sabato 10 dicembre 2016

Poesie come grida di notti disperate

La notte spesso lascia spazio a grida dell'anima, come urla silenziose che si protraggono e ascoltarle può essere doloroso perché sembra che ti lacerano e senti la pelle spaccarsi.
Purtroppo queste grida vengono spesse ignorate e dico purtroppo anche se so benissimo che non è facile ascoltarle, che si vorrebbe farle tacere.
Dico purtroppo perché il farle tacere non le farà sparire.
Ritorneranno più forti e più dolorose.
E anche il solo fatto di guardarle e non fare niente sembra qualcosa di impossibile.
Così sembra crearsi un circolo vizioso di cui spesso ci si vergogna e si mettono in moto meccanismi, ripetizioni per poter controllare gli eventi ma sarebbe come imbrigliare un cavallo selvatico e pretendere che faccia ciò che gli ordini.


Ho deciso di condividere con tutti voi due mie poesie scritte anni fa, poesie scritte di notte, degli sputi di un grido che mi sembrava assordante.
Le foto che vedrete sono state scattate da Francesca Woodman, una fotografa purtroppo morta suicida a 23 anni ma quello che qui mi interessa è il suo lavoro, il suo scandagliare gli abissi della psiche.


lunedì 5 dicembre 2016

Laboratorio teatrale 100 ore con Ivano Marescotti (seconda parte)


foto di Chiara Roncuzzi, un'insegnante del Circolo



Qui la prima parte


3 dicembre, riparte il secondo weekend con il laboratorio teatrale 100 ore con Marescotti organizzato dal Circolo degli Attori.
Ivano Marescotti ci presenta subito uno spezzone dello sceneggiato televisivo Le avventure di Pinocchio diretto da Luigi Comencini ovvero quando Geppetto, interpretato da Nino Manfredi, parlava a Pinocchio mentre si trovavano nello stomaco del pescecane.
Pinocchio non poteva sentirlo, era addormentato, e Geppetto gli stava preparando la colazione parlando anche di quale guaio fosse incappato per cercarlo.
Poteva anche stare seduto, ma in quel momento era stato scelto questo.
Ogni azione che si fa deve avere una funzione drammaturgica.

lunedì 28 novembre 2016

L'antro della fiaba, nascita di una nuova pagina Facebook

Era da un po' che volevo diffondere il mondo delle fiabe attraverso Facebook.
L'anno scorso ho voluto dare il via a una catena molto simile a quello che era il gioco dell'arte (qui la prima parte) ovvero io metto un'immagine e a tutti coloro che mettevano mi piace assegnavo un nome. Questa volta però non si trattava di un artista, ma di una fiaba e la richiesta era di scegliere l'illustrazione che più piaceva a loro.
Ma non è andato avanti, tranne per una mia amica che ha cliccato mi piace, le ho assegnato una fiaba e io ero l'unica ad aver cliccato ancora.
Così ho voluto riportare questo gioco qualche settimana fa. 
Riproviamo, mi sono detta.
Niente, neanche questa volta.
Stanotte, alle 2 inoltrate, ecco che mi viene in mente di creare una pagina Fb dedicata a questo mondo e l'ho voluto chiamare L'antro della fiaba.
Perché antro? Beh, perché ho sempre pensato al territorio della fiaba come a un territorio oscuro che nasconde le sue ricchezze e come immagine di copertina ho trovato perfetta questa illustrazione di Errol Cain per Briar Rose (Rosaspina)




Aver trovato una porta nascosta chiedendosi che cosa ci sarà dentro, quali siano queste meraviglie di cui si parla.
Beh, spero che tantissimi desiderino inoltrarsi ed aprire quella porta e spero che anche voi vogliate farne parte.
Da parte mia, ci sarà il massimo impegno.
Di sicuro non mancheranno immagini, illustrazioni e anche video in alcuni casi. Poi anche link di altri post che parlano delle fiabe.
Riporterò nella pagina alcuni post che avevo già realizzato nel blog e senz'altro ce ne saranno di nuovi.
Per far sì che il mondo delle fiabe sia vivo e presente.

martedì 22 novembre 2016

Laboratorio teatrale 100 ore con Ivano Marescotti (prima parte)

Una novità di quest'anno del Circolo degli Attori, che frequento per il quarto anno, è quello di un corso teatrale con Ivano Marescotti (qui potete leggere un'intervista che gli è stata fatta) che impegnerà per otto weekend (100 ore appunto) fino ad aprile dove poi ci sarà uno spettacolo teatrale.
Per la grande richiesta, è stato realizzato un altro corso che parte da gennaio.
I partecipanti sono allievi del Circolo degli Attori e altre persone che hanno esperienza teatrale. 
Il laboratorio è ubicato in una stanza della Domus dei Tappeti di Pietra.




Sabato 19 novembre 2016

In tutto siamo 25 e siamo stati impegnati dalle 10 alle 18 con una pausa pranzo di più di un'ora.
Assieme a Ivano Marescotti, ci sono Cristiano Caldironi, direttore artistico del Circolo degli Attori e insegnante, e Chiara Roncuzzi, insegnante.
Al pomeriggio sono arrivati altri tre insegnanti del Circolo ovvero Davide Allevi, Christian Amadori e Martina Seffusatti
L'11 novembre c'è stato un incontro preliminare con partecipanti di tutti e due corsi dove Ivano Marescotti ci spiegava come intendeva fare.

lunedì 14 novembre 2016

venerdì 4 novembre 2016

Abbracciare la propria oscurità

C'era un episodio della storia di Aulonia, quando era Zoe ed era rinchiusa in casa, che l'avevo pensata in maniera diversa.
Ecco come l'avevo pensato: lei era nell'oscurità, da sola in casa.
All'inizio ero impaurita finché si fece viva in lei la curiosità perché nell'oscurità le sembrava di vedere una creatura enorme, molto più grande di lei, che riempiva la stanza.
Com'era fatto l'animale? Dov'era la sua testa?
Poi Zoe intravede una luce fievole: ecco il suo occhio.
Dopo essersi fatta annusare da quella immensa bestia, ora poteva abbracciarla.
Solo che non sapevo poi come andare avanti e inoltre non avevo un'idea chiara di come rappresentarla.
Così cambiai strada e i disegni furono scartati.
Ce n'era uno che però mi rimase dentro.

Qualche giorno fa completai questo disegno per darmi coraggio.
Presa da una voglia irrefrenabile, presi i pastelli e iniziai a calcare sulla pittura.


Ecco il risultato:






Accogliere la propria oscurità ed abbracciarla.
Perché non c'è niente di più falso quando si dice che siamo completamente esseri di luce, che non dobbiamo abbandonarci a sentimenti come la rabbia.
Oggi nella mia bacheca Facebook mi capita di vedere questo post dal titolo esemplare: Il lato oscuro dell'essere pieni di luce.
Purtroppo si sta diffondendo un'idea di positività che a lungo andare è forzata perché contempla sempre e solo se stessa.
Ma accogliere la propria oscurità non vuol dire lamentarsi, non vuol dire non godersi la vita e soprattutto non vuol dire diventare dei mostri.
Anzi accoglierla, esserne consapevoli ti porta ad essere consapevole delle sfumature della vita, di come questo flusso non abbia una sola forza, un solo andamento.
C'è anche un'altra cosa di questa positività a tutti i costi: non sorge spontanea, non è autentica, 
Si tratta di altra finzione.
Siamo esseri umani, composti dalle sue dualità e per essere completi ci serve anche l'altra parte, anche quella che a prima vista ci sembra scomoda, ma non può esserci luce senza oscurità così come viceversa.
L'oscurità non ci rende né sporchi, né dei mostri.
Ci rende umani.


domenica 30 ottobre 2016

Due miei nuovi disegni e sul fare

Ci sono diversi disegni che ho intrapreso e poi non finiti.
Alcuni sono semplici schizzi, fatti così senza avere nessuna idea.
Altri invece sono partiti con un'idea che poi, per un motivo o un altro, sono stati interrotti.
Col trasloco, diversi disegni sono stati radunati in una scatola e quindi ecco che ne vedo alcuni.
Li vedo e, dopo essermi sentita dispiaciuta, mi sono detta "Perché non finirli?"
E così è stato per due disegni


Ecco come si presentava il primo disegno, una delle mie Andriadi (così chiamo queste mie donne metà albero).
Il viso ben definito con un'espressione di serenità, il profilo del seno e dall'altra parte il bambino che prende il latte (o sarà linfa?).





Come continuarlo?

sabato 29 ottobre 2016

Omaggio ai gatti neri con la mia Iside

E dopodomani è il 31 ottobre. 
Halloween o Samhain a ricordare la festa celtica, una festa che ha anche radici italiane (ricordo l'intervista con Eraldo Baldini dove ne ha parlato e questo sito Le vere origini di Halloween), una festa purtroppo temuta per ignoranza così come temuti sono i gatti neri, che sono considerati spesso come i compagni delle streghe.
Dal 10 maggio c'è un nuovo animale con me, una gatta nera, e l'ho chiamata Iside in onore della dea egiziana.




martedì 25 ottobre 2016

Come non essere un artista: false credenze sull'essere un artista

Essere un artista...
Questa parola, artista, è vista molto con soggezione come se chi lo dicesse di sé fosse un presuntuoso.
Oppure viene vista come qualcosa di elitario, come se sin dalla nascita si è stati bagnati nelle sacre acque e luminose della sorgente dell'arte.

Ieri mi è capitato di vedere questo video in inglese (si possono attivare i sottotitoli) dove c'è lui e la versione di quello che non è o meglio non fa un artista.




Ci sono delle credenze che si dicono facciano un artista, ma sono false.


Se fai fumetti, illustrazioni, graffiti tu non puoi essere un artista e anche perché sono più facili da fare rispetto a un dipinto.
Non dimentichiamo che sia nel fare fumetti, illustrazioni, graffiti o dipingere stiamo usando un media e questo non è indice di grande o piccola arte, distinzione che non ci dovrebbe essere così come tra bella arte o brutta.
Fare arte, usare quel media, esplorarlo e continuare a migliorare.



di Moebius

venerdì 21 ottobre 2016

Fuoco vivo

Poche ore fa ho letto questo articolo Il primo giorno di scuola vi racconto la "non scuola" di Marco Martinelli, regista e drammaturgo della compagnia teatrale ravennate Teatro delle Albe e mi sono riconosciuta in quel fuoco.
La non-scuola è stata parte della mia vita (qui tutti i post dedicati ad essa e qui di cosa si tratta nel sito della compagnia) e mi ricordo ancora le sensazioni dopo aver realizzato il mio primo spettacolo non-scuola.
E' tutto successo nel secondo anno dell'Accademia di Belle Arti e lo spettacolo era tratto da Le presidentesse di Werner Schwab e avevo come guide Antonio Rinaldi e Eugenio Sideri.
Me lo ricordo molto bene quel fuoco.
Mi ricordo di quando come reazione dovevo alzarmi dalla mia sedia urlando e facendo cadere la sedia all'indietro. Poi dovevo alzare la sedia e prenderla con forza sbattendola per terra ogni volta che dicevo "Merda! Merda! Merda!". Stavo recitando, ma tutta l'azione era molto fisica. (piccola nota se qualcuno se lo sta chiedendo: non ho rotto niente)
Me lo ricordo di quando finito lo spettacolo mi sentivo calda, come se ogni vena del mio corpo si fosse aperta inondandomi di calore.



di Susan Seddon Boulet


E per me non solo nel teatro.

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