rendere difficile la scelta finale.
Inoltre ho fatto anche alcune iniziative per promuovere il mio blog e Aulonia, ma non è che ho ricevuto un forte riscontro. E' vero che sono stati condivisi, e a loro ovviamente va il mio ringraziamento, però alla fine... Ricordavo e ricordavo sempre qui e su Facebook tanto che mi sembrava di spammare. Qualcuno dirà magari che non era il periodo giusto. Vai a vedere altri blog e vedi che invece le condivisioni, i commenti fioccano tanto da rendere difficile la scelta finale.
Poi, ci sono diversi che hanno una scaletta, che sono metodici. Davvero, questo non fa per me. Almeno per ora.
Forse, a qualcuno sembrerà che io adesso stia attenta solo ai numeri ma il fatto è che se scrivo, lo faccio sempre verso qualcuno.
Per questo mi piace cercare il più possibile, mettere le immagini migliori, impiegare ore per realizzare un post, modificare post passati e magari sostituendo video.
Si potrebbe dire quasi un lavoro vero e proprio e ho visto che diversi lo mettono accanto al proprio lavoro.
Io adesso non sto facendo niente (nel senso di lavoro) nonostante stia cercando in qualche maniera di pubblicizzarmi.
Sto facendo un corso di teatro che è come una scuola per perfezionarmi.
Con la pittura va che i miei quadri vanno via solo se desidero regalarli.
Le cose adesso stanno andando così.
Qualcuno mi potrebbe dire di cercare un lavoro che non sia artistico, ma credetemi se vi dico che molti lavori, la maggioranza, per me sono proibitivi a livello fisico e non lo dico per fare la vittima.
Si potrebbe dire "E' la crisi. Siamo tutti nella stessa barca." però poi vedi, e qui parlo di non privati che spendono soldi per invitare ospiti che di certo non sono lì per il suo valore artistico.
E questo non lo dico solo per me, ma anche per tanti amici che conosco e che cercano in tutti i modi di sopravvivere.
Internet è una grande risorsa, ma alla fine non è tutto.
Cosa c'entra tutto questo il mio blog? Col fatto che diversi se ne siano andati?
A dir la verità, sto scrivendo come se mi stessi sfogando (permettetemelo per favore) e si sa che lo sfogo è come un fiume in piena quando lasciato libero.
Di sicuro, non è uno sfogo urlato ma diciamo con una punta di rammarico e immagino che certi momenti capitano anche a diversi miei colleghi blogger.
Se a qualcuno è venuto il dubbio, non intendo chiudere il blog ma solo desideravo comunicare questo.
Un po' si pensa al blogger come a qualcuno in rapporto al suo pubblico e a volte ti accorgi che stai parlando al vuoto o a una, due persone.
Parlando di teatro, è una cosa che potrebbe capitare e quando ho realizzato il mio primo spettacolo de L'eretica che era per 20 persone sia la prima volta, sia le altre due (quest'ultime nella stessa giornata) le persone non raggiungevano la metà.
Non puoi scacciare le persone che ti seguono e di certo non puoi dare una piccola parte visto che non hai raggiunto il numero che desideravi.
In ogni caso, devi dare il meglio di te se decidi di farlo ed è così per il blog.
Con questo desidero finire questo post, anche perché non vorrei annoiarvi troppo, e grazie.
Ve lo dico sinceramente, senza alcun sarcasmo.
Aggiornamento 22 dicembre 2015:
E un altro grazie va a tutti coloro che hanno voluto commentare questo mio attimo di sconforto e non solo a loro. E' stato un attimo di sconforto che può capitare.
L'importante è che poi si va avanti e vi ringrazio ancora per le vostre parole.
Aggiornamento 22 dicembre 2015:
E un altro grazie va a tutti coloro che hanno voluto commentare questo mio attimo di sconforto e non solo a loro. E' stato un attimo di sconforto che può capitare.
L'importante è che poi si va avanti e vi ringrazio ancora per le vostre parole.
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venerdì 18 dicembre 2015
Forte come la fragilità
"Sei grande!" "Sei tutti noi." "Madonna, quanto sei bravo!"
Frasi come queste possono solleticare il tuo orgoglio, ma poi si è a casa e tutte quelle frasi ti sembrano vuote. Magari sono anche vere, ma ti sembrano rumore.
E ti senti fragile.
Ci si vuole sempre sentire al meglio delle proprie forze come se ogni giorno ci fosse sempre una sfida, una maratona da fare.
E ti senti in procinto di spezzarti.
Ma così come siamo in grado di rispondere grazie a tutti quelli che ci fanno i complimenti, riusciamo a guardare in faccia le nostre debolezze, le nostre fragilità, a guardarle e a non seppellirle?
Recentemente ho scoperto che dentro un cristallo si formano arcobaleni se sono presenti delle fratture.
Potete credere o no alla cristalloterapia, ma questo è un dato di fatto.
E allora ho pensato "Che cosa meravigliosa."
Ho pensato all'essere umano e alle fratture che portiamo.
Quali incredibili arcobaleni possano nascere?
E intanto...
Si riesce a sostenere lo sguardo con la nostra parte debole e più fragile?
Questo è quello che scritto proprio un anno fa preciso su Facebook.
Capita a volte che la mia parte più fragile prorompa e credo che lo abbiate capito da alcuni miei post, anche recenti.
Di certo la mia forza non sta nell'essere indistruttibile e di certo non mi autoinganno dicendomi che sono una roccia.
Non è quella la mia forza.
La mia vera forza sta anche nell'accogliere la fragilità, ma soprattutto di accorgermi di lei.
mercoledì 25 novembre 2015
Guarire dalla violenza
In questa giornata contro la Violenza sulle Donne, vorrei concentrarmi su un fatto fondamentale ovvero Si può guarire dalla violenza?
Ma soprattutto cosa vuol dire in questo caso guarire?
di Elentori
Quasi tutto il mondo di chi ha subito la violenza (anche togliendo il quasi) si concentra su quel fatto scatenante.
Si cercano le ragioni anche perché, come viene spesso detto, tutto accade per un perché, ma gli unici perché che si riescono a trovare sono quelli concentrati su di te.
La paura ti blocca, ti impedisce anche di fare le cose più elementari e quando pensi alla normalità, pensi al prima.
Sì perché quell'atto provoca una spaccatura (per questo nel video che ho creato cinque anni fa, lei è tutta tagliata comprese le mani e i piedi ovvero il saper fare e il saper muoversi) tra il prima e il dopo e questo dopo occupa la mente, lo senti sulla pelle, è vivo più che mai.
Insomma guarire cosa vuol dire?
giovedì 17 settembre 2015
Monologhi e racconti
Quest'estate ho partecipato a due concorsi di scrittura: scrivere un monologo per il blog di Elisa Elena Carollo e scrivere un racconto per quello di Romina Tamerici. Entrambi i concorsi erano in occasione del compleanno dei loro blog ed entrambe le modalità di scrittura (monologo e racconto) rispecchiano i loro blog (nota: vi consiglio di seguirli entrambi)
Avevo già in mente di realizzare un post con ciò che avevo scritto, ma visto che i commenti dovevano essere anonimi, ho dovuto prima aspettare che entrambi i blog svelassero i tre finalisti (potete leggerli qui e qui).
Stavolta non sono entrata in finale in nessuno dei due concorsi e posso anche capirlo: in entrambi i blog c'è stata una grande affluenza che immagino abbia messo in crisi le due blogger.
Quindi, ecco cosa ho scritto io.
Prima i due monologhi
Foglie d'autunno
Poi il vento finì, le foglie caddero e i miei compagni se ne andarono ma la magia non era finita perché la sentivo nelle mie mani.
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martedì 1 settembre 2015
Settembre
Autunno di Stanislaus Soutten Longley
E' settembre da poco (parlo ovviamente del momento in cui sto scrivendo)
Avete passato una buona estate?
Spero di sì.
Io spero che da questo settembre e d'ora in poi le cose si smuovino e non solo per me, ma anche per tutti quelli che si sentono bloccati, per quelli che fanno arte e non, per tutti.
Vi ricordo anche, se non lo sapevate già o ve lo siete dimenticati, di questo concorso di scrittura su Aulonia.
Trovate tutte le indicazioni sul post e anche il link del riassunto della storia finora raccontata (capirete poi il perché). E' stato realizzato apposta così che voi non abbiate scuse.
Avete tempo fino alla mezzanotte del 30 settembre.
Am aracmand ("Mi raccomando" in romagnolo)
Intanto ben ritrovati e ricordatevi "Libera le farfalle che hai dentro e creerai giardini immensi"
da I am a bunny di Richard Scarry
Una frase che ogni tanto ho bisogno anch'io di ricordare.
A me stessa
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martedì 21 aprile 2015
L'iniziativa di Aulonia tra amarezza, un disegno e gran finale
E alla fine è giunta la scadenza.
Doveva esserci il mese scorso, ma visto che mi era giunto un solo disegno, avevo deciso di rinviare.
Risultato?
Il mese è scaduto e ancora ho un solo disegno.
E che cosa posso dire?
Beh, ad essere sincera, un po' di amarezza c'è.
Ma in fondo che cosa posso fare?
Non posso certo andare dalle persone a puntare la pistola in testa e dire "Perché non provi neanche a leggerlo nemmeno un po'?"
E non ce l'ho con le persone che prima mi hanno detto di sì che ci provavano poi per via di impegni, hanno dovuto rinunciare.
E non saprei neanche dire se ce l'ho con altri.
Dopotutto il mio personaggio non è qualcosa che se chiedi in giro, sai già di cosa si tratta ma neanche se fossimo in quel preciso campo dove solo gli esperti e gli appassionati sanno di cosa si stia parlando.
E con me stessa, non direi. Ho fatto il più possibile.
E' qualcosa che in mano di altri potrebbe esprimere ancora più potenziale?
Non saprei perché alla fine ci sono solo io a gestire il tutto e sì, magari si può dire che aggiorno poco.
Comunque bado alle ciance, bando all'amarezza perché non voglio che l'unico disegno alla fine passi in secondo piano.
Come ho scritto nel post dove facevo presente questa iniziativa, chi partecipava poteva liberamente interpretare Aulonia secondo il suo stile e Veggie, appassionata dei disegni in stile manga, l'ha realizzata così.
Essì, sembra Aulonia cresciuta. O è più da Zoe? (Ci manca adesso il test Sei più simile ad Aulonia o a Zoe? XD )
Quello che ho notato è stato più che altro l'intensità dello sguardo e che non guarda davanti a sé, dritto negli occhi dello spettatore, ma altrove.
Chissà cosa sta guardando.
Dopo qualche giorno, ho chiesto che chi mi manda la sua interpretazione, mi scriva anche un suo pensiero che accompagnasse il disegno così gliel'ho fatto presente.
Lei decide di mandarmi questa poesia.
A dream within a dream di Edgar Allan Poe
Ecco, un bacio sulla fronte,
or lasciandoti sul ponte,
io ti esprimo in sincer pianto –
Tu non sbagli, tu mi insegni
che i miei giorni furon sogni.
Se speranza volse via,
giorno o notte, allor fuggìa,
o in visione oppur nel niente,
è di men svanita o assente?
Vediam tutto e sembriam segno
sol di un sogno dentro un sogno.
Sono in mezzo nel fracasso
dove l’onda spiaggia scassa.
Tengo stretto tra le mani,
nella sabbia, l’or dei grani –
Son ben pochi! E van fluttuando
tra le dita mie nel fango
mentre piango! mentre piango –
Oh Signor! Fermar non posso
lor con sforzo sol più grosso?
Oh Signor! Potrei salvarne
giusto un, dal mar sì turpe?
Vediam tutto e sembriam segno
sol di un sogno dentro un sogno?
Ammetto che non la conoscevo prima d'ora e devo dire che ci sono alcuni frammenti che mi fanno subito ricollegare al mondo di Aulonia come "...Sono in mezzo nel fracasso/ dove l'onda spiaggia scassa..." ma anche "...E van fluttuando/ tra le dita mie nel fango/ mentre piango..."
Mi fa pensare a quel senso di inesorabilità che a volte si sente e ci si chiede Che cosa posso fare?
E quelle lacrime mi fanno pensare alla malinconia di Aulonia quando vede scomparire il ragazzo senza un nome.
Anche la domanda finale mi sembra affine al mondo di Aulonia.
Dopotutto Aulonia all'inizio non ha un corpo reale, effettivo eppure non per questo è priva di sensibilità.
Basta leggere le parole di un vecchio stralcio.Detto questo, grazie infinite Veggie.
E ora il gran finale!
Di certo, non demordo a questa mia iniziativa e più che dare una scadenza, ecco come è trasformata.
Ovvero continua "Disegna Aulonia e il suo mondo" interpretandola a tuo modo se desideri.
L'importante è che sia sempre lei.
Inviami il file.jpg a un'ottima risoluzione a vigele_83@libero.it
Allega al disegno un tuo pensiero (che cosa hai voluto creare, cosa ti ha colpito più, decidete voi. Non c'è limite ai caratteri).
I disegni (assieme a quello che scriverete) poi saranno tutti inseriti in un album apposito nella pagina Facebook di Aulonia (eccola qua)
E non c'è scadenza!!!
P.S.: Aulonia è una storia che va avanti da 4 anni e anche se ci sono solo io a scrivere, a pensare il tutto di sicuro non posso dimenticare i commenti, le vostre impressioni e sensazioni nel leggere.
P.P.S.: Ecco qui il nuovo capitolo di Aulonia.
lunedì 23 febbraio 2015
24 febbraio: Giornata del Pagano
Dal 2006, il 24 febbraio è la Giornata Europea del Pagano.
Perché questa data? Perché proprio in quel giorno nel 391 d.C., l'imperatore Teodosio I rese obbligatoria la religione cristiana ed emise un editto che portò alla persecuzione dei pagani estinguendo per sempre il fuoco di Vesta (che appunto doveva essere sempre mantenuto acceso)
fonte: qui (dove troverete altre informazioni)
Stranamente, cercando questo giorno su Google, vedo che nel 303 d.C. ci fu la persecuzione dei cristiani.
Comunque cosa posso dire?
Io mi sono interessata al Paganesimo sin da adolescente.
Quando mi chiedevano se credevo in Dio, non sapevo come rispondere perché no, non credo nel Dio cristiano. Almeno non in quello.
I miti greci mi piacciono però c'è una cosa che non mi soddisfa.
Seppure il paganesimo greco, così come quello celtico e norreno, è politeistico, non mi riconosco.
Per esempio le ninfe, che rappresentano gli elementi della Natura, vengono considerate come divinità minori e per me non è così. O almeno, non lo sento così.
Per me parte tutto dalla Natura.
Per questo mi sento legata e sono attratta dalle streghe che ovviamente non le intendo come parte di un femminile terribile, portatrice di morte e castrante. (piccola nota: facile poi accusare le streghe di portare la morte visto che erano in contatto con essa e con la nascita essendo interpellate come guaritrici e levatrici, ma non è che si potevano fare miracoli. E se c'era la siccità, un'epidemia ecc... ovviamente incolpavano loro perché è più facile.)
Certo possono essere terribili, ma perché possono destabilizzare e mostrarti qualcosa che preferivi non vedere.
Non importa chi sono. Non importa come mi chiamo. Potete chiamarmi Strega.
Perché tanto la mia natura è quella. Da
sempre, dal primo vagito, dal primo respiro di vita, dal primo calcio
che ho tirato al mondo.
Sono una di quelle donne che hanno il
fuoco nell’anima, sono una di quelle donne che hanno la vista e l’udito
di un gatto, sono una di quelle donne che parlano con gli alberi e le
formiche, sono una di quelle donne che hanno il cervello di Ipazia, di
Artemisia, di Madame Curie.
E sono bella! Ho la bellezza della luce,
ho la bellezza dell’armonia, ho la bellezza del mare in tempesta, ho la
bellezza di una tigre, ho la bellezza dei girasoli, della lavanda e pure
dell’erba gramigna!
Per cui sono Strega.
Sono Strega perché sono diversa, sono
unica, sono un’altra, sono me stessa, sono fuori dalle righe, sono fuori
dagli schemi, sono a-normale… sono io!
Sono Strega perché sono fiera del mio essere animale-donna-zingara-artista e … folle ingegnere della mia vita.
Sono Strega perché so usare la testa,
perché dico sempre ciò che penso, perché non ho paura della parola
pericolosa e pruriginosa, della parola potente e possente.
Sono Strega perché spesso dò fastidio alle
Sante Inquisizioni di questo strano millennio, di questo Medioevo di
tribunali mediatici e apatici.
Sono Strega perché i roghi esistono ancora e io – prima o poi – potrei finirci dentro.
(monologo di Barbara Giorgi scritto per Franca Rame)
E' questo il mio mondo.
La mia natura appunto.
Da bambina mi vergognavo per il mio essere diversa.
Volevo essere come tutti gli altri.
Ma, per fortuna, non lo sono diventata.
Per ricordare consiglio Il viaggio della strega bambina di Celia Rees e penso che prenderò anche il suo seguito ovvero Se fossi una strega. Sono curiosa.
Se poi volete sapere cosa voglia dire essere dei wiccan, vi rimando a questa doppia intervista che ho fatto a due wicca.
Inoltre se ci sono dei pagani che leggono questo mio post, sia chiaro che per quanto mi riguarda, io lo sento così il Paganesimo e ovviamente trovo ingiusto la persecuzione di quei pagani così come dei cristiani.
Non sono un'adoratrice del Diavolo e di certo non starò a convertire chi non è pagano.
Inoltre credo che capirete se non riconosco come streghe quelle da stereotipo considerate le cattive, così come non riconosco come strega quelle che "sparano" magia dalle mani o dalla bacchetta.
Se poi qualcuno vuole provare, giusto perché incuriosito, qual è il suo cammino pagano da percorrere può provare questo quiz.
Ovviamente c'è anche la possibilità che non vi riconosciate. Può capitare.
Non è che i quiz siano infallibili al 100%
P.S.: Dai 6 anni ho avuto un gatto completamente nero che mi ha portato tanta felicità. Naturalmente adesso non c'è più e di sicuro lui ha un posto speciale per me.
P.P.S.: Prima di andare a dormire ieri sera, stavo leggendo Brida, libro di Paulo Coelho, ed era la parte in cui c'era una che chiedeva a Brida la risposta alla fatidica domanda "Perché siamo qui?". C'è chi crede di trovare la risposta nella religione o nel materialismo... Alcuni - pochi - hanno accantonato la domanda senza pensare a rispondere vivendo nel presente. Ma gli impavidi e coloro che conoscono la Tradizione del Sole e la Tradizione della Luna rispondono "Non so." Allora Brida chiede "Perché la ricerca?" e così la donna risponde che non stanno cercando. Semplicemente si limitano ad accettare e così la vita diviene più luminosa e brillante. Ora, non so che cosa ne pensano gli altri, però potrebbe essere qualcosa su cui riflettere. Almeno un po'.
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domenica 8 febbraio 2015
Recitare un ruolo difficile
Premetto subito una cosa: con "difficile" intendo un ruolo che non solo ti scava nel profondo, ma che normalmente lo temeresti.
Ogni ruolo può presentare la sua difficoltà, anche quello più innocuo, ma io parlo di interpretare un personaggio che ha commesso un omicidio, che ha una storia disastrata alle spalle, un ruolo nel quale non puoi essere al sicuro.
Sarah Bernhardt in Lady Macbeth ritratta da Felix Nadar, 1884
(non il mio ruolo)
Al momento sto lavorando con il Circolo degli Attori, oltre a preparare uno spettacolo, un ruolo che potrebbe rientrare ne "i ruoli della vita". O meglio sto preparando un monologo.
Non vi dirò il personaggio, quello più avanti, però mi sta facendo molto riflettere interpretare un ruolo del genere.
Facendo questi anni di laboratorio, partendo dal 2003, ho interpretato diversi ruoli, tutti disparati e questo mi va più che bene perché non mi interessa essere definita, se mai riuscirò ad andare nel professionale, un'attrice comica o drammatica.
Io sono un'attrice.
Ecco, questo ruolo rappresenta una sfida per me anche se si tratta di un monologo poiché rappresenta un momento cruciale.
Vi posso dire che in seguito ci saranno delle morti causate da questa stessa persona e che scava molto nell'interiorità.
Quando si vede un attore, spesso lo si immagina in atteggiamenti pomposi e molto coreografici, ma se quei movimenti non scaturiscono dall'interno, potranno sembrare solo vuoti.
L'esteriorità di un personaggio non è meno importante della sua interiorità.
Posso anche avere ben in questione che cosa sento, ma si arriva al come esprimerlo.
Quando mi è stato dato questo monologo da colui che gestisce il Circolo degli Attori e ci dirige, ovvero Cristiano Caldironi, ero tutta eccitata e non vedevo l'ora di farlo.
Ma non perché gongolavo bensì perché pensavo subito al confrontarmi con esso.
Leggevo, leggevo e pensavo al come farlo.
Come interpretare un personaggio del genere, che dice di voler commettere un omicidio?
Ora, non sono una psicologa e ci mancherebbe altro.
Non ho neanche intenzione del "Sbatti il mostro in prima pagina" e se lo sentissi in televisione, non credo che starei a giustificarlo.
Come fare allora?
Tutte le persone sono governate da emozioni comuni e se si va a vederle, alla fine le possiamo riconoscere.
Quand'è che mi sono sentita una sola volta così?
Bene.
Prendiamo questa emozione, allarghiamola, facciamola crescere, facciamola scorrere in noi mantenendo il controllo.
Non è facile soprattutto perché certe emozioni come gelosia, invidia, rabbia ecc... il più delle volte vengono taciute e bollate come negatività.
Quindi anche il riconoscere in noi stessi può essere difficile.
Per questo è bello vedere come attori diversi interpretano lo stesso ruolo.
Non si tratta solo di testo, ma anche di come dirlo, che cosa ti muove nel dirlo, perché lo dici e ogni attore può fare la sua differenza.
Personalmente ho scoperto all'inizio che il fare teatro, ancora prima di diventare un mio pensiero di professione, mi ha aiutato molto ad esternare certe emozioni e scoprivo che potevo trasformare le brutture in grandiosità.
Soprattutto in una prova, ho visto come prendere questa emozione ed ero quasi come nel dominarla come se stessi facendo una danza col fuoco.
Quindi, non sto per niente inneggiando a questa donna che uccide, ma sto cercando di riconoscere e scoprire la sua umanità.
Può magari sembrare un controsenso, soprattutto se parliamo di killer seriali, stupratori, gente che stermina un popolo ecc...
Ecco, questa è una faccenda delicata.
Ci sono molte scuole di pensiero su tecniche teatrali che raccontano come affrontare un ruolo del genere (e non esiste solo il metodo Stanislavskij poi Strasberg).
Personalmente trovo molto utili le interviste fatte a persone che hanno avuto situazioni simili e vedere quanto ci sia assolutamente "normale" (per loro) in questo così come non pensano solo a quello nella loro vita.
Quando si pensa a un ruolo del genere, spesso lo si immagina come stereotipo eppure bisogna grattare ben sotto, non accontentarsi di ciò.
Ed è importante sviluppare il distacco dal personaggio se si vuole mantenere integra la propria salute.
Comunque detto ciò, un personaggio va scoperto come se fosse pieno di tasselli, un puzzle.Questo è ciò che posso dire finora.
Di sicuro mi verrà in mente qualcos'altro sempre sul tema dopo aver scritto pubblicato ciò.
Ovviamente non mi ritengo arrivata.
Sto facendo un percorso e chissà dove mi porterà.
Per adesso sono contenta dei ruoli che ho ricevuto e anche della fiducia ricevuta da chi mi guidava e dirigeva.
Ditemi voi che cosa ne pensate e se avete avuto ruoli del genere
mercoledì 14 gennaio 2015
Big Eyes: considerazioni sul fare arte e su me
Sono appena tornata dal cinema e, come capirete dal titolo, ho visto l'ultimo film di Tim Burton.
Cosa dire del film? Benritrovato Tim!!! Finalmente un film all'altezza.
Anzi, tranne in alcuni momenti, mi sembra un film non burtoniano, almeno non nel senso classico.
Qui mi sembra che si sia impegnato a raccontare la storia vera di un'artista, di una persona e come artista, come persona mi sono sentita toccata da ciò.
Di occhi grandi e teste enormi adesso c'è un'esagerazione infinita eppure trovavo nei dipinti di Margareth Keane un'inquietudine, qualcosa che non sapeva come esprimersi.
Mi sono interessata a lei quando ho saputo, diversi mesi addietro, che Tim Burton avrebbe fatto un film su tale artista.
i veri personaggi
Walter e Margaret Keane
Walter e Margaret Keane
Margaret e Amy Adams che per il suo ruolo da protagonista
ha ricevuto recentemente il Golden Globe
Ampiamente meritato
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martedì 13 gennaio 2015
La libertà nel disegno
Che squillino le trombeeeeeee!!!!!
Sono felicissima e supergasata perché, dopo tanto diverso tempo che non prendevo una matita oppure la prendevo e facevo uno scarabocchio mosso e incompleto, ho fatto un disegno!!!!
Il brutto è che non riesco neanche a postarlo perché lo scanner non va (uffa!!!) ma sono così felice!!!
E vi dirò: sembra che alla fine il disegno non ne sia mai andato. E' come se fosse rimasto silenziosamente accanto a me se non addirittura dentro.
E che dire?
Il disegno è il mio primo amore. E' stata la mia prima forma di comunicazione. Il primo modo che avevo da bambina per dire "Ci sono anch'io.".
E dal disegno è nato il mio amore per le immagini.
E' stato come una chiave per un mondo che mi ha aiutato innumerevolmente volte.
Sono felicissima e supergasata perché, dopo tanto diverso tempo che non prendevo una matita oppure la prendevo e facevo uno scarabocchio mosso e incompleto, ho fatto un disegno!!!!
Il brutto è che non riesco neanche a postarlo perché lo scanner non va (uffa!!!) ma sono così felice!!!
E vi dirò: sembra che alla fine il disegno non ne sia mai andato. E' come se fosse rimasto silenziosamente accanto a me se non addirittura dentro.
E che dire?
Il disegno è il mio primo amore. E' stata la mia prima forma di comunicazione. Il primo modo che avevo da bambina per dire "Ci sono anch'io.".
E dal disegno è nato il mio amore per le immagini.
E' stato come una chiave per un mondo che mi ha aiutato innumerevolmente volte.
Così ho scritto il 28 dicembre tutta esaltata su Facebook.
Curiosi di vedere il mio schizzo?
Eccolo
Non sarà perfetto come disegno, ma dopotutto gli schizzi non hanno bisogno di essere perfetti.
Sono come delle impressioni, semi che stanno per nascere e hanno la stessa forza e potenza di un germoglio che perfora l'asfalto.
A volte quando si vuol fare di uno schizzo un disegno completo e finito, è difficile mantenere nel disegno la stessa freschezza dello schizzo.
Nel farlo mi sono sentita libera come una bambina, libera di giocare e non c'è niente di meglio di uno sguardo fanciullesco per fronteggiare un blocco.
Anzi, io lo chiamo blocco però magari non è così.
Forse qualcosa in me è in procinto di nascere e io non sono in blocco, ma forse in attesa come gravida di qualcosa.
Mentre disegnavo, sentivo come se il disegno fosse una presenza vicina a me.
Come se ci fosse una guida accanto a me.
Sarà questa donna nata chissà dove ad essere la mia guida?
Può darsi.
E dove sta guardando?
Cos'è che ha visto?
Alcuni misteri rimangono tali nel disegno.
Comunque sono davvero felice e ringrazio un mio caro amico per aver fotografato il mio disegno così che io possa farlo vedere.
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sabato 13 dicembre 2014
A piedi nudi
Non ho bisogno dei tacchi per elevarmi.
Quando posso cerco di togliere le scarpe e muovere i piedi e le dita.
Amo cercare nuovi modi di camminare, farli danzare.
E se percorri una stanza squadrata o rettangolare, puoi rifare il giro camminando all'indietro, senza voltare la testa per vedere dove vai, perché i piedi sanno già istintivamente quando c'è l'angolo. (uno degli esercizi fatti nella danza butoh)
Amo sentire coi piedi nudi il terreno, l'erba, il mare... tutto il mondo che ci circonda e sentire il legame che ho con energie primordiali.
E poi sul palco e nei templi è usanza avere i piedi nudi perché, in entrambi casi, si ha contatto con il principio della creazione.
Florence and The Machine
idem
E non importa se si formeranno calli e vesciche.
Magari mi rallenteranno, ma di certo non fermeranno la mia danza.
Isadora Duncan
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martedì 9 dicembre 2014
Vita, vita mia
di Ryan McGinley
Vita, vita mia, che pulsi incessantemente, che fremi come se tenessi in mano una farfalla.
Lo sento quel continuo vibrare come una piccola scintilla che mi fa il solletico, che mi fa ridere anche se tutto continua a crollare.
Vita, dolce e crudele, che fai crollare finte certezze, armature fatte di pensieri.
Ti danno della matrigna solo perché non sei come gli altri desiderano, ma tu vita sei fedele solo a te stessa.
Chi sei vita?
Sei il tempo che va dalla nascita alla morte? Una loro compagna?
O sei molto di più?
Che cosa sono quelle entità che sembrano strapparti l'anima?
Ma l'anima ha la capacità di guarirsi se glielo permettiamo.
Oh, vita, vita mia cercherò il tuo senso...
Vivendoti
giovedì 27 novembre 2014
Un intreccio d'arte
Non so se capita anche a voi di aver un bel pensiero nel bel mezzo della notte, un'azione da fare e dovete per forza svegliarvi se no non riuscite più a dormire?
Ebbene, a me capita molte volte e ieri notte è successo lo stesso.
Ovvero alle 4 del 26 novembre mi alzo dal letto con questo pensiero: creare un gruppo su Fb.
Se mi sono iscritta è principalmente per lavoro.
Poi ovviamente scrivo pensieri, mi piace condividere... Insomma, anche un po' di svago.
Ma il lavoro è sempre là e allora usiamolo sto social network.
Come si intitola il gruppo?
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Ravenna
venerdì 17 ottobre 2014
Ravenna non ce l'ha fatta. Noi ci siamo ancora ;)
E così non ce l'abbiamo fatta.
Ha vinto la nostra grande avversaria: Matera.
Dopo un'attesa estenuante, il risultato è questo.
Ovviamente la delusione è enorme perché sì, abbiamo fatto. Ci siamo messi in gioco (anche letteralmente :D ) e oltre alla delusione, che devo dire?
Non rinnego niente.
Io sto ancora con Ravenna e spero che anche altri miei concittadini lo facciano.
Che ancora ricordino questo percorso perché in questo abbiamo già vinto e immagino che sia lo stesso anche per le altre città.
Ecco qui alcuni dei miei post dedicati a Ravenna:
Ha vinto la nostra grande avversaria: Matera.
Dopo un'attesa estenuante, il risultato è questo.
Ovviamente la delusione è enorme perché sì, abbiamo fatto. Ci siamo messi in gioco (anche letteralmente :D ) e oltre alla delusione, che devo dire?
Non rinnego niente.
Io sto ancora con Ravenna e spero che anche altri miei concittadini lo facciano.
Che ancora ricordino questo percorso perché in questo abbiamo già vinto e immagino che sia lo stesso anche per le altre città.
Ecco qui alcuni dei miei post dedicati a Ravenna:
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martedì 7 ottobre 2014
Ravenna Capitale Europea della Cultura 2019? Le cinque tracce
Mancano pochissimi giorni. Sia alla visita dei componenti della giuria sia alla decisione finale.
Adesso, tra altri eventi che si stanno avvicinando come il Komikazen che c'è questo fine settimana, si pensa proprio alla visita dei giurati e la si pensa come una sfilata festosa.
Se c'è una parola che può sintetizzare questo processo verso la conquista del titolo è: comunità.
Si è cercato di dare spazio ai semplici cittadini, di renderli partecipi di questo evento.
Anche chi magari era contrario o contrariato da questa iniziativa, comunque il solo parlarne lo rendeva partecipe.
Per prima vi condurrò nelle cinque tracce che delineano questo progetto con delle immagini e miei pensieri creati per l'occasione.
Intanto qui potete leggere il dossier finale della candidatura.Di soglia in soglia
di Patrick Coin
Attraversare più soglie e rimanere gli stessi. Anzi, attraversare per rimanere se stessi. Per continuare il cammino perché se no si muore
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domenica 21 settembre 2014
Un ricordo arcaico di infanzia
Avete dei ricordi d'infanzia che vi sembrano appartenere a un tempo molto più antico?
C'è questo mio ricordo di me e mia nonna materna che, crescendo, ha acquistato sempre più importanza per me.
All'apparenza può sembrare banale, ma ha in sé un significato molto profondo.
Potete immaginare come, avendo avuto nonne romagnole, e stando quasi sempre coi nonni materni, io abbia assistito tante volte e guardato mia nonna che cucinava.
La vedevo fare la pasta in casa (ogni tanto faceva piegare anche a me i tortellini) ma c'era un atto che era quello che facevo sempre e mi piaceva un sacco.
Da un piatto con chicchi di riso, dividevo il riso buono da quello cattivo.
Ora, se vi piacciono le fiabe e le avete sempre lette, questo atto vi sembrerà familiare.
Infatti accadeva spesso nelle fiabe che al o alla protagonista veniva chiesta questa prova dalla vecchia.
Questa prova però era impossibile da ultimare perché di riso ce n'era un sacco.
E così succedeva che venivano fuori gli Aiutanti ovvero altre entità che prendevano il posto del bambino o bambina e lo ultimavano.
Potevano essere animali umili come formiche o topi oppure oggetti come la bambola di Vassilissa.
Può essere riso o frumento o grano, sempre chicchi piccoli.
Ma cosa significa separare il buono dal guasto?
E qua mi affido a Donne che corrono coi lupi della Clarissa Pinkola Estés.
Ebbene, parlando appunto della fiaba di Vassilissa, spiega questo atto.
(...) Il frumento buono, quello toccato dalla ruggine, i semi di papavero e l'immondizia sono tutti resti di un'antica farmacopea. Queste sostanze sono usate come balsami, unguenti, infusioni e impiastri per trattenere altre medicine sul corpo. Come metafore, sono anche medicine per la mente; alcune nutrono, altre danno il riposo, alcune provocano languore e altre stimolano. Sono sfaccettature dei cicli Vita/Morte/Vita,. Baba Jaga non soltanto chiede a Vassilissa di separare questo da quello, di sapere la differenza tra cose dello stesso genere - come tra il vero amore e il falso amore o fra la vita che nutre e la vita distrutta - ma le chiede anche di distinguere una medicina dall'altra.
Come i sogni, che si possono comprendere a livello oggettivo ma trattengono comunque una realtà soggettiva, questi elementi di cibo/medicina sono una guida simbolica. Come Vassilissa, dobbiamo selezionare gli aspetti psichici curativi, selezionare per comprendere che il cibo per la psiche è anche medicina per la psiche e spremere la verità, l'essenza da questi elementi per trarne nutrimento (...)
Qualche giorno fa poi un amico mi ha inviato un video tratto dal film 8 e 1/2 di Federico Fellini e c'era un ricordo d'infanzia scatenato da delle parole senza senso ovvero Asa-Nisi-Masa.
Non avendo mai visto il film, ma lo farò, mi ritrovo davanti ad una scena che magari ho percepito diversamente da quello che era l'intento del regista.
Ecco, mi sembra quasi di ritrovare la stessa sensazione di me e i chicchi di riso, lo stesso ricordo arcaico, quasi mitologico.
Sempre ritornando al mio ricordo, non credo che mia nonna avesse intenzione di farmi capire ciò che intende la Estés (oppure non lo so). Immagino volesse condividere con me un momento, ma credo si tratti anche di un passaggio. Immagino che anche lei da bambina avesse fatto lo stesso e così ancora e ancora e ancora nel passato.
Un legame che si sta instaurando e la Donna Antica si sta risvegliando.
Avete anche voi dei ricordi simili?
Asa-Nisi-Masa! Asa-Nisi-Masa! Asa-Nisi-Masa!
(vai qui per leggere il significato junghiano legato al puer aeternus di 8 e 1/2)P.S.: Ci sono altre fiabe dove la prova invece consiste di raccogliere tutto il riso o altro.
P.P.S.: Non ho trovato illustrazioni che possano raccontare questo atto però desidero condividere questa foto che, anche se non parla di separazione di cereali o di raccoglierli tutti, la trovo esemplare.
by Le Quang
Il legame per esempio tra Vassilissa e Baba Jaga è differente tra quello tra la strega e Hansel e Gretel.
Seppur terribili entrambi, Baba Jaga educa Vassilissa mentre invece la strega di Hansel e Gretel desidera distruggerli.
I due bambini non si rafforzano grazie a lei, ma come conseguenza di una volontà di sopravvivere.
Vassilissa è conscia del cammino che sta percorrendo.
E' come se fosse un'iniziata.
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domenica 20 luglio 2014
La canzone del bambino nel vento
La guerra che succede in Palestina riempie le bocche di tutti e infatti come si può rimanere indifferenti?
Parlando poi di Israele, c'è una particolare invettiva e alcuni lodano Hitler per aver creato i campi di concentramento (che ricordo non c'erano solo gli ebrei).
A volte nel passato mi sono chiesta: "Siete stati perseguitati, imprigionati, mandati nei campi di concentramento, perché fate questo?"
Si dice che non si impara mai dal passato, ma forse si vuole imparare quello che uno desidera imparare.
Ho sentito molte volte storie di italiani o altri popoli che venivano accusati: Tu hai fatto questo al mio popolo! L'hai reso schiavo! L'hai sterminato! Hai ucciso bambini, stuprato le donne e poi le hai ammazzate!... (scegliete una delle frasi). Poi magari si scopre che lo stesso popolo che accusa ha fatto precedentemente al popolo accusato.
Ma io cosa c'entro?
Non c'ero quando è successo tutto questo!
E' davvero questo il mio peccato originale?
Sarebbe a questo che conduce il mio karma?
Io non credo tanto a queste cose del peccato originale e del karma di vite passate.
Se qualcuno mi dicesse Vedi questo luogo? Tu li hai sterminati io risponderei Veramente non ero ancora nata e se mi dicessero Sono stati i tuoi antenati io ancora risponderei Veramente non lo so. Magari i miei antenati combattevano contro quelli che sterminavano e poi io non sono loro.
Non si tratta de Me ne frego totalmente.
Quello che vorrei è che si spezzasse questa catena.
La Storia, tutta la Storia, è piena di genocidi, di privazioni della
terra, di stermini e spesso attraverso questi è arrivata una certa cosa
chiamata Civiltà.
Questo ci giustifica?
Non direi proprio.
Non
sto parlando di antisemitismo, ma di tutta la Storia. Si tratta di dare
la responsabilità a chi sta facendo in questo momento.
Vi sembra stupido quello che dico?
Beh io in realtà non sto vivendo quella guerra. Posso vederla dalla tv o vedere le foto. E inoltre non sono una sopravvissuta dei campi di concentramento però, vedete, oggi sento una canzone e non trovo nessuna differenza tra il titolo della canzone e quello che sta succedendo adesso.
Davvero notate qualche differenza?
Attenzione: Purtroppo sto vedendo quanto l'industria delle bufale e del fake colpisce anche quest'ultima guerra facendo passare bambini di altri nazioni per bambini palestinesi. Oppure bambini morti per cause naturali o incidentali per morti di guerra.
mercoledì 2 luglio 2014
Live Painting
Un brindisi alla pittura e a tutte le arti
La pittura è un momento intimo, in solitaria ma cosa succede quando dipingi a degli eventi dove c'è la musica, ci sono persone che ti guardano?
Mi è capitato di dipingere dal vivo (o live painting come si dice) e sono state quattro (per ora) le occasioni, degli eventi.
La prima volta è stata quattro anni fa.
Ero stata invitata all'Almagià (un locale di Ravenna per eventi culturali).
Si poteva dipingere quello che si voleva basta che sia qualcosa accaduto nel primo decennio del 2000.
Così ho voluto dipingere quella che chiamo una Guerra del Golfo ovvero il disastro ambientale del Golfo del Messico.
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