Giovanni Allevi, l'evoluzione della musica?
Lasciamo perdere che a me Jovanotti non piace (ne avevo parlato qui), ma dire che Beethoven non aveva ritmo è una stro**ata colossale.
Cosa crede di fare, cosa crede di voler rappresentare? L'alternativo?!
Ora a me piace la musica alternativa (mi piace Bjork per esempio), ma fare l'alternativo è qualcosa che proprio non è nelle mie corde.
E' quasi un atteggiamento di superiorità, un po' come il voler fare il "bastian contrario" a tutti i costi, come il voler dire qualcosa fuori dal coro perché sai che hai un tuo pubblico che penserà di te: "Finalmente qualcuno che la pensa al contrario di tutti quei pecoroni."
Ora, per dire una cosa fuori dal coro non è che puoi dire la prima ca**ata che ti viene in mente. Ci vuole una giusta conoscenza e da un musicista, immagino che la si dovrebbe aspettare.
Stavo ascoltando a Milano la Nona Sinfonia di Beethoven. Accanto a me un bimbo annoiato che chiedeva insistentemente al padre quando finisse. Credo che in Beethoven manchi il ritmo. Con Jovanotti, con il quale ho lavorato, ho imparato il ritmo. Con lui ho capito cos’è il ritmo, elemento che manca nella tradizione classica. Nei giovani manca l’innamoramento nei confronti della musica classica proprio perché manca di ritmo. (Giovanni Allevi al Festival di Giffoni)










