venerdì 15 ottobre 2010

Realtà - reality

Nel post di questo blog si parlava di questa realtà-reality, delle vicende successe dove la tv si insinua come il dito di Tommaso nella ferita di Cristo (non sono cattolica, ma credo che il confronto ci stia).

Questo è il commento che io ho voluto mettere:

Adesso viviamo in un mondo in cui la connessione è veloce e istantanea. Anche adesso che ti sto scrivendo nonostante non ci siamo mai conosciuti di persona e nonostante io non sappia come sia la tua voce (la mia invece credo che tu l'abbia sentita:)).
Non esiste quasi più l'attesa, e tutte le sensazioni (piacere, angoscia) che essa può dare, e tutto è a disposizione di tutti.
Però questa cosa se da una parte è un bene (il sapere non è più a disposizione di pochi) da una parte è un male perché spesso non si approfonda e ci si accontenta di una spiegazione superficiale. Così, superficialmente, additiamo subito al mostro della situazione e pretendiamo di sapere cose che magari non ci appartengono.
La partecipazione verso un evento spesso può essere nocivo per una superficialità di fondo.
Comunque non mi sembra che le cose siano peggio di come erano anni o anche secoli fa. Solo che una volta le cose non erano evidenti e casi come quelli di Sarah Scazzi sarebbero subito stati insabbiati dalla gente del paese e mai più parlati.
E' nocivo pensare che la vita sia tutta dietro uno schermo e non pensare al rispetto per chi non c'è più.
Inoltre i fatti di cronaca nera attirano le persone perché molti in fondo si chiedono: "Ma allora anch'io sono come lui?" Sì, in fondo sì. Il lato oscuro, che non sempre è una cosa nociva, è una cosa presente in noi anche se spesso alcuni negano.
E' chiaro che però è il gesto a distinguerci: io posso voler vedere "morta" una persona, ma questa non fa di me un'assassina.
Anzi, più una persona è consapevole del suo lato oscuro, meno male fa.
E ora, scusa questo post prolisso, vorrei ricordare il finale del film cult La Montagna Sacra di Alejandro Yodorowsky dove mostra palesamente la finzione del film e invita tutti ad aprire la porta di casa per vivere perché la Vita, quella vera, ci aspetta sempre per prenderci la mano e condurci dove lei vuole. Diamole la mano.


Questo sarà un blog d'arte però l'attualità non va mai ignorata e di certo io non lo faccio anche se questo è il primo post in cui parlo dell'attualità e credo che ce ne saranno altri.

giovedì 14 ottobre 2010

Liberty canta "Come tu mi vuoi"

Adesso che un mio quadro ha cominciato a cantare, chi li sente più gli altri? Mi tocca di assecondarli :)



Ed ecco Liberty (qui il quadro intero) che canta "Come tu mi vuoi" la canzone portata alla ribalta dalla grande grande grande Mina

venerdì 8 ottobre 2010

La canzone di Profondo Blu

Questa volta un mio quadro non decide di confessarsi, ma di cantare una canzone che senz'altro conoscete. Forse però è una canzone-confessione. Cosa dite voi?



Qui il quadro intero.

martedì 5 ottobre 2010

Scoperta una nuova lingua

E' con grande gioia che vi comunico questa notizia: è stata scoperta una nuova lingua.
Dei linguisti della National Geographic (al quale appartengono le foto) l'hanno scoperta in un angolo dell'India, la regione dell'Arunachal Pradesh. La loro intenzione era di trovare altri due rari idiomi ovvero l'Aka e il Miji e invece si sono imbattuti in questa lingua mai riscontrata prima d'ora. Questa lingua si chiama Koro e appartiene alla famiglia delle lingue tibeto-birmane.





Questa scoperta si associa anche a una tristezza: solo in 800 parlano il Koro quindi è a rischio di estinzione.

lunedì 27 settembre 2010

Dario Fo al Woodstock 5 stelle di Cesena

Dario Fo (Sangiano, 1926), il mattatore, il giullare teatrale, premio Nobel della Letteratura nel 1997. Non potevo non filmarlo quando, al Woodstock 5 stelle di Cesena, Beppe Grillo l'ha presentato come una delle menti più eccelse (secondo un sondaggio inglese è al settimo posto nei 100 geni viventi).




« Perché, seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi. »
(Motivazione del Premio Nobel per la letteratura 1997)

venerdì 24 settembre 2010

Anche un quadro può cambiare


Qui avevo parlato del quadro come una parte di un assemblamento che sarebbe stato "L'amore è una luce lieve che acceca chi ne ha paura" e questo rappresentava "...che acceca...".
L'ho realizzato nel 2007 e non l'ho mai portato a termine anche se avevo chiaro in mente gli altri tre quadri dell'insieme.
Ebbene, sono passati tre anni e ancora non ho realizzato le altre parti e adesso non lo voglio fare perché non sono più nella disposizione di animo di allora. Quindi, ho preferito lasciarlo così com'è, da solo.
Date il benvenuto a Cascata di Luce.

giovedì 23 settembre 2010

Nuovi quadri e video

Vi ricordate il quadro in Work in Progress?


Ecco, l'ho completamente rivoluzionato in questo, Collina lunare:


Il video:



musica: Lullaby "Wiegenlied" Op. 49 No. 4 di Johannes Brahms



E poi l'ultimo quadro della mostra, l'ultima arrivata. Vi presento Aphrodite:



Il video: 




Musica: Glass Harp di Duncan Pittock

martedì 21 settembre 2010

Ode al mare

Oggi sono andata al mare e l'ho voluto. Era così limpido che sembrava catturarti, così limpido che sembrava rimandarti altre visioni.

venerdì 17 settembre 2010

Incontro con lo scrittore persiano Kader Abdolah

Domenica 12 settembre c'è stato un incontro al Teatro Rasi di Ravenna, un prologo di una rassegna che si chiama ParolErranti. Ospite dell'incontro è lo scrittore persiano, stabile in Olanda, Kader Abdolah considerato secondo uno sondaggio il secondo scrittore olandese più grande.
Era venuto per presentare il suo ultimo libro "Il messaggero" (edito dall'Iperborea come il resto dei suoi libri) che parla della figura di Maometto.
Ho voluto filmarlo così da mostrarlo a tutti voi.






Qui invece il video realizzato da ravennawebtv:




"I romanzi di Abdolah rivelano un grande scrittore, che è insieme politico e poetico.
Uno scrittore da Nobel"
Goffredo Fofi, Il Sole24ore


martedì 14 settembre 2010

Vermilion Souls (2008)

Vermilion Souls è il primo film di Masaki Iwana (questo il suo sito) realizzato nel 2008 ambientato in Giappone anche se il set è stato costruito in Normandia. Inoltre ha partecipato al Festival Internazionale a Rotterdam nel 2009.
Sono riuscita a vederlo grazie al Festival Homunculus di cui ho parlato un post fa, ma non credo che sia ancora disponibile. Infatti era in lingua originale coi sottotitoli italiani.


Masaki Iwana ritiene che Vermilion Souls sia un film sulla “capacità della vita che osa vivere la morte”, cosa fondamentale della danza butoh che parte dalle sue origini.
Infatti in questo film sono presenti, sin dall'inizio, un senso di desolazione, un senso di morte, di voler abbandonare la vita, ma ci sono momenti in cui la vita si fa sentire ancora una volta.
Attenzione spoiler
Giappone, anni '50. Un bambino, seguendo un volantino, trova una postazione segreta gestita da un soldato zoppo. Costui deve far da guardia a cinque persone che stanno aspettando la morte. Una è fuggita e ha trovato la morte, anche un'altra è morta. Ne rimangono così tre: un ex prostituta, una ragazza che non parla e non si muove e un calligrafo che per una malformazione delle mani scrive con la bocca. Ognuna di queste persone è sfuggita alla morte e la sta aspettando nel totale segreto e nel totale buio visto che loro non possono uscire alla luce del sole essendo allergici. Anche il soldato è sfuggito alla morte, a un attacco kamikaze dove è rimasto illeso e vuole unirsi all'esecuzione anche lui.
Cinque persone però hanno diritto all'esecuzione, né una di più né una di meno.
Il bambino decide di unirsi anche lui, ma, ovviamente, gli altri sono contrari.
____________________

Decido di finire qui.
Mi rendo conto che non è facile vedere un film dove si sente la morte sin dall'inizio. Ma ciò che può sembrare noioso e pesante, si manifesta solo come uno sogno.
Ottima la fotografia in bianco e nero e si sente il respiro dell'atmosfera nipponica. I frammenti di danza butoh li ho visti come una danza di libertà, una danza che ti faceva percepire visibile il vento. C'è una tale delicatezza a volte e in altre un'assenza di pudore, una vicinanza estrema al personaggio e non parlo solo delle scene di sesso anche esplicite. Il tutto però calibrato bene.
La mia sensazione era poi che il film non avesse fine. Mi spiego meglio: quando credevo che fosse giunta la fine (come una volta per un climax della musica), il minuto dopo il film era lì a dirmi "No."
Non mi sono mai annoiata questo a dimostrare che i film giudicati lenti e pesanti non sono da buttare a priori. Anzi, certi pregiudizi ti distolgono dalla visione del film.

Masaki Iwana ha completato il suo secondo film A Summer Family
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...