lunedì 22 giugno 2009

Dipinti dell'Accademia 2° anno part 3


Da ieri è cominciata l'estate e io vi inserisco un quadro che è intitolato La Primavera. Wow, che coerenza, vero? Comunque il vero titolo sarebbe La Grazia 2. Poi "La Primavera" è venuto dopo perché m'ispirava un venticello della primavera che porta petali di fiori. Sapete, l'ho dipinto con le mani e mi sa di fluido come un ruscello di montagna, una corrente benevola. Credo che la primavera non significhi solo il risveglio della natura, ma anche la serenità. A volte si sente la primavera (e non solo perché si è innamorati) dentro al cuore anche se la stagione che vedi non è quella. Inoltre la trovo molto sensuale questa "Primavera", ma di una sensualità che comporta appunto serenità e grazia. Vi auguro di camminare con grazia, a passi leggeri e vedrete che lascerete il segno.
Ma non è finita qui.
Infatti ecco a voi un altro quadro:



Oltre l'Universo. Così si chiama questo quadro.
Ho sempre considerato le razze affascinanti come molte creature del mare (trovo persino affascinante la murena). Quando sono andata all'Acquario di Genova con le superiori, c'era una vasca con le razze. Avevano una grazia nei movimenti e la pelle era così liscia che mi sembrava fatta proprio d'acqua. Accarezzavo quelle "ali" e mi sembravano che più per nuotare, fossero adatte a volare. E la ragazza che vedete sono io che mi ritaglio uno spazio nell'Universo e cavalco questa razza, felice. Anzi sono radiosa, radiosa di essermi tagliata uno spazio tutto mio. Uno spazio oltre l'Universo.
Ed ora una sensualità più maliziosa. Visto che i miei quadri non sono del tutto macabri?


Ehm. Forse un pochino. Infatti, quelle "uova al tegamino" alla vostra sinistra sono dei bulbi oculari. In realtà questa Signora degli Occhi non ha in sé un significato particolare. Dovevamo fare un dipinto per poterla esporre credo in un locale. Però credo che mi sia venuto bene. Anzi che lei mi sia venuta bene. All'inizio avrei voluto farle al collo una collana con questi bulbi oculari. Tantissimi e piccolissimi. Però se in disegno era venuta bene la collana, nel dipinto avevo qualche perplessità. Ancora non avevo la piena padronanza del pennello e così optai per queste "uova al tegamino"

martedì 16 giugno 2009

Arte: tecnica o emozione?

Questa volta ci sarà una mia piccola discussione sull'annosa questione sull'arte: meglio la tecnica o l'emozione? Premettendo che io per arte intendo tutte le arti e non come di solito si fa con la pittura e facendo intendere chiaro che non dispongo di nessuna verità assoluta, ecco il mio modesto parere.
Allora, la tecnica è fondamentale, ma le emozioni sono essenziali. Quale preferire? Ci sono artisti che preferiscono le emozioni e in pittura di solito si usa chiamarli naif e invece ci sono artisti che della tecnica sono maestri come gli iperrealisti. Quale di questi artisti è il migliore? Quale di questi arriva più alla gente? Perché non dobbiamo dimenticare che l'arte ti deve entrare dentro, far scomparire ogni barriera, comunicare quindi per far sì che questo succeda, cosa fare?
Io guarderei indietro nella Storia arrivando ai tempi della Grecia Antica, una delle culla delle civiltà odierna. Curiosando su Internet (eh sì, sono una grande curiosona!), scopro che la parola "arte" in greco antico si dice tecne. Ma come, uno penserebbe o almeno io, allora le emozioni non contano niente?
In realtà non è così. Per i Greci antichi la sapienza risiedeva nelle mani che facevano da ponte tra testa e cuore. La manualità era fondamentale così la tecnica senza dimenticare però la poetica. Dopotutto gli artisti non sono come degli artigiani poetici?
Infatti a pensarci bene, quante volte un artista, qualsiasi artista sente qualcosa dentro, ma non sa come tirarlo fuori e invece quando un artista vuol comunicare qualcosa, ma non ce la fa.
Quindi, tecnica ed emozione vanno a braccetto e poi scusate volete che in anni di lavoro non vi fate una tecnica e una poetica tutte vostre?
Prossimo appuntamento: la terza parte del secondo anno. Credevate che fosse finito, eh?

sabato 13 giugno 2009

Domande e Risposte

Oggi è il mio compleanno!!!!!!!! YUHUHU!!!!!!!!!!!!!!!!! E così vi faccio un regalo: un post in cui mi farò delle domande e mi darò delle risposte.
No, non sono diventata matta, almeno non più del solito. Le domande sono quelle che più mi vengono fatte e io risponderò a queste. Sono tre, ma se anche voi avete delle domande da farmi, fatelo.

1) Da cosa nasce il nome "almacattleya"?

In realtà, a voler essere pignoli, sarebbe AlmaCattleya. E' l'unione di due nomi "Alma" e "Cattleya". "Alma" deriva dal latino almus e significa "che nutre, che dà vita" e in spagnolo significa "anima". La Cattleya, per chi non lo sapesse, è una specie di orchidea veniva considerata preziosa poiché rarissima (è stata depredata fino all'ultimo) e negli anni 30 se lo appuntavano sul vestito nella scollatura vicino al cuore. Questo nome per me è ciò è l'arte per me: qualcosa che mi nutre, che mi dà vita, di prezioso vicino al cuore, parte della mia anima.

2) Perché disegni e dipingi le donne?

Mi viene naturale e devo dire che anche se sono una donna (una piccola donna), mi piacciono le donne. Ma non in senso sessuale (maliziosetti :-P). Mi sento a stretto contatto con la natura e per me nella figura umana, come in tutte le altre creature, animali e vegetali, risiede la natura. Voi direte che c'entra? Per me nella donna risiede anche la complessità della natura, l'essere tutto e niente. Oppure potrei dire che essendo femmina conosco il corpo femminile meglio di quello maschile perché ci vivo 24 ore su 24!

3) In disegno sei più pulita, nella pittura più libera. Perché?

Per me il disegno e la pittura sono due cose totalmente differenti. Nel disegno mi concentro sul segno e sulle proporzioni del corpo umano e della prospettiva. Nella pittura invece mi concentro sul colore, la prospettiva non esiste più, le proporzioni sono stravolte. Credo che la pittura, assieme alla poesia, siano le uniche arti completamente libere dalle leggi della fisica. Una nota stonata, un passo che non si deve fare, un errore di grammatica... La pittura concede la libertà assoluta. Posso accostare colori che in natura non ci sarebbero. Ma non credetemi anti-naturalistica (soprattutto dopo quello che ho detto prima). Anzi penso che il naturalismo a tutti i costi, nella pittura s'intende, sia davvero anti-naturalistico perché attraverso la pittura vi trasmetto la mia anima, personalità... Per questo non mi piace (PER NIENTE!) l'iperrealismo!

Spero che con queste risposte almeno mi conoscerete un po' di più e guarderete le mie opere con uno sguardo diverso e se avete delle domande, fatemele.

lunedì 8 giugno 2009

Dipinti dell'Accademia 2° anno part 2

Ed eccomi con la seconda parte del secondo anno dell'Accademia. Vi ricordo che la prima è rappresentata dalla bambina bionda un po' punk.




Allora, questo quadro è nato da una piccola scoperta. Curiosando, non ricordo dove, ho così imparato che la parola "sesso" deriva dal latino secare che vuol dire dividere. Così ho ragionato su questo concetto e alla fine ho concluso che il sesso magari divide, ma allo stesso tempo unisce. Per questo ho fatto due quadri della stessa grandezza (anche se qui non sembra, ma ho dovuto tagliare delle parti di colore), una parte femminile e un parte maschile riunite in un albero.
Quando l'ho esposto la prima volta in una mia mostra, la maggior parte delle persone era meravigliata e mi diceva che era Favola d'amore di Hermann Hesse. Io non capivo di cosa parlassero e alla fine una mia carissima maestra d'elementare mi ha regalato il libro e quando ho finito di leggerlo, anch'io sono rimasta meravigliata. Per chi non conoscesse questo libro, vi dico che parla di questo uomo che decide alla fine di diventare albero, ma anche in quello stato si sente infelice e incompleto finché una ragazza, sentendo il suo dolore dopo essersi seduta, decide di trasformarsi anche lei in quello stesso albero.
Ed io non l'avevo mai letto prima!

Stavo riflettendo su una cosa pensando a questo quadro. Pensavo che quest'immagine potesse anche rappresentare l'Androgino, la creatura che presenta sia il sesso femminile che quello maschile, la creatura perfetta e proprio per questa perfezione viene divisa in due esseri distinti. Credo che potrebbe essere un'altra chiave di lettura per questo quadro.
Aggiornato

domenica 24 maggio 2009

Il cielo attraverso gli alberi

Sorpresa! Non il secondo anno dell'Accademia, ma una selezione di foto che ho fatto per un progetto. Dovete sapere che sto seguendo un laboratorio di fotografia con insegnante un grande fotografo, Andrea Bernabini. Nel progetto dovevamo fotografare qualcosa che avesse in un'idea. Io ho deciso di rappresentare la sacralità dell'albero, di rappresentare queste "creature" calde dalla pelle dura. Mi sono inginocchiata, sdraiata, in uno, lo potete vedere nella prima foto, ci sono salita. Ho voluto concentrarmi nell'imponenza di questi antichi custodi della Terra e mi sono sentita piccola, ma nello stesso tempo cullata come se ogni albero fosse stato allo stesso tempo mia madre e mio padre. In altre ho voluto evidenziare l'eleganza di questi alberi come creature sinuose sempre in movimento.




sabato 9 maggio 2009

Dipinti dell'Accademia 1° anno part 2

Eccomi qua con un nuovo aggiornamento ed eccovi due quadri:






























Il tema della disperazione e della speranza, come si può ben vedere, ricorre spesso . Adesso vi racconto i quadri: il primo si chiama "Luce sofferta" e c'è questa ragazza, incatenata alla caviglia, che vede un raggio di luce spuntare tra le nuvole e così cerca di "toccarlo". La catena è nascosta sotto l'erba ed è collegato ad un grosso tronco bruciato. Le radici del tronco avvolgono un occhio che per me in quel momento rappresenta la memoria. La ragazza stringe uno stelo d'erba.
Il secondo quadro si chiama "Elevazione alla Purezza" e c'è questa creatura asessuata che spicca un salto per accogliere nelle mani una colomba blu e così diventa umano. Le strisce viola (che bel colore, è il mio preferito, alla faccia di quella stupida superstizione!) rappresentano l'ascesa e per questo passano dallo scuro al chiaro.
Adesso che metto questi quadri vicino noto che si assomigliano perché sono rivolti verso la parte destra, verso il futuro e le mani poste davanti sono come un gesto di accoglimento verso ciò che succederà.
P.S.: Prossimo "appuntamento" il secondo anno dell'Accademia

martedì 14 aprile 2009

Dipinti dell'Accademia 1° anno part 1

Ed eccovi i dipinti del primo anno dell'Accademia, quindi quelli più vecchi...ehm.

Questa è una prima parte perché rispetto agli altri due, questo è solitario. Eh sì, i quadri in mio possesso sono 3 in tutto! Ma non perché ho lavorato poco, anzi. Il fatto è che alcuni li ho voluti regalare a persone che se ne sono innamorate e altri perché ci ho dipinto sopra perché magari non mi piacevano più. Lo ammetto: sono molto impulsiva, in alcune cose.
Ora vi narro la "genesi" di questo quadro. Volevo fare un quadro su una fata, la Leanan Sidhe, la fata vampiro, la musa dei poeti e mi sono soffermata sul viso facendo un disegno a matita e mi è piaciuto così tanto che volevo farne un dipinto ed eccolo qua!






















Come si chiama? "Rea-Delitto Perfetto" Perché questo nome? Mi è stato evocato da una mia collega dell'Accademia. Spesso chiedo a chi mi circonda, ai miei amici, che impressioni, sensazioni suscitano le mie opere e una mi ha risposto: "Mi sembra una che sa di aver commesso qualcosa di male, ma sorride perché sa che nessuno la scoprirà mai." La sua risposta mi è sembrata così adatta al quadro che ho voluto dar quel titolo: "Rea-Delitto Perfetto".
Questo quadro poi ha una particolarità: dovunque tu sia, lei ti guarda! Qualche volta si ha l'impressione che ti stia fissando. Non so come mi è venuto questo effetto. Me ne sono accorta solo dopo averlo fatto.
Prossimo appuntamento: con la seconda e ultima parte del 1° anno

domenica 5 aprile 2009

Dipinti dell'Accademia 4° anno part 3

Questo è l'ultimo dipinto che feci nel 4° anno. Molti mi dicono che mi assomiglia, ma credo semplicemente che io la ricordi un attimo. Credo che inconsciamente io abbia preso una mia espressione tipica (cioè sommersa nei miei pensieri) per adattarla al viso della ragazza. Quando si tratta di fare un dipinto è tipico fare prima la base e poi fare strato su strato in maniera consapevole. Io invece faccio strato su strato per un ripensamento. Qui ho voluto provare consapevolmente.
Nella pittura non cerco solo stimoli visivi, ma anche negli altri sensi. Chiamatemi pazza o visionaria (ammetto però che lo sono e ne vado fiera!) ma quelle labbra mi sembrano così turgide da poterle toccare e gli occhi paiono avere il bagliore delle stelle. Questo mi fa venire in mente Renoir. Negli ultimi anni della sua vita dipingeva delle bagnanti e si accorgeva che il quadro andava bene quando le loro carni gli stimolavano di poterle toccare.

Chissà cosa starà guardando? Il cielo o il mare sopra di sé? E' una creatura alata o marina? A voi la scelta.










sabato 4 aprile 2009

Dipinti dell'Accademia 4° anno part 2

Sempre nel 4° anno, alla serie "Survivor" ho contrapposto questi due quadri: "Anatomia di un delitto" e "Rinascere" che rappresentano appunto la Disperazione e la Rinascita.
Nel primo quadro è rappresentata una ragazza, scarnificata e le ossa interne sono nere perché si sente sporca e in un certo senso assomiglia alla serie "Survivor" ma dietro di non ci sono raggi luminosi, ma sangue. Scusate questo tema un po' macabro e vi avverto che spesso ricorre nei miei dipinti però poi fa seguito un messaggio che rasserena. Infatti spesso nella vita si trascorrono momenti che ti "scarnificano", ti riducono a brandelli e che ti fanno sentire sporco, ma abbiate fede (anche se non credete in Dio come me ;-P ) e vedrete che tutto si sistemerà.
























mercoledì 1 aprile 2009

Dipinti dell'Accademia 4° anno part 1

Nel mio ultimo anno di Accademia, mi sono occupata di una serie che l'ho voluta chiamare "Survivor" ("Sopravvissuta"). Quello che vedete è il primo di cinque quadri ed è anche il migliore a parer mio. Non che gli altri siano di qualità scadente, ma la luce che c'è qui, non è presente negli altri quadri. Quello che ho voluto rappresentare è una donna con una vistosa cicatrice (tumore?incidente?operazione?questo non si sa) su una zona molto sentita per le donne, il decolletè. Eppure lei è radiosa e da dietro di lei spuntano dei raggi luminosi.

Ogni cicatrice che ognuno ha, racconta una storia, spesso dolorosa, e spesso ci deturpa, ma ci ricorda che siamo appunto dei sopravissuti e quello che possiamo fare è solo andare avanti sorridendo. Dietro ogni cicatrice fisica ci sono mille cicatrici psicologiche e vedrete che dopo aver passato quel momento si è solo più forti. Naturalmente è faticoso, su questo non c'è dubbio.

Un messaggio di speranza, è ciò che voglio dare

























P.S.: Anche se è a seno nudo, non ritengo per niente quest'immagine come qualcosa di pornografico o volgare. Spero che anche per voi sia così.

P.P.S.: Nelle mostre e esposizioni che ho fatto, non metto mai i titoli perché mi sembra che mettere i titoli limiti la fantasia. Così un giorno, durante un'esposizione, un ragazzo mi dice: "Quella donna è contenta perché ha un nuovo cuore." Non ho detto niente e gli ho sorriso.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...