lunedì 14 giugno 2010

Bright Star

Sono appena tornata dal cinema. Per il mio compleanno sono andata a vedere con una mia carissima amica compagna di pensieri, il film Bright Star di Jane Campion.


la foto da cui è tratta la locandina

Attendevo questo film da mesi, da quando ne avevo sentito parlare, ma la programmazione slittava. Ora finalmente l'ho visto e ne sono rimasta rapita e incantata.
Bright Star (trad. Fulgida stella) è, innanzitutto, il titolo del poema di John Keats (interpretato da Ben Whishaw) verso la sua musa, Fanny Brawne (Abbie Cornish) ed è proprio il loro breve amore a essere raccontato sullo schermo.


i due attori, Abbie Cornish e Ben Whishaw


Trama: ATTENZIONE SPOILER

Londra, 1818. Fanny Brawne è una ragazza a cui piace ballare e cucirsi da sola vestiti a volte stravaganti e incontra John Keats. Purtroppo il giovane non sta vivendo un bel periodo (suo fratello è ammalato di tubercolosi e il suo poema Endymion è stato stroncato dalla critica) e Fanny gli saprà stare vicino. Seguono lezioni di poesia e incontri sempre più vicini. Per John Keats è amore all'istante, ma è frenato dalla sua condizione economica che non gli permettono neanche di fidanzarsi e quindi sarà costretto di andare all'Isola di Whight col suo amico Charles Brown per cercare ispirazione, ma sarà proprio l'amore, ricambiato, verso Fanny a ispirarlo. Purtroppo questa ispirazione durerà poco: John Keats si ammala di tubercolosi come suo fratello (successivamente morto) e il resto della famiglia (morti anche loro). Sarà costretto a lasciare Londra per soggiornare a Roma viste le condizioni di salute e cercando di trarne vantaggio da questo cambiamento climatico, ma qui lui morirà, a soli 25 anni, lasciando Fanny in stato di shock. Il film finisce con lei che si taglia i capelli, si veste di nero e passeggia nel loro giardino recitando appunto Bright Star. Le scritte in sovraimpressione informano che Fanny non dimenticherà mai John Keats né si toglierà il suo anello e che John Keats muore convinto di essere un uomo fallito e ora viene considerato tra i più importanti poeti romantici.
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Il tema dell'amore segnato dalla malattia di uno dei due è forse uno dei temi più abusati nella storia della letteratura e del cinema, ma qui abbiamo di fronte una storia vera meravigliosamente narrata dalla regista neozelandese. Il rischio era quello di incorrere in una storia banale e già vista, ma Jane Campion è stata brava nel dirigere questo film in maniera asciutta e a dargli il suo respiro, quello delle stagioni e della natura. Infatti, il film è contraddistinto da un'atmosfera bucolica che circonda l'amore dei due ragazzi.
Meriti del film sono ovviamente i costumi, ma ciò che mi hanno colpito ancora di più sono la fotografia, molto raffinata


che riesce a rendere l'erotismo una scena dove il vento attraversa la finestra e gonfia la sottoveste dell'attrice Abbie Cornish (come potete vedere nel trailer, ma se vedrete il film capirete meglio) e con richiami ai dipinti dell'epoca; e la musica dove ci sono interventi vocali e soprattutto un duetto vocale tra un uomo e una donna dove le voci sembrano rincorrersi gioiosamente tra di loro. Anche la recitazione dei due attori sembra essere in linea con il film e non sembrano per niente stonare anzi sembrano farne parte come ogni elemento. Tutto sembra essere in armonia.
Una cosa a cui si deve tenere conto è la lentezza del film, ma è una cosa voluta e assomiglia a quei libri che hai bisogno di leggere ogni passo attentamente proprio come quelli di poesie e sarà proprio una poesia ad accompagnare i titoli di coda lasciando tutti noi spettatori in un silenzio sacro.
Curiosita: Non è la prima volta che Ben Whishaw interpreta un poeta. Infatti nel 2007 interpreta Arthur Rimbaud nel film Io non sono qui, ispirato alla figura di Bob Dylan.


Aggiornamento 8 gennaio 2013:
Sto riguardando in questo momento il film e inserisco la poesia di John Keats Bright Star, quella che dà il titolo al film ed è dedicata a Fanny Brawne

Bright star, would I were stedfast as thou art–
Not in lone splendour hung aloft the night
And watching, with eternal lids apart,
Like nature’s patient, sleepless Eremite,
The moving waters at their priestlike task
Of pure ablution round earth’s human shores,
Or gazing on the new soft-fallen mask
Of snow upon the mountains and the moors–
No–yet still stedfast, still unchangeable,
Pillow’d upon my fair love’s ripening breast,
To feel for ever its soft fall and swell,
Awake for ever in a sweet unrest,
Still, still to hear her tender-taken breath,
And so live ever–or else swoon to death.




Oh fossi come te, lucente stella,
costante - non sospeso in solitario
splendore in alto nella notte, e spiando,
con le palpebre schiuse eternamente
come eremita paziente ed insonne
della natura, le modbili acque
nel loro compito sacerdotale
di pura abluzione intorno ai lidi
umani della terra, o rimirando
la maschera di nuova neve che
sofficemente cadde sopra i monti
e sopra le brughiere, no - ma sempre
costante ed immutabile posare
il capo sul bel seno maturante
del mio amore e sentire eternamente
il suo dolce abbassarsi e sollevarsi,
per sempre desto in una dolce ansia,
sempre udire il suo tenero respiro
e vivere così perennemente -
o svenire altrimenti nella morte.


(Traduzione di Mario Roffi, Einaudi)






Ritratto di William Hilton


5 commenti:

  1. L' ho visto ieri e anch'io sul mio blog gli ho dedicato un post.
    Che meraviglia...Mi ha emozionato, commosso, appagato gli occhi come non succedeva da tempo!
    Un film perfetto. Non vedo l' ora che esca il dvd per potermelo riguardare ogni volta che avrò voglia di qualcosa di bello

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  2. sembra interessante, però spero solo che la lentezza di cui parli non mi faccia addormentare ;)

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  3. @ Marco: Tu prova. Io non mi sono affatto addormentata

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  4. La lentezza, o presunta tale, a volte è un respiro necessario al Cinema.
    E' come perdersi in un vento favorevole.

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  5. Infatti ho usato proprio la parola respiro per distinguerlo da una lentezza pesante e stagnante e confermo che mi sono sentita avvolta da una brezza leggera.
    Ben vengano film così.

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Grazie per i commenti

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