lunedì 24 dicembre 2012

Bambi (1942)


Bambi, io starò con te per sempre




Io adoro questo film. Lo considero uno dei migliori in assoluto e non solo d'animazione.
Sì, lo so, ha traumatizzato intere generazioni con la morte della mamma (ma aveva poi un nome 'sta madre?!)




Un piccolo ripasso del film?!




Lo scrittore austriaco Felix Salten pubblica nel 1923 il romanzo Bambi, la storia di un capriolo (in originale Bambi, a life in the woods)







acquarelli di Mirko Hanak, illustrazioni del racconto

Sin dalla sua prima pubblicazione, l'accoglienza fu molto positiva. E' stato vietato però nella Germania nazista perché si pensava che i caprioli fossero gli ebrei e il cacciatore invece il nazista.
Allo scrittore piaceva una trasposizione cinematografica e all'inizio si pensò a veri animali, ma poi si dovette rinunciare: era ritenuto impossibile. Perciò la soluzione fu l'animazione.
Walt Disney accettò di buon grado di trasporre il racconto in un suo film d'animazione e pensava che doveva essere il suo secondo film, ma alla fine fu il suo quinto film.
Rispetto alla storia originaria, la versione disneyana l'ha alleggerito all'inizio cercando di renderlo più adatto ai bambini inserendo anche due personaggi che non c'erano Tamburino (o Tippete) e Fiore.
Cosa succede però? Che la spensieratezza iniziale si rompe con quella fatidica morte. Crea un contrasto perché prima è tutto gioioso: una semplice pioggia diventa un'orchestra, la scoperta della neve come una cosa assolutamente mai vista... Insomma si ricollega molto al bambino, alla sua visione. 
La natura è l'assoluta protagonista. Infatti se si nota bene, le canzone non sono mai cantate dai personaggi. Sembra una cosa ridicola, eppure io la trovo geniale: vedere questi animali tutti ad un tratto cantare non so se mi avrebbe conquistato. Forse sì, ma non come nella versione originaria.
La parola d'ordine è armonia. Armonia dei paesaggi, ma anche armonia come quello stato che regola la vita degli esseri viventi e tutto ad un tratto vediamo quest'armonia spezzarsi.
E' chiaro che il bambino viene sconvolto: si vede egli stesso privato di qualcosa che gli è vitale, assolutamente primario.
E' naturale che sia drammatico però sostengo che quella morte sia necessaria. Non fraintendetemi, non sto dicendo che le uccisioni degli animali siano necessarie. Sto parlando della storia di Bambi come se fosse una fiaba. Spesso ci si chiede perché quasi tutti i genitori dei protagonisti muoiano. Ebbene, in quelle storie, e preciso in quelle quindi non nella realtà, i genitori muoiono perché non sono più necessari. Hanno svolto il loro compito e quindi è giusto (preciso ancora che parlo nell'ambito delle fiabe e non della vita reale) che muoiano. Oppure muoiono perché sono troppo deboli e quindi non adatti a crescere il protagonista.
Con tutte queste premesse, Bambi mostra però la vita reale: le cose succedono perché succedono. Mostra la spensieratezza, la gioia e mostra anche il dolore, il senso della perdita.



la recensione di Nostalgia Critic su Bambi inizia al minuto 3:23
Gli altri film contemplati sono Dumbo e Saludos Amigos


Ritorniamo alla realizzazione del film.

C'erano già dei cervi nel film Biancaneve, ma erano molto cartoon quasi dozzinali.



In un film dove i protagonisti sono degli esseri umani poteva andare bene, ma qui stiamo parlando di un film incentrato esclusivamente su degli animali quindi il realismo era necessario.
Perciò si studiano dal vero degli esemplari cercando di studiare il loro comportamento, la loro muscolatura...


l'animatore Frank Thomas











Benissimo, si sceglie il realismo per i personaggi (a parte gli occhioni), ma per quanto riguarda gli sfondi?
Stiamo parlando di un bosco perciò all'inizio si realizzano gli scenari disegnando foglia per foglia, albero per albero ma si tratta di un lavoro immenso se consideriamo che tutto il film è ambientato in un bosco. Inoltre se si descrive il bosco dettaglio per dettaglio, c'era il rischio che si toglieva importanza al personaggio risultando in secondo piano.
La soluzione viene data da Tyrus Wong, che si occupa dell'arte concettuale.
Ecco i suoi schizzi che hanno dato l'impronta alla "scenografia" del film.
















Come potete vedere, la natura dei paesaggi è più evocativa che descrittiva. 
Inoltre è perfetta quando si tratta di sottolineare uno stato d'animo. Lo si può notare nella lotta tra i due cervi
o come con Bambi o Faline (o Occhidolci) subito dopo il combattimento.

Tyrus Wong, nato nel 1910 e tuttora vivente, è cinese e si rifà molto alla pittura orientale.
Benissimo, abbiamo il mix per creare un capolavoro, per segnare a vita i bambini non solo con la storia, ma anche nel loro immaginario.
Per non parlare della musica che accompagna ogni movimento, ogni cambiamento anche dello stato d'animo.
Magari Bambi può anche non essere il vostro cartone preferito però credo che non si possa restare insensibili e non parlo solo della morte della madre, ma anche l'uccisione della fagiana, tanto che si è creato l'effetto Bambi noto in parole poverissime come il senso della "pucciosità".

Sta di fatto che è un capolavoro e non per la pucciosità e il ciclo della vita continua non ripetendosi, ma continuando a modificarsi.




Nonostante la morte della madre di Bambi, trovo che questo film sia un inno alla vita e alla natura che guarisce le ferite oltre ad essere una splendida e delicata storia d'amore.
E poi non preoccupatevi: in realtà la madre di Bambi non è morta. E' un'attrice come viene detto in un episodio degli Animaniacs.



Curiosità:
- La musica che precede l'arrivo del cacciatore ha ispirato il motivo de Lo Squalo.
- Esistono due doppiaggi italiani. Nel primo le canzoni sono state lasciate in inglese e l'adattamento è stato molto libero inserendo frasi non presenti nella versione originaria. Un esempio eclatante è quando il Grande Cervo prende con sé Bambi dopo la morte della madre.



Ecco nella versione presente adesso (che risale al 1968) ci sono solo la prima e l'ultima frase così come nella versione originaria. Nel mezzo c'è un silenzio che si fa sentire molto considerando la presenza della musica. Inoltre ci si sofferma ancora di più sulla lacrima di Bambi.

doppiaggio del 1968:


doppiaggio originale:




Devo dire però che avendo conosciuto prima il doppiaggio del 1948 alcune frasi le trovo pronunciate meglio in questa.
qui potete vedere i doppiatori in entrambe le versioni e potete notare che nella seconda ci sono dei nomi noti come Sandro Acerbo, Loretta Goggi e Fabio Boccanera così come nella prima c'è una dea del doppiaggio ovvero Lydia Simoneschi.


lo spezzone della madre è nel minuto 1:57

 - Il cacciatore nelle idee originarie sarebbe dovuto comparire o almeno la sua morte nell'incendio, ma poi si è preferito non farlo vedere rendendolo ancora più minaccioso. Inoltre si doveva vedere anche il corpo della madre, ma poi, lo sapete bene, si è preferito non far vedere neanche lei aumentando così un senso di privazione.
- Il cervo che combatte contro Bambi per Feline si chiama Ronno ed è presente anche nel racconto di Felix Salten. Lo si può conoscere meglio nel seguito ovvero Bambi e il Grande Principe della Foresta che ambientato subito dopo la morte della madre e prima che vediamo Bambi cresciuto. Insomma è un midquel. Io l'ho visto e se volete vederlo fatelo, non è male, ma non è assolutamente paragonabile al primo film. Comunque lo trovo giusto un po' meglio di alcuni sequel Disney.


Per vedere altri cervi vi rimando a questo mio post.



Mi sono dimenticata di mettere che Bambi è uno dei due film, assieme a Pinocchio, "tradotti" in manga da Osamu Tezuka


E i suoi dolci occhioni hanno dato il via agli occhioni manga.


Esiste anche un cortometraggio del 1969 che è Bambi meets Godzilla di uno studente, Marv Newland



Nella classifica dei 50 migliori cartoni animati (cortometraggi) è 38esimo (clicca qui per vedere gli altri)
La musica iniziale proviene dal Guglielmo Tell di Rossini mentre la piedata è nel suono dell'ultimo accordo di A Day in the Life dei Beatles.

Aggiornato e Modificato


2 commenti:

  1. Bambi è sicuramente un capolavoro. La natura e la musica diventano espressione dei sentimenti.
    Confesso che da piccola ho piano sempre, ogni volta che la madre moriva (e che, se riguardassi il film ora, probabilmente piangerei ancora!).
    Comunque concordo con te sul fatto che nella fiaba (soprattutto in quelle in cui il protagonista passa dall'infanzia all'età adulta) spesso le figure di attaccamento muoiono. Fa parte di uno dei meccanismi standard delle fiabe, ma mi sto dilungando...

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  2. Perché io invece coi post non mi dilungo, vero?!
    Sono d'accordo con quello che dici: la natura sembra l'assoluta protagonista e la musica la esalta. Il film è una vera esperienza emotiva.
    Il fatto dei genitori che muoiono l'ho trovata la prima volta leggendo il capitolo su Baba Yaga in Donne che corrono coi lupi e lì mi sono accorta che aveva perfettamente ragione.

    RispondiElimina

Grazie per i commenti

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