venerdì 24 febbraio 2012

IMPORTANTE: Manca poco per piantare 1000 alberi

Ho aderito un po' di tempo fa all'iniziativa C02Neutral che ha come progetto di piantare 1000 alberi entro la fine di febbraio.
Finora ne sono stati piantati 900

Contribuite anche voi e fatelo sapere in giro


Ecco qua il link



Elfi della foresta di Brian Froud


Canzone delle fate di Arthur Rackham tratto da Sogno di una notte di mezz'estate, 1908


Gli alberi ringrazieranno (e non solo loro)

giovedì 23 febbraio 2012

Sit-in per Rossella Urru a Ravenna


cartello che si può vedere per le nostre vie e piazze





Ravenna non l'ha mai dimenticata. Da quando è stata sequestrata, nella notte tra il 22 e il 23 ottobre 2011, la città di Ravenna è stata vicina alla sua famiglia sin da subito.

Qui lei ha trascorso alcuni anni della sua vita, si è laureata e io ho avuto il piacere di conoscerla: era con me in un laboratorio della non-scuola tre anni fa.

Tutti quanti noi speriamo di poterla abbracciare.


Rossella è stata ricordata anche da Geppi Cucciari al Festival di Sanremo verso la fine:


Grazie per averla ricordata.
La sua famiglia desidera la discrezione però di fronte a un fatto del genere non si può tacere.
Si può far emergere una notizia anche con discrezione pensando soprattutto che un'intera famiglia sta soffrendo.

P.S.: Così com'è stato per il primo post dove parlavo del suo sequestro (clicca qui), come desiderio della sua famiglia, cancellerò tutti quei commenti che vertono sul piano religioso e/o politico.

Qui il sito che le è stato dedicato dove ci sono diverse testimonianze di chi, in un modo o nell'altro, l'ha conosciuta.

Aggiornamento 24 febbraio 2012:

Ecco il video di ravennawebtv sul sit-in:





Aggiornamento 28 febbraio 2012:

Anche Fiorello si unisce al grido di Rossella Urru libera



mercoledì 22 febbraio 2012

Perché non c'è Arte (categoria) su Youtube?

LaurArt1976Arte pubblica un video dove chiede perché su Youtube non c'è la categoria Arte.



Così ho voluto realizzare anch'io un video, un po' nel mio stile, chiedendo come mai non c'è la categoria Arte.





Chiedo scusa per la qualità del video (ho usato la vecchia macchina) ed ecco il disegno per intero:


P.S.: Mi sono dimenticata di alcune categorie come "Istruzione", ma nell'elenco che ho preso non c'era ed altre categorie.


P.P.S.: Ho da poco superato le 200.000 visualizzazioni. So che sono poche in questi quasi tre anni di vita rispetto ad altri blog, ma questo è il mio blog e vi ringrazio tutti!

sabato 18 febbraio 2012

Acqua e ghiaccio (mie foto e video)

Questi giorni hanno dato vita a piccoli fenomeni che per noi europei meridionali sono assolutamente eccezionali.



Orecchini?!


Scarpetta di cristallo appesa?!



Le stalattiti padroneggiano


Una pianta ghiacciata.
Non pare anche a voi che assomigli a un uccello?


L'ufficio dove lavoro è nella zona delle basiliche di San Vitale e Galla Placidia ed è davvero suggestivo il modo in cui la neve copre tutto.





ghiaccio, ghiaccio e ancora ghiaccio


Eccomi imbacuccata e infreddolita :)


Pinocchio su un uccello col manto innevato


base di una colonna


rubinetto di ghiaccio




La nascita di una goccia in tre passi



Ed ecco un mio video:




Un tubo ghiacciato come se ritrovano, ma un tubo dove l'acqua scorre ancora.
E nella trasparenza del ghiaccio si sente lo scorrere dell'acqua che impetuosa scende come una piccola cascata.



P.S.: Per realizzare il video mi sono fatta la doccia. L'acqua usciva anche fuori, sbatteva sul tubo e cadeva su di me. Inoltre era fredda, ma non m'importava: volevo realizzare il video a tutti i costi


Aggiornato

venerdì 17 febbraio 2012

Servizio fotografico (al mio gatto)

Oggi è la festa del Gatto.
Infatti si è scelto il segno dell'Acquario che è un segno anticonformista e il 17 come data.
Inoltre oggi è venerdì, è perfetto per il gatto.

Quindi ecco a voi il servizio fotografico che ho realizzato sul mio gatto, Chicco.



Vai Chicco mostra tutta la tua bellezza. Fà vedere quanto sei figo.



Sì bravo, continua così 



Bene, guarda oltre di me.



Sì, perfetto! Perfetto!!!
Conquistali tutti con il tuo sguardo assassino



Bravo, mostra un po' di malinconia.
Sei un attore nato.



Sì, uno sguardo obliquo.
Continua così



Ora il grande finale!!!!
Bravissimo, un servizio d'alta classe.
Farai un figurone.


P.S.: Le foto le ho scattate l'anno scorso. Lui si era infilato dentro questa sporta e io non potevo non fotografarlo.
P.P.S.: Se vi interessa vedere dipinti, leggere citazioni sul gatto vi rimando al post dell'anno scorso (clicca qui)

martedì 14 febbraio 2012

Eros, il demone (Abbasso Cupido!)


San Valentino.


I Cupido pullulano da giorni. Li vedete con fattezze angeliche, con le guance magari rosse, la pelle rosea, completamente nudi, dei bambini, tutti sorridenti.



L'amore s'invola di William-Adolphe Bouguereau, 1901


E quello dovrebbe rappresentare l'amore?
Quella forza misteriosa e travolgente che sconvolge la vita di molte persone?




Va bene, nell'amore ci sta anche la tenerezza, ma vi pare che questo qua sopra vi ispira amore?
Oppure vi ispira: "Ma quant'è bellino. Guarda che musetto. Lo adottiamo?"
La carineria non è amore. Prima o poi ci si stanca (piccola nota: qui sopra quando parlo di adozione non parlo assolutamente dei bambini o degli animali che sono atti d'amore. Parlo un po' come si guarda una scarpa, un po' la voglia di possedere come "Prendo questo, e poi anche questo. E magari anche questo." Spero di essermi spiegata)
Non si vive di ciccini, piccini e picciò.


Cupido è la "traduzione" romana di Eros, il dio greco, ma come spesso succede con le traduzioni si perde un po' il significato finale.
Sentite cosa racconta l'oracolo di Apollo quando gli viene chiesto l'identità del futuro sposo di Psiche (ho parlato di questo mito qui)

Porta, o re, la fanciulla su una vetta,
vestita e ornata per funebri nozze.
E non sperare per genero d'aver essere umano,
ma un mostro malvagio, feroce e viperino,
che d'ali andando per l'aria tutti molesta
e col ferro e fuoco tutti danneggia:
Giove stesso ne trema, molto lo temono i numi,
ne ha terrore persino il mondo infernale.


A pensarci bene, non aveva tutti i torti l'oracolo.

Eros, o Amore, viene spesso ricordato come figlio di Afrodite.


Venere e Cupido di Lorenzo Lotto, 1550 ca.



Venere e Amore di Sebastiano Ricci, 1713 ca.


Ma esiste un mito ancora più antico ovvero che Eros sia una forza primigenia creata ancora prima di Zeus, il padre degli Dei (greci).


E nacque dunque il Càos primissimo; e dopo, la Terra
dall'ampio seno, sede perenne, sicura di tutti
gli Dei ch'ànno in possesso le cime nevose d'Olimpo,
e, della terra dall'ampie contrade nei bàratri, il buio
Tàrtaro; e Amore, ch'è fra tutti i Celesti il piú bello,
che dissipa ogni cura degli uomini tutti e dei Numi,
doma ogni volontà nel seno, ogni accorto consiglio..

(da Teogonia di Esiodo)

Amore rappresentava una delle prime quattro essenze: Caos, Terra, Tartaro e Amore.
Eros era considerato un demone vero e proprio, ma non come lo si pensa nella concezione cristiana bensì un daimon, una sorta di tramite, una guida.

Eros è un gran Dèmone, o Socrate: infatti tutto ciò che è demonico è intermedio fra Dio e mortale. Ha il potere di interpretare e di portare agli Dèi le cose che vengono dagli uomini e agli uomini le cose che vengono dagli Dèi: degli uomini le preghiere e i sacrifici, degli Dèi, invece, i comandi e le ricompense dei sacrifici. E stando in mezzo fra gli uni e gli altri, opera un completamento, in modo che il tutto sia ben collegato con sé medesimo. 
(da Simposio di Platone)

Che aspetto ha questo Eros? Non ve lo saprei dire. Appartiene al mistero e poi se lo guardate in viso (con la luce della ragione) scappa così come è successo a Psiche.
Può darsi che per ognuno di voi esista un Eros che non assomiglia a quello di un altro.

Eros è il demone che si dice accompagni ciascuno di noi ed è l'Eros di ciascuno. Esso produce in noi i desideri naturali; ogni anima ottiene per sé quanto corrisponde alla sua natura e genera un Eros secondo i suoi meriti e la sua essenza.
Plotino

Di sicuro non sarà stereotipato come quello di Cupido!


P.S.: Esiste un altro mito dove Eros è il figlio di Poros (abbondanza, risorse) e Penia (povertà)

Poiché Eros è figlio di Poros e di Penìa, si trova nella tale condizione: innanzitutto è sempre povero, e tutt'altro che bello e delicato come dicono i più; al contrario è rude, sempre a piedi nudi, vagabondo, [...] perché ha la natura della madre ed è legato al bisogno. D'altro canto, come suo padre, cerca sempre ciò che è bello e buono, è virile, audace, risoluto, gran cacciatore [...]; è amico della sapienza ed è ricco di trucchi, e così si dedica alla filosofia nell'arco di tutta la sua vita.
(da Simposio di Platone)


P.P.S.: C'è un motivo perché Eros ha le ali e sta tutto nella parola angelo. Infatti questa parola deriva dal greco e significa "messaggero". Infatti, si pensava che essendo un tramite tra il mondo divino e quello degli umani avesse bisogno delle ali.

Aggiornato

domenica 12 febbraio 2012

R.I.P. Whitney Houston



Da piccola mi piaceva un sacco I will always love you. Ero alle elementari e la cantavo. Non mi importava se non riuscivo ad eguagliarla. Non sapevo neanche le esatte parole, ma all'epoca non m'importava.  Amavo troppo quella canzone e amavo lei.
Ero felicissima quando uscivano notizie sul suo ritorno alle scene dopo un periodo di droga e alcool.
Stamattina appena leggo la notizia della sua morte, rimango impietrita.

Sin da giovanissima si sapeva che era predestinata alla musica e da giovane nel 1986 era stata protagonista di un "incidente" con Serge Gainsbourg visibilmente ubriaco.




Soprannominata da Oprah Winfrey "The voice" l'unico modo di ricordarla credo sia ascoltare le sue canzoni. Credo che lì si nasconda la vera Whitney Houston. Si può davvero dire che lei era nata per cantare.












Ti sei persa come una bambina in un bosco chiamato droga ed alcool e alla fine non hai più ritrovato la tua strada. Le molliche di pane erano già state mangiate.



Credevo che tu saresti ritornata a splendere...


ma a questo punto, ti ameremo per sempre.


Ciao Whitney,
da una bambina che ora è cresciuta, ma che ricorda ancora come la faceva sentire quella canzone.




venerdì 10 febbraio 2012

Eva Alberti ovvero evviva lodare i blog con il copia-incolla

Ieri pomeriggio ricevo questa e-mail:




Ciao!

Volevo solo ringraziarti per questo ottimo blog aulonia.blogspot.com.

Ho letto il primo post "La svolta" e dopo ho speso con gran piacere un'ora sul tuo blog! :) Tutto è scritto correttamente, è interessante e di facile lettura. Mi è piaciuto molto il tuo post "Nubi in vista".

Ti racconterò un po' di me) Io lavoro nella società Jooble, è un motore di ricerca del lavoro in tutto il mondo. Il mio lavoro è quello di convincere i blogger d'inserire il link del nostro sito nei loro blog. A me piace molto il mio lavoro. Abbiamo un team amichevole e una buona direzione, ma purtroppo io non ho idea di come convincere un blogger a inserire il link nel suo blog, temo che mi possano rimuovere per questo motivo :( Ed ora, invece di inviare migliaia di lettere a diversi blogger, ho letto il tuo blog. A dire il vero, non sono proprio sicura che il mio link "Italy" "jooble-it.com", sia opportuno per il tuo blog, ma se lo ritieni possibile - te ne sarò molto GRATA!!! Il nostro sito è davvero bello ed utile, e' di aiuto per trovare lavoro. Ti auguro una buona giornata! Grazie ancora per il tuo interessantissimo blog. Scrivi di piu'!




Logo JoobleDistinti saluti,

Eva Alberti
La responsabile di Jooble in Italia
+44 20 3239 2317
E-mail: ea@jooble.com
Skype: eva.alberti1

www.jooble.org 







Quando si scrive, si ha il piacere di condividere le proprie passioni con gli altri e non solo. Almeno questo è quello che mi riguarda e in fondo sento Farfalle eterne e Aulonia (il blog che parlava) un po' come delle mie creature. Fa ancora immenso piacere quando senti che qualcosa è arrivato agli altri, ha "incontrato" le loro emozioni.
Alcuni mi hanno scritto e-mail dicendomi grazie ed io ho risposto sempre loro ringraziandoli così come mi piace rispondere ad ognuno di voi qui nei blog (solo rare volte non l'ho fatto).
Quindi non ho dubitato affatto della sua buona intenzione. L'ho ringraziata dicendo che Aulonia lo penso molto come un diario inventato e che ci tengo a tenerlo così però che magari l'altro (questo blog) poteva essere adatto e così le ho dato il link.
Dopo aver spedito l'e-mail, mi sono detta "Meglio controllare". Ho cercato il suo nome e subito come prima della fila mi è arrivata questa pagina.
Insomma questa Eva Alberti è una lodatrice seriale che mira alla buona fede di chi tiene un blog. 
E non ha nemmeno un minimo di fantasia: l'e-mail è uguale tranne per il titolo del blog e per due titoli dei post.
E' tanto come una di quelle persone che incontri tutti i giorni, che sembrano tanto disinteressate, ma agiscono secondo un fine specifico.
Il problema è che al computer non si capisce se quella persona è sincera o no. Non puoi capirlo dall'espressione del corpo e nemmeno dal tono della voce che spesso, più delle parole, rivelano le vere e inconsce intenzioni di chi ti parla.
Quindi ragazzi e ragazze se per caso ricevete una sua e-mail non fatevi ingannare e in ogni caso cercate, cercate e cercate.

Una risposta la troverete di certo.


P.S.: Nelle e-mail che hanno ricevuto gli altri parlava anche del segno zodiacale. Per esempio ha scritto: Sei del Gemelli (o un altro segno ovviamente)? Sono sempre molto contenta di contattare uno con questo segno.
Ebbene, evidentemente con me non l'ha potuto scrivere perchè non l'ha trovato.

P.P.S.: Dopo la scoperta le ho risposto di nuovo "ringraziandola" per dei commenti così originali. Il copia-incolla è davvero una tecnica eccezionale.


mercoledì 8 febbraio 2012

Waris Dirie e l'infibulazione

Mi sveglio in un bagno di sudore. È molto presto, non sono ancora le sei. La notte è stata breve e agitata, con terribili incubi che ricominciavano sempre daccapo. Provo a richiudere gli occhi, ma vedo ancora quelle immagini angoscianti: una miserabile stanza d'albergo, piccola e con la carta da parati ingiallita. Una bambina stesa sul letto, di dieci, dodici anni al massimo. Nuda. Quattro donne circondano il letto e la tengono giù. La bambina ha le gambe spalancate, e una vecchia le siede davanti con un bisturi in mano. Le lenzuola sono zuppe di sangue. La bambina grida con quanto fiato ha in gola. Continua a urlare. Grida da strappare il cuore.
Sono state quelle urla a svegliarmi. E anche adesso sembrano riecheggiare nella mia camera. Mi alzo barcollando e vado a bere un bicchiere d'acqua. Guardo fuori dalla finestra. Comincia a far luce. Sono a Vienna, nessuno sta gridando. Era solo un sogno, mi dico.

(incipit di Figlie del dolore di Waris Dirie)

Purtroppo l'infibulazione è ancora una pratica moderna. La mutilazione dei genitali femminili viene praticata a livello culturale e molte associazioni si battono contro di esse. Anche una donna si batte per far sì che quello che le è successo non capiti ad altre bambine. Lei è la modella somala Waris Dirie.







Ora da un altro suo libro Il fiore del deserto è tratto un film che è stato presentato in anteprima al Festival di Venezia del 2009




Anche se ora è diventata una modella, Waris Dirie non potrà mai dimenticare il suo passato fatto anche di essere stata venduta ed è per questo che si batte.


La mutilazione genitale femminile è particolarmente diffusa in ventotto paesi africani. L'ONU ritiene che questa pratica abbia riguardato complessivamente 130 milioni di donne e ragazze. Le vittime vengono mutilate con utensili d'uso comune - quali lame di rasoio, coltelli, forbici o, peggio, con schegge di vetro, pietre appuntite e persino a morsi. Invece di diminuire, il numero delle ragazze che vengono mutilate aumenta. Molti africani emigrati in Europa e negli Stati Uniti non hanno abbandonato questa consuetudine.

Se penso che quest'anno due milioni di ragazze subiranno quello che ho subito io, mi sento male e mi rendo conto che quanto più questa tortura andrà avanti, tante più saranno le donne come me, furiose e ferite, che non potranno mai più avere ciò che è stata loro tolto

(Waris Dirie)



Musica rosa e blu di Georgia O' Keffee


Un fiore così bello non può essere violentato.



P.S.: L'altro ieri è stata la Giornata Mondiale contro l'infibulazione

martedì 7 febbraio 2012

Sacro e Profano


(cosiddetto) Amor sacro e Amor profano di Tiziano, 1515 ca.


Sentendo questo video sulle polemiche suscitate dallo spettacolo di Romeo Castellucci (vedi qui)





sono rimasta basita dalle parole a 2:10
Bestemmia significa mescolare il sacro col profano, il puro con l'impuro e che cosa c'è di più puro del sacro volto di Gesù Cristo (...) e che cosa c'è di più basso e impuro di un uomo delle sue feci?


Vorrei dire a quest'uomo che se Gesù fosse esistito veramente anche lui non avrebbe resistito al richiamo della  natura.
Questa separazione poi fa parte del mondo occidentale. 
Sentite cosa dice Fosco Maraini (padre della scrittrice Dacia) nel suo libro L'isola delle pescatrici (libro che parlerò prossimamente)

In Giappone, generalmente parlando, si ha un senso meno ieratico e solenne del sacro che da noi. Quando in un villaggio mancano locande od alloggi privati è cosa normale trovare posto in un tempio buddista, dove poi si compiono con la massima naturalezza tutti gli atti della vita quotidiana, vestirsi, consumare i pasti, riposare, studiare e, per i bambini, giocare. La distinzione tra sacro e profano è un tratto culturale dell'occidente; in oriente il divino è come dappertutto diffuso; quasi una corrente d'umile voltaggio, silenziosa e continua, ma d'immensa capacità.


Credo che questa frase sia esemplare e fa riflettere anche perché la concezione del sacro in Occidente mi sembra che offenda la natura umana che sì è anche fatta di escrementi, di liquidi, di tutto ciò che è corporeo e materia in noi, ma non è solo questo. E' un po' come la divisione tra mente (sacro) e corpo (profano), ma nell'uno risiede anche nell'altro, l'uno non può vivere senza l'altro.


Inoltre il concetto di sacro nel Cristianesimo è più simile a quello di santo.
Infatti nell'antichità nel concetto di sacro c'era non solo la parte "alta", ma anche quella più "bassa". Erano contemplate assieme così come il sublime contempla assieme il divino e il terribile.

Provate a pensare un po' all'albero (scusate se ritorno sempre lì).

In alto i rami, in mezzo il tronco e in basso le radici. 



dipinto di un acero in autunno di Tosa Mitsuoki, 17° secolo


Credete che un albero tenga più ai rami che alle radici? Eppure sia i rami sia le radici prendono il loro nutrimento. Il tronco serve come tramite. 
E c'è un motivo se i rami stanno in alto nell'aria e le radici in basso e coperte. E non credo proprio che i rami, se potessero pensare, si sentirebbero più elevate nello spirito e considerassero le radici solo come delle poveracce. Un albero così smetterebbe di vivere.
Può anche capitare che alcuni alberi hanno le radici aeree, ma tutto questo sta nella sopravvivenza dell'albero e non perché le radici "invidino" i rami.


Da parte mia, io non disdegno né l'alto né il basso e ci tengo alla mia natura umana che è fatta sia di bestialità sia di spiritualità.
Non penso proprio che queste due parti siano in conflitto tra di loro.


E voi che cosa ne pensate?


Aggiornamento 8 febbraio 2012:

Ho trovato un racconto zen che trovo particolarmente adatto per questo post. Si chiama Il sacrilegio.

Un maestro Zen si trovava di notte durante un freddo inverno in cammino e sulla sua strada trovò un tempio. Vi si rifugiò e, per non morire congelato, prese una statua lignea che raffigurava il Buddha all'interno del tempio e la bruciò. Sentito il rumore delle fiamme, si svegliò il sacerdote e accorse spaventato credendo che fosse scoppiato un incendio. Vedendo invece il maestro che aveva deliberatamente bruciato la statua, diede in escandescenze, chiamandolo sacrilego e uccisore del Buddha. Allora il maestro prese un bastone e iniziò a rimestare tra le braci.
"Che cosa credi di fare" chiese il sacerdote scandalizzato "Non riuscirai a recuperare la statua!"
"Sto cercando le ossa del Buddha." fece serafico il maestro.
"Ma le statue non hanno ossa!" esclamò il sacerdote.
"Allora portami un'altra statua da bruciare perché ho ancora freddo!"


fonte: Sentieri di luce dell'uomo in cammino edizioni Del Baldo


venerdì 3 febbraio 2012

Il segreto racchiuso nella poesia

La poesia, forse molto più della prosa porta in sé un segreto che è quello che dice Giuseppe Ungaretti, l'immenso, in questa intervista.



E il segreto non sta nella parola.



E' un segreto notturno poiché I poeti scrivono di notte



E si sa com'è la notte: è gelosa dei suoi stessi segreti e non accetta che chiunque, senza alcun rispetto, li scoprano.

Accostarsi alla poesia è come accostarsi a un momento magico racchiuso nel suono, nelle sensazioni, nelle visioni che essa ti provoca.



Nella poesia si può sentire il suo respiro.


giovedì 2 febbraio 2012

R.I.P. Wislawa Szymborska





Ho scoperto Wislawa Szymborska due mesi fa leggendo su una rivista una sua poesia e questa mi aveva tanto colpito che ho voluto realizzare un post (eccolo qua).
Stamattina leggo che è morta. Aveva 88 anni.
Ho scelto delle poesie qui per voi


Tutto


Tutto -
una parola sfrontata e gonfia di boria.
Andrebbe scritta fra virgolette.
Finge di non tralasciare nulla,
di concentrare, includere, contenere e avere.
E invece è soltanto
un brandello di bufera.





La gioia di scrivere


Dove corre questa cerva scritta in un bosco scritto?
Ad abbeverarsi ad un'acqua scritta
che riflette il suo musetto come carta carbone?
Perché alza la testa, sente forse qualcosa?
Poggiata su esili zampe prese in prestito dalla verità,
da sotto le mie dita rizza le orecchie.
Silenzio - anche questa parola fruscia sulla carta
e scosta
i rami generati dalla parola "bosco".

Sopra il foglio bianco si preparano al balzo
lettere che possono mettersi male,
un assedio di frasi
che non lasceranno scampo.

In una goccia d'inchiostro c'è una buona scorta
di cacciatori con l'occhio al mirino,
pronti a correr giù per la ripida penna,
a circondare la cerva, a puntare.

Dimenticano che la vita non è qui.
Altre leggi, nero su bianco, vigono qui.
Un batter d'occhio durerà quanto dico io,
si lascerà dividere in piccole eternità
piene di pallottole fermate in volo.
Non una cosa avverrà qui se non voglio.
Senza il mio assenso non cadrà foglia,
né si piegherà stelo sotto il punto del piccolo zoccolo.

C'è dunque un mondo
di cui reggo le sorti indipendenti?
Un tempo che lego con catene di segni?
Un esistere a mio comando incessante?

La gioia di scrivere
Il potere di perpetuare.
La vendetta d'una mano mortale.





Le tre parole più strane


Quando pronuncio la parola Futuro
la prima sillaba va già nel passato.

Quando pronuncio la parola Silenzio,
lo distruggo.

Quando pronuncio la parola Niente,
creo qualcosa che non entra in alcun nulla.



Amore a prima vista


Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
È bella una tale certezza
ma l'incertezza è più bella.

Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?

Vorrei chiedere loro
se non ricordano -
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
Uno "scusi" nella ressa?
Un 'ha sbagliato numerò nella cornetta?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.

Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.

Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.

Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla all'altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell'infanzia?

Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.





Il cielo


Da qui si doveva cominciare: il cielo.
Finestra senza davanzale, telaio, vetri.
Un'apertura e nulla più,
ma spalancata.

Non devo attendere una notte serena,
né alzare la testa,
per osservare il cielo.
L'ho dietro a me, sottomano e sulle palpebre.
Il cielo mi avvolge ermeticamente
e mi solleva dal basso.

Perfino le montagne più alte
non sono più vicine al cielo
delle valli più profonde.
In nessun luogo ce n'è più
che in un altro.
La nuvola è schiacciata dal cielo
inesorabilmente come la tomba.
La talpa è al settimo cielo
come il gufo che scuote le ali.
La cosa che cade in un abisso
cade da cielo a cielo.

Friabili, fluenti, rocciosi,
infuocati e aerei,
distese di cielo, briciole di cielo,
folate e cumuli di cielo.
Il cielo è onnipresente
perfino nel buio sotto la pelle.

Mangio cielo, evacuo cielo.
Sono una trappola in trappola,
un abitante abitato,
un abbraccio abbracciato,
una domanda in risposta a una domanda.

La divisione in cielo e terra
non è il modo appropriato
di pensare a questa totalità.
Permette solo di sopravvivere
a un indirizzo più esatto,
più facile da trovare,
se dovessero cercarmi.
Miei segni particolari:
incanto e disperazione.





Lode della cattiva considerazione di sé


La poiana non ha nulla da rimproverarsi.
Gli scrupoli sono estranei alla pantera nera.
I piranha non dubitano della bontà delle proprie azioni.
Il serpente a sonagli si accetta senza riserve.
Uno sciacallo autocritico non esiste.
La locusta, l'alligatore, la trichina e il tafano vivono come vivono e ne sono contenti.
Non c'è nulla di più animale della coscienza pulita, sul terzo pianeta del sole.





Alla sua poesia che, con ironica precisione, permette al contesto storico e biologico di venire alla luce in frammenti d'umana realtà

(Motivazione Premio Nobel Letteratura 1996)
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