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martedì 13 dicembre 2016

Perché le immagini vengono poco considerate?



Ed eccoci all'ennesimo copione: trovo un'immagine (questa qui sopra) che mi interessa, che mi colpisce. 
La salvo, la cerco su Google Immagini per trovare l'autore e tutto quello che vedo è una continua ripetizione di link a post dove compare l'immagine ma senza autore.
Faccio gli incroci tra un'immagine e alla fine trovo l'autore. Si tratta di Rudolph Carl Gorman.
E qua mi chiedo il perché.

Perché le immagini vengono considerate così poco?
Ne vedo di blog, pagine su Facebook dove le immagini (che siano dipinti, foto o disegni) accompagnano frasi che hanno la citazione, ma le immagini no.
E poi nei commenti vedo Sì, è tutto vero... Giusto...
Ma il mondo legato all'immagine dov'è?
Spesso fanno da cornice alla frase o comunque alle parole (anche se a volte ci sono momenti nei quali non ci vedo una connessione), magari per rendere il tutto in una visione estetica.
Ma finisce lì il suo compito o continua?
Vedo blog e siti che vogliono istruire, con frasi motivanti e spesso è accompagnato da un'immagine, ma senza alcuna citazione.
Diverse volte sono stata lì a scrivere L'immagine è di... e non è tanto per sfoderare chissà quale conoscenza (anche perché molte volte non conoscevo l'autore, sono andata a cercarlo in quel momento) ma perché mi dispiace vedere un'immagine senza sapere chi l'ha creata.
Il mondo dietro quell'immagine dov'è?
A qualcun altro interessa?
Per esempio, andando a cercare poi questo autore su Google, scopro che è un pittore Navajo morto qualche anno fa (qui la sua pagina Wikipedia in inglese).
Posso anche magari pensare che non ci si pensa. Si salva l'immagine in una cartella del computer e poi quando la si ripesca, la si inserisce subito.
Però allora mi chiedo: siamo davvero così legati alle parole e poco alle immagini tanto da lasciare queste ultime in secondo piano?
O proprio non c'è nessuna voglia di ricercare, di spingerci oltre? Non so anche perché molti di questi siti e blog formativi parlano di questo.
Oppure ancora c'è poca educazione a rapportarsi con le immagini?
Nel senso che sin da piccoli siamo educati a scrivere bene, a non fare degli errori e se per caso ne capita uno, viene subito puntato il dito e si pensa che si parla un italiano scorretto. Poi magari ci possono essere diverse situazioni nelle quali un errore può scappare. Per esempio si è dislessici oppure un altro disturbo dell'apprendimento, si va di fretta, si è arrabbiati, non lo si è visto proprio. Oppure ancora (e questo per esperienza personale) state scrivendo su un tablet che memorizza ogni tua cancellatura così da far risultare il tuo discorso in un italiano incomprensibile, come se procedesse a singhiozzi.
Ma si deve essere per forza nel campo dell'arte (qualsiasi essa sia) per essere legati al mondo dell'immagine, per essere stupiti, meravigliati, a bocca spalancata per una singola immagine?
O comunque essere appassionati sin da piccoli.
Il fatto è che io non capisco.
A volte mi capita di mettere un'immagine qui nel blog senza l'autore ma perché anche facendo mille capriole tra un'immagine e l'altra su Google Immagini, non sono riuscito a trovarlo. 
Oppure magari c'è, ma il post è in una lingua incomprensibile che neanche provando a tradurlo, riesco a capire chi sia.
E quando questo succede, mi dispiace perché mi sembra che quell'immagine sia a metà.

sabato 19 dicembre 2015

Tenere un blog

All'improvviso noto che nel blog "Farfalle eterne" tutto d'un botto se ne sono andati 7 lettori (piccola nota: un lettore ha subito commentato dicendo che questo calo dei folowers è un problema tecnico comune ad altri blogger. Questo mi rincuora un po')
Dopo un attimo penso "Ma poi di tutti questi che sono segnati come followers, quanti ti scrivono? Quanti commentano? Anche una sola volta?" 
Io ringrazio enormemente chi commenta e amo lasciare a ognuno di loro un messaggio di ringraziamento.
Però a volte mi chiedo se alla fine tutto questo dipende da me poiché anche le visualizzazioni sono crollate.
Perché dico questo? Ci sono molti che parlano del mio blog come se fosse sconclusionato, senza un vero e proprio fil rouge.
Insomma, ci sono i blog di cucina, i blog di cinema, i blog di letteratura, i blog esoterici, i blog di moda ecc... e poi c'è il mio.
Il mio blog non ha un'accezione specifica.
Si potrebbe quasi dire che sia un blog d'arte, ma non c'è solo quello.
Il fatto è che, come può dirlo chi mi conosce, io ho molteplici interessi e davvero non saprei proprio quale scegliere per dare un'impronta al mio blog.
Inoltre ho fatto anche alcune iniziative per promuovere il mio blog e Aulonia, ma non è che ho ricevuto un forte riscontro. E' vero che sono stati condivisi, e a loro ovviamente va il mio ringraziamento, però alla fine... Ricordavo e ricordavo sempre qui e su Facebook tanto che mi sembrava di spammare. Qualcuno dirà magari che non era il periodo giusto. Vai a vedere altri blog e vedi che invece le condivisioni, i commenti fioccano tanto da rendere difficile la scelta finale. 
Poi, ci sono diversi che hanno una scaletta, che sono metodici. Davvero, questo non fa per me. Almeno per ora.
Forse, a qualcuno sembrerà che io adesso stia attenta solo ai numeri ma il fatto è che se scrivo, lo faccio sempre verso qualcuno.
Per questo mi piace cercare il più possibile, mettere le immagini migliori, impiegare ore per realizzare un post, modificare post passati e magari sostituendo video.
Si potrebbe dire quasi un lavoro vero e proprio e ho visto che diversi lo mettono accanto al proprio lavoro.
Io adesso non sto facendo niente (nel senso di lavoro) nonostante stia cercando in qualche maniera di pubblicizzarmi.
Sto facendo un corso di teatro che è come una scuola per perfezionarmi.
Con la pittura va che i miei quadri vanno via solo se desidero regalarli.
Le cose adesso stanno andando così.
Qualcuno mi potrebbe dire di cercare un lavoro che non sia artistico, ma credetemi se vi dico che molti lavori, la maggioranza, per me sono proibitivi a livello fisico e non lo dico per fare la vittima.
Si potrebbe dire "E' la crisi. Siamo tutti nella stessa barca." però poi vedi, e qui parlo di non privati che spendono soldi per invitare ospiti che di certo non sono lì per il suo valore artistico.
E questo non lo dico solo per me, ma anche per tanti amici che conosco e che cercano in tutti i modi di sopravvivere.
Internet è una grande risorsa, ma alla fine non è tutto.
Cosa c'entra tutto questo il mio blog? Col fatto che diversi se ne siano andati?
A dir la verità, sto scrivendo come se mi stessi sfogando (permettetemelo per favore) e si sa che lo sfogo è come un fiume in piena quando lasciato libero.
Di sicuro, non è uno sfogo urlato ma diciamo con una punta di rammarico e immagino che certi momenti capitano anche a diversi miei colleghi blogger.
Se a qualcuno è venuto il dubbio, non intendo chiudere il blog ma solo desideravo comunicare questo.
Un po' si pensa al blogger come a qualcuno in rapporto al suo pubblico e a volte ti accorgi che stai parlando al vuoto o a una, due persone.
Parlando di teatro, è una cosa che potrebbe capitare e quando ho realizzato il mio primo spettacolo de L'eretica che era per 20 persone sia la prima volta, sia le altre due (quest'ultime nella stessa giornata) le persone non raggiungevano la metà.
Non puoi scacciare le persone che ti seguono e di certo non puoi dare una piccola parte visto che non hai raggiunto il numero che desideravi.
In ogni caso, devi dare il meglio di te se decidi di farlo ed è così per il blog.
Con questo desidero finire questo post, anche perché non vorrei annoiarvi troppo, e grazie.
Ve lo dico sinceramente, senza alcun sarcasmo.



Aggiornamento 22 dicembre 2015:
E un altro grazie va a tutti coloro che hanno voluto commentare questo mio attimo di sconforto e non solo a loro. E' stato un attimo di sconforto che può capitare.
L'importante è che poi si va avanti e vi ringrazio ancora per le vostre parole.

venerdì 18 dicembre 2015

Forte come la fragilità


"Sei grande!" "Sei tutti noi." "Madonna, quanto sei bravo!"
Frasi come queste possono solleticare il tuo orgoglio, ma poi si è a casa e tutte quelle frasi ti sembrano vuote. Magari sono anche vere, ma ti sembrano rumore.
E ti senti fragile.
Ci si vuole sempre sentire al meglio delle proprie forze come se ogni giorno ci fosse sempre una sfida, una maratona da fare.
E ti senti in procinto di spezzarti.
Ma così come siamo in grado di rispondere grazie a tutti quelli che ci fanno i complimenti, riusciamo a guardare in faccia le nostre debolezze, le nostre fragilità, a guardarle e a non seppellirle?
Recentemente ho scoperto che dentro un cristallo si formano arcobaleni se sono presenti delle fratture.
Potete credere o no alla cristalloterapia, ma questo è un dato di fatto.
E allora ho pensato "Che cosa meravigliosa."
Ho pensato all'essere umano e alle fratture che portiamo.
Quali incredibili arcobaleni possano nascere?
E intanto...
Si riesce a sostenere lo sguardo con la nostra parte debole e più fragile?




Questo è quello che scritto proprio un anno fa preciso su Facebook.
Capita a volte che la mia parte più fragile prorompa e credo che lo abbiate capito da alcuni miei post, anche recenti.
Di certo la mia forza non sta nell'essere indistruttibile e di certo non mi autoinganno dicendomi che sono una roccia.
Non è quella la mia forza.
La mia vera forza sta anche nell'accogliere la fragilità, ma soprattutto di accorgermi di lei.

venerdì 20 novembre 2015

20 novembre: Giornata per i Diritti dell'Infanzia

Quando si pensa all'infanzia, si pensa quasi subito alla gioia, alla spensieratezza...
Non so, ma per me non è così.
Io penso all'infanzia violata, a quel territorio che germoglia al quale viene gettato ripetutamente del cemento.


di Marta Bevacqua


Oggi è la Giornata ai Diritti dell'Infanzia.
Ecco, io non voglio più pensare a delle bambine vestite come bambole, esposte come carne da macellaio e costrette a sorridere.




vedi anche il caso Ionesco


giovedì 15 ottobre 2015

Io e il mio blog

Per chi scrivi il blog?
Quali sono le tue motivazioni per tenere un blog?


A volte mi rimbalzano queste domande.
Come può essere catalogato il tuo blog?
Beh, entrare nel mio blog Farfalle eterne è come incontrarmi.
Un giorno parliamo di una cosa ed un giorno magari parliamo di tutt'altro però tutto accomunato dalla voglia di scoprire, dalla voglia di sondare e di condividere.
E inoltre della voglia di tenere cura.
Se c'è qualcosa che penso possa far piacere a qualcuno, non solo sto lì a pensarlo, ma glielo faccio presente.
A volte ho un po' il timore di disturbare (quando chiamo al telefono non manco mai di dire, dopo aver salutato, "Spero di non disturbarti.") e almeno qui nel blog posso sentirmi libera di dire, scrivere, di mettere immagini.
Ma c'è anche un'altra cosa che è fondamentale per il mio blog: non solo scrivo per gli altri, per la voglia di condividere ma anche per me stessa.
Non so se questo intento egoistico possa deludere qualcuno, ma vedete quando scrivo lo faccio anche per ricordare a me stessa.
Ovviamente non dimentico mai i miei lettori e sono grata assolutamente per tutti i commenti che mi lasciate, per le e-mail e le richieste ricevute e alle quali ho avuto molto piacere di rispondere (se queste poi non sono arroganti e fintamente ironiche).
E' con immenso piacere che vi informo di alcuni miei progressi nel campo dell'arte, del teatro perché alla fine ho creato questo blog per mostrare la mia arte.
Ma poi la cosa è sfuggita un po' di mano e così il blog ha preso un'accezione più estesa.
Per questo dico sempre di guardare le etichette che trovate a destra, ma anche così non so se qualcuno possa capire.
Se ritornassi indietro, cambierei qualcosa?
Per molti eventi della mia vita, credo che se avessi la possibilità, lo farei ma per quanto riguarda il mio blog alla fine credo di no.
Come ho detto prima, leggere il mio blog è come incontrarmi.
Ecco, chi sono io?


martedì 21 aprile 2015

L'iniziativa di Aulonia tra amarezza, un disegno e gran finale

E alla fine è giunta la scadenza.
Doveva esserci il mese scorso, ma visto che mi era giunto un solo disegno, avevo deciso di rinviare.
Risultato?
Il mese è scaduto e ancora ho un solo disegno.
E che cosa posso dire?
Beh, ad essere sincera, un po' di amarezza c'è.
Ma in fondo che cosa posso fare?
Non posso certo andare dalle persone a puntare la pistola in testa e dire "Perché non provi neanche a leggerlo nemmeno un po'?"
E non ce l'ho con le persone che prima mi hanno detto di sì che ci provavano poi per via di impegni, hanno dovuto rinunciare.
E non saprei neanche dire se ce l'ho con altri.
Dopotutto il mio personaggio non è qualcosa che se chiedi in giro, sai già di cosa si tratta ma neanche se fossimo in quel preciso campo dove solo gli esperti e gli appassionati sanno di cosa si stia parlando.
E con me stessa, non direi. Ho fatto il più possibile.
E' qualcosa che in mano di altri potrebbe esprimere ancora più potenziale?
Non saprei perché alla fine ci sono solo io a gestire il tutto e sì, magari si può dire che aggiorno poco.
Comunque bado alle ciance, bando all'amarezza perché non voglio che l'unico disegno alla fine passi in secondo piano.
Come ho scritto nel post dove facevo presente questa iniziativa, chi partecipava poteva liberamente interpretare Aulonia secondo il suo stile e Veggie, appassionata dei disegni in stile manga, l'ha realizzata così.






Essì, sembra Aulonia cresciuta. O è più da Zoe? (Ci manca adesso il test Sei più simile ad Aulonia o a Zoe? XD )
Quello che ho notato è stato più che altro l'intensità dello sguardo e che non guarda davanti a sé, dritto negli occhi dello spettatore, ma altrove.
Chissà cosa sta guardando.


Dopo qualche giorno, ho chiesto che chi mi manda la sua interpretazione, mi scriva anche un suo pensiero che accompagnasse il disegno così gliel'ho fatto presente.
Lei decide di mandarmi questa poesia.


A dream within a dream di Edgar Allan Poe


Ecco, un bacio sulla fronte,
or lasciandoti sul ponte,
io ti esprimo in sincer pianto –
Tu non sbagli, tu mi insegni
che i miei giorni furon sogni.
Se speranza volse via,
giorno o notte, allor fuggìa,
o in visione oppur nel niente,
è di men svanita o assente?
Vediam tutto e sembriam segno
sol di un sogno dentro un sogno.

Sono in mezzo nel fracasso
dove l’onda spiaggia scassa.
Tengo stretto tra le mani,
nella sabbia, l’or dei grani –
Son ben pochi! E van fluttuando
tra le dita mie nel fango
mentre piango! mentre piango –
Oh Signor! Fermar non posso
lor con sforzo sol più grosso?
Oh Signor! Potrei salvarne
giusto un, dal mar sì turpe?
Vediam tutto e sembriam segno
sol di un sogno dentro un sogno?




Ammetto che non la conoscevo prima d'ora e devo dire che ci sono alcuni frammenti che mi fanno subito ricollegare al mondo di Aulonia come "...Sono in mezzo nel fracasso/ dove l'onda spiaggia scassa..." ma anche "...E van fluttuando/ tra le dita mie nel fango/ mentre piango..."
Mi fa pensare a quel senso di inesorabilità che a volte si sente e ci si chiede Che cosa posso fare?
E quelle lacrime mi fanno pensare alla malinconia di Aulonia quando vede scomparire il ragazzo senza un nome.
Anche la domanda finale mi sembra affine al mondo di Aulonia.
Dopotutto Aulonia all'inizio non ha un corpo reale, effettivo eppure non per questo è priva di sensibilità.
Basta leggere le parole di un vecchio stralcio.
Detto questo, grazie infinite Veggie.


E ora il gran finale!
Di certo, non demordo a questa mia iniziativa e più che dare una scadenza, ecco come è trasformata.
Ovvero continua "Disegna Aulonia e il suo mondo" interpretandola a tuo modo se desideri.
L'importante è che sia sempre lei.
Inviami il file.jpg a un'ottima risoluzione a vigele_83@libero.it
Allega al disegno un tuo pensiero (che cosa hai voluto creare, cosa ti ha colpito più, decidete voi. Non c'è limite ai caratteri).
I disegni (assieme a quello che scriverete) poi saranno tutti inseriti in un album apposito nella pagina Facebook di Aulonia (eccola qua)
E non c'è scadenza!!!




P.S.: Aulonia è una storia che va avanti da 4 anni e anche se ci sono solo io a scrivere, a pensare il tutto di sicuro non posso dimenticare i commenti, le vostre impressioni e sensazioni nel leggere.
P.P.S.: Ecco qui il nuovo capitolo di Aulonia.

martedì 17 febbraio 2015

Una bambina, di Torey L. Hayden




E dopo aver cominciato, interrotto, ricominciato, reinterrotto, alla fine sono arrivata alla conclusione di questo libro.
Non so se avete mai sentito parlare di Torey L. Hayden, chiamata "la maestra dei casi difficili".
Questo è il suo primo libro dove lei parla della sua esperienza con questa bambina difficile di 6 anni, Sheila che entra nella classe dei bambini "speciali" di Torey.
Cos'ha fatto "per meritarsi questo"? In pratica ha legato un bambino di tre anni ad un albero e lo ha ustionato.
Ed ora desidero fermarmi qui. Non tanto con il post bensì con questo tipo di narrazione perché, ve ne sarete accorti, ne ho usati di virgolettati.
Ne usiamo parecchi anche quando si parla dei matti (fate finta di vedere il virgolettato).
Odio questa parola intesa così (matti) e poi c'è sempre qualcuno che dice "Ma matti lo siamo un po' tutti."
Non so che cosa loro vogliano intendere. Che un briciolo di pazzia c'è in ogni persona?
Okay, ma provate a leggere questo libro.
E poi quando leggo o sento alcuni che rifuggono dalla normalità perché è banale è noiosa.
Provate a leggere questo libro.
Tutto!

Ci sono due frasi che ho sottolineato nel libro

E' vero che erano tutti bambini dalla personalità disgregata, ma nessuno di loro era fragile. Anzi, il fatto che fossero sopravvissuti tanto a lungo dopo quello che avevano passato era una testimonianza della loro forza.

L'unica reazione normale a un'infanzia come quella di Sheila non poteva che essere il disadattamento cronico. Chi si fosse mai adattato all'oscenità di una esistenza del genere, quello si sarebbe dimostrato infermo di mente!


Torey più volte parla del coraggio.
Perché sì, di fronte a questi bambini, non si può che ammirare il loro coraggio.
Affrontano la vita come è stato insegnato loro e osservano il mondo fuori, quello che non conoscono desiderando di farne parte.
Ci provano. Cadono. Ci riprovano. Ricadono. Ci riprovano ancora.
Per non parlare del coraggio di quando si trovano soli, a tu per tu con le loro paure.
Tutti i bambini hanno paura di qualcosa (del buio, dell'abbandono ecc...) solo che per questi bambini queste paure sono ancora più concrete.
E ben vengano insegnanti come la Hayden, che ricordo è una psicologa infantile, che credono in questi bambini e fanno di tutto, che hanno fiducia in loro. Perché lasciarli soli a se stessi, lasciare che crescano così, convinti che esistano solo quel mondo non fa che incattivirli ancora di più.
Se uso la parola incattivire è perché c'è un significato specifico nel libro.


Dopo questo libro, Torey ha pubblicato altri libri autobiografici, tra i quali anche il seguito di Una bambina ovvero La figlia della tigre, e anche alcuni romanzi.


Qui trovate il sito italiano di Torey Hayden con alcune informazioni.
Di sicuro leggerò altri suoi libri.


P.S.: Parlando poi di bambini violenti con famiglie disastrate, anni fa vidi uno di quei telefilm ispirati a una storia vera. In originale Child of Rage (dal nome del documentario su di lei) e in italiano me lo ricordavo come Perché mia figlia? anche se cercando me lo danno come Infanzia negata.

 

giovedì 30 maggio 2013

L'indifferenza della gente comune verso l'arte

Domani finisce la mia mostra "L'eterno femminile" e diversi sentimenti si fanno vivi in me, dall'orgoglio e la gioia di aver portato un progetto che cullavo da tempo, alla rabbia nel vedere tanti miei concittadini che andavano di fretta senza guardare, senza dare una sbirciatina, senza stare lì e magari quelli che si fermavano se ne stavano protetti dalla vetrata perché tanto "si vede bene anche da così.". Non ho mica scritto all'ingresso "Lasciate ogni speranza, o voi ch'entrate."
Vabbé queste sono cose di cui mi sono lamentata anche nei giorni scorsi (piccola nota: sto parlando ovviamente di ciò che ho scritto su Facebook dove ho riportato tutto questo), comunque oggi è successa una cosa che mi ha fatto salire la rabbia fino alle stelle.
Oggi viene Paolo, un signore che conosco di vista e che mi ha visto interpretare una mia poesia. Era rimasto colpito. Lo vedo l'altro ieri e gli dico della mia mostra quindi oggi è venuto.
Parliamo un po', gli dico che molti poeti non dovrebbero neanche leggere le proprie poesie perché non sanno come fare, non sanno come interpretarle e gli ho detto la prima parte di "A Silvia" a memoria.
Dal parlare della poesia al parlare di teatro il passo è breve e quindi gli ho raccontato della mia prima esperienza teatrale quando ho fatto impallidire tutti perché, spinta dall'emozione del momento, avevo preso la scala (cosa che dovevo fare) e la sbattevo con forza per terra ad ogni "merda" che dicevo.
Visto che parlare di esperienza teatrale mi sembra un po' strano (il teatro lo si fa) gli ho fatto proprio lì davanti due mie performances attoriali: una tratta da un testo di Moresco dove interpretavo (non cantando) la Callas e un'altra dove cantavo la canzone di Ursula (e l'ho fatta interamente anche il dialogo con Ariel).
Chi mi ha visto lo sa: quando recito, anche se non sono sul palco, do una carica mostruosa (tanto che un attore mi disse che sembravo una valchiria) e so dosare i registri.
Pensate che qualcuno si sia fermato? Per niente tanto che a quel signore, al quale ho fatto anche paura, è sembrato strano pure lui. La gente passava, magari voltava la testa verso di me, ma nessuno si prese la briga di ascoltarmi.
Mi sarebbe anche piaciuto che qualcuno mi dicesse: "Ma sei scema?" oppure "Ma sei matta?": almeno è rimasto lì ad ascoltarmi.
Il mio pensiero va subito a Ravenna che si candida per diventare capitale.
Io ci spero con tutto il cuore, sono stata anche per un po' di tempo volontaria, solo che così, con l'indifferenza della gente, come la vogliamo mettere?
A volte quando vado a vedere dei spettacoli teatrali o anche a delle inaugurazioni con un mio amico, questo subito mi dice: "Ma conosci proprio tutti."
Per forza. Siamo sempre tra di noi.
Se per caso viene qualcuno che è estraneo al mondo dell'arte è perché magari l'abbiamo invitato noi.
Ma raramente capita che qualcuno si incuriosisca e venga a vedere e non basta andare al Mar o al teatro Alighieri per sentirsi apposto con l'arte.
L'arte è intorno, è nei muri con quei disegni che li guardi e ti chiedi come diavolo ha fatto, è in quell'artista di strada che magari non ha una voce orecchiabile però senti che c'è della verità, è in quella piccola galleria e non importa che tu sappia a memoria la storia dell'arte, tranquillo non te la chiederò.
A volte mi verrebbe da prenderli questi miei concittadini con la forza, ma così cosa faccio? Alimenterei solo la loro indifferenza.
E poi di cosa avete così tanta fretta? Io non vi chiedo soldi, non vi chiedo niente solo un po' del vostro tempo e un po' di attenzione.
Anche perché non è che mi sta bene quando sento dei miei concittadini che si lamentano che a Ravenna non c'è niente: non è vero assolutamente!
A volte può capitare di avere l'imbarazzo della scelta.
E non si tratta solo dell'arte, ma anche della vita in generale.
Se non lo fate neanche con la vita, quante cose perdereste e il peggio è che non ve ne rendiate neanche conto.
Tutte le giornate sembrano uguali, monotone, senza un piccolo guizzo di colore e il vostro panorama è lo stesso  dei cavalli coi paraocchi.
Complimenti, che bella vita.
Che vita trascorsa nel pieno della sua bellezza.
Complimenti davvero.

Se siete d'accordo con quello che dico, vi prego tantissimo di condividerlo.


P.S.: Sono grata a chi ha dedicato un po' del suo tempo a vedere le mie opere anche se sono pochi.
P.P.S.: Naturalmente parlo di Ravenna, ma non credo che sia l'unica città italiana con questo problema.


Ecco le due performances:






Importante:

Non è che delusa, rinuncerò all'arte. Figuriamoci. Io continuo imperterrita per la mia strada anche perché non riesco a pensare a me stessa senza la pittura, il teatro e tant'altro. Non è voglia di protagonismo: figuriamoci. E' solo che nell'arte io ho trovato le mie ali e se si hanno delle ali, bisogna fare una sola cosa: volare.

giovedì 10 gennaio 2013

Pola Kinski, stuprata da suo padre

Mi sono sentita combattuta nello scrivere questo post, ma era qualcosa che sentivo.
Appena accendo il computer, leggo che la figlia dell'attore Klaus Kinski, Pola, ha dichiarato che suo padre l'ha stuprata dai 5 ai 19 anni.



Più che Nosferatu sarebbe adatto il ruolo di un orco

giovedì 20 settembre 2012

Belen la factotum: doppia anche!


Non ho mai parlato di Belen Rodriguez nel mio blog! Non è un blog di gossip quindi non m'interessa. Non ho neanche parlato della faccenda della farfallina perché tanto ne parlavano quasi tutti e poi a cosa sarebbe servito parlarne?!
Però se mi tocca questioni come la recitazione allora scusate ma mi incazzo di brutto a dirla proprio schietta. Non mi è bastato vederla a Natale in Sud Africa (preciso che ero costretta: i posti erano prenotati) adesso lei doppia anche!!!
Ormai le star televisive non solo hanno invaso il campo del cinema e del teatro, no loro vogliono anche doppiare che è un'arte difficilissima!!! A parte alcune rare eccezioni che non ti aspetteresti (come Enrico Papi che ha doppiato il draghetto Mushu in Mulan), ora tocca a lei.

Sentire per credere...




Cavolo! Che voce... di merda e non sto parlando solo dell'accento. Non c'è nessuna intenzione, nessuna emozione. E' PIATTA come una tavola di legno appena piallata e credo che la similitudine ci stia visto che lei potrebbe essere una tavola.
Ora qualcuno dirà che bisognerebbe vedere il film per giudicare meglio la sua prova, ma dite la verità. Basandosi solo sulla sua recitazione, vi verrebbe voglia di vederlo?!

Cosa dire di più a parte che la meritocrazia va a farsi fottere ogni volta che uno/a del genere ci mette la sua faccia (e adesso anche la voce)?


Che ognuno faccia il suo mestiere!


Lascio la parola a voi.


P.S.: Il film in questione è appunto Gladiatori di Roma come da titolo del video ed è di Iginio Straffi ideatore e regista delle Winx


Aggiornato

venerdì 24 agosto 2012

Ecce homo ecce disastro




a sinistra com'era in originale, al centro e a destra il prima e il dopo del restauro
Come potete vedere, sta sorridendo 


Sta facendo discutere i giornali di tutto il mondo il restauro del quadro Ecce homo di un certo Elias Garcia Martinez, pittore spagnolo che l'ha realizzato nel 1910.
Ebbene il restauro non è eseguito da un bambino della materna, ma da una signora ottantaduenne.




Altro che giovinastri. Ora i vandali iconoclasti hanno il volto di vecchiette indifese.
E' quella a destra. Guardate che espressione terribile e minacciosa 

giovedì 5 luglio 2012

Noi siamo piccoli, ma cresceremo di Renato Rascel

Tempo fa sentii un verso di una canzone cantata da dei bambini che faceva "Noi siamo piccoli, ma dateci del lei." Fulminata da questa frase la cercai, la cercai, la cercai disperatamente poi scrissi questo verso ed ecco che mi viene fuori la canzone:





Quando la sentivo, mi dicevo: "Cavolo, ma perché non l'ho sentito prima?" E poi arriva: "No aspetta io l'ho già sentita. Ma questa è..."


video parodia

AAARGH!!!!!!

L'UNICO GATTO CHE ODIO. L'UNICA VIRGOLA CHE NON DESIDERO SCRIVERE. AMMAZZATE QUEL GATTO PER FAVORE (solo quello che è finto)

Dopo lo shock penso che per ideare la canzone di Virgola il gatto hanno dovuto prendere quella canzone?
Qualcuno la chiama parodia? No, hanno "stuprato" la canzone. Ecco cos'hanno fatto.

Risento la canzone meglio (cercando inutilmente di scacciare Virgola dalla testa) concentrandomi sulle parole  e scrivo poi che se Rascel cantava: Sì, buonasera ora canterebbe un'altra cosa ovvero:

Sì, buonanotte 
(e non solo a Virgola)

venerdì 16 dicembre 2011

I cinepanettoni non mi rappresentano



Brindate, brindate tanto non vengo. Questa volta non mi avrete


E così, puntuale come l'influenza, arriva il cinepanettone. Già i canditi del panettone non mi piacciono tanto se poi stiamo anche ad analizzare gli "ingredienti" del cinepanettone, crollo in preda a un'indigestione fulminea.
Ormai non se ne può più tanto le cose non cambiano, la trama è sempre quella.
Ma allora perché la gente va a vederlo?
Alcuni mi dicono perché vogliono ridere e non ne vogliono sapere di film impegnati. Già questa distinzione tra film leggeri e impegnati mi fa rabbrividire: alcuni film anche se leggeri, possono rivelare un'anima impegnata. E poi ridere. Ma di cosa?
Il cinepanettone è una delle poche cose che escludo a priori. Di solito prima di dire qualcosa, tasto, provo anche a costo di dire ehm no, potevo a farne a meno. Ma col cinepanettone mi sono sempre tirata fuori finché il 31 dicembre 2010, quasi un anno fa quindi, sono stata costretta a vederlo. Costretta perché i due amici della mia amica avevano prenotato per un film divertente senza neanche dirci il titolo.

In quelle due ore ho fatto un viaggio nei gironi infernali e non avevo neanche Dante o Virgilio ad accompagnarmi. Beatrice poi non ne parliamo, lei sta nel Paradiso.

E poi sento dire, mi sa da Christian De Sica, che i film cinepanettone sono quelli che rappresentano al meglio gli italiani per questo la gente li va a vedere. Benissimo, le cose sono due: o io non sono italiana oppure non sono quel tipo di italiana.
Opterei per la seconda: io non accetto di essere rappresentata in quel modo e questo non vuol dire che io sia una tutta casa e chiesa, che non dice mai le parolacce, che non fa figuracce, insomma non sono una santarellina. Sono solo una ragazza che non accetta di essere rappresentata da uno stupido stereotipo.
Poi va a dire che le oscenità sono sempre state usate. Giusto e sin dall'antichità. Avete mai letto Lisistrata di Aristofane (drammaturgo dell'Antica Grecia)? Se non l'avete fatto, provateci: è pieno di allusioni sessuali divertenti. Ma allora non erano gratuite e avevano persino un senso perché c'è una storia dietro.
La storia di questo film qual è?


Qui quello che ho scritto riguardo a Natale in Sudafrica:

lunedì 12 dicembre 2011

Le donne per le donne e non solo...

Dopo 10 mesi, le donne di Se non ora quando? sono ritornate in piazza e così anche a Ravenna.
Così come ho partecipato l'altra volta (clicca qui) anche questa volta mi sono fatta avanti ed ero avanti visto che ero in prima linea con il manifesto.

foto presa da Ravennanotizie. Io sono quella che sta portando il manifesto con sfondo bianco e sopra colorato. Sto portando il "se"


Le strade erano piene, come si può immaginare, di persone che andavano a comprare regali e noi eravamo lì ancora. Non siamo mai andate via.
Non è stata solo un'occasione per ricordare di tutte le iniquità che ancora ci sono per le donne, ma anche di ricordare che se ci sono dei tagli, questi però non vanno ad intaccare per esempio i servizi militari.
Vi lascio al video di ravenna web tv dove compaio anch'io




A dir la verità non sapevo che era una manifestazione itinerante (negli incontri precedenti con l'organizzazione non sono riuscita ad andarci) e così avevo preparato un discorso. Visto che sarebbe stato impossibile dirlo a quella telecamera per i tempi corti, ve lo scrivo qua sotto:


Secoli fa, le donne erano educate solo per sposare il miglior partito in circolazione. Uomini facoltosi guardavano giovani ricche e inesperte del mondo come vacche da riproduzione e le misuravano il bacino: doveva essere il contenitore per un erede, preferibilmente maschio e di buona salute.
Secoli fa, le donne servivano come muse ispiratrice, ma se avevano attitudini artistiche, erano viste con sospetto e non bastava avere il padre famoso come le pittrici Artemisia Gentileschi o la nostra concittadina Barbara Longhi (è ravennate infatti. Potete vedere le sue opere qui verso la fine).
Secoli fa le donne povere, se volevano essere colte o anche mangiare, finivano per diventare cortigiane.
Le donne si sono dovute impegnare il doppio per ottenere anche solo la metà e questo succede ancora adesso. Il sesso fa ancora differenza.
E poi, perché per dire di una donna tosta si dice che ha le palle?!
Cos'ha che non va la vagina? La trovate debole, priva di significato?
Noi donne non ci dobbiamo vergognare di essere nate in questa forma e che gli uomini che sottomettono in tutti i modi le donne, si ricordino che nel loro patrimonio genetico hanno l'X, il cromosoma femminile.
Lilith è scappata da Adamo perché non la riteneva sua eguale ed è stata tramandata come un demone.
Giovanna d'Arco, per comandare uno stuolo di uomini, si è dovuta tagliare i capelli e così, come molte altre donne nel passato e ancora adesso, ha dovuto rinnegare la sua stessa femminilità.
Quale sacrificio per essere al pari degli uomini.
Ma credete davvero che la femminilità sia tutta fiori e smancerie? Guardate negli occhi di una donna tenace, che non si arrende, che ha accettato tutto di se stessa e vedrete una forza che non è paragonabile a nessun muscolo da culturista.


Cos'altro posso dire?
Vorrei specificare un'ultima cosa agli uomini: che non si sentino discriminati oppure anche esclusi da queste manifestazioni.
Non è contro di loro che ci muoviamo o meglio io (parlo per me perché delle altre non so, ma credo che sarebbero d'accordo) o almeno non in senso generale.
Mia Martini cantava che Gli uomini non cambiano però alla fine diceva che gli uomini che cambiano sono quelli innamorati.


Se anche voi volete dire qualcosa, commentate pure. Sia chiaro che l'educazione però è importante anche per dire ciò che è contrario.


Aggiornamento 13 dicembre 2011:

Ecco altre foto


questa stessa foto, dove mi si vede molto bene, compare anche nel sito di Ravenna e dintorni (clicca qui) dove poi ci sono anche le altre foto.




ed ecco un video dove si possono vedere bene anche i messaggi lasciati




Su Internet ho letto che questa seconda manifestazione è passata un po' in sordina soprattutto rispetto a quella di febbraio. Se mi permettete, dico che essere tante o poche ha un'importanza relativa. E' la voce di ognuna che ha importanza, anche una voce muta dettata solo dalla presenza fisica. Poi è importante se si riescono a raggiungere le altre persone, non solo donne.


mercoledì 23 novembre 2011

Estinto il rinoceronte nero dell'Africa Occidentale (Aggiornato)





L'uomo può capire l'estinzione di una specie?
Quando quell'uomo imbraccia un fucile, che cosa gli importa se ciò che gli sta davanti è l'ultimo della sua specie, che altri della sua specie sono stati ammazzati perché ai loro occhi apparivano come bottini senza anima, senza una vita degna di essere rispettata?
Eppure quell'animale respira, magari aveva dei figli. Oppure è giovane e spera un giorno di farsi una famiglia, di insegnare ciò che lui ha appreso dalla sua stessa famiglia d'origine.
Non siamo poi tanto diversi.
Quindi nei confronti di questo rinoceronte nero come ci dobbiamo comportare?
A me stanno sgorgando delle lacrime e chiedo scusa se è possibile anche se non sono io ad aver ammazzato quel rinoceronte per il suo corno.
Sentimentale sono? Forse, ma di sicuro arrabbiata.
Un'altra specie si è estinta assieme al quagga, al dodo che lo vediamo rappresentato ne Alice e il Paese delle Meraviglie

disegno di John Tenniel, 1869


... e tanti altri animali.
La gravità di un'estinzione, il vuoto lasciato... L'uomo capirà mai tutto ciò?
Sarebbe un ulteriore passo avanti, ma quante specie animali dovranno estinguersi ancora prima di tutto ciò?




Uomo, se credi tanto di essere forte, distruggi anche le montagne, gli oceani, distruggi anche il cielo e perché no anche il Sole!
Sei tanto come Re Mida che tutto quello che tocca diventa oro, ma ricordati che Re Mida rischiò la morte per questa sua maledizione.



Aggiornamento 14 dicembre 2014:
Recentemente sta facendo notizia dell'estinzione del Leopardo Nebuloso.
Adesso leggo che in realtà la sottospecie, come dice il National Geographic, si è estinta nel 1983 mentre la specie è minacciata anche se non in pericolo di estinzione.
Così ho chiesto se la stessa cosa valeva per questo rinoceronte nero perché da quel che ho letto, ovviamente dopo aver scritto il post, mi sembrava che le cose non fossero andate così.
E infatti è stato confermato che la notizia si rifà all'estinzione dichiarata ufficialmente di una delle sue 4 sottospecie, il "Rinoceronte nero dell'Africa occidentale" (Diceros bicornis longipes), ma si tratta di un annuncio fatto nel 2006 (anno in cui si è persa ogni sua traccia, la dichiarazione ufficiale c'è stata nel 2011), nulla di recente!
Quindi, per quanto si tratti di una specie ancora minacciata più che altro dai bracconieri e dall'impatto antropico, il "Rinoceronte nero"
(Diceros bicornis) NON E' REALMENTE ESTINTO, almeno non ogni sua sottospecie! 



 

lunedì 31 ottobre 2011

Halloween: una festa pre-cristiana come il Natale



Oggi è Halloween e già la Chiesa sta compiendo crociate (per esempio qua) per dire No, grazie (ma anche senza il "grazie") alla sua festa.
Dicono che è una festa pre-cristiana e che è solo una commercializzazione.
Due cose mi vengono spontanee: le feste cristiane sono dei derivati delle feste pagane così come viene spiegato in questo video:




E l'usanza dell'Albero di Natale? La spiegazione ve la dà Sheldon Cooper di The Big Bang Theory





Seconda cosa: anche il Natale è ormai diventata una festività commerciale e spesso si comprano regali per dovere e non per il piacere.


La notte tra il 31 ottobre e il 1^ novembre rappresenta il calendario celtico e la divinità celebrata è Samhain che i cristiani lo identificano molto gentilmente con Satana. Ma quante volte lo devo dire che nel paganesimo Satana non esiste????
E' il giorno dedicato all'ultimo raccolto, ma anche il giorno nel quale il confine tra il mondo dei vivi e dei morti si assottiglia. La frase del dolcetto o scherzetto si riferisce all'usanza celtica di dare del cibo ai morti e non solo. Anche le creature come le fate e gli elfi erano da considerare perché potevano essere benevoli o no. Tutto dipende da come sono trattati.
L'usanza invece della zucca intagliata deriva dalla leggenda di Jack dalla Lanterna o Jack-o'-Lantern
La parola stessa Halloween è una contrazione di "All Hallows' Eve" dove Hallow è l'antica denominazione per "Santo".
La festa di Ognissanti era inizialmente il 13 maggio, ma poi è stata spostata proprio per sostituire l'antica festa pagana.

Insomma, non vi preoccupate: ad Halloween state pur certi che Satana non verrà a solleticarvi l'anima perché non è la sua festa.

Qui dei consigli su come festeggiare Samhain (l'immagine iniziale è stata presa proprio da quel sito)
Qui invece potete vedere un mio disegno (è l'ultimo della lista) con il quale ho partecipato al tema della settimana ovvero Stregoneria nel blog Io disegno a modo mio. Mi sono basata sull'etimologia di strega ovvero "civetta" dal latino strix. Forse non sarà capibile di primo impatto, ma non volevo raffigurare la solita strega.
Ecco il disegno in versione più grande:



N.B.: Il disegno è più piccolo di un A4 quindi per il blog ho modificato un attimo l'immagine per togliere quell'antiestetica riga di sopra. Più che altro l'ho cancellata.


Buon Halloween!!!




P.S.: Mi rendo conto che il tono del post può sembrare polemico, ma sono davvero stanca di sentire fandonie su fandonie. Comunque da non cattolica posso anche credere che Gesù sia esistito, però non raccontato in quel modo. Su questo fatto non ci sono sicurezze.

venerdì 28 ottobre 2011

Manifestazioni contro la compagnia teatrale Societas Raffaello Sanzio

Già una volta parlai di quanto fosse ridicola e arrogante, a volte, la libertà di espressione (clicca qui) soprattutto se viene fatta senza cognizione di causa.
Ebbene proprio ieri vengo a scoprire nel giornale Ravenna&Dintorni che la compagnia teatrale cesenate  Societas Raffaello Sanzio (qui il loro sito) è sempre costretta ad interrompere il suo spettacolo "Sul concetto di volto nel figlio di Dio" al Théâtre de la Ville di Parigi perché dei manifestanti lo giudicano blasfemo e dicono basta alla Cristianofobia.
Certo, un bel modo per dire di no.
Nello sfondo c'è questo volto di Gesù dipinto da Antonello Da Messina




martedì 24 maggio 2011

E' questa la nostra Italia?

Avevo nove anni quando è morto Giovanni Falcone, ma la storia di lui rimane per me come un solco.





A volte le banalità sono solo cose semplici che spesso vengono dimenticate e dimenticare lui sarebbe come dimenticare perché è morto, sarebbe come uccidirlo con le proprie mani, sarebbe come avere le mani ancora più sporche.

Si dice spesso quanto l'Italia vada in malora. Ormai è diventata una scusa.

Stamattina vedo su Youtube questo video. Anche se non sono milanese, sono comunque italiana e sentire cose del genere mi allibiscono, mi sconcertano.
Spero che qualche milanese, guardandolo, si renda conto di non voler essere come questi due.

 



Questa non è l'Italia che mi auguro per il futuro, non è l'Italia in cui desidero crescere e viverci.
Questo video non riguarda solo Milano, ma anche tutte le città italiane e parla a coloro che dicono le stesse cose.
Si fa presto a dire che gli immigrati sono tutti clandestini, che gli immigrati portano solo criminalità e non parlerò neanche della mafia italiana nel mondo.
Si fa presta a parlare degli immigrati ladri, stupratori e assassini. Si fa presto, ma nessuno parla degli italiani di quel genere o almeno non con tanta enfasi, non con tanto odio.
Fa molto ridere (amaramente) quel "Vota consapevolmente". Già consapevoli di avere paura e questa genera altra paura e dalla paura nasce la violenza generando paura e violenza.
E' un circolo vizioso, ma questo non vuol dire che non si possa rompere.


E' questa l'Italia che uno vorrebbe? Non solo per i propri figli, amici, parenti, per chi ama insomma, ma anche per sé. E' questa la tua Italia?


E' questa l'Italia per cui gente come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (non dimentichiamoci di lui) hanno combattutto???





La mia no.


Ho modificato un po' il post aggiungendoci Giovanni Falcone visto che ieri era il suo anniversario di morte, il 19esimo. E il mio pensiero è andato a lui, ma anche a tutte quelle persone che con lui sono morte compresa la moglie di Falcone.
Forse a qualcuno sembrerà forzato il fatto che unisca la Lega Nord con uomini che hanno combattuto la mafia però ho voluto tratteggiare questo legame in maniera generale.
Falcone e Borsellino amavano l'Italia e gli italiani ed è su questo amore che ho voluto mettere nel post.
La mia è anche una provocazione, non fine a se stessa però.
Ho voluto impostare così perché chi legga si senta doppiamente indegnato e agisca, che non si lamenti soltanto sbuffando come vedo spesso in giro.
Giusto per la cronaca, alcuni milanesi dopo aver visto il video si sono convinti sì, ma di votare per Pisapia.
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