sabato 7 novembre 2015

Lettera ai miei Demoni

Cari demoni, lo so che ci siete. 



di Gunel Gasanova


Sarebbe sciocco pensare che non esistiate perché frutto della mia fantasia. Ma il fatto è che dentro la mia testa siete reali, dentro i miei sogni siete tangibili.
Non mancate mai di angosciarmi con incubi che a volte rasentano l'orrore. 
Non mancate mai di farmi penetrare in un'oscurità che non mi fa aver paura del buio perché quello che vivo dentro la mia testa è incommensurabile.
Dovrei avere paura di voi, di ciò che mi fate suscitare.
Ho appena visto dei film per la tv tratti da storie vere come da bambina ero stata abituata a fare e molti di questi film parlano di bambini violenti.
Al di là di tutto ciò che possa esserci dietro a gesti simili, voi demoni mi sembrate come quei bambini.
In realtà, avete paura?
Siete spaventati?
Vi stringete tra le ginocchia quando io non vi vedo?
Dietro ai vostri ululati di rabbia, si nascondono guaiti di tristezza?
Che cosa desiderate comunicarmi?
Magari possiamo essere amici ma per farlo dovrò prima avvicinarmi a voi, guardarvi negli occhi e vedere specchiati nei vostri le mie paure, i miei blocchi emotivi.
Saprò essere capace di sostenere il vostro sguardo?



da Cappuccetto Rosso, 
illustrato da Beatriz Martin Vidal


Intanto vi sento nel mio corpo, sulla mia pelle.
Sento le vostre impronte.
So che prima o poi saremo amici e io finalmente potrò vedere la vostra reale forma.


Alla prossima.



di Rebecca Guay



P.S.: Con demone si intende anche il daimon, una figura protettiva di sicura lontana da come viene vista dalla Chiesa.



Aggiornamento 8 novembre 2015: e parlando di demoni, si può andare qui, un post dove ho raccolto delle citazioni sull'arte provenienti da un albo di Dylan Dog e appunto si parla di demoni.
Inoltre se sognate davvero il Diavolo, non preoccupatevi. Qui potrete trovare la risposta ai vostri dubbi o almeno un chiarimento su cosa voglia dire.

giovedì 5 novembre 2015

Il giveaway (e mercatino) di Natale di Simona "Tissi" Sanfilippo






Come ho detto, prima di procedere a questa intervista, adoro l'artigianato.
E così quando c'era la possibilità di partecipare a questo giveaway, non ho perso l'occasione.
Di cosa si tratta?
Lo vedete il piccolo elfo in cima? Ecco, può essere vostro a queste condizioni che ho copiato/incollato dal post in questione (lo trovate in fondo dopo che vi è proposto il mercatino di Natale)


Le condizioni per partecipare sono :
-condividere questo post (quello del link) su facebook o sul vostro blog
-commentare qui provando l'avvenuta condivisione
-lasciare la vostra email per il sorteggio

In più, per questo speciale giveaway, più si condivide e più possibilità si hanno di vincere .
Quindi, se avete ad esempio blog ,pagina facebook, twitter etc e condividete su tutti parteciperete tre volte al sorteggio. Stessa cosa se condividerete più volte nella settimana o nel mese.
Abbiate cura di tornare ogni volta qui e provare la vostra ripetuta condivisione, così il vostro nome entrerà più volte nell'estrazione.

Attenzione però : non valgono le condivisioni ripetute nello stesso giorno.


martedì 3 novembre 2015

Quando il cattivo delle fiabe non viene punito

Due tra le mie fiabe preferite in assoluto sono Raperonzolo e La bella addormentata nel bosco.
Questa volta però non voglio parlare delle protagoniste, ma delle due villain.



da Raperonzolo 
illustrazione di Kay Nielsen



da La bella addormentata nel bosco
illustrazione di Nadezhda Illarionova


Queste due villain hanno una particolarità rispetto ad altre: per i loro atti non vengono punite.
Leggendo le fiabe scopriamo che la fine dei cattivi è crudele: per esempio alla matrigna di Biancaneve viene imposto di indossare calzature roventi e ballare fino a morire.
Perché allora Madame Gothel di Raperonzolo e la "cattiva" de La bella addormentata nel bosco non ricevono un trattamento simile?
Leggendo alcuni saggi sulle fiabe, viene riportato come in fondo in Gothel ci sia dell'affetto per Raperonzolo (Gothel poi vuol dire madrina) e si è sentita tradita quando scopre che la giovane ha conosciuto un principe e per di più è rimasta incinta di lui.
Ma c'è anche da considerare l'altra villain. Dopo aver lanciato il suo incantesimo, lei scompare dalla scena. Infine, non è lei la vecchietta che lavora all'ultimo fuso, quello fatale. 
Ecco, sia Gothel sia l'altra villain scompaiono.
Che cosa le differenzia tipo dalla matrigna di Biancaneve?



di Charles Santore

giovedì 29 ottobre 2015

Che animale sono?

In alcuni post, che ho trattato ultimamente, si parlava molto del "Chi sono io?" e del "Come sono visto dagli altri?" (vedi il post di me e il blog e quello sul Brutto Anatroccolo)

Qualche giorno fa ho scritto su Facebook questo


Avrei una domanda da farvi e magari può sembrarvi strana, ma vi chiedo di rispondere, se lo fate, con serietà. Più avanti, capirete il perché di questa mia domanda.
La mia domanda è: se io fossi un animale, quale sarei per voi e perché?
Grazie mille a tutti quelli che risponderanno.


Perché proprio l'animale?
Beh, ho pensato a ciò perché l'animale è collegato all'istinto, spesso è usato come metafora o similitudine.
Poi se si desidera approfondire, si può andare nel discorso degli animali come Spiriti Guida.
Comunque, eccoci qua con tutti quelli che hanno voluto rispondere (nota: l'ordine degli animali non è dato dall'importanza o dal riconoscermi più in qualcosa ma solo dall'ordine delle risposte)
Ah, nota importante: le immagini sono scelte da me in base a ciò che mi hanno scritto.




Io da quel che ti conosco ti immaginerei come un dolce panda affettuoso e coccolone perché sono animali molto teneri e tu sei una persona molto dolce e sensibile. Poi magari sbaglio. Però ti ho conosciuta così




di Deqen Winter

martedì 27 ottobre 2015

Intervista a Eraldo Baldini sul folklore romagnolo


Avete mai letto qualcosa di Eraldo Baldini?




Nato a Russi nel 1952, negli anni si è specializzato di antropologia culturale ed etnografia sulla Romagna.
Oltre alla saggistica, scrive romanzi gialli e thriller molte volte ambientate nel ravennate.
Dal suo libro Mal'aria è stato tratto nel 2009 una fiction su Rai Uno con Ettore Bassi come protagonista (qui il dietro le quinte) dove tra i personaggi troviamo la Borda, una sorta di strega leggendaria.
Ed è proprio sul folklore romagnolo che ho deciso di intervistarlo.




1)Mi trovo qui con Eraldo Baldini, scrittore ravennate specializzato in antropologia culturale ed etnografia sulla Romagna.
La Romagna viene citata molte volte come una terra dalle ricche tradizioni la cucina in primis eppure mi sembra che le storie, le leggende, le fiabe legate a questa terra siano meno considerate rispetto ad altre regioni di Italia.
E' questa una mia considerazione errata oppure effettivamente è così?


Direi che non è così. Anzi, sul folklore della Romagna esiste una bibliografia sterminata, brani e studi parziali partono già dal Settecento. Tra l'altro la prima opera organica sulla cultura popolare di una regione o subregione italiana è proprio "Usi e pregiudizi de' contadini della Romagna", scritta da Michele Placucci nel 1818.


giovedì 22 ottobre 2015

Due anni con Pinterest

E sono due anni con Pinterest.
Se all'inizio avevo già postato 75 pin, adesso posso dire di aver centuplicato i pin.




Ecco la cronologia dei post su Pinterest a partire da quando ho creato il mio profilo.

Il magico meraviglioso mondo di Pinterest
Un anno con Pinterest
Benvenuta 50esima bacheca di Pinterest
5000 (e più) pin su Pinterest



Intanto ho creato nuove bacheche ed eccole qua. Infatti riporterò quelle nuove e se desiderate vedere le altre, vi invito a dare un'occhiata all'ultimo post sopracitato.
Come sempre, l'immagine che vedete è quella che è stata più pinnata.



Abalone, my cradle
41 pin, 90 followers


Quando ero bambina, rimanevo incantata da una conchiglia.
Solo più avanti scoprii che quella è un Abalone detta, per la sua forma, orecchio di mare.
A me ricorda molto una culla (cradle)
Nell'immagine qui sotto potete vedere la sua madreperla.
Curiosità: le perle di abalone non possono essere coltivate: l'abalone è emofiliaco perciò se viene iniettato un elemento irritante per formare la perla, questo sanguinerà fino a morire.
Perciò le perle di abalone sono molto rare.





domenica 18 ottobre 2015

La storia del brutto anatroccolo ovvero come una fiaba può essere mal compresa

Stavo ascoltando Il brutto anatroccolo nella versione delle Fiabe Sonore e ho pensato a questa fiaba, a quanto è stata mal compresa.





Sarà famosa, una delle fiabe più note e rappresentative di Hans Christian Andersen, ma terribilmente mal compresa.  
Perché dico ciò?
Provate a pensare a cosa rappresenta adesso "Eri un brutto anatroccolo e adesso sei un splendido cigno."
Che cosa vi viene in mente?
Di certo, almeno alla stragrande maggioranza, pensereste a una persona, soprattutto di sesso femminile, che nell'infanzia era brutto e sgraziato e crescendo diventa splendida, bella da far invidia.
Mai considerazione fu più sbagliata.


Non importa che sia nato in un recinto d'anatre: l'importante è essere uscito da un uovo di cigno.
(Hans Christian Andersen)


giovedì 15 ottobre 2015

Io e il mio blog

Per chi scrivi il blog?
Quali sono le tue motivazioni per tenere un blog?


A volte mi rimbalzano queste domande.
Come può essere catalogato il tuo blog?
Beh, entrare nel mio blog Farfalle eterne è come incontrarmi.
Un giorno parliamo di una cosa ed un giorno magari parliamo di tutt'altro però tutto accomunato dalla voglia di scoprire, dalla voglia di sondare e di condividere.
E inoltre della voglia di tenere cura.
Se c'è qualcosa che penso possa far piacere a qualcuno, non solo sto lì a pensarlo, ma glielo faccio presente.
A volte ho un po' il timore di disturbare (quando chiamo al telefono non manco mai di dire, dopo aver salutato, "Spero di non disturbarti.") e almeno qui nel blog posso sentirmi libera di dire, scrivere, di mettere immagini.
Ma c'è anche un'altra cosa che è fondamentale per il mio blog: non solo scrivo per gli altri, per la voglia di condividere ma anche per me stessa.
Non so se questo intento egoistico possa deludere qualcuno, ma vedete quando scrivo lo faccio anche per ricordare a me stessa.
Ovviamente non dimentico mai i miei lettori e sono grata assolutamente per tutti i commenti che mi lasciate, per le e-mail e le richieste ricevute e alle quali ho avuto molto piacere di rispondere (se queste poi non sono arroganti e fintamente ironiche).
E' con immenso piacere che vi informo di alcuni miei progressi nel campo dell'arte, del teatro perché alla fine ho creato questo blog per mostrare la mia arte.
Ma poi la cosa è sfuggita un po' di mano e così il blog ha preso un'accezione più estesa.
Per questo dico sempre di guardare le etichette che trovate a destra, ma anche così non so se qualcuno possa capire.
Se ritornassi indietro, cambierei qualcosa?
Per molti eventi della mia vita, credo che se avessi la possibilità, lo farei ma per quanto riguarda il mio blog alla fine credo di no.
Come ho detto prima, leggere il mio blog è come incontrarmi.
Ecco, chi sono io?


lunedì 12 ottobre 2015

Il Quetzal e la Libertà

Quando ero bambina e leggevo I Quindici (trovate qui la prima parte dei post su questa enciclopedia), rimasi letteralmente folgorata da un uccello, il Quetzal.




Animale nazionale del Guatemala (infatti compare nella loro bandiera), venerato dai popoli precolombiani questo uccello è caratterizzato nel maschio di avere piume verde iridescenti ed una lunga coda.

giovedì 1 ottobre 2015

Concorso di scrittura su Aulonia: il finale


Aulonia vi ringrazia ;)



E alla fine eccoci all'esito finale del concorso di scrittura su Aulonia per il raggiungimento delle 10.000 visualizzazioni.
Ricordo che la richiesta era di scrivere il seguito all'ultimo post del mio secondo blog ovvero Una nuova partenza.
Il post vincitore sarebbe poi stato il post successivo.
Non chiedevo una cosa da poco perché non si tratta solo di immaginare un seguito, ma anche che sia in linea con tutto il resto.
Inoltre pensando a quello che era stato scritto, mi immaginavo il post successivo.
Ma di cosa stiamo parlando? 
Allora, soprattutto lo spiego per chi non lo ha presente, abbiamo qui Zoe, ovvero Aulonia in veste umana senza nessuna memoria di ciò che era, in casa sua, sprofondata nel suo letto. Sua madre la chiama e così Zoe vede poi accanto a sua madre una donna anziana mai vista prima.
Infine scopre che questa signora è venuta a prenderla.


Ecco. Questa è la fine. Fino a poco fa.
Quindi, come è stato proseguito poi?
Ci sono stati 3 partecipanti ed eccoli qua nell'ordine in cui mi sono arrivati.

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