domenica 20 settembre 2009

Iperrealismo

Quello di cui voglio parlare oggi è una corrente artistica (soprattutto pittorica) che si chiama Iperrealismo.
Potrebbe essere uno sfogo, ma in prevalenza sono mie riflessioni. Diciamo che, se me lo permettete, è una mia critica.



Fruttiera di cristallo con limoni di Mauro David, 1999



Il trionfo degli umili di Luciano Ventrone

Questa corrente è nata verso gli anni '70 derivando dalla Pop art. La sua caratteristica principale è la maniacale ricerca del dettaglio.
La realizzazione di un quadro iperrealista consiste perlopiù nel prendere una fotografia e cercando di ingrandirla il più possibile, spesso anche con un videoproiettore, per poi ricopiare il più fedelmente possibile il soggetto. Tale tecnica si chiama riporto fotografico
Tanto più il dipinto assomiglia alla realtà, tanto più il dipinto è di pregevole fattura. Così nasce l'inganno che la realtà dipinta è uguale alla realtà vissuta. Nasce l'inganno che il dipinto possa sembrare una fotografia anzi eguagliarla.
Il fine pittorico è quello di realizzare quadri che siano più veri del vero.

Come specificato precedentemente, l'Iperrealismo deriva dalla Pop art, ma di questa corrente non ha l'ironia, la dissacrazione dell'opera d'arte e neanche la satira sulla società consumistica. Piuttosto l'Iperrealismo punta su un virtuosismo tecnico esasperato.
Questo virtuosismo porta però a una cancellazione dell'espressione pittorica e all'interpretazione del pittore.
Da sempre la pittura si è contraddistinta perché i singoli pittori si contraddistinguevano tra di loro. Ogni piccolo segno presente nella pittura era come un'impronta digitale (quasi) impossibile da replicare. Nella pittura si poteva esprimere la visione del mondo di chi dipinge e così chi guardava poteva partecipare a questa esperienza sensoriale. In un dipinto non solo si poteva leggere solo il soggetto, ma anche, oltre alla sua visione, la sua esperienza di vita, ciò che è stato in quel momento, il suo pensiero... Invece si esalta così solo il lato tecnico trasformando così il pittore in una macchina che esegue dipinti senza la minima imperfezione. Eppure è proprio nelle 'imperfezioni', accuratamente studiate, che sta la perfezione del quadro.

Vari sono i pittori definiti iperrealisti e tra questi ci sono Chuck Close e Lucien Freud eppure questi, secondo il mio giudizio, non si possono definire iperrealisti anche se si ispirano a questa arte poiché nei loro quadri è presente una ricerca pittorica più profonda.

Chuck Close (1940, Stati Uniti) è partito da un realismo fotografico...




Bob, 1970



Autoritratto, 1967-'68

...per poi passare a questo:




Emma, 2002


Autoritratto, 2000

 


Lyle, 2003


Lucas, 1987

Quest'ultima tecnica ricorda molto il Puntinismo, movimento francese della fine dell'Ottocento caratterizzato dalla scomposizione della luce nei colori dello spettro.


Lucien Freud (1922, Berlino), nipote dello psicanalista Sigmund Freud, è considerato il più grande, e più quotato, pittore vivente. Famosi sono i suoi ritratti di personalità diverse dalla regina Elisabetta d'Inghilterra



a Kate Moss.



La sua pittura 'sporca' e pesante scandaglia l'animo umano portando alla superficie ciò che abitualmente nascondiamo, ciò che consideriamo 'brutture' che non risparmiano neanche se stesso come inquesto dipinto e che senza censura riproduce su tela così come senza censura riproduce nudi che possono far pensare a quelli di Egon Schiele.




Benefits Supervisor Sleeping, 1995


Autoritratto


Autoritratto: Riflesso

La sua pittura ricorda quella di Francis Bacon, suo amico, collega e amante anche se di questo non ha la visceralità e l'estremismo nella deformazione dei volti umani. Qui la deformazione è più a livello simbolico e ci porta davanti una realtà priva di fronzoli e abbellimenti inutili e non reali.

Meta suprema dell'Arte è di cogliere l'assenza delle apparenze (Alessandro Morandotti)


Ci tengo a voler precisare una cosa. Trovo una sostanziale differenza tra il realismo di Caravaggio, di Vermeer e di pittori del passato e tra l'iperrealismo di oggi poiché nei primi quadri riesco a leggere il colore e come mi ha fatto notare gentilmente un mio carissimo utente, il riporto fotografico non è una tecnica nuovissima, ma si considera usata, coi mezzi ovviamente di allora, anche da Vermeer per il quadro La ragazza col turbante, ma a quel periodo era sperimentazione. Come poi ho detto all'inizio questa è una mia critica che ho voluto argomentare e se qualcosa non è chiaro, se avete qualcosa da protestare potete ben farlo basti però che non siate offensivi. Ogni commento che sia offensivo verrà subito cancellato e non parlo solo per questo post, ma anche per tutti gli altri.
Voglio precisare un'altra cosa così da non esserci malintesi. Non è che trovo gli iperrealisti delle macchine nel senso che non provino emozioni, ma nel senso che è la tecnica a predominare. E le imperfezioni che nomino non è in senso cattivo, un'anomalia antiestetica, ma nel senso dello spessore, di un segno dato con più forza. Invece i quadri iperrealisti (e non solo quelli) non presentano una variazione, una modulazione del colore. Sembrano essere piatti.

Aggiornamento 16 gennaio 2011: come avete potuto vedere ho inserito nuove immagini così da renderlo più completo. Ripensandoci, Lucian Freud non è un vero iperrealista però paradossalmente trovo i suoi quadri più veri di quelli iperrealisti.

Aggiornamento 30 luglio 2011: Lucian Freud è morto. Aveva 88 anni. A lui ho voluto dedicare questo post.


 
Modificato e Aggiornato

16 tracce di farfalle:

andrea ha detto...

Ciao Elena!
Dunque...ehm...ehm...questa volta devo dirti che non sono completamente d'accordo con tutto quello che dici riguardo l'Iperrealismo. La 'maniacale ricerca del dettaglio', che è la caratteristica principale di questa corrente, non è cosa nuova. E la perfezione tecnica così auspicata dagli Iperrealisti ha lontane origini. L'Iperrealismo sarà pure un derivato della Pop-Art, ma a pensarci bene ha ben più nobili predecessori. Mi riferisco ai Fiamminghi, per esempio. Come saprai, loro erano veri maniaci del dettaglio e in ogni loro tela cercavano la perfezione assoluta dei particolari e un realismo 'fotografico' dell'immagine. Pensa poi alla famosa Camera Oscura che Leonardo descrive nel suo Codice Atlantico e che servì a molti pittori dell'epoca per dipingere paesaggi proiettati contro la parete della Camera stessa (così come fa un moderno pittore iperrealista con un video-proiettore...come vedi questa è una tecnica antichissima!). E prendiamo anche un grandissimo pittore fiammingo come Vermeer, uno dei più 'realisti' e 'perfezionisti' che siano mai esistiti. Ebbene, davanti a un suo quadro tu penseresti ancora che Vermeer sia una 'macchina che esegue dipinti senza la minima imperfezione'? No, io non lo penserei, anche perché ogni pittore, anche chi fa uso di questi mezzi 'meccanici', che sia una 'camera oscura o un video-proiettore, lascia sempre una sua impronta di sè, cioè ha un suo proprio stile (ricorda le parole di Daumal: 'Lo stile è l'impronta di ciò che si è su ciò che si fa). Se così non fosse, non si saprebbe distinguere un iperrealista da un altro. E invece i quadri di Ventrone, per esempio, sono riconoscibilissimi! Io vedo subito la differenza fra un quadro di Ventrone e un quadro di un altro iperrealista. La differenza la fa appunto lo stile dell'artista che, in un quadro iperrealista, significa scelta del soggetto, taglio di luce, uso del colore, ecc..ecc...E poi non posso pensare che un pittore iperrealista sia solo una macchina per dipingere, e non provi emozioni! Le emozioni le prova come chiunque cerchi di ri-creare una realtà attraverso la propria sensibilità...altrimenti non dipingerebbe affatto....Con questo non voglio dire che sostengo solo l'arte realista o iperrealista, come ben sai dai miei video io amo tutta l'Arte, formale o informale che sia, l'importante è che mi dia emozioni.
Andrea

almacattleya ha detto...

Mi fa piacere che tu esprima il tuo parere. Sono andata a vedere Ventrone poiché non lo conoscevo e per esprimere un parere più completo dovrei vederlo dal vivo. Ma ti dico che guardarlo in una foto non mi ha dato le emozioni che mi ha fatto provare la foto di un quadro di Vermeer e senza considerare il soggetto, ma guardando il colore. Nel quadro di Vermeer, nonostante lui sia notoriamente perfezionista e realista, posso sentire il colore, posso quasi vedere la goccia di colore bianco usata per dare luce all'orecchino di perla ne La ragazza col turbante come quella per darne l'espressione interrogativa.
Recentemente poi ho avuto l'occasione di vedere una mostra di dipinti iperrealisti e non ho provato niente, mi lasciavano indifferente. Con questo non voglio dire che disapprovo il realismo, ma diciamo che è quell'"iper" in più che non mi garba. Per esempio Caravaggio è un pittore dal massimo realismo, ma questo non vuol dire che ciò mi emozioni di meno in confronto di un Van Gogh o di un Bacon perché comunque posso leggerne il colore.
Per questo ho voluto fare una specie di critica perché appunto volevo argomentare meglio le mie riflessioni e il tuo commento mi ha dato l'occasione di argomentare di più quinsdi grazie mille per seguirmi e grazie per darmi sempre indicazioni di storia dell'Arte che sono lontani dalla formazione accademica. Con questa mia risposta non voglio assolutamente farti cambiare idea, ci mancherebbe.
Ciao e grazie ancora,
Elena.

Denis ha detto...

Ciao Elena, anch'io non concordo con te.
Non so che mostra hai visto recentemente, relativamente ad autori iperrealisti. Ma dovresti vedere dal vivo alcuni lavori di Ventrone prima di giudicare.
Da sempre gli artisti hanno cercato di inseguire la perfezione, ma non avevano a disposizione i mezzi modermi. Oggi lo possono fare, e che male c'è?

Ogni iperrealista ha il suo stile il suo modo, e chi li conosce sa distinguerli. Affermare che siano macchine, mi sembra un pò troppo azzardato.

Tanto per citare un altro artista Italiano, prendo come esempio i lavori di Chiara Albertoni, il suo iperrealismo è riconscibilissimo, sia dai tagli fotografici, dai soggetti e dalla leggerezza della sua tecnica. Di lei sicuramente potresti dire che non vedi nemmeno le pennellate!

Ciao
Denis

almacattleya ha detto...

Ciao Denis, innanzitutto grazie per essere passato.
E' che trovo ormai che si sta andando verso un'omologazione, verso una mancanza di espressione.
Però se mi dici che ci sono artisti che si distaccano da questa omologazione, sono contentissima.
Chiara Albertoni mi sa di averla vista sul mensile "Arte" e ammetto che mi ha colpito molto. Ho letto come lavora e l'ho trovata molto particolare.
Sono felice che ci sia questa ricerca in lei, questo modo di fare, ma ti posso assicurare che persone come Chiara Albertoni sono mosche bianche. Anche quando studiavo in Accademia, la maggioranza è preoccupata di essere perfetta, di non trasgredire.
Passa pure quando vuoi. Sei il benvenuto.

Denis ha detto...

Grazie Elena, è facile pensare che si stia andando verso l'omologazione. Oggi tutti dipingono tutti scattano foto, specialmente noi italiani, che pensiamo di essere tutti un pò artisti nel nostro profondo.

Ma naturalmente in ogni campo c'è chi eccelle e chi no. C'è chi è fortunato e chi no. C'è chi ha talento e chi no.

C'è chi riesce a fare una copia di una foto, e chi riesce a catturare la realtà (come fosse una foto), c'è chi la interpreta a suo modo. E di tutti questi possiamo dire che ci sono i bravi e i non.

Perfezione trasgressione, sono meri punti di vista, completamente avulsi da quello che è arte. E' solo lo spettatore che va a cercare il pelo nell'uovo, dando il suo giudizio.

Per concludere visto che abbiamo parlato di Chiara Albertoni, lascio un link al suo sito:
http://www.chiaraalbertoni.com

e un link al sito di luciano ventrone:
http://www.albemarlegallery.com

Ciao

almacattleya ha detto...

Ti ringrazio per i siti. Comunque non penso che gli italiani siano artisti in fondo perché penso che sia uno stereotipo e infine ciò che era all'inizio ricerca e sperimentazione (come cercare di riprodurre fedelmente la realtà) sta diventando una prassi. Ti dico questo perché ho visto che in Accademia, non tutti preciso, era così.

Antikapratika ha detto...

Ciao a tutti, ho letto con passione ciò che avete scritto e penso che Elena sia probabilmente troppo legata al mondo Accademico. Mi sono avvicinata da poco, come praticante, alla pittura ad olio e trovo la tecnica e l'espressività dell'iperealismo meravigliosa.Certamente non tutti i pittori trasmettono sensazioni, ma essendo espressione dell'uomo, torniamo a Pirandello - uno nessuno centomila - ad ogni individuo regala sentimenti diversi. Infondo cos'è l'Arte? Non è tecnica,non è colore, non è luce, ma è sensazione e non credo nella parola "Artista". Esiste l'Arte non l'artista. Scusate l'intrusione, ma leggendo le vostre parole, ho sentito il bisogno di scrivere la mia opinione. Grazie, Marta.

almacattleya ha detto...

Ti ringrazio per essere venuta e per aver espresso la tua opinione anche se, come puoi ben vedere da ciò che scrivo e dai miei dipinti, non la condivido. Innanzitutto lo stile accademico... In Accademia ero tra le meno accademiche in assoluto, molto personale. E poi l'espressività dell'iperrealismo... Per me questa frase è un contrasenso visto che come la vedo io, l'iperrealismo non consente appunto di potersi esprimere. Inoltre per me l'artistà è colui/colei che fruisce dell'arte.
Comunque questo è il tuo modo di vedere l'Arte. Non ne esiste solo uno così come il mio modo non è il solo.
Ciao e ritorna pure quando vuoi.

Giada ha detto...

Già che c'ero sono venuta a leggere anche qui. Io non ho ancora deciso cosa penso dell'Iperrealismo. Da una parte penso: che senso ha? dall'altra li invidio da morire.
Se anche io avessi le capacità tecniche - e non le ho, e non voglio nemmeno paragonarmi a David, Benedicenti ecc. - non avrei mai la pazienza di spendere la mia vita nella ricerca di questo tipo di perfezione... Impazzirei prima. O perlomeno mi annoierei a morte, io che sono molto scostante.
Un bel post, soprattutto per la sincera espressione della tua opinione in merito.

AlmaCattleya ha detto...

E infatti io la considero solo tecnica.
Magari mi piacerebbe essere più precisa e con il tempo lo sto diventando, ma non fino a quel punto.
Anch'io mi annoierei a morte.

Anonimo ha detto...

intervengo per definire meglio la questione: Ventrone che è il più costoso e conosciuto degli italiani all' estero è anche il più chiacchierato in merito alla sua' prodigiosa ' tecnica tanto da vociferare si tratti di una mistione tra foto e pittura , cioè di una stampa digitale ritoccata ad olio e riverniciata con resina lucida, e si dice che sia stato rifiutato da una delle più importanti gallerie di new york .
Se fossero confermate tali chiacchiere , fino a che punto è lecito utilizzare tali strumenti per ricreare la visione realistica delle cose ...l' arte perderà a mio parere credibilità e sprofonderebbe nella tetra e insignificante produttività tecnologica moderna , priva com'è di fantasia , elemento base della creatività in questo settore....oltretutto, riprodurre anche cromie sbagliate dell' obbiettivo e le normali ' aberrazioni ' ottiche rappresentano un vero limite del rifare la realtà.
Se praticare Arte significa , casomai fosse vero quanto sopracitato, utilizzare scorciatoie tecnologiche per ottenere risultati 'disumani' , allora si profilerebbe una sicura degenerazione in termini di serietà e credibilità del fare pittura, che non risulta più tecnica a se autonoma e indipendente , ma frutto di tecniche miste e non di mano d' opera UMANA !!!
L'iperrealismo spogliato di autenticità .

AlmaCattleya ha detto...

Ti ringrazio per la precisione. Poi non so. Ti chiedo se la prossima volta che vuoi commentare, se vuoi, di mettere il tuo nome o anche un nick.

Alexis ha detto...

Ammetto di non conoscere molto sull'Iperrealismo, ma ad una prima impressione non credo di poter essere d'accordo con te riguardo le sensazioni provocatemi dai dipinti.
A me incuriosisce fondamentale, mi incuriosisce la meticolosità con cui il reale viene ritratto e le motivazioni che possono soggiacere a questa attenzione maniacale per il particolare.
Credo, infatti, che esso possa nascere da una naturale predisposizione alla copia, dalla innata capacità di cogliere e riprodurre ciò che si vede per come si vede... ma siamo poi così sicuri che, sebbene l'immagine sia fedele alla realtà, essa sia realmente ciò che rappresenta? Anche dal punto di vista tecnico, il tratto stesso dell'artista è segno del proprio sentire, un sentire unico ed inequivocabile, un sentire che dà un'impronta inconfondibile alla propria creazione, poi ci sono le scelte dei soggetti, i tagli prospettici, le luci.
I pareri sono pareri così come i gusti, questo è inconfutabile, quindi prendi questo commento come tale! ^_^

Un saluto,
Alexis

AlmaCattleya ha detto...

Ma certo che lo prendo come un tuo parere. Ci mancherebbe e poi è giusto che sia così.
Guarda, ho potuto vedere dei quadri iperrealisti dal vivo e non sentivo niente.
Da parte mia preferisco il tratto evidente, il colore che si fa materia, vedere la goccia di colore che prende vita come se stesse possedendo il quadro.
Preferisco l'espressione del segno alla sua perfezione.
Lo trovo più autentico.
Questo è il mio gusto e il mio sentire.
C'è chi può essere d'accordo e chi, giustamente, no.
Ovviamente il mio parere non è il Verbo Assoluto. Anche quando dico che considero l'Iperrealismo come solo tecnica, non vuol dire che debba essere legge assoluta.
Parlo come per quello che sento.

Alexis ha detto...

http://thechive.com/2011/08/26/a-few-paintings-that-are-paintings-20-hq-photos/

Guarda cosa ho trovato assolutamente per caso!
Ho pensato di mostrartela comunque proprio per renderti partecipe delle mie sensazioni in merito! Questi dipinti, ad esempio... a me comunicano freschezza! C'è una brillantezza nei colori che trovo spettacolare e assolutamente viva!

Riguardo, poi, le preferenze personali mi trovi d'accordo, nel senso che una forma artistica in senso più espressionista è sicuramente più vicina anche a me e l'adoro particolarmente!

Un saluto e scusa la seconda invasione! ^^

AlmaCattleya ha detto...

Ma figurati non scusarti. Anzi mi fa molto piacere.
Ti ringrazio molto ma per quanto mi riguarda, rimango della mia opinione.
Ritorna pure quando vuoi. Mi fa piacere che ci siano utenti attivi.

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