Fra i personaggi che animano la fantasia popolare vi è una strega che merita una condizione particolare: la Befana. Essa non è quasi mai presente nelle fiabe: un'assenza non dovuta a dimenticanza, ma al fatto che nell'antichità era ritenuta una presenza certa.
L'origine di questo personaggio, che ancora oggi caratterizza l'immaginario infantile, si perde nella notte dei tempi e affonda le sue radici nel paganesimo. L'Epifania, termine che deriva dal greco epiphaneia, che significa apparizione, era una cerimonia pagana che concludeva un periodo di feste che nell'antica Roma cominciavano il 25 dicembre. In questo giorno si celebrava il dies natalis sol invicti, la nascita del sole poiché il calendario giuliano fissava per quel giorno, il solstizio d'inverno.
Le feste di inizio anno erano celebrate in onore del dio Giano (piccola nota: il dio bifronte) e della dea Strenia, che fu per i bambini dell'antica Roma quello che poi la Befana rappresentò per i bambini dell'età moderna. Con la diffusione del cristianesimo, ci fu l'esigenza di sapere quando fosse nato Cristo. Ma non essendoci notizie sui Vangeli, la Chiesa stabilì che Gesù fosse nato il 25 dicembre, anche per cancellare la festa pagana del "Sole Invicto", riconoscendo nel 6 gennaio la celebrazione della manifestazione di Gesù agli uomini come il Messia: il 6 gennaio, la Cristianità ricorda l'arrivo dei Re Magi, che rappresentano tutte le genti del mondo, alla grotta di Betlemme.
Adorazione dei Magi di Luca di Tommé, tra il 1360 e il 1365
Dal 25 dicembre al 6 gennaio vi sono dodici notti, quindi quella fra il 5 e il 6 gennaio veniva anche chiamata "la dodicesima notte" (piccola nota: esiste una commedia di Shakespeare che si chiama appunto La dodicesima notte e si riferisce proprio alla notte di Epifania). Una tradizione, diffusa in molte regioni d'Europa e che risale ai primi secoli dell'epoca medioevale, attribuisce strani e misteriosi poteri a queste dodici notti. Si trattava di un periodo particolarmente delicato e critico per il calendario popolare, poiché di molto seguente alla seminagione, quindi carico di speranze ed aspettative per il raccolto ancora lontano a venire, ma dal quale sarebbe dipesa la sopravvivenza del nuovo anno.
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