domenica 31 gennaio 2016

L'ultimo unicorno

Proprio tre anni fa scrissi un post intitolato Miei pensieri sul fantasy. Anzi all'inizio, al posto di "pensieri" c'era "riflessioni" ma alla fine cambiai perché poi quello che c'era scritto rappresentava una mia esternazione, condivisibile o no, ma che poi mi resi conto che nella parola "fantasy" ci sono tanti di quei sottogeneri che magari uno non ci pensa neanche (come io del resto qualche anno fa).
Da tempo, da quando vidi per la prima volta il film animato L'ultimo unicorno, desideravo leggere il romanzo omonimo di Peter S. Beagle dal quale è tratto il film.







testo:
When the last eagle flies
Over the last crumbling mountain
And the last lion roars
At the last dusty fountain
In the shadow of the forest
Though she may be old and worn
They will stare unbelieving
At the Last Unicorn

When the first breath of winter
Throught the flowers is icing
And you look to the north
And a pale moon is rising
And it seems like all is dying
And would leave the world to mourn
In the distance hear her laughter
Of the Last Unicorn
I'm alive! I'm alive!

When the last moon is cast
Over the last star of morning
And the future is past
Without even a last desparate warning
Then look into the sky where through
The clouds a path is formed
Look and see her how she sparkles
It's the Last Unicorn
I'm alive I'm alive



Quando andai in libreria, mi si posero due scelte: prendere il romanzo oppure la versione in graphic novel.
Scelsi la seconda versione.






Uscito nel 2010 ed edito da Italycomics, l'adattamento vede Renae De Liz per i disegni e Ray Dillon per il colore e le chine.





Che cosa posso dire?
Non mi pento affatto per aver scelto questa versione e la consiglio a chi ha amato il film d'animazione.
Conoscete la storia de L'ultimo unicorno?
Eccola qui.
Saputo da due avventori, che cavalcavano nella sua foresta, di essere l'ultimo rimasto sulla Terra, l'unicorno decide di sapere che cosa è successo ai suoi simili.
Viene a conoscenza di questa bestia chiamata Toro Rosso sotto il controllo di Re Haggard, ma tante storie sono intrecciate sull'identità di questa enorme creatura tale da renderla leggendaria.
Lungo il suo cammino, e fuori dalla sua foresta, scopre che gli esseri umani non la vedono come un unicorno ma come una semplice giumenta.
Inoltre viene catturata da Mamma Fortuna, una strega che la riconosce per quella che è e decide di usarla per il suo circo.
Lì incontra il mago Schmendrick che la libera e lungo il cammino, si unisce a loro anche Molly Grue.



Mi fermo qui anche perché non si tratta di un film animato molto conosciuto o anche il libro e vi posso assicurare che entrambi, così come anche il graphic novel, ne valgono la pena.

Il film è del 1982 ed è diretto da Jules Bass e Arthur Rankin jr e vede tra gli animatori futuri componenti dello Studio Ghibli.
Le canzoni, la più nota è quella che trovate qui sopra, sono realizzate dagli America, un gruppo folk e soft rock attivo negli anni Settanta e Ottanta e una canzone loro nota è A horse with no name.


Da alcune opinioni su Internet, leggo che L'ultimo unicorno non è un fantasy classico.
Sia nel film che nel graphic novel c'è questa sorta di consapevolezza di far parte di una storia, ma non si tratta della rottura della quarta parete, di rivolgersi al pubblico.
E' come se sapessero il ruolo che spetta a loro, il ruolo che spetta a Schmendrick, quello che spetta all'eroe e all'unicorno, il nostro protagonista.
Avete presente lo schema archetipico del Viaggio dell'Eroe? L'eroe per poter compiere la sua impresa deve passare attraverso sfide e prove. E' un po' lo schema dietro a certe fiabe se ci pensate.
Comunque non è un fatto ribadito troppo spesso se no potrebbe quasi sminuire la sua forza.
Inoltre anche il concetto di realtà e illusione.
Mamma Fortuna sfrutta degli animali, anche vecchi, per il suo circo (tipo quelli freak-show) e con la sua magia, li fa sembrare degli animali leggendari agli occhi delle persone.
Anche che le persone, come detto, la scambino per un semplice unicorno.
Nel graphic novel poi la sua identità non è così tanto chiara.
Se nel film è doppiata dall'attrice Mia Farrow (e da noi Susanna Fassetta, voce di Sophie Marceau ne Il tempo delle mele e seguito), e quindi si percepisce di più il suo essere femmina, nel graphic novel la sua identità è misteriosa fino a un certo punto.
E nel graphic novel si ricollega all'antico mito che per catturare un unicorno bastava una fanciulla vergine per ammansirlo.




dalla British Library Collection



di Domenichino (Domenico Zampieri)
affresco


Così come ci si ricollega al mito purificante del corno.



(dettaglio dell'arazzo medievale omaggiato dal film quando compare la canzone iniziale)


E sempre ritornando al mito dell'unicorno e delle fanciulle, si capisce di più (sempre rispetto al cartone) come mai Molly, appena lo vede, mostra la sua disperazione.







Immagino che il graphic novel possa essere considerato un ponte tra il romanzo originario e il film e credo che chi ama il film, possa amare anche il graphic novel.
Di sicuro, prima o poi, prenderò il romanzo e chissà ancora sarà rivelato.
Da parte mia, consiglio altamente questo graphic novel se come me amate le immagini.
E spero che questa storia che sa tanto di fiaba possa essere letta da chi non la conosceva prima
Se poi amate gli unicorni vi invito a scoprire la mia board di Pinterest dedicata a loro assieme ai cavalli alati.

2 commenti:

  1. Conosco poco L'ultimo unicorno a parte la canzone...
    Dovrei recuperarlo...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. un po' di tempo fa c'era il film per intero in italiano su youtube, ma adesso non c'è più. non so se lo si può recuperare in dvd.

      Elimina

Grazie per i commenti

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