domenica 19 luglio 2009

L'Amadriade

Ho deciso di volervi far attendere il terzo anno. Non che sia eccellente, ma vi spiego meglio dopo.
Ero in bici quando vedo un albero dalla forma strana. A volte se ne incontrano di cose strane e questo albero ai miei occhi aveva una forma umana, leggiadra e nello stesso tempo impaurita e così l'ho voluta chiamare Amadriade come le ninfe mortali dei boschi.
A voi questo piccolo albero.

Prima si passa dal lontano (per familiarizzare bisogna sempre partire da lontani)





martedì 14 luglio 2009

La bellezza

So che vi avevo detto che avrei messo le foto del terzo anno dell'Accademia però sento qualcosa dentro che non può essere fermato e che vuole essere espresso. Parlo della bellezza.
Qualche ora fa sento un ragazzo che conosco narrare della famosa scena del sacchetto di American Beauty e riporta le parole del film e così mi riporta a quello stupore iniziale quando l'ho visto per la prima volta, a quella meraviglia di fronte ad un normale comunissimo sacchetto di pastica che, grazie a un vento leggero, prende vita e danza. Siamo noi quelli che guardiamo quel sacchetto e siamo sempre noi che ci commuoviamo di fronte a questa piccola <<... bambina che chiede di giocare...>>. Perché è così la vita: ci chiede di giocare momento per momento, attimo per attimo. Ci chiede di essere presenti e attraverso la bellezza ce lo ricorda sempre come se fosse una promessa da mantenere.
La bellezza non è solo quella dei concorsi, non è solo quella del quesito "Preferisci un/a uomo/donna bello/a ma stupido/a o brutto/a ma intelligente?", la bellezza non è solo un fattore estetico dove vige un'armonia così rigida che ogni menomazione viene scartata. Anche in chi è menomato c'è bellezza perché c'è vita in lui.
La bellezza è qualcosa che ti ferisce, è come una tempesta che ti coglie impreparato e che ti ferisce, ma tu non senti dolore. Magari scende una lacrima, ma è per dire "...grazie, grazie per essere passata, per avermi lasciato il segno" e come il ragazzo del film ricorderai sempre.




Allego qua sotto aforismi di personaggi famosi più o meno conosciuti riguardo la bellezza:

- La bellezza delle cose esiste nella mente che le contempla. (David Hume);
- Bellezza è l'eternità che si contempla in uno specchio; noi siamo l'eternità e noi siamo lo specchio. (Kahlil Gibran);
- Ciò che ho sempre cercato è la bellezza in tutte le sue forme. (Joan Crawford);
- Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, che non hanno mai inciampato. A coloro non si è svelata la bellezza della vita. (Boris Pasternak);
- Il mistero della vita sta nella ricerca della bellezza. (Billy Wilder);
- La bellezza ci può trafiggere come un dolore. (Thomas Mann);
- La bellezza è verità e la verità è bellezza. Questo è tutto ciò che voi sapete in terra e tutto ciò che vi occorrerà sapere. (John Keats);
- La bellezza non può essere interrogata: regna per diritto divino. (Oscar Wilde);
- La vera bellezza, dopotutto, sa nella purezza del cuore. (Gandhi);
- La bellezza non sta nel viso, ma nella luce nel cuore. (Kahlil Gibran);
- Non incontrerai mai due volti assolutamente identici. Non importa la bellezza o la bruttezza: queste sono cose relative. Ciascun volto è simbolo della vita. E tutta la vita merita rispetto. (Tahar Ben Jelloun);
- La bellezza è estasi; è semplice come l'odore del cibo. Non si può dire altro sostanzialmente, è come il profumo di una rosa: lo puoi solo odorare. (William Somerset Maugham);
- La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori (Alda Merini);
- La bellezza è una promessa di felicità (Stendhal);
- Bellezza è ciò che fa disperare (Charles Baudelaire).

Altri aforismi della bellezza ce ne sono. Intanto io voglio finire con un'aforisma di Dostoevskij:

La bellezza salverà il mondo


Questo post l'ho voluto condividere con un altro blog: http://anoressiabulimiaafterdark.blogspot.com/2009/10/voi-la-parola-12.html

Come potete leggere è un blog che parla di disturbi alimentari e un giorno leggo un post di una ragazza, a cui è data la parola, che racconta della "sua" bellezza. Così ho pensato di contattare l'autrice del blog VeggieAny e proporle questo mio post. Penso che quest'idea di bellezza, lontano da ciò che ci viene propinato adesso, sia liberatorio e rivoluzionario perché ci permette di vedere la vita con occhi diversi.

Ho voluto anche mettere il video della scena del sacchetto così anche voi vi potrete emozionare sempre e quando volete.
P.S.:Ringrazio un utente di Youtube per gli ultimi due aforismi.
Modificato e Aggiornato

sabato 4 luglio 2009

Il fascino e il mistero dei fiori

Chi di voi non rimane incantato guardando un fiore?

Ogni fiore è diverso e scatena emozioni diverse. Per quanto mi riguarda il mio fiore preferito è l'orchidea, qualsiasi orchidea e non solo la cattleya (ehehe!). Ma non disdegno neanche gli altri fiori. Infatti qui di seguito ci sono due mie poesie che riguardano rispettivamente il fior di loto e la rosa. Due fiori antipodi che rappresentano la serenità e la passione, l'Oriente e l'Occidente eppure così vicini visto il fior di loto veniva definita dagli Antichi Romani "junonia rosa", la rosa di Giunone.

Prima la poesia con il loto protagonista. E' un dialogo.




Purezza

Io:

Più ti osservo,
dolce fior di loto,
e più imparo qualcosa.
Dal fango tu nasci
e per vedere la luce del sole
attraversi l'acqua paludosa
e apri la tua corona
intatta
offrendo la tua bellezza
a chi è capace di recepire.
E allora mi chiedo:
cos'è in realtà la purezza?
Il non essere contaminati
o la consapevolezza
che nessuna contaminazione
ti potrà intaccare?
Oppure ancora
il sapere che la vita stessa
ti può far nascere dal fango,
ti fa attraversare acque paludosi,
ma rimani comunque e per sempre
intatta?
E tu lo sai,
dolce fior di loto,
tu che conosci l'incanto della vita,
tu che sei il fiore dell'Universo.

Il loto:

Sì, mia piccola umana,
ma ricorda:
non essere per sempre un bocciolo di rosa
perché alla fine
le spine ti trafiggeranno.
Se un bocciolo di rosa non si apre,
per quanto innocente sia,
non avrà mai senso.
Non chiuderti in una gabbia
per paura che qualcosa ti possa intaccare.
E non temere il cambiamento
perché esso farà sempre parte di te.
Conserva il tuo spirito
e apri la tua finestra al mondo.


Spero che il fior di loto non si offenda se ho parlato attraverso lui. Credo di non aver niente da aggiungere perché tutto ciò che dovevo esprimere, l'ho fatto attraverso la poesia.
Ed ora l'altra poesia.




Palcoscenico


Della passione che bruciava
sono rimasti solo petali appassiti.
E così una rosa giace inerte sull'asfalto
aspettando qualcuno che la venga a prendere.


Ma in ha capito
che solo la dimenticanza la accetterà.
Triste
deve essere la vita
per chi dipende da un momento.
Il palcoscenico
non ti appartiene più
e così la natura ti assorbirà.
Da lei sei nata
e da lei ritornerai
cantando la tua ultima ode.


L'arte e la natura si sono sempre contrapposte e a volte si confondono. Però l'arte, tutta l'arte, qualsiasi arte, ha bisogno di essere vista per vivere sennò appassisce mentre ogni elemento della natura va avanti anche senza uno sguardo. Spesso vedo rose rosse appassite per terra. Io le guardo e le raccolgo, ma non per gettarle in un cestino dell'immondizia bensì per portarle a casa. Un giorno spero di far un quadro a queste rose che una volta erano oggetto di sospiri e suscitavano lacrime e gioia. All'inizio pensavo di fare una poesia proprio su di me che raccolgo queste rose dopo averle a lungo osservate, per darle un nuovo inizio. Poi ho pensato che queste rose recise non sono più fiori, ma piccole attrici che declamano poesie agli innamorati e così mi sono detta cosa succederà quando tutto sarà finito? Saranno dimenticati come tutti coloro che sono legati ad un momento. L'oblio sarà la loro casa. Un po' triste no? Ma alla fine si decomporrà e così ritornerà alla natura. Quindi, quando vi regalano un fiore e non lo volete più dopo che è appassito, non gettatelo nell'immondizia, ma in un prato così sarà la natura a pensarci e credo che vi ringrazierà perché le avete restituito una sua figlia.
La prossima volta il terzo anno dell'Accademia
Mi è stato fatto notare che la seconda poesia fa pensare anche appunto al palcoscenico teatrale. In un certo sì se si pensa ai tanti che prima vengono ammirati e poi dimenticati. Ma anche se il teatro è una delle mie aspirazioni, non ho paura. Non perché ritengo di essere LA migliore, ma perché io sono felice quando sono sul palcoscenico e il pensare se verrò dimenticata o meno non mi sfiora anche perché credo sia ancora un po' presto, no?
Aggiornato

venerdì 3 luglio 2009

E non finisce mica il cielo

Continuo a fotografare, a raccogliere piccole realtà di vita quotidiana e adesso mi voglio confrontare col cielo. Eh sì, con l'immenso cielo che da lassù ci osserva. E da dove sennò?
Comunque trovo che il cielo sia un bellissimo paesaggio. Sì, paesaggio. Proprio quella parola che di solito si usa con i luoghi "terreni" . Però mi chiedo: non si può usare questa parola anche per i luoghi "extra-terreni"?






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