domenica 21 febbraio 2016

Spiritualità contro la New Age

Quando ci si interessa all'esoterismo e alla spiritualità dei vari popoli, automaticamente bisogna essere consapevoli che non tutto quello che viene pubblicato è reale, ma viene adattato ai gusti di chi lo legge. La parola "New Age" per me rappresenta qualcosa da stare alla lontana e capisco perché diverse persone che sono venute a conoscenza, anche direttamente, con una cultura specifica siano restii poi a diffondere ciò come poi viene raccontato bene in questo post.



Guaritore Lakota


E in quel post c'è un termine che trovo perfetto ovvero turisti spirituali.
Cercando poi su Google, vedo che il turismo spirituale è davvero un affare, ma lo si considera soprattutto per luoghi di culto cristiani come conventi, duomi e chiese. Inteso spiritualmente in senso generale, questo viaggio potrebbe essere anche una buona cosa dettata dalla curiosità, ma il punto è che ci sono alcune persone che, pensando di avvicinarsi meglio a quella cultura specifica o anche più, usano i loro stessi termini oppure altri che non c'entrano affatto. Credo che abbiamo tutti l'idea di come possa essere uno sciamano: una persona saggia che guarisce e ogni tanto va in trance assumendo sostanze psicotrope.



sciamano siberiano Evenk




ricostruzione di una donna sciamano del Mesolitico
nella zona germanica


Diverse persone credono che per avere un'esperienza sciamanica basti il Peyote o funghi che danno gli stessi effetti, piante per giunte sacre per i popoli che ne fanno uso.
Ed è questo il punto: non basta un semplice viaggio psichedelico perché tu abbia fatto un'esperienza sciamanica. Usare i loro stessi oggetti non rende istantaneamente quella persona uno sciamano o comunque una persona illuminata.
Ho sentito di persone che dopo aver assistito anche a una sola lezione, si siano già sentite in diritto di insegnare.
Capite perché questo non possa andare bene? C'è una tale presunzione e egoismo nel pensare che basti una semplice esperienza (magari falsata) per sentirsi già pronti.
Se davvero ci fosse più umiltà in questo, molti falsi maestri non ci sarebbero. 
Eppure il boom c'è.
Mi ricordo che più di dieci anni, quando si fece un incontro con un pellerossa nei giardini della Rocca Brancaleone qui a Ravenna, lui disse che rimaneva stupito da quest'affluenza enorme di persone e che fino a qualche anno fa erano neanche una decina.
Che ci siano dei veri interessati, non lo escludo ma quanti lo fanno soltanto perché va di moda?
Capisco perché la persona che ha scritto il post linkato inizialmente abbia deciso di non tramandare la sua conoscenza: sarebbe come tradire non solo questa sapienza, ma anche la vita delle persone che sono venute prima.
Inoltre nei libri ci può essere il rischio come di leggere qualcosa che è stato tradotto, adattato, prosciugato. Oppure che quella sapienza venga poi amalgamata con un'altra che non c'entra affatto. Anche se magari tra diverse religioni e spiritualità ci sono delle somiglianze, non bisogna poi dimenticare che ogni popolo si è basato con ciò che era il suo ambiente, gli animali e le piante che avevano attorno e questi fattori sono importantissimi. Non sono affatto irrilevanti. Per questo quando ho letto che sia l'Oriente sia gli Indiani d'America (terre saccheggiate ampiamente del loro sapere e commercializzate) hanno espresso fermamente il loro disappunto per queste pratiche new age (vedi qui per quanto riguarda i Veda e qui per gli indiani Lakota), ero soddisfatta. Si tratta semplicemente di rispettare queste culture e riconoscere le differenze. Per esempio anche la parola sciamano è riduttiva e nei diversi luoghi ci sono parole più specifiche come il curandero nell'America Latina o bo e udgan nella Mongolia (il primo termine è per i maschi e l'altro per le femmine).



Maria Sabina, una curandera



una udgan


E non basta rifugiarsi nello studio per conoscere.
Bisogna saperlo vivere nel nostro quotidiano.

Poi ci sono altri insegnamenti nella new age come il perdono a oltranza, il pensiero positivo a tutti i costi ecc... e anche se sembrano tutti insegnamenti che possano far bene, in realtà sono alquanto pericolosi.
E' come un voler anestetizzare la vita, non riconoscerla nella sua complessità, obbligarsi a sentirsi positivi perciò sforzarsi e non sentire quei sentimenti cosiddetti negativi quali rabbia, gelosia e invidia per quello che sono ovvero delle energie che possono essere utili e dirci qualcosa che al momento non riconosciamo.
Anche parole come energia, anima, vibrazione e altre ancora sembrano essere sminuite perché appena le si dice si pensa subito a qualcosa di irreale, come sollevati da una nuvola rosa e vagheggiare "liberamente" come in un film allucinato.

Tutto ciò non si tratta di voler semplificare, ma di volerlo ridurre a qualcosa che non ha sapore.




P.S.: Parlando con un mio amico, sono venuta a conoscenza che oltre alla new age, adesso c'è la next age. Temo che alla fine, anche se magari dicono cose diverse, in sostanza siano lo stesso.


Aggiornamento 4 novembre 2016:
Oggi ho scritto un altro post su questi inganni ovvero l'essere pieni di luce,
E per quanto riguarda l'usare sostanze allucinogene per avere un'esperienza "sciamanica" consiglio di leggere questo articolo dal titolo La crisi spirituale dei giovani occidentali sta rovinando l'ayahuasca,

1 commento:

  1. Condivido molto. Il pensiero positivo, ammesso che sia possibile pensare a comando, è una manipolazione della realtà che impedisce di entrare in contatto con le parti più profonde di sé.
    Lo stesso lo yoga della risata, che è un modo di produrre sostanze che poi funzionano come droghe, ottundendo la coscienza.
    E si può dire lo stesso di molte altre pratiche new age.

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Grazie per i commenti

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