San Valentino.
I Cupido pullulano da giorni. Li vedete con fattezze angeliche, con le guance magari rosse, la pelle rosea, completamente nudi, dei bambini, tutti sorridenti.
L'amore s'invola di William-Adolphe Bouguereau, 1901
E quello dovrebbe rappresentare l'amore?
Quella forza misteriosa e travolgente che sconvolge la vita di molte persone?
Va bene, nell'amore ci sta anche la tenerezza, ma vi pare che questo qua sopra vi ispira amore?
Oppure vi ispira: "Ma quant'è bellino. Guarda che musetto. Lo adottiamo?"
La carineria non è amore. Prima o poi ci si stanca (piccola nota: qui sopra quando parlo di adozione non parlo assolutamente dei bambini o degli animali che sono atti d'amore. Parlo un po' come si guarda una scarpa, un po' la voglia di possedere come "Prendo questo, e poi anche questo. E magari anche questo." Spero di essermi spiegata)
Non si vive di ciccini, piccini e picciò.
Cupido è la "traduzione" romana di Eros, il dio greco, ma come spesso succede con le traduzioni si perde un po' il significato finale.
Sentite cosa racconta l'oracolo di Apollo quando gli viene chiesto l'identità del futuro sposo di Psiche (ho parlato di questo mito
qui)
Porta, o re, la fanciulla su una vetta,
vestita e ornata per funebri nozze.
E non sperare per genero d'aver essere umano,
ma un mostro malvagio, feroce e viperino,
che d'ali andando per l'aria tutti molesta
e col ferro e fuoco tutti danneggia:
Giove stesso ne trema, molto lo temono i numi,
ne ha terrore persino il mondo infernale.
A pensarci bene, non aveva tutti i torti l'oracolo.
Eros, o Amore, viene spesso ricordato come figlio di Afrodite.
Venere e Cupido di Lorenzo Lotto, 1550 ca.
Venere e Amore di Sebastiano Ricci, 1713 ca.
Ma esiste un mito ancora più antico ovvero che Eros sia una forza primigenia creata ancora prima di Zeus, il padre degli Dei (greci).
E nacque dunque il Càos primissimo; e dopo, la Terra
dall'ampio seno, sede perenne, sicura di tutti
gli Dei ch'ànno in possesso le cime nevose d'Olimpo,
e, della terra dall'ampie contrade nei bàratri, il buio
Tàrtaro; e Amore, ch'è fra tutti i Celesti il piú bello,
che dissipa ogni cura degli uomini tutti e dei Numi,
doma ogni volontà nel seno, ogni accorto consiglio..
(da Teogonia di Esiodo)
Amore rappresentava una delle prime quattro essenze: Caos, Terra, Tartaro e Amore.
Eros era considerato un demone vero e proprio, ma non come lo si pensa nella concezione cristiana bensì un daimon, una sorta di tramite, una guida.
Eros è un gran Dèmone, o Socrate: infatti tutto ciò che è demonico è intermedio fra Dio e mortale. Ha il potere di interpretare e di portare agli Dèi le cose che vengono dagli uomini e agli uomini le cose che vengono dagli Dèi: degli uomini le preghiere e i sacrifici, degli Dèi, invece, i comandi e le ricompense dei sacrifici. E stando in mezzo fra gli uni e gli altri, opera un completamento, in modo che il tutto sia ben collegato con sé medesimo.
(da Simposio di Platone)
Che aspetto ha questo Eros? Non ve lo saprei dire. Appartiene al mistero e poi se lo guardate in viso (con la luce della ragione) scappa così come è successo a Psiche.
Può darsi che per ognuno di voi esista un Eros che non assomiglia a quello di un altro.
Eros è il demone che si dice accompagni ciascuno di noi ed è l'Eros di ciascuno. Esso produce in noi i desideri naturali; ogni anima ottiene per sé quanto corrisponde alla sua natura e genera un Eros secondo i suoi meriti e la sua essenza.
Plotino
Di sicuro non sarà stereotipato come quello di Cupido!
P.S.: Esiste un altro mito dove Eros è il figlio di Poros (abbondanza, risorse) e Penia (povertà)
Poiché Eros è figlio di Poros e di Penìa, si trova nella tale condizione: innanzitutto è sempre povero, e tutt'altro che bello e delicato come dicono i più; al contrario è rude, sempre a piedi nudi, vagabondo, [...] perché ha la natura della madre ed è legato al bisogno. D'altro canto, come suo padre, cerca sempre ciò che è bello e buono, è virile, audace, risoluto, gran cacciatore [...]; è amico della sapienza ed è ricco di trucchi, e così si dedica alla filosofia nell'arco di tutta la sua vita.
(da Simposio di Platone)
P.P.S.: C'è un motivo perché Eros ha le ali e sta tutto nella parola angelo. Infatti questa parola deriva dal greco e significa "messaggero". Infatti, si pensava che essendo un tramite tra il mondo divino e quello degli umani avesse bisogno delle ali.
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