lunedì 5 settembre 2016

Anime senza voce, arte e incontri per dare una voce ai bambini vittime di violenza

Anime senza voce, anime frammentate dal quale escono grida silenziose che percorrono tutto il corpo e la psiche, rompendo tutta l'armonia. 
E così ieri è finita la mostra
Dal 2 al 4 settembre la Rocca Brancaleone di Ravenna pullulava di arte. 





Oltre a opere che già avevamo fatto, c'era una molto particolare ovvero quella dedicata all'argomento del tema: la violenza sui bambini.
Organizzata da Brigitte Ostwald (qui il suo sito), con la collaborazione di Agnes Illes e il patrocinio del Comune di Ravenna, questo progetto sbarca a Ravenna dopo essere stato presentato alla Vernice Art Fair di Forlì di quest'anno.
Come ha specificato nella rassegna stampa dell'evento, noi artisti non possiamo fare altro che sensibilizzare, dare una voce a chi non ce l'ha.
Non è la prima volta che nel blog mi occupo della violenza come potete vedere qui e qui ma questa volta non ho voluto realizzare l'immagine in maniera cruenta.

giovedì 1 settembre 2016

Anime senza voce, mostra contro l'abuso minorile dal 2 al 4 settembre

Dal 2 al 4 settembre si terrà alla Rocca Brancaleone la mostra internazionale Anime senza voce dedicata agli abusi infantili (dove partecipo anch'io) organizzata da Brigitte Ostwald con la collaborazione di Agnes Illes e con il patrocinio del Comune di Ravenna, 
Testimonial dell'evento è Andrea Muccioli.
Com'è nata questa mostra?
Ieri c'è stata la conferenza stampa condotta da Veronica Verlicchi e alla quale ci sono rappresentanti delle associazioni che partecipano e contribuiscono alla realizzazione dell'evento.
Comincia Brigitte Ostwald raccontando del suo senso di impotenza di fronte a questi abusi e di come troppo spesso nei media e nelle persone ci si concentra su coloro che effettuano le violenze ma poco a chi ha subito.
Come vivono? Che cosa resterà in loro?
Queste domande possono pesare come macigni ma non sono niente al peso che portano coloro che hanno dovuto subire violenza e che da questa si sentono segnati, influenzando la propria vita.
Perché una mostra?
Brigitte Ostwald è lei stessa una pittrice e specifica: "Noi artisti non possiamo cambiare il mondo o evitare la crudeltà (...) ma con la nostra arte possiamo sensibilizzare, dare una voce a chi non ce l'ha."
Ad ogni artista è stata affidata una testimonianza di chi ha subito violenza senza violare la loro privacy perché, come ricorda la stessa organizzatrice, "molto in loro è stato violato.".
Su questa testimonianza, gli artisti hanno creato una loro opera (tra pittura, scultura o fotografia) che sarà esposta alla mostra assieme ad altri loro lavori.
La mostra conta su 50 artisti, 42 italiani e 8 stranieri. Uno viene per esempio da San Paolo in Brasile. 




lunedì 1 agosto 2016

Continuano le riprese di Clizia

Il 13 giugno ho partecipato come comparsa alle riprese del mediometraggio Clizia di Alessandro Lonzi (vedi qui) e così ho potuto scrivere di quella giornata, ma ovviamente le riprese sono continuate spaziando dal Giardino Incantato di Elio Minguzzi all'asprezza industriale (ecco qui la fucina di Vulcano alla Darsena di città e a Italmet), alla sontuosità dei castelli (qui l'Olimpo al Palazzo Grossi di Castiglione di Ravenna, Torre di Leucote alla Torre di Traversara e alla Villa Savoia di Glorie, Esterni della Villa di Venere a Villa Pir di Porto Corsini, Camera di Leucote di Palazzo Milzetti di Faenza solo per dirne alcuni) Ogni luogo serviva ad ambientare un particolare momento di questo mito greco e da' l'occasione di mostrare la ricchezza delle bellezze nel nostro territorio romagnolo e la sua varietà.
Ho ricontattato Alessandro qualche settimana fa per poter presenziare a un giorno di riprese così da fare foto e scrivere ancora del mediometraggio. Mi comunica se potevo venire il 20 luglio al Valtorto, un centro culturale a Fornace Zarattini (poco fuori Ravenna) dove si possono vedere spettacoli teatrali come è stato per me sei anni fa quando ho debuttato con L'eretica nella rassegna teatrale Ravenna viso-in-aria.
E la vastità dei set comprende così anche le riprese con lo schermo blu. (nota: le luci presenti saranno utili per filmare ma per fotografare non tanto. Inoltre fotografavo con il mio tablet. Accanto a me c'erano tre fotografi professionisti che hanno partecipato alle altre riprese ovvero Mauro Bosi, Angelo Palmieri e Luca Piccinini) 



Alessandro Lonzi e Federica Navarria (Clizia)


lunedì 18 luglio 2016

Su Aulonia

Si tratta di un blog sperimentale con cui ancora non so che fine farà però ho voluto provare anche se con qualche clima di incertezza.
Quindi se avete fiducia in me, in quello che in questi quasi due anni ho potuto scrivere, vi chiedo di seguire anche l'altro e di scoprire piano piano chi sia in realtà Aulonia e che vita faccia.


Così scrivevo cinque anni fa per annunciare il nuovo blog di Aulonia e a rileggerlo, un po' mi risolleva.
Sì perché al di là dello sconforto sono serena: raccontare una storia attraverso un blog dove ogni post rappresenta un capitolo di sicuro non è un'impresa facile (fare in modo di suscitare l'interesse, rileggere i capitoli precedenti e capire come proseguire...) ma se l'ho fatto è perché sentivo di farlo. 
Così come la decisione di finire, di non scrivere più non è stata avventata, ma neanche troppo ragionata. Diciamo che è cresciuta in un angolo e ha cominciato a svilupparsi non soltanto perché vedevo sempre di più un disinteresse nonostante il mio continuo proporre la storia realizzando concorsi e giveaway ma anche una maggior fatica nel continuare. 
Il disinteresse è responsabilità mia? Potrebbe anche essere. Dopotutto ho fatto da sola. Di certo non avevo un team di esperti del settore se non i commenti e il sostegno di chi ha continuato a seguirmi e si è anche dispiaciuto quando ho scritto che non avrei più continuato (grazie). 
Ho cominciato senza sapere che cosa mi avrebbe portato, a cosa mi avrebbe condotto e credo che questo sia lo stesso per chiunque voglia fare un blog (di qualsiasi genere) o anche partire per una meta, aprire un'attività. 
Se mi sono pentita? No, per niente. 
Qualche ora fa è comparsa nella mia bacheca di Facebook questo disegno perché la condivisi in questo stesso giorno qualche anno fa. 





La mia piccola creatura... 
Anche se non scrivo più la sua storia, non vuol dire che ho smesso di pensare a lei. Anzi, non vuol dire che lei ha smesso di abitare il mio mondo interiore. 
Non vuol dire che io l'abbia abbandonata del tutto. Diciamo che è finita una fase e mando il mio più profondo ringraziamento a tutti coloro che hanno voluto accompagnarci. 
Il blog rimane e sembra particolare come nell'ultimo post ci sia una chiusura del cerchio ma così non è o almeno per quanta riguarda il blog potrebbe anche essere. 
Lei continuerà ad esserci, ad accompagnarmi e magari crescerà, diventerà donna. 
Anche perché non si può restare dei figli per tutta la vita. 






P.S.: Il fatto che io scriva poco non è perché io abbia abbandonato il blog e neanche perché io mi sia data alla pazza gioia estiva. Semplicemente, ho dei problemi al computer che uso di solito e quindi adesso uso altro (il mio tablet) che però fa presto a usare tutta la connessione disponibile e quando è finita, è lento e molte opzioni tipo allegare un link ancora non riesco a fare. 
Un bacio! 


P.P.S.: Ricordo che l'iniziativa del Disegna Aulonia a modo tuo (leggi la pagina qui sopra) è ancora disponibile. 



mercoledì 29 giugno 2016

13 giugno 2016, riprese del mediometraggio Clizia


Federica Navarria ovvero Clizia

Dal 13 giugno sono cominciate le riprese del mediometraggio Clizia di Alessandro Lonzi del quale ve ne avevo già parlato qui ed è stato proprio il 13 giugno, giorno tra l'altro del mio 33esimo compleanno, il giorno nel quale ho partecipato.
Ma prima desidero presentarvi il luogo ovvero Il Giardino Incantato di Elio Minguzzi che sta a Villanova di Bagnacavallo, via Aguta 34, in provincia di Ravenna.
Entrare in questo giardino è come entrare direttamente nell'anima di colui che ha fatto in modo che ci fosse ovvero Elio Minguzzi.
Il giardino vive da sé ed è essenziale non raccogliere niente e non portare niente dal di fuori. Bisogna lasciarlo così come lo si è trovato.
Così facendo, ci si rende conto che siamo ospiti del giardino.

mercoledì 1 giugno 2016

Giorgio Gaber e il Circolo degli Attori

E se lunedì vi ho parlato dello spettacolo del Circolo degli Attori basato sulla Commedia dell'Arte, sui suoi personaggi e canovacci, stavolta vi parlerò di Via Giorgio Gaber, 39 un po' anticipatamente visto che domani è festa e quindi non so se ci sono persone che lo leggeranno.
Prima un attimo di dietro le quinte.
In realtà l'impostazione dello spettacolo e il titolo sono venuti dopo.
Il regista, Davide Allevi, voleva fare uno spettacolo utilizzando testi di Giorgio Gaber ma ancora non c'era il contesto.
Quello che ci chiedeva era di leggere i testi di Gaber e scegliere quello che ci intrigava.
Io scelsi un testo (ve lo presenterò dopo) e all'inizio fui titubante perché una delle possibilità di recitarlo era qualcosa che desideravo non fare perché volevo toccare altre possibilità di interpretazione.
In pratica, mi si chiedeva di farlo come una vecchia, quasi simile a una strega.
Era un ruolo troppo simile ad altri che avevo fatto.
Cercai altri testi, ma quel testo rimaneva sempre.
E così quello che ci chiedeva Davide era "Perché dici quel testo? Che cosa c'è prima? Tu chi sei in quel momento?", domande che sono state fatte a tutti noi.
Inoltre desidero fare un'altra premessa: ogni ruolo sarà accompagnato da un video dove c'è Giorgio Gaber, ma questo non vuole assolutamente creare un paragone tra noi e lui.
Non era questo il nostro intento e anche se lo fosse stato, avremmo perso già in partenza.
Nostra intenzione non era imitarlo, ma prendere i suoi testi (scritti anche da Sandro Luporini) e incarnarli con quello che siamo noi.
Mi è sembrato doveroso specificare ciò.



E adesso, come è stato per Amore e Destino, vi accompagnerò lungo questo spettacolo tramite delle foto.
Stavolta sono più i fotografi, i quali mi hanno gentilmente concesso di usare le loro foto.
Le uniche foto sulle quali non è specificato il nome sono di Chiara Roncuzzi che sono le più numerose. Delle altre indicherò il nome.


Siete pronti? 





lunedì 30 maggio 2016

La Commedia dell'Arte e il Circolo degli Attori


E adesso posso permettere alla stanchezza di avermi così come a quella malinconia di venire dopo che ho concluso gli spettacoli teatrali. Penserò a quei lunedì e giovedì sera senza più incontri e prove. E nonostante ciò, sono felice.
Si dice che ci sono poche cose sicure nella vita. Io posso dire che quando mi esprimo con il teatro, coi miei compagni di avventura (ai quali ringrazio fortemente così come tutti coloro che vengono a vedermi) sento autenticità e verità. E potrebbe sembrare strano considerando che il teatro è visto come un mondo di finzione. Questo però visto dal di fuori perché ci vuole un enorme sincerità con se stessi e permettere anche ai quei lati in ombra, anche a quei sentimenti cosiddetti cattivi, di uscire.
Possiamo trasformare le nostre brutture, la nostra vergogna in pura bellezza.
E tanta, tanta merda per coloro che ci saranno domani allo spettacolo finale.


Così ho scritto venerdì 27 dopo che il 26 ho recitato in uno spettacolo (assieme a quello del 23)
Due spettacoli diversi, due ruoli diversissimi tra di loro che mi hanno anche permesso di esplorare nuovi lati della mia capacità teatrale.

Prima, un po' di dietro le quinte.

Dal 23 al 28 maggio (pausa il 27), al Tamo di Ravenna si è tenuta una rassegna teatrale dove ogni giorno c'era uno spettacolo diverso fatto dal primo, secondo, terzo anno del Circolo degli Attori più due Urban Officina dove i ragazzi erano mischiati.
Il 23 alle 21, il terzo anno (dove ci sono anch'io) ha inaugurato con due spettacoli ispirati dalla Commedia dell'Arte (ne avevo già parlato qui in occasione del Carnevale)
Gli spettacoli erano basati su due canovacci ideati da Roberto Guidobaldi intitolati Amore e Destino e La follia dello Zanzi (Zanzi non è il nome di una maschera, ma il cognome di uno dei nostri componenti, Paolo Zanzi)
Io ero nel primo e facevo lo Zanni, il servitore.
Ecco a voi un po' di foto-cronaca grazie alle foto di Chiara Roncuzzi, l'aiuto regista, che gentilmente mi ha concesso di pubblicarle qui.

Amore e Destino viene presentato da Rita Lugaresi che in questo spettacolo ha un doppio ruolo, quello del presentatore e del Capitano Matamoros (nome ideato da lei stessa)
Pubblico rispettabile, sono arrivati a voi i guitti
Già nel suo monologo sono presentate domande come Siamo noi che formiamo il nostro destino o stiamo solo procedendo verso di esso?
E l'amore in relazione al destino?
Spetta solo guardare lo spettacolo


Ed eccomi qua.



mercoledì 25 maggio 2016

La timidezza e la recitazione

Tre giorni fa una ragazza mi ha spedito un'e-mail ringraziandomi per il blog (grazie a te e a tutti voi che leggete) e per chiedermi qualcosa.
Tra le domande fatte c'era una che si può riassumere così: chi è timido può fare teatro?
In effetti appena vediamo qualcuno recitare sul palco non penseremo mai che lui in realtà sia timido e che magari fuori da quel palco, da quel set, in realtà non ha nessuna voglia di andare alle feste, di partecipare ad eventi e preferisce starsene tranquillo.
Anzi, si aspetterebbe da lui o lei la stessa spavalderia, lo stesso coraggio scenico che ha mentre recita anche quando è fuori.
Il punto è che un attore timido è quasi inconcepibile e se lo è, di solito agli altri sembra solo asociale e scontroso.
Eppure il punto è questo: la timidezza non è un ostacolo alla recitazione così come l'introversione.
Prima di fare teatro ero chiusa, quasi a livello ermetico.
Poi è arrivato il teatro e me ne sono innamorata. Prima mi ha permesso di trovare un modo per esprimermi, poi un luogo dove sento di appartenere.
Ma forse il mio esempio non è tanto importante o significativo quindi vi parlerò di coloro che sono timidi e famosi. Due esempi sono Robert de Niro e Johnny Depp.
Johnny Depp ci ha abituato ormai con mille trasformazioni a volte riuscite, altre volte no eppure è proprio il suo mascherarsi che lo porta a recitare, a tirare fuori la sua recitazione.



Quest'anno ha tre film in uscita, uno diverso dall'altro, compresa la commedia Mortdecai. Con quale genere si sente più a suo agio?

"Nell'irriverenza. Mi sono sempre sentito più a mio agio in ruoli comici, perché ti offrono più scelta. E poi sapete che mi è sempre piaciuto nascondermi dietro una maschera, perché posso fare di più con il mio personaggio. Io, Johnny, sono timido, ma quando mi nascondo dietro una maschera non ho paura di niente". (stralcio di questa intervista)




Maya Kitajima di Suzue Miuchi
(vai qui per i post dedicati al manga La maschera di vetro)

giovedì 19 maggio 2016

Le risposte per Aulonia e una comunicazione molto importante

Potrei parlare un po' dell'amarezza e anche un po' di rabbia quando continui a proporre iniziative per stimolare la curiosità verso la storia di Aulonia che alla fine ci si chiede: sto per caso sbagliando qualcosa?
Sì perché come è successo quando ho proposto il Disegna Aulonia a modo tuo (che per inciso, ho voluto poi che continuasse), solo una persona ha voluto partecipare.
Ecco, se volessi davvero parlare appunto dell'amarezza e della sensazione di sconforto quando vedi qualcosa, un tuo progetto, creatura, che porti avanti da alcuni anni, perderei di vista la persona che ha voluto partecipare: una carissima blogger, affezionata lettrice del mondo di Aulonia ovvero Romina Tamerici (questo il suo blog)
Nella scorsa iniziativa, ovvero scrivere un capitolo della storia, ho scelto proprio il suo.
Inoltre non devo dimenticare che alcune persone (tra le quali la stessa Romina) hanno voluto condividere questa iniziativa.
Ecco le sue risposte:


1) Da quanto tempo conosci Aulonia?
Da un bel po'. Quando ho iniziato a seguire il blog c'erano già alcuni post (forse una ventina) però ho iniziato a leggere dall'inizio e poi l'ho seguita.

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